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GM Andrea

L'avventura dell'Eritrea

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Titolo: L'avventura dell'Eritrea

Autore: Marino Iannucci

Editore: Rivista Marittima

Anno: 1951

Dimensioni: 17x24

Pagine: 147

Prezzo: ---

Reperibilità: difficile

 

 

Il Com.te Marino Iannucci rievoca il periodo trascorso al comando della nave coloniale Eritrea, che riescì a forzare il blocco per uscire dal Mar Rosso per poi, l'8 settembre, sfuggire ai giapponesi raggiungendo Ceylon.

Il volumetto, riedito negli anni '80 sempre dalla Rivista Marittima, è interessante in particolare per i rapporti che Iannucci ebbe in quel tragico settembre '43 coi sommergibilisti italiani che avevano raggiunto Sebang e Singapore (Cappellini, Torelli etc.)

 

iannuccimo5.jpg

Edited by GM Andrea

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potrebbe essere interessante un confonto con il libro di Rastelli "sommergibili a Singapore"....

http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=16886

 

ne hai possibilità Andrea? Senno ti presto il mio...

Ce l'ho ce l'ho... :s10:

 

L'importante sarebbe trovare il tempo...vedo di provvedere

 

GM Andrea

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Non sbagli, infatti l'avevo specificato...indicando gli anni '80 invece dei '90, mannaggia,

 

GM Andrea

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Ecco appunto, non mi sbagliavo.

 

Ma volete mettere il fascino delle polverose pagine anni '50 :s43:

 

GM Andrea

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Letto e divorato, un ottimo esempio d'esposizione di sentimenti, tutto è raccontato attraverso essi, siano quelli verso la patria, che quelli versi i marinai imbarcati sulla nave...

 

PS

se qualcuno vuole lo può scaricare dal sito della MM

 

L'avventura dell'Eritrea

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...

se qualcuno vuole lo può scaricare dal sito della MM

...

 

AAHHHH! :s14: e io che ho passato ore e ore a scannerizzarlo tutto, dopo averlo letto su prestito di un amico... e ora, tutto così, senza passione... un clik e c'è tutto!!! :s12:

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io in compenso pur avendo il pdf, l'ho stampato, c'è più sugo a leggerlo... :s20: :s68:

Difatti.

Mi ricollego a quanto ho scritto ieri nel topic sulla "Rivista Marittima":

(...) Tuttavia, il confronto tra editoria "cartacea" ed editoria "elettronica", per quanto mi riguarda viene vinto a mani basse dalla prima tipologia: tra "paper-book" ed "e-book" c'è la stessa differenza che c'è tra conoscere una bella ragazza e portarla a cena (con il doveroso seguito, s'intende :s02:) e visitare uno dei tanti siti web con foto e video che, peraltro, conosciamo più o meno tutti. :s03:
Edited by Alagi

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Parole sante. Per godersi un bel libro ci vuole la carta.

La versione informatica è utilissima per consultazioni veloci o per coloro che svolgono ricerche, essendo un pratico modo di avere con sè anche un'intera biblioteca, cosa altrimenti impensabile.

Devo ammettere di non aver mai provato a leggere (nel senso della mia prima riga) un libro attraverso uno di quegli strumenti tipo Tablet o e-book (si chiamano così?), ma sono convinto che anche quando e se dovessi farlo, ben difficilmente cambierei opinione in merito al vero piacere della lettura.

Utilissima e preticissima la versione informatica, insomma, ma non pienamente appagante! :s02:

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CITAZIONE (Alagi @ Aug 2 2011, 10:09 AM)

(...) Tuttavia, il confronto tra editoria "cartacea" ed editoria "elettronica", per quanto mi riguarda viene vinto a mani basse dalla prima tipologia: tra "paper-book" ed "e-book" c'è la stessa differenza che c'è tra conoscere una bella ragazza e portarla a cena (con il doveroso seguito, s'intende ) e visitare uno dei tanti siti web con foto e video che, peraltro, conosciamo più o meno tutti.

 

Certo Maurizio (Alagi) non si smentisce mai :s02: però credo, da amante ed estimatore del libro, che la nuova stagione del libro elettronico apre prospettive nuove. Una fra tante di permetterci la lettura di testi oramai introvabili.

Credo, però, che non vi debba essere una sorta di venerazione acritica, basti pensare che se ancor oggi sono leggibili i papiri egizi anche tra duecento anni i mezzi elettronici che ci permettono la lettura degli e-book potranno ben essere inutilizzabili e i testi illeggibili.

 

:s32:

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Una fra tante di permetterci la lettura di testi oramai introvabili.

 

Però la soddisfazione, dopo una lunga ed estenuante ricerca tra bancarelle, librerie e siti on line, di ritrovarti tra le mani la "preda" tanto agognata mi pare difficilmente sostituibile con dei surrogati. Certo sotto il profilo storico/divulgativo la digitalizzazione di volumi rari va sicuramente incentivata.

Edited by Corto Maltese

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Caro Corto Maltese,

parli con un cacciatore di prima categoria, che assapora ormai da anni il piacere di scendere rapido sulla preda (soprattutto se venduta da sprovveduti a prezzi irrisori) ma la possibilità di conservare una memoria storica necessita dell'utilizzo dei moderni mezzi informatici; è tempo che anche in Italia si coltivi la moderna pubblicistica di storia militare.

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Sta nascendo un'ottima e costruttiva discussione, di cui penso tutti dobbiamo compiacerci e su cui - possibilmente - possiamo esprimere un parere.

Il mio, come ho già ribadito recentemente nel topic sulla "Rivista Marittima" è che il cartaceo per quanto mi riguarda, sia inarrivabile: è peraltro assolutamente vero che per la salvaguardia, la diffusione e il rendere disponibili su vasta scala testi e documenti rari l'elettronico sia indispensabile (fatti salvi, ovviamente, i diritti di copyright e la proprietà intellettuale per le opere tutt'ora in commercio o comunque soggette a normative e tutele specifiche).

Ciò che intenderei stigmatizzare è - perlomeno limitatamente al campo dell'editoria navale, che conosco abbastanza bene - la creazione ex-novo di opere solamente "elettroniche": allo stato attuale delle cose non soltanto non si crea un qualcosa di realmente fruibile e utilizzabile a fini di studio, approfondimento e "lavoro" più generalmente inteso, ma molti - quasi inconsciamente - evitano di avvicinarsi ad un'opera che, da più punti di vista, non "soddisfa". :s02:

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Parto da un presupposto: lo storico lavora nel passato per il presente ed il futuro.

Questo comporta, tra l’altro, che egli debba necessariamente occuparsi che l’oggetto della propria ricerca sia reperibile in ogni tempo.

Le moderne tecnologie informatiche permettono la condivisione e la contemporaneità della conoscenza ma presentano anche l’essenziale difetto che in un tempo lungo (non ragiono di decenni ma di secoli) determinati mezzi atti alla loro lettura saranno variati ovvero potranno non esistere più impedendone pertanto la cognizione. Questi mezzi, di cui non disconosco efficacia e attualità e di cui sono anzi fautore, vanno quindi usati perché propri alla nostra epoca ma sempre con accortezza e lungimiranza. Guai se una ricerca di una astratta modernità dovesse privare in un futuro anche remoto di una ricerca storica. Una sana editoria dovrà, quindi, basarsi su un equilibrato, sinergico utilizzo dei vecchi e dei nuovi mezzi di comunicazione, tenendo sempre in vista l’assunto di partenza.

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Caro Corto Maltese,

parli con un cacciatore di prima categoria, che assapora ormai da anni il piacere di scendere rapido sulla preda (soprattutto se venduta da sprovveduti a prezzi irrisori)

 

Dovremmo istituire "un branco di lupi" per la biblioteca della Base :s03: :s03: Il Commodoro potrebbe essere il nostro Dönitz :s03:

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