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GM Andrea

Rassetto Tomba Dell'amm. Degli Uberti

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Giorni or sono mi sono recato al cimitero maggiore di Vicenza col preciso intento di trovare la tomba, che sapevo esservi, dell'Amm. Ubaldo degli Uberti.
Le informazioni che avevo - datemi tempo fa da un amico - erano abbastanza scarne, ma con un po' di fortuna ho trovato quel che cercavo.
Inutile a dirlo, come mi aspettavo la tomba era in condizioni pessime:

p1000291ho5.jpg

L'intonaco è messo male, e quei fiori stravecchi erano davvero una tristezza. Mi sono quindi detto che andava fatto qualcosa.
Prima però sarà meglio che spieghi da cosa nasce l'interesse, anzi l'affetto, per degli Uberti.

Nato nel 1881, discendente del celeberrimo Farinata, Ubaldo degli Uberti (Ub2, come lo chiamava l'amico Ezra) fu tra i primi Ufficiali sommergibilisti della Regia Marina.
Il suo nome è indissolubilmente legato al sommergibile Pullino, che al suo comando si incagliò alla Galiola con a bordo Nazario Sauro.
Il comandante e l'equipaggio vennero inviati in campo di concentramento. Con la fine delle ostilità Ub2 riprese il servizio, ma decisamente provato da quanto avvenuto. A causa di malumori con lo Stato Maggiore decise di congedarsi alla fine degli anni '20, dedicandosi a una feconda attività di scrittore. Fra i suoi molti volumi, ricordo La Marina da guerra, Sommergibili - vecchie storie, una biografia del Duca degli Abruzzi e molti opuscoli propagandistici.
Richiamato in servizio alla fine degli anni '30 col grado di CV (contrammiraglio nel '41) divenne il responsabile della propaganda di SUPERMARINA. Ciò lo mise a diretto contatto coi numerosi corrispondenti di guerra per la Marina, di cui era il supervisore. Inoltre fu il direttore (ufficioso) del settimanale Prore armate, originale e poco noto settimanale dedicato essenzialmente alla "bassa forza".
Con l'armistizio Ub2 scelse la strada del Nord. Divenne quindi responsabile della propaganda della Marina della RSI e direttore del settimanale Marina repubblicana, con sede a Vicenza (ove si trovava anche il sottosegretariato di stato alla Marina). Qui si trova un saggio della sua prosa.
Col trasferimento del sottosegretariato a Montecchio Maggiore (10 km da Vicenza) Ub2 rimase in terra vicentina, non facendosi però illusioni sulla fine della guerra (Chi muore oggi fa un affare, disse il 24 aprile 1945).
Il 28 aprile si trovava a Montecchio, Ufficiale più alto in grado. Il CV De Monte, colà presente, racconta che Ub2 convocò tutto il personale lasciandolo libero e rammentando di seguire sempre l'etica militare che li aveva guidati. Assieme a un Colonnello commissario salì quindi in auto la volta di Vicenza, giudicandola più sicura di Montecchio, Tuttavia dopo circa un chilometro un posto di blocco tedesco (in realtà soldati mongoli) aprì il fuoco, non riconoscendo per amica l'autovettura, il cui autista - un marò - non aveva rallentato. Il Colonnello rimase ucciso, mentre l'ammiraglio - ferito e con una mano asportata - venne trasferito all'ospedale di Vicenza, ove morì la notte stessa.
Quella notte bivaccò di fronte all'ospedale berico il figlio di Ub2, Riccardo, di ritorno dalla Germania e diretto a casa. Solo mesi dopo seppe che quella notte a pochi metri da lui c'era suo padre morente.
Ora Ub2 riposa nel cimitero maggiore di Vicenza.

Va anche detto che l'ammiraglio, oltre che scrittore accattivante, era anche un ottimo conoscitore della lingua inglese. Ciò lo portò a entrare in contatto, quale traduttore, del poeta americano Ezra Pound, che negli anni trenta viveva a Rapallo. I due divennero presto amici, condividendo le idee politiche ed economiche che tanti guai costarono al miglior fabbro allorchè venne catturato dai suoi connazionali.
Per Pound, affascinato dal simbolismo dell'Italia medievale, Ub2 (era lui a chiamarlo così) era anche il discendente di Farinata, quindi doppiamente meritevole di stima.
Fu in effetti Ub2, dopo l'armistizio, a regalare all'amico Pound gli scarponi da montagna coi quali (a piedi!) raggiunse il nord.
E al nord si strinse ancor di più il rapporto fra i due, tanto che proprio su Marina repubblicana Pound pubblicò alcuni dei suoi Cantos (giudicati dall'ammiraglio effettivamente un po' ostici per i marò...).
Orbene, un giorno del '44 Ub2 stava passeggiando per Vicenza quando s'imbattè nella facciata della chiesa medievale di S. Lorenzo (due passi da Contrà S. Marcello, sede del suo settimanale). La facciata ospita quattro tombe trecentesche, sulla seconda da destra delle quali Ub2 notò con stupore lo stemma della propria famiglia. Chiestane ragione al cappellano, scoprì esservi sepolto Lapo degli Uberti, discendente di Farinata, morto a Vicenza esule ghibellino dalla sua Toscana.
La cosa colpì Ub2, che alla prima occasione scrisse a Pound: chissà che anch'io un giorno non debba morire qui, esule, portato via da "un vento di siepe".
Pound non si dimenticò dell'amico, che ricorda in alcun passi dei suoi Cantos. Il più struggente è questo (XCV):

And over an arch in Vicenza, the stemma,
the coat of arms, stone: “Lapo, ghibbeline exile”.
“Who knows but I also from some vento di siepe?”
six centuries later “degli Uberti”.


cioè:

E sopra un arco, a Vicenza, lo stemma,
sulla tomba di pietra; "Lapo, esule ghibellino".
"Chissà che anch'io non debba morire esule ghibellino
per qualche vento di siepe"
scrisse degli Uberti, seicento anni dopo.


Bene, dopo questa pappardella, sappiate che oggi mi son recato decisamente agguerrito al cimitero.
Ho fatto un po' di pulizia, per quanto possibile, rimpiazzando il vecchissimo mazzo di fiori con dei fiordalisi blu e un nastrino tricolore.
Ho poi realizzato questa sintetica epigrafe, in cui ho riportato i versi di Pound, non dimenticandomi lo stemma di Betasom (col beneplacito del Comando).
Il tutto è in un apposito supporto trasparente.

ub2nt8.png

Mi rendo conto che è ben poca cosa, poichè occorrerebbe una radicale risistemazione della lapide (peraltro in un oscuro sotterraneo).
Ma almeno qualcosa s'è fatto; e stasera posso andare a letto più felice, perchè di sicuro, da qualche parte, qualcuno si sarà accorto che non tutti hanno dimenticato.


p1000292jx9.jpg

Edited by GM Andrea

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magna gatt... pardon

magna gatti :s03: (lo sai che scherzo )

 

ottimo lavoro

 

senti mulon mi gho per le man qualcosa a trst ...

tipo una mostra che fa la fed. grigioverde di trieste dentro al palazzo della borsa..

io come tutti sanno do una mano a portare pezzi di stoffa che rappresentano un po di persone...

 

noi pensavamo di prendere un 4 personaggi significativi...

uno per forza armata...

tipo uno dell'esercito... marina... aviazione... e le ausiliare... sempre sotto la RSI

 

chiedo qui sula pubblica piazza qualche idea su chi parlare (almeno come uomini di marina che dopo quel giorno hanno scelto quella strada)

uno di questi da come ho letto sarebbe carino scrivere una pagina , anche illustrada di questo personaggio o di un'altro (ovviamente si avvisano i familiarise vivi)

 

la base e' disposta ad darmi una manina ???

e cmq conoscendovi e quello che avete fatto a rapallo verrebbe un capolavoro :s41:

 

detto questo... lo so che a parole nn sono bravo ma prima che me lo dimentichi ... o e' meglio aprire un post a parte?

 

ragazzi io nn son bravo a scrivere ma spero che abbiate un minimo compreso quello che si deve fare cmq per chi viene su da valerio cerchero' di spiegarmi meglio

 

giente di mare nn so cos'altro cosa dire nn son mai stato bravo a parlare o a scrivere :s68:

 

grazie per chi mi sopporta ( ve slungo un grappin e viva L'A... e po bon :s03: )

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sapevo già quanto stava facendo Andrea eppure non riesco a non alzarmi in piedi per un lungo applauso!

 

magnifico il ricordo di DegliUberti, con aneddoti di spessore, quasi commoventi. Confesso che per me è sempre stato lo scrittore sommergibilista eppure in questa storia emerge qualcosa di epico...

 

grazie Andrea per questo saggio di valori umani!

 

@steven: forse è il caso di aprire un topic apposta, magari in storia e con idee più definite! per il resto non credo che ci saranno problemi a collaborare!

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Ottimo lavoro, Andrea! :s20: :s20: :s20:

Avevo visto il tutto in anteprima e non posso che confermare la mia approvazione!

Davvero Grazie.

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Così si fa...... bravo Andrea :s20: :s20:

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Opera davvero meritoria sia dal punto di vista storico che da quello umano-cristiano. :s20: :s20: :s20: Ben fatto.

 

Grazie anche per l'interessante e commovente profilo.

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Andre, se sei d'accordo sposto ne "la nostra scia"...

 

Nulla osta :s01:

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Andre, se sei d'accordo sposto ne "la nostra scia"...

 

Nulla osta :s01:

 

Obbedisco!

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Stamane, grazie a una provvidenziale segnalazione, mi sono recato a Montecchio Maggiore a trovare due gentilissime sorelle, che 63 anni fa furono testimoni oculari del ferimento dell'Ammiraglio degli Uberti.

 

Mi hanno confermato in particolare che il posto di blocco che aprì il fuoco era composto di soldati mongoli arruolati dai tedeschi. L'episodio avvenne a poche decine di metri da casa loro, in questo punto, all'altezza del semaforo:

 

bbbbbmj8.jpg

 

La macchina dell'Ammiraglio proveniva dalla strada in fondo.

 

Inoltre, i soldati mongoli spararono numerose raffiche anche dopo che gli occupanti della macchina ne scesero, tanto che degli Uberti rimase ferito lungo la strada, o meglio sulle rotaie dell'allora esistente ferrovia, oggi sradicata e (ahimè) sostituita dalla pista ciclabile che si vede. Una sorella delle due signore, con un'amica, raccolse l'ammiraglio e - non riuscendo a trovare un'ambulanza - lo portarono a al vicino ospedale con un carretto. Nel mentre, poichè volteggiava in cielo un "Pippo" americano, degli Uberti - ferito a morte - ripeteva alle due giovani di non preoccuparsi di lui e di mettersi in salvo. Dall'ospedale di Montecchio fu poi trasferito a quello di Vicenza, ove morì poche ore dopo.

 

Il Colonnello di Commissariato Sanguinetti, che si trovava in macchina con l'ammiraglio, morì invece pochi minuti dopo la sparatoria, proprio nella cucina in cui ho incontrato le due testimoni.

 

Il padre delle due signore, inoltre, quel giorno per poco non rimase colpito dalla prima raffica sparata dai mongoli. Aveva appena messo la testa fuori dalla finestra di casa allorchè si senti passare alcune pallottole sulla testa. Una entrò in casa, ed eccola qui:

 

aaaaaoc5.th.jpg

 

 

La ricerca prosegue ora in diverse e svariate direzioni. Debbo però sin da ora un pubblico ringraziamento alla Contessa de Rachewiltz, figlia di Ezra Pound, per la cortesia e l'aiuto dimostratimi.

Faremo sapere....

Edited by GM Andrea

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sei grande Andrea! :s20: :s20: :s20:

 

mi colpisce (ma non so se sia effetto del fatto che stai raccontando tu) la naturalezza con cui hanno raccolto i feriti e hanno visto morire un uomo in casa loro. forse era una cosa di tutti i giorni in quegli anni ma mi sembra lo stesso incredibile e allo stesso tempo degno del massimo onore e rispetto!

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mi colpisce (ma non so se sia effetto del fatto che stai raccontando tu) la naturalezza con cui hanno raccolto i feriti e hanno visto morire un uomo in casa loro. forse era una cosa di tutti i giorni in quegli anni ma mi sembra lo stesso incredibile e allo stesso tempo degno del massimo onore e rispetto!

 

In effetti ne videro di cotte e di crude, come molti in quel periodo. La loro famiglia diede indistintamente da mangiare a repubblicani, tedeschi, partigiani e americani. All'arrivo dei quali - una pattuglia in avanscoperta su un sidecar, completamente sbronzi - il padre delle due signore commentò sbalordito: "Ma questi hanno vinto la guerra?!?"

Edited by GM Andrea

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Naturalmente, non posso che associarmi ai complimenti. Trovo affascinante tutto ciò che "recupera la memoria"...

Io non metto faccine quando parlo seriamente. Niente applausi mimati.

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Ho avuto il piacere di essere informato al telefono da Andrea oggi pomeriggio.

Un grande grazie e un "BEN FATTO" di cuore.

Queste sono cose che fanno capire i grandi valori e la sensibilità che animano i Comandanti di Betasom.

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Andrea, sei impagabile...

 

E' la scusa dei clienti per non saldare le parcelle...

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Solo ora ho visto questo topic, ma non di meno ti faccio i miei complimenti per il tuo alto valore morale e militare che hai dimostrato in quest'azione.

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Buon pomeriggio a tutti, stamattina in uscita da una infruttuosa ricerca alla Biblioteca Nazionale, ho fatto un salto alle bancarelle di Piazza Repubblica ed ho acquistato una copia dell'Almanacco Navale del 1942 autografata (ed annotata) dall'ammiraglio Degli Uberti...francamente non ricordavo tutta la sua biografia, ma dopo essermi rinfrescato la memoria i 65€ investiti mi sembrano decisamente ben spesi.

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