Jump to content
Sign in to follow this  
Ursus Atlanticus

Smg. Delfino (1895)

Recommended Posts

Dist.smg.RM.(trasp).png

 

Regio Sommergibile Delfino (1°)
Subsum sed superis
(sto sotto ma offendo chi sta sopra)

 

Delfino.I.Smggitaliani.1963.1.jpg
da "I sommergibili italiani" di Paolo M. Pollina - USMM - 1963, per g.c. Sergio Mariotti

 

Catteristiche generali:1896 (1904)

Tipo: sottomarino (sommergibile) sperimentale

Cantiere: Regio Arsenale di Spezia
Impostazione: 1892
Varo: 1895
Consegnato: 1 aprile 1895 (1902-04 trasformazione in sommergibile)
Radiazione: 26 settembre 1918
Dislocamento:
- in superficie: 98 t (103,3)
- in immersione: 108 t (113,3)
Dimensioni:
- Lunghezza: 24,4 m
- Larghezza: 2,90 m
- Immersione: 2,35 m (2,78)
Apparato motore superficie: (1 motore a benzina FIAT)
- Potenza: (130 cv)
- Velocità max. in superficie: (10 nodi)
- Autonomia in superficie: (165 miglia a 6 nodi)
Apparato motore immersione: 1 motore elettrico di propulsione Savigliano
- Potenza: 65 cv
- Velocità max: 6 nodi
- Autonomia in immersione: 24 miglia alla velocità di 2 nodi
Armamento: nessuno (1 tls AV da 450 mm, 2 siluri tipo A 60/450x3,70)
Equipaggio: 4
Profondità di sicurezza: 32 m

1895.Delfino.Turrini.1024.jpg

Generalità
Il Delfino è stato il primo battello subacqueo della marina italiana, fortemente voluto dal Ministro della Marina Benedetto Brin attento agli sviluppi di nuove armi navali nelle altre nazioni, che incaricò il Gen. Giacinto Pullino della progettazione.
Nelle intenzioni del progettista, il Delfino doveva essere un sottomarino "puro", cioè un battello destinato ad operare esclusivamente sotto la superficie del mare. Per questo le sue forme vennero attentamente studiate per la navigazione in immersione, tanto da risultare "attuali" ancora oggi.
Il Delfino era un battello del tipo a semplice scafo, a sezioni tutte circolari, era dotato, oltre che di 2 timoni verticali a poppa collegati ad un unico asse, anche di un timone verticale, ubicato all'estrema prora. Per il governo in quota era dotato di una coppia di eliche ad asse verticale manovrabili elettricamente, che saranno poi sostituite da due coppie di timoni nei successivi lavori del 1902. Per la propulsione era originariamente previsto un unico motore elettrico tipo Savigliano da 65,2 hp alimentato da una batteria di accumulatori, che muoveva l'unica elica.
Per l'assetto longitudinale in immersione il sommergibile disponeva di due casse d'acqua disposte a prora e a poppa del battello mentre l'affinamento veniva effettuato attraverso lo spostamento di pani di piombo di 30 Kg.
Dopo le prove eseguite nel Golfo della Spezia, verrà posto in riserva in attesa della valutazioni e, probabilmente, anche di capire come impiegare questo nuovo sistema d'arma.
Tra il 1902 e il 1904 il Delfino sarà sottoposto ad una serie di lavori di trasformazione, tra cui l'imbarco di un motore a benzina FIAT da 130 hp e relative casse per il combustibile, la modifica della struttura esterna con l'aggiunta di sovrastrutture e una piccola plancia attorno al cleptoscopio, il particolare pericopio di questa unità.
Il battello era dotato di un tubo lanciasiluri e una riserva di 2 siluri da 450 mm
Il Delfino fu sostanzialmente un'unità sperimentale e fu tra i primi sommergibili a imbarcare una bussola giroscopica e il periscopio.

Attività operativa
Nei primi 20 anni di vita il battello svolse esclusivamente attività sperimentale nel Golfo di Spezia. Dopo i lavori di trasformazione (1902-1904) venne trasferito a Venezia a rimorchio del Ciclope dove entro a far parte della 4^ squadriglia sommergibili comandato dal TV Alessandro Giaccone.
Nel Gennaio 1916 passo alla 2^ squadriglia di cui divenne unità capo squadriglia nel 1917. Nel 1918 fu trasferito a Porto Corsini (RA) ed il 29 settembre dello stesso anno venne posto in riserva.
Effettuò 44 missioni d'agguato nel corso del primo conflitto mondiale a difesa del litorale veneto anche se fu principalmente destinato ad addestrare il personale destinato a imbarcare sui sommergibili.

Il Delfino in 3d
Il C.te Ocean's One ha realizzato, dopo un attento e prolungato studio, il Delfino in versione 3d, tenendo conto delle tante modifiche che si sono succedute durante gli anni e che potrete trovare al Link
Da questo lavoro ha realizzato un video ospitato sul canale youtube della base al post

 


Immagine del sommergibile Delfino nella configurazione originaria:

sagoma.delfino.1.jpg


b4ywhz.jpg

29maftd.jpg

1pi7ty.jpg

2vv16pd.jpg

14ielvk.jpg

scansione0001copyxi3.jpg

5jtxc3.jpg

nzet00.jpg

149pj04.jpg

a07vxz.jpg

14m7zuv.jpg

xlh15h.jpg

2123hk.jpg
altre immagini a questo LINK

 

Edited by magico_8°/88

Share this post


Link to post
Share on other sites

nel nr.di gennaio/febbraio 2011 delle Rivista Marittima, in un articolo a firnma dell'ing Turrini dal titolo "sommergibili e animali" emergono interessanti novità sul Delfino.

 

A differenza di quanto riportao (o forse ad integrazione) dai testi ufficiali il Delfino non fu posto in disarmo dal 1896 al 1904 quando lo modificarono, fu bensi oggetto di ulteriori prove e sperimentazioni.

Riassumendo l'articolo, sembra che negli anni 30 il generale del genio navale Bernardis, ingegnero di pregio e valente progettista di sommergibili, fu incaricato dallo S.M. della Regia Marina di acquisire dati circa gli effetti delle bombe di profondità sui sommergibili.

Nel raccogliere i dati il Berbnardis scrisse una lettera a tale sig. La Pietra, probabilmente un tecnico dell'arsenale spezzino, del quale non è notoil contenuto mentre si conosce l'interessantissima risposta del sig. La Pietra, che vado a riportare (i grassetti sono miei):

 

9-XII-1930-Anno IX. Caro ingegner Bernardis. Ricevo e rispondo alla gradita Sua. Si- nel settembre 1900 (30 anni fà!!!) furono fatte da me e da Truccane delleprove per verificare l'effetto dell'esplosione subacquea sullo scafo e accessori del Delfino., non modificato, e per constatare l'impresisone che se ne aveva stando nell'interno. Le prove furono due.

Nella prima il Delfino fu immerso in 10 metri, nessuno a bordo ma una pecora formava l'essere vivente di controllo. Fu fatta brilare una carica di 30 Kg. di fulmicotone umido a circa 200 metri di distanza. recuperatoil delfino fu constatato che in nessuna parte aveva sofferto e anche gli accumulatori erano rimasti intatti. I cappeli dei lanciasiluri erano stati lasciati aperti in parte per verificare la resistenza dei fondi mobili. La pecora in ottime condizioni sebbene avesse dimostrato le sue emozioni con documenti liquidi e solidi non profumati!

Allora si è ripetuta la prova e siamo scesi all'interno Io, Truccane e il sotocapo silurista, del quale mi sfugge il nome. Fatta brilare la carica abiamo sentito solamente come un forte colpo di martello sullo scafo, ma nill'altro e tuto rimase in perfetto ordine e neppure una lampadina elettrica, che allora erano in filamento di carbone, si ruppe.

Credo che l'esperimento al quale Lei mi accenna sia interessante per determinare la distanza di lancio. Durante la guerra si sono raccolti, certamente, numerosi dati.

La concussione, che è sensibile, bisogna vedere che non danneggi quela miriade di complicati istrumenti dei quali sono oggidì afflitti i nuovi sommergibili. Mi dicono che hanno ordinato un minestrone di sommergibili di svariati tipi e dimensioni! Oh la semplicità e la standardizzazione dove sono andate!

Una buona stretta di mano.

 

considerazioni:

-il battello non è sempre stat rinchiuso ma le sperimentazioni sono continuate (forse saltuariamente) per tutto il periodo in cui invece risultava in disarmo. Evidentemente non era scemata l'attenzione della Regia Marina, stava seguendo gli sviluppi del mezzo che stavano, proprio in quegli anni, seguendo la trasformazione da sottomarino a sommergibile

-il sig. LaPietra parla di tubi lanciasiluri. potrebbe anche essere un lapsus, a distanza di 30 anni, ma potrebbe anche essere una interessante ulteriore scoperta circa le sperimentazioni in corso sul battello, che forse vide l'installazione di un secondo tubo di lancio ben prima dei lavori del 1904!

Edited by Totiano

Share this post


Link to post
Share on other sites

Una rara immagine del R.Smg. Delfino, tratta dall'archivio fotografico dell'Amm. Romolo Polacchini......

ncxi55.jpg

Share this post


Link to post
Share on other sites

alcune singolari foto da FB (pubblicate da Giuseppe Porciani) scattate in Arsenale a Venezia a bordo del Delfino

 

12193332_10201077046404074_5854596290536

 

 

quest'ultima non è relativa al Delfino, però è comunque interessantissima

12238516_10201077048684131_5091980493042

 

 

11232033_10201077047964113_7972279071146

Share this post


Link to post
Share on other sites

Una domanda sia vedendo i disegni (post modifica) e sia le varie foto, a cosa serviva o cosa era effettivamente quella specie di piattaforma posta subito dietro la falsatorre? e cosa è quell'asta posta al suo centro? Parlo della piattaforma che si vede nelle foto datate 1904 e che sembra poi sia stata integrata in una struttura più regolare e squadrata nelle foto durante il servizio della I° Guerra Mondiale.

Share this post


Link to post
Share on other sites

penso, perchè non sono mai riuscito ad avere dettagli, che il "palo" fosse il nuovo periscopio in sostituzione del precedente sistema. La piattaforma serviva, invece, ad accedere al vecchio portello, quello della versione iniziale, che non è stato eliminato

Share this post


Link to post
Share on other sites

LA CULLA DEL DELFINO

Ho sempre pensato che il primo battello fosse stato allestito all'interno di un capannone, lontano da sguardi indiscreti. L'amm Roberto Ranieri ci comunica via Facebook, invece, che potrebbe essere stato il bacino numero 1 tale culla. Avrebbe senso in quanto il bacino è a fianco all'officina congegnatori e all'altro lato vi erano le officine carpentieri e calderai. Vi riporto quanto comunicato: 

 

Quote

Il Delfino fu costruito dentro il Bacino n°1 del Regio Stabilimento Militare Marittimo ( Arsenale ) della Spezia, a lato della grande Officina Congegnatori. [...] su questo battello c'è effettivamente qualche giustificato mistero, perché di documentazione residua ( si dice ) al tempo della 2^ G.M. ne rimase pochissima, quasi nulla se si esclude qualche fotografia e qualche semplice disegno laterale esterno. Io stesso, più sopra, stavo azzardando in modo partecipativo e ho riportato una convinzione che appresi (nel 1971/72 ) da anziani Operai congegnatori che, a loro volta avevano ascoltato narrazioni sul primo Delfino dai colleghi/maestri più grandi della generazione precedente. Immagino che la segretezza del progetto e della realizzazione fosse una indispensabile necessità di una tale impresa. Tuttavia non sarà da escludere che, in occasione degli avanzamenti della costruzione originale, oppure dei lavori di trasformazione ( quelli avvenuti dopo qualche anno di rinvii operativi ) e pure delle varie prove del battello, il Bacino-Uno sia stato la "culla" e il banco dei primi collaudi della nuovissima Unità di quasi 100 tonn. del progetto "Pullino" . Mi riprometto di indagare ancora, fin dove possibile.

 

bacino1.jpg

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Indubbiamente molto interessante !  Anch'io  ero convinto che il Delfino fosse stato allestito all'interno di un capannone come, d'altra parte,  tutti i battelli classe Glauco (1^) costruiti a Venezia, come documentato dalla foto allegata del Museo Storico Navale. In primo piano lo Squalo.

img056r.jpg

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho le foto che dimostrano che il Glauco è stato costruito sullo scalo in pietra d'Istria dove oggi è il Dandolo mentre le uniche foto che ho alll'interno di questa tesa (che è quella che oggi ospita la Motozattera) riguardano i Nautilus del Bernardis.

Davvero molto bella come foto e, forse, quel tenente di vascello in primo piano potrebbe proprio essere il Laurenti... 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Dal libro di A. Turrini "Gli squali dell'Adriatico" Il sommergibile Otaria pronto al varo nel Regio Arsenale di Venezia.

Anche questo battello si trovava sullo scalo, sotto una copertura provvisoria. Anche in questa foto compare il TV che , secondo il Dir, potrebbe essere Cesare Laurenti :smile:

img057.jpg

 

Edited by danilo43

Share this post


Link to post
Share on other sites
11 hours ago, Totiano said:

Ho le foto che dimostrano che il Glauco è stato costruito sullo scalo in pietra d'Istria dove oggi è il Dandolo ...

 

Ho potuto ammirare una di quelle bellissime foto, da te presentata nel corso della videoconferenza sul Delfino . Complimenti vivissimi per l'iniziativa :smiley19: 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
Sign in to follow this  

  • Forum Statistics

    • Total Topics
      44,405
    • Total Posts
      513,096
×