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ammiraglia88

"marinaio" Ivo Villa

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Tempo fa un amico mi ha consegnato una fotocopia di uno scritto che tra poco vi riporterò.

Vi faccio una breve premessa per capire l'importanza di tale testo.

E' stato creato, e redatto, dal sig. Ivo Villa (purtroppo non so quale grado avesse a bordo) e che purtroppo è deceduto l'anno scorso a Como. Mi è stato riferito che è uno degli uomini che aveva partecipato alla battaglia di Capo Matapan, ricevendo in seguito anche una medaglia.

Questo è il suo scritto:

 

 

 

Tre nomi, un destino.

Capo Matapan 28 marzo 1941

 

Invocazione

 

Signore Iddio, creatore del mare, ascoltaci:

 

“Se dalle acque sacrificali di Capo Matapan

Tu facessi levare quelle tre Regie Navi

d’acciaio spezzato,

Noi … Noi sapremmo ritrovare la forza

di ricondurle là, ove ebbero

il nome di “Zara”, di “Fiume”, di “Pola” …“

 

“… Giace la Divisione Navale, affondata

negli abissi del “Mesogeios Thalassa”

e più non può testimoniare

la nostra volontà marinara

sulle rotte della serenissima!”

 

Signore Iddio, creatore dell’uomo, perdona:

 

le nostre velleitarie presunzioni,

poiché siamo resi ciechi dal dolore

di un passato non estinguibile.

Perdonaci, dunque, se tentiamo di esprimere,

- almeno una volta con voce resa forte

dal sacrificio di 2.306 nostri fratelli –

l’anelito di memoria che ci congiunge

– in legame di sangue e dolore –

a quei “Tre Nomi” che non abbiamo potuto difendere.

 

Ivo Villa

Superstite del Ct. “Oriani”

28 marzo 1993

 

:s67:

 

 

 

Ne approfitto per ricordare, a tal proposito, un po' di storia e per capire meglio cosa "c'è dietro" a tale scritto.

"Il 28 marzo 1941, una squadra italiana agli ordini dell'ammiraglio Angelo Iachino, costituita dal Veneto, 8 incrociatori e 13 caccia dirige per Creta per bloccare il traffico mercantile inglese tra l'Egitto e la Grecia. Gli italiani ingaggiano un estenuante inseguimento di 4 incrociatori leggeri e 8 caccia britannici, che tuttavia sono solo l'avanguardia della Mediterranean fleet, costituita dalle corazzate Warspite, Valiant, e Barham, dalla portaerei Formidable, e da 9 caccia. Dopo un attacco di aerei della Formidable e provenienti da basi a terra, l'ammiraglio Iachino decide di ripiegare anche per il mancato e inutilmente atteso intervento dei velivoli della Luftwaffe. Al tramonto, nei pressi di Capo Matapan, si sviluppa un nuovo attacco, contrastato anche dalle emissione di cortine fumogene, l'incrociatore pesante Pola, colpito da un siluro, si ferma. Iachino, ritenendo le navi britanniche ancora lontane, ordina agli incrociatori pesanti Zara e Fiume e a 4 cacciatorpediniere di prestare soccorso al Pola. Nella notte le navi britanniche scoprono, a breve distanza, le navi italiane aprono il fuoco a bruciapelo e affondano gli incrociatori Fiume, Zara e i due cacciatorpediniere Alfieri e Carducci. Successivamente anche il Pola é affondato …

 

Dopo la battaglia di Capo Matapan, la Royal Navy si dispose al soccorso dei sopravvissuti italiani ma deve ritirarsi perché solo in quel momento arrivano gli aerei tedeschi. Gli inglesi comunicano comunque la posizione dei naufraghi a Supermarina che invia le navi ospedale italiane.

Nell'agosto 1952, su una spiaggia nei pressi di Cagliari, é trovata una bottiglia con dentro questo messaggio: "Regia Nave Fiume - Vi prego, Signore, di informare la mia cara madre che io muoio per la Patria. Marinaio Chirico Francesco da Futani, Salerno. Grazie Signore - Italia!" La madre venne informata e suo figlio ricevette la Medaglia di Bronzo al Valor Militare alla memoria."

(Fonte: il sito della Marina Militare Italiana).

 

 

Due brevissime notizie riguardo al trattato di Pace (è citata la nave del "nostro marinaio" Villa):

"Il trattato di Pace e le sue conseguenze.

… Le restrizioni riguardanti la Marina Militare, elencate nell'Art. 59, vietavano la costruzione, l'acquisto e la sostituzione di navi da battaglia, oltre all'utilizzazione e alla sperimentazione di unità portaerei, naviglio subacqueo, motosiluranti e mezzi d'assalto di qualsiasi tipo. Il dislocamento totale del naviglio militare (in servizio ed in costruzione), eccettuate le navi da battaglia, non doveva superare le 67.500 tonnellate, mentre il personale effettivo non poteva eccedere le 25.000 unità.

Il protocollo navale delle 4 potenze del 10 febbraio 1947 impegnava inoltre l'Italia a mettere a disposizione delle Nazioni vincitrici (in particolare Stati Uniti, Unione Sovietica, Regno Unito, Francia, Jugoslavia, Albania e Grecia) le seguenti unità navali in conto riparazioni:

• navi da battaglia: Italia,Vittorio Veneto e Giulio Cesare;

• incrociatori ed esploratori: Emanuele Filiberto duca d'Aosta, Attilio Regolo, Scipione Africano, Eugenio di Savoia ed Eritrea;

• cacciatorpediniere: 5 unità classe "Soldati", più l'Augusto Riboty e l'Alfredo Oriani;

• torpediniere: 6 unità appartenenti a varie classi, fra cui le moderne Aliseo e Fortunale;

• sommergibili: 8 battelli, di cui 3 appartenenti alla recente classe Acciaio;

• navi scuola: Cristoforo Colombo. "

(Fonte: il sito della Marina Militare Italiana).

 

 

Alcune notizie della nave Cacciatorpediniere Alfredo Oriani.

"Alfredo Oriani - Cacciatorpediniere

Cantiere: O.T.O. – Livorno

Impostazione: 1935 - Varo: 1936 - Completamento: 1937 - Radiazione: 1948

Dislocamento: Normale: 2.130 Tonn. - Pieno carico: 2.320 Tonn.

Lunghezza: 106,7 (f.t.) mt. - Larghezza: 10,2 mt. - Immersione: 4,3 mt.

Apparato motore: 3 caldaie - 2 turbine - 2 eliche - Potenza: 48.000 HP

Velocità: 39 nodi

Combustibile: 510 tonn. di nafta

Autonomia: 2.190 miglia a 18 nodi

Armamento: 4 pezzi da 120/50 mm. - 2 pezzi da 37/54 mm. - 6 mitragliere da 20/65 mm. - 6 tubi lanciasiluri da 533 mm. - 2 lanciabombe

Equipaggio: 173

 

Costituiva una classe, detta Poeti, di 4 unità, assieme alle gemelle Vittorio Alfieri, Giosuè Carducci e Vincenzo Gioberti.

Le unità di questa classe presentano lievi modifiche rispetto alle unità della classe Venti.

L'unità fu ceduta alla Francia nel 1948 ed integrata nella marina francese con il nome di D'Estaing."

(Fonte: il sito della Marina Militare Italiana).

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Rapporto completo, esausitivo e appassionato: Roberta, davvero complimenti!

E' cosi che (penso) dovremmo affrontare il ricordo delle persone e dei luoghi....

 

di Matapan ne abbiamo parlato, talvolta sfiorando la flame (come spesso capita tra appassionati) in un buon numero di discussioni, e anche del Marinaio Futani ne avevamo parlato qui: http://www.betasom.it/forum/index.php?show...c=26130&hl=

 

piu che parlare della battaglia di Matapan, però, mi concentrerei sulle parole del sig. Villa.

Penso allo spirito di corpo che traspare nel ricordo dei suoi commilitoni

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da base artica, marco

onore e rispetto a tutti coloro che seguirono la ns. bandiera.

marco

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Rapporto completo, esausitivo ...

 

... e anche del Marinaio Futani ne avevamo parlato qui: http://www.betasom.it/forum/index.php?show...c=26130&hl=

 

piu che parlare della battaglia di Matapan, però, mi concentrerei sulle parole del sig. Villa.

Penso allo spirito di corpo che traspare nel ricordo dei suoi commilitoni

 

Le notizie le avevo cercate per me, per capire meglio il tutto, quindi è stato un attimo :s02: riportarle qui per "creare l'ambiente" giusto.

 

Mi ricordavo del messaggio in bottiglia di questo marinaio, che tra l'altro ho letto (ovviamente qui in Betasom) non molto tempo fa.

Ho lasciato questa frase perchè spesso a me capita di sentire una notizia di qua e una di là e poi, prima o dopo, noto che le due si agganciano (cioè, per dirla in breve, alla fine faccio 1 + 1).

Dato che questo marinaio era sulla nave Fiume citata dal sig. Villa ... direi che ... i conti tornano anche stavolta! :s03:

 

Devono essere stati momenti terribili ... non riuscire a salvare tre navi ed i relativi equipaggi ... pensare ai naufraghi ... al campo di battaglia ... essere superstite del Cacciatorpediniere Oriani ... e (come dice l'autore) al sacrificio di 2.306 nostri fratelli :s67:

La guerra è comunque una cosa orribile!

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