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Alfabravo 59

Il Punto Su Matapan

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TITOLO: Il punto su Matapan
AUTORE: Ammiraglio d' Armata Angelo IACHINO
CASA ED. Mondadori
ANNO: 1969
PAG: 232
DIM (cm): 21,5x16,5
PREZZO: 35 Euro (2007)
REPERIBILITA': non facile.
TRAMA: è il terzo libro scritto dal Protagonista Italiano di quella battaglia.


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RECENSIONE. Per la "par condicio" dopo aver parlato del libro dell' AMM. A B CUNNINGHAM (L'odissea di un marinaio) mi accingo a trattare di un libro del Suo Avversario: il ns Amm. Angelo IACHINO. Premetto che per affrontare questo libro è bene aver letto altri libri che narrano di quella famosa battaglia, non importa quali: Gaudo e Matapan e/o La sorpresa di Matapan di IACHINO, oppure L'azione notturna al largo di Capo Matapan di S W C PACK, od infine la notevole opera di MATTESINI L'operazione Gaudo e lo scontro notturno di Capo Matapan.

 

Il punto su Matapan è un libro alla "Cicero pro domo sua" in quanto l' AMM. IACHINO cerca di spiegare le cause che portarono a quel disastro facendo leva sulla " deficenza d' informazioni più che una propria deficenza di valutazione".

L' idea che mi son fatto leggendo vari libri su Matapan è che sì vi furono lacune gravi nell' informare il Comandante Superiore in mare, ma che ad un certo punto, a mio parere, IACHINO aveva molti elementi che dovevano impedirgli di ordinare a DINAV1 ( ZARA e FIUME) ed alla 9° Squadr. Ct d' invertire la rotta per soccorrere il POLA.

Nell' introduzione, a pag. XIX, l'A. sembra "profetizzare" le rivelazioni di "Ultrasecret" con queste parole:"...non si può escludere che appaiano,prima o poi, documenti finora ignoti e ricordi personali degni di fede, dei quali lo storico debba giustamente tenere conto."

 

A pag. 147 l'A. tratta del " Mancato schermo di Ct a prora a DINAV1 (ZARA e FIUME)" E' una critica comune al povero Amm. Carlo CATTANEO che si trova un pò in tutti i libri, italiani e stranieri, che trattano di Matapan. Solo il MATTESINI nella sua opera spiega che questo che fu certamente un errore altro non è che l' obbedienza di CATTANEO alla direttiva SM-11-5 sulle nostre norme allora in vigore circa il combattimento notturno: come poteva l' Amm. IACHINO ignorare dedda direttiva SM-11-5?

A mio parere la responsabilità maggiore di CATTANEO sta nel non essersi fermato e non aver preso IMMEDIATI provvedimenti "motu proprio", e conformi alle prerogative del proprio Grado, per organizzare il rimorchio del POLA senza attardarsi " a perder tempo" in quelle lunghe comunicazioni DINAV1-VITTORIO VENETO e viceversa. Sarebbe poi toccato a IACHINO, qualora non concorde con CATTANEO, ad ordinargli di lasciare al proprio destino il POLA.

 

Strutturalmente il libro "assomiglia" a quello del Collega Inglese: capitoli e paragrafi brevi ( perdonatemi, ma questo è un mio punto debole...) ed il linguaggio è chiaro e lineare.

 

Infine voglio fare una considerazione personale per cercare di capire il dramma umano che ha vissuto quest' Uomo specie nelle prime ore del 29/3/1941 quando ancora non aveva notizie certe delle sue navi. Immagino l' animo di IACHINO devastato da dubbi, timori e quel che è peggio non poter confidarsi con nessuno. "...E' la logica e naturale solitudine del Comando, mi si potrà obiettare,ogni Comandante lo sa fin dal primo giorno d' Accademia." Già, però... però...

Edited by Alfabravo 59

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Grazie della segnalazione Alfabravo!!! :s20:

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A pag. 147 l'A. tratta del " Mancato schermo di Ct a prora a DINAV1 (ZARA e FIUME)" E' una critica comune al povero Amm. Carlo CATTANEO che si trova un pò in tutti i libri, italiani e stranieri, che trattano di Matapan. Solo il MATTESINI nella sua opera spiega che questo che fu certamente un errore altro non è che l' obbedienza di CATTANEO alla direttiva SM-11-5 sulle nostre norme allora in vigore circa il combattimento notturno: come poteva l' Amm. IACHINO ignorare dedda direttiva SM-11-5?

 

 

L' unico a citare detta direttiva è stato il Mattesini nel suo libro "l' operazione gaudo e lo scontro notturno di capo matapan " del 1988 , nessun altro ne ha parlato .

Nei suoi vari libri scritti dopo la II GM Iachino ha sempre messo in evidenza l "errore " di Cattaneo eppure nessun ufficiale di marina ha replicato a Iachino citando tale direttiva ...

Curioso , no ?

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hai ragione tuco, ma come mai anche gli storici che non vestono la divisa non hanno approfondito (mattesini a parte)?

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hai ragione tuco, ma come mai anche gli storici che non vestono la divisa non hanno approfondito (mattesini a parte)?

 

toccherebbe chiederlo a loro , io posso solo limitarmi alla seguente considerazione

Il libro del Mattesini è stato scritto nel lontano 1998 ( ben 10 anni orsono ) eppure da allora c' è un silenzio assordante sulla questione come se nessuno avesse letto il libro del Mattesini .

E' possibile ?

Francamente non so che dire e neppure che pensare

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Chi ha donato il monumento al marinaio, sul canale navigabile di Taranto?

 

dubito che una statua produca chissa' quali benemerenze :s03:

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La direttiva in parola non era più in vigore nel 1941, tant'è vero che prima dell'accostata a un tempo per soccorrere il Pola i caccia procedevano di poppa. Cattaneo non voleva i cacciatorpediniere tra i piedi e, dal suo punto di vista, aveva ragione. Il comandante della squadriglia, illustre osservatore, era alla sua prima missione mentre il ricordo della dibattuta vicenda dell'Artigliere e dell'Aviere consumatasi la notte del 12 ottobre 1940 era ancora ben vivo.

...

Un altro incidente di percorso del tutto analogo è quello del volume sull'8 settembre dove .... è un preteso anticipo dell'armistizio radiotrasmesso (!) al Cagni con l'ordine di non attaccare mediante un cifrario noto anche ai tedeschi e che si riferiva, in realtà, a una disposizione germanica correlata al previsto rifornimento, tra l'8 e il 12 settembre, di tre battelli (Cagni incluso) da parte della cisterna Brake in quell'area.

Una volta crollato quest'esile punto d'appoggio grazie a libro serio sulla guerra subacquea nell'Oceano Indiano come Hitler's Grey Wolves di Lawrence Paterson, è venuto giù anche il resto.

 

Non mi faccio, tuttavia, illusioni. Come ha scritto recentissimamente il comandante Rapalino nel suo Odissea di un sommergibilista: "Non sarà certo qualche complicata tabella frutto di lunghe ricerche a cambiare l'immaginario collettivo, nè tantomeno i pregiudizi di chi non vuole cambiare idea per partito preso".

Edited by Totiano

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il post di R.Torp Bora è stato editato in alcuni punti dove era, quantomeno, un innesco di flame se non, forse diffamatorio.

 

mi auguro che la discussione proseguira su ben altri binari in futuro....

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ho letto il libro qualche tempo fa.. da persona interessata, ma priva di una formazione da storico navale, mi sembra che l'Amm. Iachino tenti di giustificare la terribile sconfitta subita a Matapan dividendo le responsabilità, in modo da presentare quasi come "inevitabile" il tragico epilogo della vicenda. Ne traspare sicuramente l'immagine di un comandante oppresso dal peso morale della morte dei suoi marinai, ma anche, a mio parere, l'immagine di una RM restìa a prendere in considerazione l'evoluzione tecnica della guerra sul mare e legata a tattiche ancora da IGM. L'assenza di radar, di aviazione navale e la mancanza di addestramento al combattimento notturno sono solo concause di una sconfitta patita per la mancanza di decisionismo a livello tattico e l'osservazione (mi si perdoni, a volte pedissequa) a regolamenti assolutamente obsoleti, davanti ad un nemico aggressivo, pronto a rischiare, e che godeva comunque di un vantaggio "psicologico" nei confronti di Iachino (dato che la RM tradizionalmente vedeva nella RN un modello). Del resto la mancanza di radar non ha certo impedito ai giapponesi di sconfiggere forze superiori all'isola di Savo, dato il meticoloso addestramento al combattimento notturno e una attitudine aggressiva spesso assente nei comandanti di unità maggiori della RM.

Mi scuso con tutti se ho espresso il mio parere in maniera poco tecnica e ho fatto paralleli un pò.. fuori luogo! E spero di non innescare flame! Io qui sono il più ignorante in storia navale, spero di leggere i vostri autorevoli commenti...

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