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Guest Kashin

Lo Scontro Navale Di Balikpap

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Guest Kashin

Il 23 gennaio 1942 una ricognizione aerea alleata, scopre quindici trasporti che portano il 56°e il 2° reggimento di fanteria a Kure. La Forza Navale Speciale da Sbarco (SNLF) si trovava a Balikpapan, un importante area petrolifera situata in quello che era il Borneo olandese sudorientale. L’Ammiraglio Hart, comandante della Flotta asiatica nonché ABDAFLOAT ordinò agli Incrociatori leggeri Boise e Marblehead ed a sei cacciatorpediniere dislocati a Kupang, (Timor) di intercettare le unità di scorta. Il Boise centrò uno scoglio che non era segnato sulle carte geografiche a Sapeh, lacerando profondamente una parte dello scafo e fu quindi costretta a dirigersi a Java, con un caccia di scorta.

L’altro incrociatore, Marblehead, bruciò una turbina in navigazione e fu costretto a ridurre la sua velocità a 15 nodi; anche a lui fu dato il Ct Bulmer come scorta. Queste sfortune ridussero la forza di attacco ai soli cacciatorpediniere della 59 Divisione, John D. Ford, Pope, Parrot and Paul Jones. L’incrociatore Marblehead e il Ct Bulmer erano posizionati a nord della divisione, di modo che i cannoni da sei pollici dell'incrociatore potessero offrire un punto di appoggio per i cacciatorpediniere in caso di attacco

 

In queste palesi condizioni di inferiorità, sarebbe stato comprensibile se il comandante americano Ammiraglio Glassford, avesse annullato la sua missione. Invece, lui puntò sulla sua buona stella pur conscio della disparità in mare, ed inviò all’attacco le sue vecchie cacciatorpediniere, le quali manovrando elusero la scorta giapponese (formata anche da un incrociatore leggero e dieci cacciatorpediniere moderne) riuscendo a sorprendere i trasporti ancorati a Balikpapan.

La flottiglia giapponese di scorta, formata da quattro cacciatorpediniere era condotta dall’ incrociatore leggero Naka, che venne affondato nel stesso momento in cui gli americani arrivarono, apparentemente da un attacco del sottomarino olandese K-XVII che riuscì anche a danneggiare il mercantile Tsuruga Maru.

I giapponesi rimasero sbigottiti dopo l’accaduto: era infatti impensabile che una intera divisione di cacciatorpediniere non si accorgesse della presenza delle unità USA o potesse scambiarle per navi amiche .

 

La forza giapponese, nel frattempo stava soffrendo gravi perdite. Nella stessa sera del 23 gennaio nove caccia B-10 olandesi al largo di Samarinda, danneggiarono un trasporto e ne affondarono un altro. I trasporti arrivarono alle h. 20.45 e si ancorarono nella spiaggia in due file; otto navi vicino la spiaggia e cinque più lontano. Alle 0045 del giorno 24, il sottomarino olandese K-XVIII silurò un altro trasporto. Effettuò un successivo attacco poco prima dell’arrivo degli americani, dopo di che venne danneggiato dalle unità antisom .

 

I cacciatorpedinieri americani avvistarono i giapponesi alle 0245 approssimativamente a nove metri di distanza. I trasporti erano ancorati in due linee: erano scortati da tre unità di perlustrazione della prima guerra mondiale convertite in cacciatorpedinieri, quattro dragamine e quattro unità A/S.

 

Tra le 0246 e le 0255, gli americani fecero una rotta ad alta velocità verso la linea esterna dei trasporti. Il Ford davanti, seguito da Papa, Parrott e Jones. Spararono dieci siluri in quattro salve. Il Parrott aprì con tre, virò due minuti più tardi, e ne sparò altri cinque verso una unità che pensò essere un cacciatorpediniere o un incrociatore, a 1,000 metri sulla dritta e che infatti era il W15, uno dei dragamine da 700 tonnellate.

A seguito, il Ford lanciò un siluro ad un trasporto ancorato, poi virò di poppa. Finalmente il Paul Jones attaccò nuovamente il W15. Tutti fallirono il bersaglio o comunque non riuscirono ad esplodere.

 

Alle 0300 la formazione americana dirigeva a nord, oltre la linea esterna dei trasporti.

Il Talbot ordinò una accostata a dritta in modo da condurre per un altro passaggio.

Il Parrott, la terza nave in linea fu la prima ad usare l’artiglieria: avvistò un obiettivo e virò quindi lanciò tre siluri. Andò a segno alle 0302 colpendo il Sumanoura Maru. (3,519 t.)

A quel punto i giapponesi capirono di essere sotto attacco. Gli americani erano a nord della formazione giapponese confusi dalle nuvole di fumo; sub olandesi ed aerei stavano continuavano a colpire vittoriosamente. I giapponesi si considerarono erroneamente oggetto di un ulteriore attacco sottomarino e si portarono in mare aperto.

 

Mentre la scorta giapponese inseguiva i suoi fantasmi, i quattro cacciatorpedinieri americani facevano rotta parallela a sud della linea esterna dei trasporti.

Alle 0306 il Pope lancio’cinque siluri ad un obiettivo rilevato a dritta, e subito dopo il Parrott ed il Paul Jones seguirono il sue esempio. Il Tatsukami Maru , una nave munizioni dal dislocamento di 7,064 t. esplose.

Alle 0314 il Ford accostò a dritta per penetrare la coda della linea giapponese, le altre unità lo seguirono.

Alle 0319 il Pope e il Parrott spararono rispettivamente due e tre siluri. Tre dei cinque colpi andarono a segno e colpendo ed affondando il PC-37, un’unità di perlustrazione.

Alle 0322 il Ford e il Paul Jones lanciarono ciascuno un siluro, che però non andarono a segno. Alle 0325 il Paul Jones lanciò una torpedine che affondò il Kuretake Maru (5,175 t.)

 

A quel punto il Ford condusse di nuovo la formazione a nord e il Pope , Parrott e Paul Jones rimaste senza siluri, a aprirono il fuoco con le loro artiglierie da 4â€Â, così come previsto dal piano di battaglia ed alle 0332 venne colpito l’Asahi Maru ed anche un altro trasporto fu danneggiato.

Alle 0335 il Ford lanciò l’ultimo siluro che affondò la Tsuruga Maru, (6,988 t.), che quattro ore prima era già stato danneggiato al sottomarino olandese K-XVIII.

Alle 0347 il Ford venne colpito a poppa e quattro uomini rimasero feriti: questo fu l'unico danno subito dagli americani durante la battaglia.

 

La battaglia era finita: solo allora i giapponesi finalmente si resero conto della vera natura dell'attacco e le unità superstiti si lanciarono senza successo all’inseguimento della formazione americana.

 

Fu una vittoria della tattica: ben 48 siluri furono lanciati contro obiettivi chiaramente visibili, stazionari, e solamente sei furono colpiti e tutto questo venne attribuito ad un approccio frettoloso o difetti dei siluri, ma la realtà dei fatti comunque quella che gli americani riuscirono comunque ad a vincere siluri difettosi e forze nemiche superiori e riuscendo a sfuggire incolumi.

 

Se paragonato ad altri sforzi fatti per fermare i giapponesi, la Battaglia di Balikpapan fu una vittoria straordinaria, se teniamo anche conto del fatto che si trattava del primo scontro navale americano dalla fine della guerra con gli spagnoli e la prima vittoria contro i giapponesi.

I giapponesi avevano ben ragione di temere la presenza dei sommergibili. Infatti pur essendo la potenza di fuoco giapponese quasi pari a quella americana, ed i trasporti fossero armati con armi supplementari, (fu uno di questi a danneggiare il Ford), nessuna delle navi giapponesi era armata con siluri.

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Aggiungo al post di Kashin questo link: http://en.wikipedia.org/wiki/Battle_of_Balikpapan_(1942) nel quale è reperibile questa mappa ( http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Battle_of_Balikpapan.jpg ) che illustra le posizioni delle navi da sbarco e la rotta dei CT attaccanti.

Qui l'ordine di battaglia: http://www.navweaps.com/index_oob/OOB_WWII..._Balikpapan.htm .

 

Da notare che, secondo quanto riportato, Balikpapan fu comunque conquistata dai giapponesi, che la maggior parte dei circa 1100 prigionieri olandesi fu assassinata (mi rifiuto di usare la parola "giustiziata"... quella non è giustizia) dopo la cattura e che Balikpapan fu ripresa da uno sbarco di truppe australiane tre anni dopo. :s05:

 

Qui trovate un link all'episodio bellico del 1945: http://en.wikipedia.org/wiki/Battle_of_Balikpapan_(1945) .

 

Mi chiedo se i colpevoli dell'eccidio dei prigionieri olandesi siano mai stati processati... :s09:

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