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Guest ERICH TOPP U-552

Anita Conti

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Il 17 maggio 1899 nasce a Ermont, una località a nord di Parigi, Anita Caracotchian. Figlia di una famiglia facoltosa di origini armene, con lo scoppio della prima guerra mondiale si trasferisce sulla costa atlantica francese a L'Ile d'Oleron, nei pressi di La Rochelle. Qui nel 1927, si sposa con Marcel Conti, un funzionario diplomatico, che capì subito l'amore della propria moglie per il mare e nonostante i tempi, si dimostrò un uomo di larghe vedute, non contrastando la passione della giovane sposa. Anita passa giornate intere a contatto con i pescatori della zona e inizia a ritrarli nelle loro faccende quotidiane e a raccogliere le loro storie di mare.

 

 

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Nel 1935, viene assunta dall'Ufficio Scientifico e Tecnico della Pesca Marittima e in occasione dell'inizio delle crociere della "President Théodore Tissier", la prima nave oceanografica francese, venne imbarcata come reporter e fotografa. A bordo Anita, grazie alle sue annotazioni e le sue fotografie raccolte durante i viaggi che la portarono dall'Islanda a Terranova, dalla Scozia all'isola di Spitzberg, iniziò a far conoscere al grande pubblico francese di cosa si occupasse l'oceanografia, scrivendo al suo ritorno per giornali come La Republique, Le Figarò, L'Intrasigeant e L'Illustration e grazie ai quali la sua popolarità iniziò ad accrescere anche tra la gente di mare, diventando ben presto una leggenda.

 

 

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Nel 1939, si imbarcò sul peschereccio d'altura Vikings, con il quale inaugurò la sua prima stagione di pesca al merluzzo, nelle acque del mare di Barents e di Spitzberg. Scoppia la seconda guerra mondiale e grazie alle sue conoscenze delle correnti nella Manica e nel Mare del Nord, la sua presenza viene richiesta a bordo delle dragamine che operavano in quelle zone, per le operazioni di bonifica dalle mine posizionate dalla Kriegsmarine tedesca.

 

 

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Terminata la guerra, Anita Conti, torna ad imbarcarsi sulla flotta peschereccia bretone e inizia una serie di lunghe crociere lungo le coste Occidentali dell'Africa, disegnando le carte nautiche da pesca della Mauritania; effettuò su richiesta del Governo Algerino uno studio finalizzato al miglioramento e allo sviluppo delle tecniche di pesca tradizionale; e per il Governo della Guinea, si attivò per il miglioramento delle tecniche di affumicamento del pesce.

 

 

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Nel 1952, imbarcò sul peschereccio d'altura di 70 mt. "Bois Rosé" dedito alla pesca dei merluzzi, insieme ad un equipaggio di sessanta uomini, che conoscendola già, provarono un grande rispetto e ammirazione per quella donna che ormai era già da tempo leggendaria nell'ambiente marittimo. Per sei mesi, navigarono lungo le fredde acque del Labrador, dei Banchi di Terranova e della Groelandia.

L'anno dopo, iniziò a ordinare tutti i suoi appunti di viaggio e iniziò a scrivere numerosi libri, alcuni prettamente scientifici e altri autobiografici, come "Géants des mers chaudes" del 1957, dove descrisse la sua esperienza africana, oppure il suo ultimo del 1971 "L'ocean, les betes et l'homme", nel quale narrò i suoi viaggi negli ultimi dieci anni.

 

 

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Jaques Costeau, nel 1959 la chiamò a collaborare per la realizzazione del Museo Oceanografico Francese, ma dopo poco, a seguito di alcune discordanze con il grande oceanografo, Anita Conti uscì dal progetto e si trasferì in Italia sulle coste adriatiche per svolgere alcuni esperimenti di acquacoltura, attività con la quale poi si ritrasferì nuovamente in Bretagna e dove proseguì fino all'età di 98 anni.

 

 

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Anita Conti si spense definitivamente nella notte tra il 24 e il 25 dicembre 1997 a Douarnenez, lasciando un eredità scientifica composta da un fondo impressionante di manoscritti e circa 40.000 immagini, costruita dalla sua determinazione nel compiere i suoi studi e i suoi viaggi a contatto con un ambiente duro e ostile, quale è il mare, ma donando alla storia marittima francese del 20° secolo una visuale attraverso lo sguardo femminile e ricevendo da parte dei marinai l'appellativo di "Signora del Mare".

 

Nel 2004 è stato pubblicato il libro "Anita Conti, La Dama del Mare", edito da Magenes (Milano) e a cavallo tra il dicembre 2007 e l'inizio del 2008, presso il Museo della Marineria di Cesenatico fu istituita una mostra fotografica composta da una raccolta di sue immagini scattate nel 1952 durante una crociera di pesca sui Banchi di Terranova.

 

 

 

:s67: Mau

Edited by ERICH TOPP U-552

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Arrivo in ritardo, mi era sfuggito!

Bravo Erich!! Ma perchè 'sta gente viene pubblicata da editori senz'altro specializzati ed autorevoli, ma sempre "di nicchia" :s06: Come fa la gente a conoscere queste persone....se non c'è un Erich Topp o simili a divulgarne qualcosa (ma pur sempre in un ambito "specifico"...)

Perchè un libro non solo offensivo nei confronti degli Italiani (senza che nessuno abbia mai protestato a livello non dico ufficiale - che ognuno ha diritto di sparare le balle che vuole- , ma neanche giornalistico o di critica letteraria), ma SOPRATTUTTO banale e fumettistico come Dove finisce l'arcobaleno di Wilbur Smith INVECE vende migliaia di copie in ITALIA (suppongo milioni in giro per il mondo)? OT lo so, OT :s68: ...ma da qualche parte dovevo dirlo....

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Bravo Mauro. Sempre alla scoperta di interessanti argomenti e personaggi magnifici.

Grazie per la tua dedizione.

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Guest UPS2

Complimenti Erich: un bel lavoro di ricerca, esaustivo ed approfondito! :s20:

 

Una figura di "Donna di Mare" praticamente sconosciuta che meritava indubbiamente di essere "scoperta".

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