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Tavola 5

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Beltrame: L'arte della comunicazione e la retorica di regime "

 

 

 

 

Beltrame rappresenta un esempio unico nel suo genere. Unisce una comunicazione pittorica apparentemente elementare e di facile e intuitivo impatto sul lettore stimolandone la fantasia, alla necessità di coniugare , con i mezzi mediatici dell'epoca,l' informazione cartacea tipica del giornale a quella visiva-espressiva tipica della fotografia. Gli eventi vengono trasportati con tratto impareggiabile sulla carta dove rappresentano una finestra sull'evento: il lettore ne è conquistato, attratto.........vive l'evento! Certo le immagini risentono della retorica tipica degli anni in cui Beltrame opera e di cui è figlio senza però inficiarne l'impatto comunicativo e la capacità di stimolare l'immaginazione del lettore. Esso, il lettore,all'epoca della tavola qui rappresentata, è stretto nella morsa delle notizie di parte, della guerra vera e di quella dell'informazione e della disinformazione tra asse e alleati. Radio , giornali, cinegiornali, concorrono scientemente o meno, alla battaglia mediatica per altro ricambiata e reiterata “con albionica perfidia“. Le notizie subiscono un trattamento enfatizzante, rassicurante, protettivo,............nuovi eroi, veri o presunti, si affacciano nell'immaginifico collettivo. Ma eroi veri, uomini per lo più comuni, iniziano a vivere nell'animo del popolo: sono i padri, i figli ,gli amici, i conoscenti, i volti senza nome, che penetrano l'anima e i cuori degli italiani; sono i volti di chi racconta, di chi ritorna per poi ripartire, di chi non torna più. Beltrame, in questa realtà tragica ed enfatizzata , riesce a trasmettere senza eccessi, ai lettori e agli analfabeti , tutti quei sentimenti che l'italiano dell'epoca raccoglie nel suo animo. Nella specifica tavola del 1 settembre 1940 egli rappresenta l'episodio che ebbe come protagonista il sommergibile Pietro Micca e mai confermato nel dopoguerra dagli alleati:l'affondamento di un caccia torpediniere inglese nell'agosto del 1940. Il Micca,varato il 31 marzo del 1935 ed entrato in servizio il 1 ottobre dello stesso anno, si trovava alla data del 12 agosto del 1940 ,in missione al largo del porto di Alessandria, dove , al comando del C.F. Alberto Ginocchio aveva provveduto a stendere un campo minato. Il 14 dello stesso mese, durante l'agguato posto a circa 90 miglia a Nord-NordOvest dallo stesso porto, sorprese una formazione di 2 cacciatorpedinieri britannici contro cui lanciò una salva di 2 siluri poppieri. Disimpegnatosi in profondità l'equipaggio udiva distintamente lo scoppio del siluro dopo 40 secondi di corsa. Il Comandante non poté confermare visivamente l’affondamento. L'Ammiragliato Britannico non ha mai confermato, ne negato, tale evento. La tavola di Beltrame coglie l'attimo intenso , drammatico, tragico dello scoppio del siluro; lo scoramento del nemico e la sua ineluttabile fine. Il commento( della direzione ?) è tipico del periodo e sostanzialmente dei periodi bellici: deve trasmettere sicurezza, certezza della vittoria finale, fiducia nelle capacità delle forze armate e nei suoi uomini.Che realmente o meno il sommergibile abbia affondato la nave non ha per i politici importanza: il messaggio deve essere rassicurante. Il Pietro Micca giace a circa 80 metri di profondità ,colpito a morte lungo la rotta di sicurezza ,da 1 dei 6 siluri lanciati dal sommergibile inglese Trooper( Lt. Clarabutt) all'alba del 29 luglio del 1943 circa a 3 miglia sud-Ovest da Capo Santa Maria di Leuca per 207° dal faro. Perirono con esso 54 dei suoi 72 uomini.La nave Bormio non potè nulla per proteggerlo.

Beltrame avrebbe saputo cogliere con un istantanea il dramma di quelle giovani vite colte,da un atroce destino, nell'osservanza al loro dovere di marinai? Certamente si. Avrebbe forse dipinto gli sguardi, l'incredulità, la disperazione di quegli uomini e in ciò non sarebbe stato retorico........forse anche i pensieri avrebbero avuto una raffigurazione . Alle mogli , alle madri,ai figli, ai semplici italiani, sarebbe rimasto un documento vero nella sua tragicità. Un graffito sui volti di quegli uomini , quelli si veri,normali , silenziosi e proprio per questo veri eroi.

 

img_0020.jpg

 

Il Pietro Micca in costruzione

 

micca_turrini.jpg

 

Il varo del Micca

 

foto1.jpg

 

Lo stesso nel 1941

 

micca1.JPG

 

lo schema costruttivo

Edited by sonar

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Il sommergibile Pietro Micca fu progettato sulle linee di un disegno molto ambizioso per il periodo storico di riferimento: un sommergibile che fosse la tempo stesso silurante e posamine e con elevate prestazioni di velocità, armamento e autonomia. Il battello, tecnicamente, ebbe un ottima riuscita che rispondeva in maniera eccellente alle aspettative della Regia Marina. La qualità tecnica a scapito dei costi troppo eccessivi portò alla decisione di rinunciare alla sua produzione investendo su battelli e progetti meno onerosi.

Il Micca fu costruito a Taranto nei Cantieri Tosi tra il 1931 ed il 1934, e varato nel 1935, e costituì l'unico battello della classe omonima.

Il Pietro Micca svolse, in totale, 24 missioni di guerra.

Nel 1937 prese parte alla Guerra Civile Spagnola effettuando due missioni, in nessuna delle due operò come posamine.

Il 5 maggio 1938 è protagonista come unità ammiraglia dei sommergibili italiani, alla parata in onore di Hitler che si tenne a Napoli.

All'inizio del conflitto , al comando del Capitano di Fregata Vittorio Meneghini, il Pietro Micca opera in acque egiziane dove il 12 Giugno 1940 deposita uno sbarramento di 40 mine galleggianti al largo della base britannica di Alessandria d'Egitto.

Due mesi più tardi, il 12 agosto, è di nuovo operativo nelle acque di Alessandria al comando del Capitano di Fregata Alberto Ginocchio. Dopo due giorni di agguato, avvista una formazione di cacciatorpediniere nemiche contro cui lancia due siluri di poppa disimpegnandosi in profondità. Dopo circa 40 secondi viene avvertito lo scoppio di uno degli ordigni, ma la documentazione ufficiale inglese non farà mai riferimento a questo episodio.

Dopo un periodo di manutenzione, il battello è oggetto di interesse dell'Ammiraglio Donitz, comandante dei sommergibili tedeschi, per compiere delle missioni in Atlantico, ma la richiesta non viene accolta dalla Regia Marina a causa degli urgenti trasporti da compiere in Mediterraneo.

Nel 1941 è protagonista di un incidente all'imbocco del porto di Lero, quando uno dei siluri poppieri esce dal tubo esplodendo a poca distanza dalla poppa del battello provocando seri danni.

Nel periodo successivo il Micca continua incessantemente le missioni di trasporto tra l'Italia e le coste africane. A fine luglio 1943, partendo da Taranto, deve raggiungere il porto di Napoli circumnavigando la Sicilia. Ma la sera del 28 luglio, a causa di improvvise avarie, il battello inverte la rotta alla volta di Taranto in attesa di una nave antisom che la scorti in porto. Purtroppo durante la navigazione incontra il sommergibile britannico Trooper pronto a lanciare contro l'italiano una salva di sei siluri, uno dei quali va a segno centrando il battello e provocandone danni tali da farlo affondare in pochi minuti. Solo 18 membri dell'equipaggio riusciranno a salvarsi.

 

Il Micca in navigazione

miccanavigazioneuu6.th.jpg

 

Motivazione Croce di Guerra per il siluramento del 14 agosto 1940

motivazionemh3.th.jpg

 

Foto del dipinto di Claudus raffigurante il siluramento del cacciatorpediniere britannico da parte del Micca, con autografo del Comandante Ginocchio

siluramentomiccawz3.th.jpg

 

 

Bibliografia:

www.regiamarina.net

www.sommergibili.com

www.sportesport.it

www.lasecondaguerramondiale.it

digilander.libero.it/asscult2000

Edited by antonio

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Purtroppo, alla luce della documentazione ormai acquisita dalla fine del conflitto, è certo che il Pietro Micca non affondò alcun cacciatorpediniere britannico il 12 agosto 1940.

L'unica unità di questo tipo andata perduta attorno a quella data è l'HMS Hostile, affondato il 23 agosto 1940 a 18 miglia a SE di capo Bon su uno sbarramento minato (appartenente alla spezzata 5AN, &AN e 6ANbis)alla cui posa presero parte il posamine Scilla nonchè i ct Maestrale, Grecale, Libeccio e Scirocco (scortati dalle torpediniere Anrtares e Sagittario).

La fonte più autorevole sull'argomento è: J. Rohwer, G. Hummelchen, Chronology of the war at sea - 1939, 1945 (vol. I), Londra Ian Allan, 1972. Un'altra fonte britannica riporta le coordinate 36°53'N - 11°19'E per l'affondamento dell'Hostile (D. Brown, Warship losses of World War Two, Londra, Arms & Armour press, 1995) indicando per la data dell'affondamento il 15 agosto.

 

hostilekr7.jpg

Una foto prebellica dell'HMS Hostile, risalente al 1937 (g.c. Biblioteca "A. Maj", Bergamo, Fondo Occhini, via M. Brescia)

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ANNUNCIO IMPORTANTE

in relazione all'argomento della tavola 5 la commissione vuole precisare che l'argomento principe è il sommergibile (come si evince dalla tavola.

A seguito di attenta e prolungata valutazione, pur esprimendo profonda ammirazione per il lavoro di ricerca effettuato dal c.te Alagi, la Commissione si vede costretta a non prendere in considerazione le foto del post relativo a questa tavola dello stesso

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Guest Kashin

Non vi' e' conferma di accertato affondamento da parte del Micca , ne da parte Italiana ( Propaganda di Regime) ne tantomeno da parte Inglese, l'unica sicurezza e' la zona di azione del R. Smg e l'operazione di Minamento .-

 

immaginebm0.jpg

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