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Anteo

Cisterna Tarvisio

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Posto due sezioni di questa interessante cisterna, tratte da un piano di costruzione dei modellisti Bolognesi.

 

Regia Nave Cisterna Tarvisio del 1927.

Domanda:

 

Da ambo i lati, per buona parte dello scafo sotto la linea di galleggiamento, si sviluppano questi cassoni.

Chiedo ai piu' esperti, a cosa servivano con precisione ? forse per proteggersi da i siluri ? immagino fossero riempiti d'acqua.

 

Grazie saluti.

 

tarvisio1ki4.jpg

 

tarvisio2ay0.jpg

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caspita, sembrano davvero i cilindri "Pugliese" per la difesa dai siluri!

 

Sistema%20Pugliese.gif

foto da www.regianaveroma.org

 

le tavole non dicono niente altro?

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Anche io avevo pensato ai cilindri Pugliese...ma da quanto ricordo furono montati per sperimentarli sulla cisterna per nafta Brennero non sulla Tarvisio.....

 

Luca

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Cilindri Pugliese quelli sono cilindri Pugliese.

A quale valico alpino vadano riferiti (se sono le fonti storiografiche a essere inesatte, o quelle iconografiche) è altro discorso.

Edited by marat

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Che sappia io furono installati sulla Brennero, che fortuna per lei non sperimento mai in guerra il loro utilizzo al contrario delle sorelle maggiori (Littorio e Veneto).

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Anche io sapevo che erano stati installati sulla Brennero; il sito che ho segnalato sopra riporta che furono installati anche sulla Tarvisio.... Forse si ricorda più la Brennero per il fatto che fu la prima unità a subire interventi di questo tipo. Di più non so.

 

Luca

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Ringrazio tutti i comandanti per le preziose e interessanti informazioni.

 

Betasom e' veramente un pozzo di notizie.

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Confermo, citando dallo stupendo volume Le navi da guerra italiane 1940-1945 di Erminio Bagnasco ed Enrico Cernuschi che ho appena ricevuto, che:

 

Sotto questo profilo il più noto fu senz'altro quello sperimentato a bordo delle cisterne BRENNERO e TARVISIO dotate, a scopo sperimentale, del sistema di protezione subacquea a "cilindri assorbitori" concepito e messo a punto dall'allora colonnello del Genio navale Umberto Pugliese.

 

Luca

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Disegni non interessanti, di più!!!

 

Anche io a memoria mi ricordavo il solo Brennero, ma evidentemente...

 

 

Certo che è un po' "strettino", quel locale macchine... :s12:

 

E' vero, non lo avevo notato, quel locale delle caldaie e' veramente angusto.

(sempre se il disegno e' giusto)

Ho preso un po' di misure, se quella riga orizzontale che passa subito sotto ai due portelli piu' bassi delle caldaie e' il piano calpestabile, lo spazio disponibile in altezza, e' di circa metri 1,5 per una larghezza di circa 1 metro.

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Per Anteo. I cilindri assorbitori non erano pieni, ma vuoti in quanto dovevano "assorbire" l' energia di scoppio del siluro. Energia che si trasmetteva tramite il liquido che circondava detti cilindri vuoti. A questo punto "chiedo assistenza". Ho letto da qualche parte che citato liquido era acqua dolce ad uso caldaie che veniva sostituita da quella di mare mano a mano che si consumava. Ho letto anche che però poteva trattarsi di nafta. La cosa mi sconcerta per due motivi: 1) l' infiammabilità della nafta avrebbe accentuato i danni; 2) pre una buona combustione è bene che acqua e nafta fossero separati. Che ne pensate?

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"La struttura inventata da Pugliese, era costituita da grossi cilindri di scarsa resistenza, contenuti in una struttura molto più resistente. L'intercapedine tra i cilindri era riempita d'acqua che, allo scoppio di un siluro, schiacciava i cilindri riempiendoli. Veniva così assorbita buona parte dell'energia sviluppata dall'esplosione e impedita la rottura delle paratie interne". Mi sembra estremamente improbabile, se non impossibile, l'utilizzo della nafta; a me risulta che il liquido contenuto era normale acqua. Poi tutto può essere.

 

Luca

Edited by brin

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Per BRIN ed ODISSEO: sono convinto che abbiate ragione. Inoltre nella mia precedente su questo tema avevo dimenticato di dire che, per assorbire l' energia di scoppio, il cilindro doveva schiacciarsi come una lattina di birra. Abbiate pazienza, ma di questo Forum sono ancora una recluta! (E lo sarò ancora per molto).

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Da neofita a neofita: figurati. Sarebbe interessante se riuscissi a ricordarti da donde provenga la notizia, in modo tale da potere verificare da quale fonte essa proviene, ed in tal modo, poterne stabilire o meno la veridicità e l'autenticità.

 

Buona Pasqua

Luca

Edited by brin

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Abbiate pazienza, ma di questo Forum sono ancora una recluta! (E lo sarò ancora per molto).

:s01: Tranquillo, di ingegneria navale non ne capisco niente ... qualche lettura.

Poi per la recluta, figurati io sto qua (con molto gusto, a dire il vero) solo da dicembre ...

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Dopo il post di alfabravo, mi e' sembrato anche a me di aver letto da qualche parte di questa nafta.

E dai dai, ho ritrovato quanto segue.

Accidenti a me.....mi sono perso l'indirizzo. Comunque per ritrovarlo su google si clicca su immagini, e poi si digita "cilidri pugliese" dovrebbe essere alla pagina 12 o 13. Scusate il riferimento approssimativo ma con questo pc........

 

Anche a me, mi sembra ci sia una contradizione, che ne dite ??

 

 

 

La protezione subacquea della Roma e delle altre 2 corazzate da 35.000 tonnellate a similitudine di quelle delle corazzate classe « Cavour » e classe « Doria » era ottenuta con un sistema originale dovuto al Gen. del G .N. Pugliese. Nelle navi classe « Vittorio Veneto », prevista già in sede di progettazione dello scafo, si trattava di una struttura formata da un cilindro cavo del diametro massimo di m 3,80, posto sotto il galleggiamento, lungo i fianchi della nave in corrispondenza del ridotto corazzato. Opportuni diaframmi lo collegavano allo scafo esterno e a quello interno, che era costituito da una protezione antischegge dello spessore variabile da 28 a 40 mm. Il cilindro era stagno, conteneva solo aria, mentre la zona compresa fra scafo esterno ed interno era riempita con acqua dolce (potabile o per alimentazione delle caldaie, o per servizi igienici) o da nafta. A mano a mano che tali liquidi venivano consumati, erano sostituiti da acqua di mare.

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Sinceramente rimango scettico...ma come ho detto prima tutto può essere....

 

Luca

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Come facevano a non inquinare la nafta con l'acqua (dolce o di mare che fosse) ?

Avevano poi dei filtri ? mi sembra troppo macchinoso.

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Come facevano a non inquinare la nafta con l'acqua (dolce o di mare che fosse) ?

Avevano poi dei filtri ? mi sembra troppo macchinoso.

 

Anch'io la penso cosi', mi piacerebbe proprio saperne di piu'.

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Anch'io la penso cosi', mi piacerebbe proprio saperne di piu'.

 

Sono sicuro che qualche anima gentile darà una risposta ai nostri dubbi...in ogni caso, non credo conti più di tanto la contaminazione tra nafta ed acqua, è l'impiego della nafta che mi lascia perplesso....

 

Luca

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da http://www.navweaps.com/index_tech/tech-047.htm

 

"The Italians made the next, much more negative leap in 1934, with the Pugliese System introduced in the Vittorio Veneto Class and the reconstructions of the Conte di Cavour Class and Andrea Doria Class ships. The Pugliese design filled the volume of the TDS with a large cylinder, which was in turn filled with closed tubes reminiscent of those in HMS Ramillies. Pugiese’s theory was that the torpedo would expend its energy crushing the cylinder. In practice the design failed miserably. Following the path of least resistance, the blast traveled around the cylinder and concentrated itself against the weakest point of the complex structure supporting the cylinder: the concave holding bulkhead.

This bulkhead acted much like a dam mistakenly built bowing downstream, rather than upstream against the current. This concave surface was structurally the weakest possible arrangement for containing the force of an explosion, and to make matters worse, the workmanship proved tragically defective. Conte di Cavour sank from a single torpedo hit at Taranto, and Caio Duilio had to be beached to prevent her sinking, also after one hit. Littorio suffered three hits, grounding her bow before she could sink. Vittorio Veneto twice, and Littorio once, suffered severe flooding in dangerous situations at sea when struck by torpedoes, more than such modern ships should have.

Pugliese’s design also consumed tremendous volume, and foreshortened the depth of the armored belt, making the ships so fitted more vulnerable to shell hits below the waterline. Once again, practical experience proved that not every innovation represented an improvement."

 

... per quel poco che riesco a tradurre al volo, non specifica nulla del problema che ci interessa (acqua e nafta), ma stronca il sistema. :s06:

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Non saprei dire molto sulla loro efficacia, ma credo si possa affermare che non fu confermata ma neanche smentita dalla vicende belliche....ed anzi, sulle Littorio dettero ottima prova...

 

Luca

Edited by brin

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Ho appena ricevuto i volumi di Albertelli ordinati attraverso il forum.

In quello sulle corazzate della classe Littorio ci sono un paio di pagine sui nostri cilindri assorbitori: anche in questo caso c'è scritto che i cilindri venivano riempiti con acqua dolce o nafta e che venivano progressivamente sostituiti dall'acqua salata.

 

Mah ! :s07:

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Parli de Le navi da guerra italiane 1940-1945, o del volume sulle Littorio?

 

Luca

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Parli de Le navi da guerra italiane 1940-1945, o del volume sulle Littorio?

Oooops la mia fretta ... alludevo al volume dedicato alle Littorio.

"In Guerra sul Mare" invece non l'ho ancora nemmeno aperto.

Ciao.

 

Odisseo

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Scusate, ma per la sostituzione della nafta con l'acqua e la relativa contaminazione,non può essere che fossero divisi in varie parti da tante paratie che una volta vuote venivano riempite?

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ho provato a fare un po di ricerche ma è tutto un po confuso, forse bisognerebbe fare qlc ricerca all'ufficio storico.

però:

acqua e gasolio non si inquinano, tant'è che è lo stesso sistema per mantenere dosato un sommergibile: l'acqua di mare (in genere della refrigerazione dei motori ma può arrivare anche da una cassa apposita in pressione) entra nella cassa gasolio e, grazie alla diversa densità lo spinge in alto. non essendoci rimescolamento (non ci sono sacche d'aria) rimangono separati. comunque, per maggiore sicurezza, c'è una cassa intermedia detta di decantazione, in modo da prevenire un'accidentale arrivo di acqua ai motori. quindi il pericolo del rimescolamento non esiste..

però in quel periodo sussisteva ancora la convizione che la nafta avrebbe preso fuoco (ricordate l'attacco di Alessadria coi maiali? fu scelta la petroliera e sparse bombette sperando che il petrolio si incendiasse e provocasse danni alla base navale).

 

esiste invece il problema dell'inquinamento dell'acqua dolce/acqua di mare.... però a bordo non ci sono tanti altri liquidi da impiegare per cui azzardo una ipotesi:

 

i cilindri erano vuoti e le intercapedini (perchè esistevano diverse paratie) erano riempite tanto di acqua dolce che di nafta. le casse di acqua dolce venivano periodicamente rabboccate con l'acqua prodotta dai dissalatori e, solo se questi non bastavano, una volta che la cassa era vuota poteva essere riempita con acqua di mare.

per le casse nafta è possibile che si immaginasse che l'acqua contenuta nella cassa gasolio (peraltro sotto la superficie del mare) avrebbe impedito lo svilupparsi dell'incendio.

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l'acqua prodotta dai dissalatori

 

Distillatori, dir, distillatori!!!

 

 

Ad ogni modo, la serie "Orizzonte Mare" recita:

 

"...le controcarene erano adibite a depositi d'acqua e di combustibile che, consumati durante la navigazione, venivano sostituiti automaticamente (?) con acqua di mare..."

 

Di più non c'è.

 

Ci vorrebbe un colpo di fortuna, e trovare qualche vecchia monografia (sempre ammesso che ne girino) in un mercatino...

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ah, la vecchiaia! hai ragione, distillatori ....

in effetti è stato quell'"automaticamente" a farmi pensare al sistema che abbiamo sui battelli per il gasolio (ricordi il rientro da Alessandria?). e a un possibile errore per quanto riguarda l'acqua...

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Riprendo questo datato thread avendo trovato tra le “carte” di casa una fotografia che documenta l'esistenza di una terza nave cisterna italiana dotata di controcarene esterne. Posterò e cercherò di andare a fondo dell'argomento a breve.

Nel frattempo vorrei dissipare alcuni dubbi qui incontrati sul possibile inquinamento da acqua nel combustibile.

Tranne, ovviamente, che nell'intervento del Dir :smile: si ragionava piuttosto in termini automobilistici; nelle navi non avviene proprio così.

Per l'alimentazione dei motori lenti (100/120 rpm) si utilizza(va) la nafta pesante: un combustibile a basso costo, ad alta densità, non raffinato, ricco di scorie quali morchie, sabbia di estrazione, acqua ecc. e ad alto tenore di zolfo. Non essendo sufficiente il sistema di filtraggio si ricorre(va) pertanto alla depurazione centrifuga (sistemi De Laval, Hopkinsons, Gravitrol ed altri). Per poterlo polverizzare è necessario, inoltre, il preriscaldamento; se non già portato in temperatura con calderina a vapore, solo per l'avviamento, si impiega il gasolio. Nei motori navali più veloci si impiega un combustibile più leggero e raffinato ma è comunque preferibile implementare il sistema di filtraggio con la depurazione centrifuga. Lo stesso procedimento di depurazione/filtraggio è adottato anche nella lubrificazione. L'olio lubrificante è contenuto in cassa separata, essendo tali motori sprovvisti di carter.

Cercavo di riassumere ulteriormente, in modo semplice, il procedimento prendendo spunto dai miei vecchi testi, il Caocci in particolare, ma ho trovato questa chiara e semplice descrizione che riproduco integralmente.

 

SCHEMA GENERALE DELL'IMPIANTO DI TRATTAMENTO DELLA NAFTA PESANTE

Il trattamento della nafta pesante di alimento dei motori principali di propulsione a grandi linee è quello rappresentato nella figura .... (omissis)

 

Travaso dai depositi

Sull'aspirazione della pompa di travaso (a ingranaggi o a viti) un filtro e speciali riscaldatori a vapore garantiscono che la nafta pesante abbia una viscosità che la renda pompabile.

Cassa di decantazione

Serve per fare avvenire per semplice decantazione una prima separazione dell'acqua presente nel combustibile, la quale si separa sul fondo assieme a vari sedimenti solidi.

Depurazione centrifuga

Dalla cassa di sedimentazione una seconda pompa di travaso invia poi la nafta a un separatore centrifugo che ha il compito di rimuovere la maggior parte dell’acqua e dei sedimenti. La nafta è portata a maggior temperatura attraverso un riscaldatore.

Cassa di servizio

Dopo la depurazione centrifuga la nafta è inviata in una cassa, detta di servizio o giornaliera, La cassa di servizio è mantenuta a una temperatura superiore a quella di decantazione, in media intorno ai 75 °C, ed e anch'essa a fondo inclinato, con linea di spurgo e relativa valvola.

Cassa di mescolamento

Dalla cassa di servizio, la nafta attraversa poi un misuratore di portata e riempie per gravità una cassa detta di mescolamento o di ricircolo e provvista anch'essa di serpentina di riscaldamento, Alla cassa di mescolamento confluiscono i ritorni di nafta eccedente dai motori.

Pompe booster

Portano la nafta alla pressione di 6- 12 bar e la inviano alla sezione di riscaldamento finale.

Sezione di riscaldamento finale

Il riscaldatore finale della nafta pesante la porta a 110-130 °C, con punte fino a oltre 150 °C, per ridurre la viscosità per una efficace polverizzazione.

Sezione di filtrazione finale

Dopo l'ultima sezione di riscaldamento la nafta subisce uno stadio di filtrazione spinta tramite filtri con finezza spesso minore di 5 μm.

Filtrazione del combustibile

La filtrazione del combustibile avviene per tappe successive, con filtri sempre più fini.

La figura riporta lo schema di un filtro in fino: la nafta entra da (1) e attraversa lo strato filtrante (2) dall'esterno verso l'interno, poi si raccoglie al centro ed esce da (3).

Depurazione centrifuga del combustibile

Questo trattamento rimuove tutte le particelle solide fino a 3- 5 μm di diametro (pericolose per le pompe di iniezione e i polverizzatori) ed abbassa il contenuto di acqua sotto lo 0,2%.

Il depuratore centrifugo mette il combustibile in fortissima rotazione (da 6000 a oltre 8000 giri al minuto), per cui separa le gocce d'acqua e le particelle solide in sospensione non in base alle loro dimensioni come nei filtri, ma grazie al loro maggior peso specifico.

 

Edited by danilo43

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