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U 73 ARCHIMEDE

Missione "non Attaccare!"

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titolo: Missione: non attaccare!

autore: Mario Rossetto

editore:VITTORELLI EDIZIONI

anno: 2002

Formato: 17x24 cm

Pagine: 142

36 illustrazioni in b/n

Prezzo: 15,00 euro

 

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Nelle pagine del libro-diario rivive la storia di una impegnativa missione oceanica di un nostro battello nel corso della "battaglia dell'Atlantico", combattuta durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli eventi narrati appaiono lucidi e attuali nonostante i cinquanta anni trascorsi ed e' questa forza narrativa che trascina il lettore a bordo del Regio Sommergibile Giuseppe Finzi coinvongendolo in una operazione tutta particolare, senza precedenti nella storia del sommergibilismo italiano: quella di fare da rifornitore.

 

Infatti sull'esempio degli alleati tedeschi equipaggiati con sommergibili appositamente realizzati, il suo compito e' quello di "non attaccare!" dovra' invece garantire una autonomia tale da estendere la minaccia subacquea dei nostri battelli fin nell'Oceano Indiano, una volta imbarcato il massimo consentito di viveri, siluri e carburanti.

 

L'autore, Comandante del sommergibile nel corso di tale missione, rievoca con particolare dovizia gli stati d'animo ed emozioni con cui, insieme al suo equipaggio, affronta e porta felicemente a compimento una operazione in parte atipica per lo spirito aggressivo e insidioso dei sommergibilisti. Grazie alla narrazione in prima persona, il Comandante Rossetto mette in risalto le senzazioni dell'Ufficiale che, al suo primo comando, avverte su di se tutta la responsabilita' del compito affidato ed il senso di solitudine provato nel momento in cui si devono affrontare decisioni fatali per tutti gli uomini e per il mezzo ai propri comandi.

 

Malgrado la presenza di alcune ripetizioni, la minuziosa ricostruzione dei momenti di vita quotidiana e delle continue difficolta' che l'equipaggio deve superare per portare a compimento la missione, riesce a coinvolgere nell'atmosfera di bordo anche il lettore non esperto in materia.

 

I numerosi riferimenti tecnico-operativi, che si alternano nella descrizione delle vicende quotidiane, contribuiscono a rendere con efficacia il cadenzato e soltanto apparente monotono evolversi della navigazione, durata quasi due mesi e mezzo.

 

Il libro e' completato da un buon corredo iconografico, in gran parte inedito, e da un utile glossario marinaresco.

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Grazie per la segnalazione Comandante! :s02:

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Missione "Non attaccare!"

Diario di guerra

di Mario Rossetto

Mario Rossetto, che è stato il piu giovane comandante dei sommergibili italiani in Atlantico durante la seconda guerra mondiale, in questo diario narra la missione effettuata tra il 4 febbraio e il 18 aprile 1943 dal sommergibile Finzi, da lui comandato, con il compito di rifornire il Da Vinci di Gazzana Priaroggia. Per il Da Vinci si tratto dell'ultima missione: fu infatti affondato da una unita  nemica durante la navigazione di rientro a Bordeaux. Il racconto di Rossetto si snoda con i tempi della missione, e alterna con grande forza narrativa la descrizione di vicende tecnico-operative, riflessioni e racconti di vita di bordo. Non manca inoltre un commosso ricordo del comandante Gazzana, incontrato brevemente durante il rifornimento: l'autore è l'ultimo sommergibilista ad averlo visto in vita. Completa il libro una ricca appendice in cui si illustrano la rotta seguita durante la missione, la base di Betasom, le ricostruzioni di alcuni fatti salienti, nonche un utile glossario di termini sommergibilistici. Caratteristiche che renderanno quest'opera gradita non solo a chi è del "mestiere", ma a tutti gli appassionati di storia della seconda guerra mondiale.

 

Lo sto leggendo: DA BRIVIDI!!!!!

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Grazie Marco, si trova in vendita in tutte le librerie o solamente quelle specializzate tipo Libreria Militare ecc ???

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Ricevuto. Grazie! :s01: :s02:

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"Libreria Europa a Roma" a Via Veniero?

sempre sui libri che parlano di sommergibili conoscete il libro "Timoni a salire"di Raiola ed.Mursia?

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Io prendo nota.. e quando torno a Rom, mi faccio un altra bella scorta di libri... molte belle le pagine che Marco ci hai presentato di Non attaccare... un libro di quelli che si divorano...ma che rimangano per sempre nella memoria...

 

fly37 U 591

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Combinazioni del destino:

 

Mario Rossetto, sbarcato dal Finzi, venne destinato a Danzica per assumere il comando dell' S 6, ex U 430.

 

L'U 430 era il sommergibile di quel Werner che scrisse "Iron Coffins".

 

Successe che al momento di partire per una missione, il comandante Werner, rientrato il giorno precedente da un pattugliamento di guerra con l'U 430, non riusci ad essere svegliato per nessun motivo dalla sua ordiannza.

 

Cosi sotto le pressioni del comandante di flottiglia, l'U 430 fu portato fuori dal bunker dal Primo Ufficiale, un pivellino appena imbarcato e senza nessuna esperienza di guerra. Questo per far uscire in retromarcia il battello, ingrana i diesel sulle eliche , al posto di effettuare la manovra con i motori elettrici e immancabilmente il fracasso attiva una mina acustica lanciata dagli inglesi giorni prima.

 

Il comandante Werner, finalmente sveglio, arrivo di corsa solo per vedere il suo sommergibile, sollevato di poppa fuori dall'acqua dall'esplosione, e tre persone dell'equipaggio venire sbalzate fuori bordo.

 

Il sommergibile venne recuperato e avviato alle riparazioni.

 

Nel libro di Werner piu non si parla dell'U 430, ma l'autore nei capitolo precedenti si lamenta di come fosse antiquato rispetto ai battelli di costruzione piu recente e privo di shnorkel.

 

Dunque l'U430 fu riparato e ceduto a noi Italiani che lo ribattezzammo S 6, affidandolo a Rossetto.

 

Caso vuole che proprio sull'S 6 fu imbarcato il sergente medico Alfio Intravaia, da noi incontrato a Roma la primavera scorsa.

 

Mi chiedo se Rossetto si ricordi del suo Sergente Medico ....

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Sarà  fatto...

io comunque non credo al destino.... ma sto studiando molto a proposito di coincidenze!!!

Il sig.Intravaia sarà  informato al piu presto...

 

fly37 U 591

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Fatto... ho parlato con il figlio del sergente Intrvaia, giornalista qui a Montreal, tra l'altro nel libro che sta facendo e al quale collaboro, "Eroi senza gloria" si parla del Comandante Rossetto... e delS 6 .... lui informera  suo padre...

sarebbe bello farli incontrare eventualmente, ma vi ricordo che le emozioni e l'eta del nostro sergente infermiere "eroe" dovranno farci agire nel caso, con molta cautela... la gioia puo fare anche male!

 

grazie per l'interessamento da parte del figlio Fabrizio

 

fly37 U 591

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..." Quando ebbi terminato, a Fiume nel dicembre 1942, il mio tirocinio di Comandante alla Scuola Sommergibili il Comandante Agostini, prima di inviarmi in licenza, mi chiese di segnalargli quale destinazione avrei preferito: risposi che non avevo preferenze. In realta  non era cosi. Avevo trascorso parecchi mesi in Atlantico, alla base di Bordeaux e in missione col Tazzoli, ed avrei certo preferito tornare laggiu anziche essere destinato su Sommergibili operanti in Mediterraneo; ma per un certo fatalismo che guidava le mie azioni durante la guerra preferii non influire minimamente sulla mia sorte futura. E tale modo di agire in questa occasione fu senza dubbio agevolato da alcune considerazioni. La prima, che l'unica volta in cui mi era capitato di chiedere la destinazione preferita non si era tenuto affatto conto del mio desiderio (era accaduto nel maggio del 1940, al termine del Corso di specializzazione in Armi Subacquee: avevo chiesto di imbarcare su Mas o su Sommergibili e fui invece destinato sull'incrociatore Attendolo); l'altra che nella quasi totalita  dei casi gli allievi della Scuola Comando non venivano destinati in Atlantico direttamente, ma dovevano prima svolgere un certo periodo di attivita in Mediterraneo. E un'altra volta ancora quando, durante un'esercitazione con i "Maiali" a Bocca del Serchio, avendo l'Amm. De Courten e il Comandante Moccagatta scoperto che io soffrivo il mare ed avendo concluso che se soffrivo il mare sulle navi di superficie lo avrei maggiormente sofferto sui sommergibili, dove non ero mai stato imbarcato, mi lasciarono libero dal reparto dei Mezzi d'Assalto; e Maripers "naturalmente" aveva deciso destinandomi proprio all'imbarco sui sommergibili.

Cosii mi recai in licenza a casa, dove trascorsi le Feste Natalizie e dove mi raggiunse il solito telegramma che mi ordinava, questa volta, di presentarmi a Roma il 2 gennaio 1943 con due fotografie per il passaporto. Era la stessa procedura gia  seguita un anno prima, e compresi cosi di essere stato destinato in Atlantico.

A Roma mi comunicarono che avrei dovuto assumere il comando del R° Smg. Bagnolini. Dico la verita , in un primo tempo la cosa non mi piacque gran che. Il Bagnolini aveva avuto fino ad allora scarsi successi ed aveva fama di non essere mai rientrato da una missione senza essere stato fatto segno a nutrite scariche di bombe di profondita . Poi a poco a poco i miei pensieri si orientarono diversamente. “Se pur prendendo tante bombe"mi dicevo"il Bagnolini è sempre rientrato, è segno che si tratta di un battello fortunato". E quando giunsi a Bordeaux, alla base di Betasom, ero lieto della destinazione che mi era toccata.

Nel frattempo però si erano verificate a Betasom alcune circostanze che dovevano modificare le decisioni prese a Roma nei miei riguardi e che mi portarono ad assumere il comando del Smg. Finzi anzichè quello del Bagnolini.

Un mese prima di me aveva terminato la Scuola Comando il Tenente di Vascello Amendolia, gia  Ufficiale in 2a del Barbarigo all'epoca in cui Grossi aveva dichiarato di aver affondato una corazzata americana. Grossi gli aveva promesso di lasciargli il comando dell'ormai famoso sommergibile; ma mentre ancora Amendolia stava compiendo il tirocinio di comando, l'ammiraglio Legnani, Comandante in Capo della Squadra Sommergibili (Maricosom), aveva assegnato il Barbarigo in premio a Rigoli, che ne era stato il Tenente (Ufficiale in 2a) prima di Amendolia, e che si era tanto distinto in una ardita azione col Smg. Platino dentro la rada di Bougie. Cosicche giungendo a Bordeaux Amendolia aveva trovato pronto non il Barbarigo ma il Finzi, e con esso aveva dovuto partire in missione.

Questa sua missione pero fu di breve durata: non arrivo ad oltrepassare le Isole Canarie perche tante avarie si erano verificate in pochi giorni, ed alcune cosi gravi e non riparabili con i mezzi di bordo, che dovette rientrare alla base prima della meta  di dicembre. Trovo a Betasom il Comandante Grossi che da pochi giorni aveva assunto il Comando delle Forze Subacquee Italiane in Atlantico, in sostituzione del Contrammiraglio Polacchini. Amendolia, non ancora dimentico dello scacco subito col Barbarigo, e vista la malasorte che sul Finzi lo aveva perseguitato, chiese a Grossi di lasciare il Finzi e di prendere il Bagnolini, che nel frattempo stava per essere approntato. Grossi naturalmente lo accontento.

Fu cosi che arrivando a Betasom io mi trovai destinato a prendere il comando di un battello al quale non avevo mai pensato. E poiche mi ero ormai gia  spiritualmente adattato al sommergibile destinatomi da Maricosom, sulle prime la faccenda non mi garbo. è da notare che neanche il Finzi godeva di eccessiva buona fama. Sino ad allora aveva riportato successi soltanto in una delle parecchie missioni compiute, e precisamente con il C.te Giudice nella prima missione lungo le coste dell'America Centrale. Inoltre era uno dei piu grossi e piu vecchi battelli che avevamo in Atlantico, gemello del Tazzoli e del Calvi (gia  perduto), poco maneggevole e con i motori talmente esauriti da non poter superare, nelle condizioni piu favorevoli, la velocita  di 14 nodi. Per di piu un grosso inconveniente era la notevole produzione di fumo dai motori, specialmente alla messa in moto e sotto sforzo, cioe quando piu necessario sarebbe stato non farne. E infine il suo difetto forse piu grave, quello di fare la rapida immersione in un tempo enormemente lungo: quando si doveva sfuggire ad un attacco o ad un avvistamento l'attesa di oltre un minuto anziche di 30 secondi e anche meno (come succedeva ai battelli di piu recente costruzione) poteva essere proprio una questione di vita o di morte.

Il Bagnolini invece se non altro aveva il pregio di essere veloce e di avere dei motori efficienti.

Con tutte queste considerazioni si comprende facilmente il desiderio di Amendolia di cambiare il Finzi con il Bagnolini; e si comprende anche come io di cio non potessi esser lieto ritenendo a buon diritto che Amendolia, valendosi della sua amicizia con Grossi, mi avesse “fatto le scarpe".

Ma il Maggiore del Genio Navale Fenu, capo dei servizi tecnici della Base, in tale occasione ebbe a dirmi: "Al tuo posto non farei nulla per avere il Bagnolini piuttosto che il FinziÃ", intendendo dire che sia l'uno che l'altro avevano pregi e difetti. Io, ancora una volta accettando la sorte, finii per assumere il comando del R° Smg. Giuseppe Finzi. Era il 22 gennaio 1943: quello stesso giorno compivo 28 anni. E di una cosa, forse piu di ogni altra, ero fiero: di essere il piu giovane dei Comandanti dei Sommergibili italiani che operavano in Atlantico..."

 

 

 

capitolo tratto dal sito di Vittorelli al link http://www.vittorelli.it/missione.htm

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Rossetto è un mito, ci sarebbe da ascoltarlo per ore...

 

alcuni di noi lo hanno conosciuto in privato (in foto assieme allo scomparso cav. Filippi e al c.te Parodi) http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=6230&hl=

 

 

altri alla licenza ufficiale per l'inaugurazione del Toti al museo di milano

http://www.betasom.it/forum/index.php?show...c=10804&hl=

 

 

Missione non attaccare è la sua missione di rifornimento al DaVinci di Gazzana, quella missione in cui l'Ursus Atlanticus riscosse i maggiori risultati ma anche quella in chiusero il portello per l'ultima immersione.

 

Il libro è schietto, narra tanto le nobilta  quanto le miserie della base Atlantica e vale la pena anche solo per questo!

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Il C.te Rossetto ci ha appena informato che la casa editrice Mursia pubblicherà nel 2015 una nuova edizione del libro.

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... Mursia ha finalmente pubblicato la nuova edizione del volume del C.te Rossetto.

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