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Alagi

Articolo Da "storia Militare" - Mese Aprile

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HUMAITA' e PARAGUAY

 

Due longeve cannoniere fluviali costruite in Italia per la Marina di Asunciòn

(dal n.ro 69 - giugno 1999 - di "STORIA Militare")

 

 

La cantieristica militare italiana ha sempre mantenuto stretti legami con le marine sudamericane e, già a partire dagli ultimi anni del secolo XIX, le commesse provenienti dall'America Latina portarono alla realizzazione di numerose unità, in taluni casi tecnologicamente all'avanguardia per l'epoca di costruzione. Valga per tutti, ad esempio, il caso dei quattro incrociatori corazzati Garibaldi, Pueyrredon, San Martin e General Belgrano, costruiti - tra il 1893 e il 1898 - dall'Ansaldo di Sestri e dai Cantieri Orlando di Livorno per la Marina Argentina; tre altre unità (Giuseppe Garibaldi, Varese e Francesco Ferruccio) prestarono servizio nella Regia Marina, una quarta (Cristobal Colon) fu acquistata dalla Spagna mentre il Giappone immise in servizio due ulteriori navi del tipo (Kasuga e Nisshin), originariamente costruite anch'esse per conto della Marina Argentina.

Tra gli anni Venti e gli anni Trenta diversi stati sudamericani continuarono a rivolgersi a cantieri italiani per l'acquisto di nuove unità: Brasile (quattro sommergibili), Uruguay (cannoniere tipo "Paysandu"), Venezuela (due posamine). Ancora una volta, però, fu la Marina Argentina a commissionare le unità più rilevanti, con i quattro sommergibili tipo "Salta" e i due incrociatori Almirante Brown e 25 de Mayo (1): questi ultimi si rivelarono particolarmente validi e furono mantenuti in servizio per circa trent'anni, venendo radiati solamente nel maggio 1960.

Tra le unità più singolari, e sicuramente meno conosciute, costruite in Italia in quel periodo vanno an¬noverate le cannoniere fluviali Humaità e Paraguay, realizzate tra il 1929 e il 1931 dai Cantieri Odero di Genova (2) per l' "Armada Nacional" (Marina Militare) del Paraguay.

Si trattava di navi dal pescaggio ridotto, espressamente studiate per operazioni fluviali sui grandi corsi d'acqua (Rio Paranà e Rio Paraguay) che, per buona parte, costituiscono i confini stessi dello stato sudamericano. Anche in considerazione dei rapporti - in passato non sempre idilliaci - intrattenuti con le nazioni limitrofe, su Humaità e Paraguay venne installato un armamento di tutto rilievo, soprattutto se raffrontato con il ridotto dislocamento delle due unità (856 tonn a pieno carico).

Le artiglierie principali di queste cannoniere erano infatti costituite da due complessi binati a culla unica da 120/50 modello Ansaldo 1926, analoghi a quelli installati a bordo dei coevi esploratori tipo "Navigatori" e cacciatorpediniere classe "Freccia/Folgore" della Regia Marina; l'armamento era completato da tre cannoni da 76 mm (probabilmente del modello Ansaldo 1917 lungo 40 calibri) e da due mitragliere antiaerei Vickers-Terni da 40/39. La dotazione balistica risultava quindi, sotto alcuni aspetti, addirittura superiore a quella all'epoca installata su talune classi di cacciatorpediniere italiani (tipi "Sauro", "Turbine" ed i già ricordati "Freccia/Folgore"). Erano infine presenti a bordo installazioni per la posa di sei mine.

L'aspetto delle due unità paraguayane si discostava da quello - classico - delle cannoniere fluviali dell'epoca, con scafo basso e sovrastrutture voluminose e sviluppate in altezza: al contrario, Humaità e Paraguay erano bastimenti "marini", dallo scafo piuttosto slanciato e provvisto di castello di prora sino a circa i due quinti della lunghezza (3); una leggera corazzatura proteggeva, lateralmente, i locali dell'apparato motore. Una lunga tuga correva da poppavia del castello sin verso la zona poppiera dello scafo, mentre l'insieme generale era dominato dal blocco plancia/tripode - abbastanza voluminoso e sormontato dal telemetro della direzione tiro principale - e dal fumaiolo, leggermente inclinato all'indietro e di generose dimensioni. Più verso poppavia trovavano sistemazione un albero (più basso del tripode) ed una piccola tuga sul cielo della quale si trovava la direzione tiro secondaria.

I due impianti da 120/50 erano installati, rispettivamente, a proravia della sovrastruttura principale (lateralmente alla quale erano sistemati due pezzi da 76 mm) e all'estremità poppiera del ponte di castello; un terzo pezzo da 76 mm era posizionato a proravia della plancia, in posizione sopraelevata rispetto all'impianto prodiero da 120/50. Le mitragliere da 40/39 si trovavano sul cielo della tuga poppiera e, negli anni Cinquanta, vennero sostituite da una mitragliera binata Bofors da 40/56 sbarcando nel contempo il telemetro della direzione tiro secondaria. I 3.800 cavalli dell'apparato motore (2 caldaie e due turbine Parsons) permettevano, in origine, di raggiungere velocità massime nell'ordine dei 18 nodi.

La qualità e la durevolezza di queste due costruzioni dei Cantieri Odero sono testimoniate dal lunghissimo periodo di servizio da esse prestato nell' "Armada Nacional" del Paraguay. Consegnate nel maggio 1931, operarono infatti in via continuativa sino al 1992 e - a tutt'oggi - sono ancora utilizzate come navi deposito e per altri compiti stazionari.

La documentazione fotografica, in parte inedita, che presentiamo in queste pagine é stata fornita dalla famiglia del Sig. Giovanni Tiraoro che, in qualità di tecnico presso i Cantieri Odero di Genova, prese parte alla costruzione dell'Humaità e della Paraguay. Nel 1931, il trasferimento dal Mediterraneo al Paraguay delle cannoniere (con l'attraversamento dell'Oceano Atlantico e la risalita del Rio Paranà e del Rio Paraguay sino alla capitale Asunciòn) costituì una vera e propria epopea per i loro equipaggi, costituiti in forma mista da personale della Regia Marina, da ufficiali e sottufficiali dell' "Armada Nacional" e da tecnici civili dei Cantieri Odero. Proprio questi ultimi non mancarono di cogliere gli aspetti più esotici e avventurosi dell'atmosfera "alla Fitzcarraldo" della missione: ne é la riprova la simpatica immagine dell'allora giovane tecnico Giovanni Tiraoro, fotografato - visibilmente soddisfatto e con una divisa "fuori ordinanza" ma di sicuro effetto scenico - una volta giunto a destinazione nella repubblica sudamericana, ove si trattenne poi per oltre due anni con l'incarico di 1° Segretario presso l'Ambasciata Italiana ad Asunciòn.

 

Maurizio Brescia

 

 

Note

(1) Lunghezza 171 m e dislocamento 8.600 tonn in carico normale; armamento: 6 cannoni da 190 mm (3 x II) e 12 cannoni da 100 mm (6 x II). L'Almirante Brown era stato costruito dal Cantiere della Foce di Genova (di proprietà del Gruppo Odero) e il 25 de Mayo dai Cantieri Orlando di Livorno.

(2) Va ricordato che, tra il 1929 e il 1930, si procedette alla fusione dei Cantieri Odero di Genova, dei Cantieri Orlando di Livorno e delle Acciaierie Terni nell'unica struttura societaria denominata Odero-Terni-Orlando (OTO).

(3) Il design generale dell'Humaità e della Paraguay ricordava quello delle coeve navi guardacoste giapponesi (ex cinesi) Ihoshima e Yashojima: queste ultime erano peraltro unità di maggiori dimensioni ed armate più pesante¬mente (dislocamento oltre 3.000 tonn. e sei pezzi da 140/50).

 

 

Bibliografia

AA.VV., Almanacco Navale 1941, Roma, Ufficio Collegamento Stampa del Ministero della Marina, 1941

Bagnasco, E. e Rastelli, A., Le costruzioni navali italiane per l'estero, Roma, supplemento al n° di dicembre 1991 della "Rivista Marittima"

Baker, A.D. III, Combat Fleets of the World, Annapolis, USNI, edizioni 1990/1991 e 1995

 

 

 

 

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Note:

Nel dopoguerra Humaità e Paraguay assunsero, rispettivaemnte, le caratteristiche ottiche "C-2" e "C-1"; per un breve periodo dopo la metà degli anni Cinquanta, i nomi delle due unità furono modificati in Capitan Cabral (Humaità) e Comodoro Meya (Paraguay).

 

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Cantieri Odero, Genova, fine 1930: il varo della cannoniera Humaità. Si notino le linee avviate dello scafo di queste unità fluviali che, seppure con qualche ritardo dovuto al maltempo incontrato nell'Atlantico Centrale, raggiunsero senza difficoltà il Paraguay nel maggio 1931. (g.c. Fam. Tiraoro)

 

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Genova, primi mesi del 1931: l'equipaggio misto italo-paraguayano dell'Humaità (parzialmente visibile sulla sinistra della foto) in posa sul ponte di castello della gemella Paraguay al termine dell'allestimento. In distanza, tra l'albero poppiero dell'Humaità e l'ala di plancia di dritta della Paraguay, é visibile il torrione di un incrociatore leggero tipo "Di Giussano": probabilmente lo stesso Di Giussano oppure il Da Barbiano, all'epoca anch'essi in via di ultimazione nello scalo genovese. (g.c. Fam. Tiraoro)

 

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Un impianto binato da 120/50 mm modello 1926 (del tipo imbarcato sull'Humaità e sulla Paraguay) ormai ultimato ed in attesa di ricevere la scudatura, all'interno dello stabilimento Ansaldo di Genova nella seconda metà degli anni Venti. (g.c. Archivio Storico Ansaldo)

 

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Il tecnico Giovanni Tiraoro dei Cantieri Odero ritratto nel maggio 1931 ad Asunciòn, in tenuta "coloniale", al termine del trasferimento delle due cannoniere da Genova al Paraguay. (g.c. Fam. Tiraoro)

 

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Humaità e Paraguay: profilo del lato dritto all'entrata in servizio (maggio 1931)

 

Cannoniere Humaità e Paraguay - caratteristiche principali all'entrata in servizio

Dislocamento: in carico normale 745 t, a pieno carico 856 t

Lunghezza: f.t. 70 m, Larghezza: 10,7 m, Pescaggio max.: 1,7 m

App. motore: - 2 caldaie e 2 turbine tipo Parsons, 2 assi - Potenza 3.800 hp - Velocità max.: 18,5 nd

Combustibile: dotazione max. 150 tonn - Autonomia: 1.700 miglia a 16 nd

Armamento: 4 cannoni da 120/50 mm (2 x II), 3 cannoni da 76/40 mm (3 x I), 2 mitragliere da 40/39 mm (2 x I); sistemazioni per la posa di sei mine

Equipaggio: 86

 

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Sul numero di giugno 2000 di "Storia Militare", compariva poi questo "dialogo" - a cura della redazione - con un aggiornamento sulla situazione, all'epoca, di Humaità e Paraguay:

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La 15a edizione dell'annuario Combat Fleets of the World (Annapolis, USNI, 2007), riport che - mentre il Paraguay è ancora in servizio attivo - l'Humaità è stata trasformata in nave museo.

Ulteriori informazioni e immagini sono reperibili su queste due pagine del noto sito argentino www.histarmar.com:

http://www.histarmar.com.ar/ArmadasExtranj...ARPParaguay.htm

http://www.histarmar.com.ar/ArmadasExtranj.../ARPHumaita.htm

Questo:

http://www.histarmar.com.ar/ArmadasExtranj...adaParaguay.htm

è il link di "histarmar" riferito alla Marina del Paraguay.

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Come al solito....complimentoni per l'articolo, Maurizio :s20: :s20: :s20: . I due posamine ceduti al Venezuela sarebbero Milazzo e Dardanelli?

 

Luca

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bello scoprire pezzetti di italica storia in giro peril mondo!

a dire la verità, però, sono scioccato dal trasferimento: tutto l'altlantico su unità fluviali! quando si dice essere intrepidi...

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non so quanto sia IT qua, ma ho adesso il numero di Maggio di SM..... appena ho visto le foto a corredo dell' articolo Navale in esso il mio primo pensiero e' stato "cielo, queste foto sarebbero sadiche ai danni dei partecipanti del quiz foto" quindi posso proporre un patto tra gentiluomini di non usare quelle foto nel quiz foto ?

 

Saluti,

Dott. Piergiorgio.

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non so quanto sia IT qua, ma ho adesso il numero di Maggio di SM..... appena ho visto le foto a corredo dell' articolo Navale in esso il mio primo pensiero e' stato "cielo, queste foto sarebbero sadiche ai danni dei partecipanti del quiz foto" quindi posso proporre un patto tra gentiluomini di non usare quelle foto nel quiz foto ?

 

Saluti,

Dott. Piergiorgio.

 

 

Stai tranquillo, vigilerò personalmente... :s30: :s03:

... e poi tanti utenti di Betasom leggono SM, quindi non avrebbe tanto senso postare quelle foto! :s03:

Modificato da Alagi

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