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Guest seicolpi

Navigazione Lossodromica E Ortodromica

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Guest seicolpi

NAVIGAZIONE LOSSODROMICA

Il percorso di una nave che governa e mantiene costante l'angolo di rotta vera (Rv) è una curva che taglia tutti i meridiani sotto lo stesso angolo.

Tale curva viene chiamata "Lossodromia" (rombo obliquo). In parole semplici la nave naviga da un punto ad un altro della superficie terrestre percorrendo un arco di lossodromia.

Dicasi navigazione lossodromica la navigazione condotta sulle lossodromie.

Da questo si deduce che la rotta vera è l'angolo costante che forma con i meridiani la lossodromia seguita dalla nave e viene comunemente chiamata rotta lossodromica.

 

Per ogni punto della superficie terrestre si possono far passare infinite lossodromie, che formano un determinato angolo con il meridiano.

Particolari lossodromie sono quelle che corrispondono agli angoli 0° o 180° (meridiani), 90° o 270° (paralleli/equatore)

 

L'angolo costante che il percorso forma con i meridiani viene definito “rotta lossodromica” (Rv) e la distanza percorsa viene definita “cammino lossodromico” (m).

 

La latitudine (N, S) di un punto è l'arco di meridiano minore di 90° compreso fra il punto considerato e l'equatore; si indica con φ.

La longitudine (E, O) di un punto è l'angolo minore di 180° compreso fra il piano di meridiano di Greenwich e il piano di meridiano del punto considerato; si indica con λ.

L'appartamento o allontanamento è lo spostamento per parallelo subito da una nave che si sposta con rotta qualsiasi; si indica con µ.

 

Si può immaginare la lossodromia come una spirale che si avvolge verso i poli senza mai raggiungerli.

 

Nav_navlossodromica.JPG

 

 

I problemi fondamentali della lossodromia.

1 - Date le coordinate del punto di partenza (φ,λ), la rotta lossodromica seguita (Rv) e il cammino lossodromico percorso (m), determinare le coordinate del punto di arrivo (φ',λ').

 

Metodo esatto, con la formula delle latitudini crescenti:

lossodromia_problema1.gif

con φc e φ'c ricavati dalla tavola 4 delle tavole nautiche (Tavola delle latitudini crescenti)

 

Metodo approssimato, con la formula del parallelo medio:

lossodromia_problema1b.gif

 

 

2 - Date le coordinate del punto di partenza (φ,λ) e le coordinate del punto di arrivo(φ',λ'), determinare la rotta (Rv) e il cammino lossodromici (m).

 

Metodo esatto:

lossodromia_problema2a.gif

 

Metodo approssimato:

lossodromia_problema2b.gif

 

 

Circolo massimo: linea di intersezione della sfera con un piano che passa per il centro di essa

Circolo minore: linea di intersezione della sfera con un piano che non passa per il centro di essa.

Nav_circolomassimo.JPG

 

 

NAVIGAZIONE ORTODROMICA

L'arco di circolo massimo che unisce due punti della superficie della sfera terrestre è chiamato ortodromia.

L'angolo di rotta ortodromica (indicato con Ro) è continuamente variabile lungo il percorso.

Per percorrere un arco di circolo massimo la nave dovrebbe cambiare la propria Rv continuamente, in pratica per compiere un percorso di per circolo massimo si devono seguire rotte lossodromiche, che formano le spezzate.

Una nave che segue un percorso di circolo massimo ha sempre la prua diretta verso la destinazione, mentre una nave che segue un percorso lossodromico avrà la prua diretta verso la destinazione solo quando seguirà l'ultima spezzata.

 

Nav_navortodromica.JPG

 

Ovviamente il percorso lossodromico risulterà più lungo di quello ortodromico, ma la differenza tra i due si assottiglia tanto più quanto i punti di partenza e destinazione si avvicinano allo stesso meridiano o all'equatore.

 

Sulle carte di Mercatore, gli archi di circolo massimo hanno concavità rivolta verso l'equatore. Nel caso il punto di partenza e quello di arrivo siano in emisferi differenti l'arco di circolo massimo avrà due concavità e un nodo in prossimità dell'equatore.

 

Nav_navmista2.JPG

 

La parola ortodromia significa percorso diretto, mentre la parola lossodromia significa percorso indiretto.

 

 

NAVIGAZIONE MISTA

Quando il circolo massimo sale ad elevate latitudini, conviene seguire un percorso misto, cioè composto da due archi di circolo massimo e di un arco di lossodromia lungo il parallelo che non si vuole oltrepassare (parallelo limite).

Il percorso sarà quindi formato da tre tratti distinti: un primo tratto di navigazione ortodromica per raggiungere il parallelo limite, un secondo tratto di navigazione lossodromica lungo detto parallelo (vertex) e un ultimo tratto di navigazione ortodromica per raggiungere il punto di destinazione.

 

Nav_navmista1.JPG

 

Definizioni, immagini e formule tratte da:

- "Navigazione ad uso degli Istituti Nautici e dei Naviganti", volume 1º - I. Capasso, S. Fede - Ed. Hoepli - 1971

- "Ufficiale di coperta" - E. Aymo-Boot, Ed. Hoepli - 1972

- "Manuale dell'Ufficiale di rotta" - Ist. Idrografico della Marina - 6ª ed. 2006

- “Tavole nautiche” - Ist. Idrografico della Marina - 1969

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Guest Marcuzzo

Post eccezionale tessssssoro, soprattutto per un argomento così ostico. Lo hai spiegato in modo perfetto, si vede già il futuro Comandante!!! :s20: :s20: :s20:

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Guest seicolpi

Sei troppo gentile tesssssssoro.

Vorrei avere a disposizione un bel tavolo di carteggio per apprendere meglio questo tipo di navigazione complessa.

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Guest Marcuzzo
Sei troppo gentile tesssssssoro.

Vorrei avere a disposizione un bel tavolo di carteggio per apprendere meglio questo tipo di navigazione complessa.

 

Tipo quello di papà? :s02:

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Non fù per una navigazione di tipo ortodromica che il titanic, nel tentativo di battere tempi di percorrenza su lunghe distanze,s'imbattè in un iceberg?

Edited by Comandante Tyler

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Guest Marcuzzo
Non fù per una navigazione di tipo ortodromica che il titanic, nel tentativo di battere tempi di percorrenza su lunghe distanze,s'imbattè in un iceberg?

 

Non credo, semmai per via della zona che preferì attreversare allo scopo di abbreviare la distanza allungando quindi le lossodromie :s02:

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Scusa Marcuzzo,

ma se la terra è più larga lungo la linea dell'equatore (parallelo massimo),

la rotta ortodromica gli garantiva una maggior riuscita dell'impresa, e la maggior probabilità di incontrare iceberg...

(Vabbè che le ipotesi sono tante e non ancora ben chiare...considerato che sulla lamiera sono stati trovati anche dei fori e addirittura c'è chi dice che sia stato un sommergibile).

 

Cosa ne pensi?

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Guest Marcuzzo

L'ortodromica la si può seguire solo sull'equatore o sui meridiani, in quanto circoli massimi, al di fuori di essi, per le navigazioni oceaniche, occorre tracciare le lossodromie. Il Titanic preferì affrontare una rotta più breve, allo scopo di arrivare prima, nonostante fossero stati segnalati iceberg (era pure la stagione), e cercò di allungare al massimo la lossodromica, come si può notare dall'immagine che segue:

 

127.jpg

 

Le altre navi, in quel periodo, prendevano sempre una rotta più a sud per evitare il pericolo Iceberg, utilizzando quindi più lossodromie.

Certo che non sarebbe male avere per le mani il diario di bordo in modo da ricostruire la rotta precisa che fu tracciata :s68:

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