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GM Andrea

I militari di origine ebraica nel primo secolo di vita dello stato italiano

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Titolo: I militari di origine ebraica nel primo secolo di vita dello Stato Italiano

Autore: Alberto ROVIGHI

Editore: Ufficio Storico dell'Esercito

Anno di edizione: 1999

Pagine: 257

Prezzo di mercato: €.20-25

Reperibilità: facile

 

Questo bel volume dell'Ufficio Storico dell'Esercito analizza le vicende dei militari di origine ebraica in tutte le Forze Armate, quindi anche la Marina.

Naturalmente il tema principale è costituito dalle conseguenze dell'applicazione delle nefaste leggi razziali del '38, che portarono al congedo assoluto dei militari di origine ebraica.

Il volume contiene un appropriato corredo documentario e le liste di tutti gli Ufficiali congedati.

Non mancano i profili biografici di alcuni dei più noti militari colpiti dalle leggi razziali. Per la Marina, sono menzionati (ovviamente) il Generale Pugliese, ma anche il meno noto Ammiraglio di Squadra Augusto Capon, già capo del Servizio Informazioni della RM. Catturato a Roma il 16 ottobre '43, venne assassinato ad Auschwitz una settimana dopo. Peccato che non sia adeguatamente ricordato.

Vorrei anche menzionare altri Ufficiali di Marina che in virtù delle folli leggi vennero congedati a partire dal 01.01.1939.

Gli ammiragli di divisione Aldo Ascoli e Paolo Maroni (che poi ripresero servizio); i contrammiragli Renato Senigallia e Walter Hirsch; i CV Aldo Levi, Alhaique, Pardo, e Guido Almagià, che da Capo dell'Ufficio Storico ebbe un non indifferente ruolo nelle vicende della Preghiera del Marinaio. E poi i generali Giorgio Rabbeno del Genio Navale e Guido Segrè delle Armi Navali.

 

 

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Deve essere molto interessante. Che periodo abbraccia precisamente?

 

Luca

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Si parte dal 1861, ma naturalmente il periodo più considerato è dal '38 in poi.

Edited by GM Andrea

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Un grazie ad Andrea per la sua recensione e un momento di raccoglimento per le brutture subite da quegli uomini...

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Guest UPS2

Interessante argomento. Utile per non dimenticare ed onorare chi pagò, anche con la vita, la sola oigine di nascita! :s06:

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Andrea, come ne esce la figura di Vittorio Emanuele III?

 

Luca

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Andrea, come ne esce la figura di Vittorio Emanuele III?

Luca

 

Dalla Storia, male. :s41:

Dal libro non si può dire, perchè non ci sono specifici riferimenti al sovrano (a memoria, ma verificherò in serata non avendolo ora sotto mano).

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Dalla Storia, male. :s41:

Dal libro non si può dire, perchè non ci sono specifici riferimenti al sovrano (a memoria, ma verificherò in serata non avendolo ora sotto mano).

 

No, mi interessa dal solo libro. Da quanto ricordo il Re spiegò il suo impegno, ma non saprei ben quantificare con quanta energia e sucesso, cercando di evitare che quei provvedimenti venissero presi anche contro gli ufficiali in servizio, i decorati e gli invalidi di guerra, eccetera. Grazie comunque Andrea.

 

Luca

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Per la verità le leggi vennero applicate senza eccezioni, conseguendone per chi era in servizio il congedo assoluto e "nulla più". Le virgolette sono d'obbligo, perchè il congedo forzoso per un militare, dopo una vita dedicata alla Patria (ingrata), equivale alla morte civile.

Va anche detto che la quasi totalità degli alti Ufficiali era decorato della Prima guerra se non delle guerre d'Etiopia o Spagna.

Si ricordi anche che un Sommergibile venne intitolato - dopo le leggi razziali - a un ufficiale di origine ebraica, il Console Generale (della MVSN!) Alberto Liuzzi, medaglia d'oro al v.m., Caduto a Guadalajara.

Al varo del battello (settembre 1939) si tenne bellamente nascosto il piccolo particolare che, se Liuzzi fosse sopravvissuto, qualche mese prima sarebbe stato cacciato dalle FF.AA.

Edited by GM Andrea

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Mi sembrava di ricordare che i decorati, i mutilati ed i caduti in combattimento godessero di condizioni meno dure, che magari non riguardavano il personale in servizio attivo. Probabilmente ricordavo male.

 

Luca

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Confermo che, benchè le leggi razziali prevedessero alcuni minimi benefici per alcune categorie come i decorati, i militari ne furono radicalmente esclusi.

Nessun intervento di favore specifico risulta essere stato adottato dal sovrano.

 

Dimenticavo un appunto sullo sfortunato Amm. Capon: era il suocero di Enrico Fermi, che proprio in conseguenza della leggi razziali - che colpivano non lui ma la moglie e i suoi famigliari - nel '38 emigrò negli USA.

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Ho interpellato in merito una persona che ne sa ben più di me.

Il Re in effetti intervenì in favore di un militare, un generale suo ex aiutante di campo, la cui domestica era "ariana". Le leggi razziali vietavano ai cittadini di origine ebraica di avere alle dipendenze "ariani".

Per regia concessione, a quel generale - comunque congedato - fu permesso di tenersi la domestica.

Edited by GM Andrea

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...ricordo che il senatore Andreotti ha osservato sul Corriere della Sera che le leggi razziali furono votate a maggioranza sia dalla Camera sia dal Senato, che quest'ultimo era di nomina vitalizia e non revocabile e che la firma del Capo dello Stato (allora come oggi) davanti a un atto deliberato dal parlamento è un atto dovuto e che la legge non può essere rinviata alle Camere senza (all'epoca) un motivato provvedimento della Corte dei Conti (oggi della Corte Costituzionale) che, naturalmente, nessuno si sognò di formulare. Chissà perchè si ricorda soltanto il Sovrano per questa vicenda e non i parlamentari (diversi dei quali fecero poi illustri carriere con la Repubblica) e l'opinione pubblica, che si ricordò di commuoversi per questa vicenda soltanto dopo il 1944 (le leggi razziali rimasero in vigore fino al gennaio di quell'anno * ) o, meglio, parecchi anni dopo il 1945.

 

 

* nessuno si scandalizzi, per favore, i francesi in Nordafrica fecero di peggio tenendosele care fino all'ottobre 1943, dopo 11 mesi cioè, dall'arrivo degli angloamericani.

Edited by Totiano

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Segnalo che è freschissimo in libreria un volume dedicato all'argomento: Giovanni Cecini, I soldati ebrei di Mussolini - I militari israeliti nel periodo fascista, Mursia 2008.

 

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Il volume approfondisce ben più del libro qui recensito le varie tematiche, e anche le figure della RM.

Una peculiare attenzione è riservata al menzionato Amm. Capon, il cui diario inedito - fornito all'Autore dal nipote - è un eccezionale documento di come questo Ufficiale di Marina, pur radiato dai ranghi, rimase davvero fino all'ultimo fedele agli ideali cui aveva consacrato la vita; e ciò a fronte dell'ignobile torto subito.

Edited by GM Andrea

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