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Marco U-78 Scirè

Un Sommergibile Non E' Rientrato Alla Base

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Titolo: UN SOMMERGIBILE NON E' RIENTRATO ALLA BASE

Autore: Antonio MARONARI

Casa editrice: Edizione BUR

Anno di edizione: 1951

Anno di riedizione: 1999

Pagine: 350

Dimensioni(cm): 22,5 x 15

Prezzo originale edizione 1999: Lire 16.900

Prezzo di mercato: _______

 

La recensione:

Credo sia giusto iniziare con il libro che ha dato il battesimo alla nostra Base. Sugli scritti del Maronari i primi Comandanti virtuali muovevano i primi passi su SH2 e i primi post di questo forum.

Il libro non è altri che il coinvolgente diario del sergente segnalatore Antonio Marinari, imbarcato sul sommergibile Tazzoli durante le missioni in Atlantico. Lo stile è semplice ma estremamente vivace ed appassionante, al punto di trovarsi a trepidare per un affondamento o a soffrire la fame in silenzio assieme al Comandante che per primo si sacrifica.

 

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appassionante è dire poco, purtroppo nella edizione BUR mancano le fotografie dell'edizione originale ma il fascino rimane intatto...

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Guest ERICH TOPP U-552

....Marco,visto che hai fatto 30....fai "31" e indica un po l'anno della prima edizione....su ebay ne vedo spesso diversi che oltre alla copertina diversa,vengono proposti come "prima edizione",ma....qual'è l'anno giusto....1952/'54/'55....?? :s45:

 

....assie !!....

 

 

:s67: Mau

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Quale miglior invito alla lettura per coloro che amano le eroiche gesta dei nostri marinai nella II guerra mondiale, dI questa magnifica recensione del memorabile "Un sommergibile non e' rientrato alla base" di MARONARI A.

 

di Silvio BERTOLDI

 

"Betasom": chi ricorda questa sigla misteriosa? Forse coloro che durante la seconda guerra mondiale girarono la boa dei vent' anni, o chi quella guerra la combatte' e ancora non ne rifiuta la lontana memoria perche' legata alla stagione della giovinezza. "Betasom" stava per "Beta" (ossia B, iniziale di Bordeaux) e "som" (sommergibile), ed era la denominazione con cui la Marina indicava la base dei nostri sommergibili atlantici in Francia. Trentadue sommergibili che, passando sotto i cannoni inglesi di Gibilterra, si trasferirono dal Mediterraneo all' Oceano e per tre anni attaccarono il naviglio alleato, spingendosi fin sotto le coste dell' America. Ogni tanto i giornali citavano quella sigla, ogni tanto il bollettino di guerra informava che un sommergibile non era rientrato a "Betasom": e la disumana rassegnazione di allora rendeva apatici perfino davanti a uno dei drammi piu' strazianti della lotta sui mari, la morte lenta e disperata nel profondo degli abissi. Una scorta tedesca pilotava il sommergibile in partenza per la caccia atlantica, oltre l' estuario della Garonna. Da quel momento cominciava la grande avventura: poteva concludersi con il rientro tra gli applausi degli equipaggi schierati in attesa del battello vittorioso, come segnalavano le bandierine esposte a indicare i piroscafi o le petroliere affondati. Oppure con la rabbia di una lunga ed inutile navigazione priva di prede. Ma poteva restare sui registri navali solo con la fredda annotazione di un sottomarino salpato il giorno X e di cui non sarebbe mai stata segnata la data del ritorno. I nomi di alcuni di quei battelli e dei loro comandanti figurano nel libro d' oro della guerra sui mari: per esempio il "Leonardo da Vinci" che fu agli ordini prima di Luigi Longanesi Cattani e poi di Gianfranco Gazzana che lo comandava quando fu colato a picco il 23 maggio 1943, dopo aver affondato oltre 120 mila tonnellate di naviglio nemico. E il "Tazzoli" del capitano di fregata Carlo Fecia di Cossato, uno dei comandanti - simbolo della Marina italiana. Fecia di Cossato prese il comando del "Tazzoli" il 5 aprile 1941, dopo esservi rimasto per alcuni mesi come secondo ufficiale. Venne sbarcato il 28 febbraio 1943 perche' , se fosse rimasto ancora a bordo, sarebbe morto di consunzione: a tal punto lo aveva stremato l' immedesimazione con destino della sua nave, la volutta' parossistica dell' inseguimento e dell' affondamento della preda avvistata. Antonio Maronari, che fu ai suoi ordini sul "Tazzoli", ha raccontato nel libro "Un sommergibile non e' rientrato alla base" (Rizzoli), le gesta del suo capo e dell' equipaggio. La vita a bordo del "Tazzoli" e' emblematica delle vicende comuni a tutti i sommergibili italiani che si batterono in Atlantico, in condizioni di inferiorita' tecnica rispetto ai tedeschi, ma con non minor valore (il loro materiale era scadente, spesso i battelli dovettero essere riadattati nei cantieri della Kriegsmarine). Ma forse solo dal libro di Maronari si riesce a farsi un' idea dell' esistenza a bordo di un sommergibile in guerra, come in un lungo film dall' interno dello scafo, i cui protagonisti erano attori d' una trama non fittizia, bensi' partecipi d' una realta' umana perennemente in bilico tra la vita e la morte. Un' esistenza che vedeva di colpo interrompersi la normale routine della navigazione all' allarme lanciato dal marinaio in avvistamento. Cominciava nell' estrema tensione dei nervi la lunga caccia spesso in un mare sconvolto dalla furia delle tempeste, fendendo onde a cui si tentava di sfuggire in immersione, spesso braccati dalla scorta alleata e costretti a calarsi sul fondo, mentre dall' alto le bombe squassavano le pareti del battello e si spegnevano le luci e si restava col cuore fermo per l' ansia, ad attendere se si sarebbe potuti risalire. Poi riemersione e la nave nemica veduta di nuovo attraverso il periscopio, a portata di tiro: allora il comandante, come ipnotizzato dalla preda, ordina il lancio dei siluri: "Fuori uno", o "Fuori due", a seconda del tubo di lancio. Ed ecco l' estenuante attesa, i momenti in cui si decide il fato: quei siluri che corrono silenziosi verso il bersaglio e talvolta lo mancano, perdendosi lontano e talvolta lo colpiscono senza effetto perche' il materiale e' scadente; quel silenzio sul mare che sembra eterno, interrotto dallo scoppio contro la nave centrata, mentre dall' interno del "Tazzoli" si leva l' urlo vittorioso e liberatorio dei marinai. Spesso il piroscafo non colava a picco subito e allora bisognava finirlo a cannonate, dopo che le scialuppe dei naufraghi si erano allontanate, abbandonandolo. Un giorno, tra i rottami che stavano scomparendo nei gorghi, fu udito il miagolio di un gattino e il "Tazzoli" non riprese la navigazione finche' la bestiola non fu salvata e portata a bordo, dove era destinata a rimanere fino a diventare la mascotte di "Betasom". Un' altra volta i naufraghi di un piroscafo americano silurato scambiarono sportivamente dalla scialuppa di salvataggio saluti e urra' con i nemici italiani, quasi a riconoscerne la bravura, ricambiati dagli auguri gridati in inglese per la loro salvezza. L' epopea del "Tazzoli", che affondo' 107 mila tonnellate di naviglio nemico, si concluse con lo sbarco di Fecia di Cossato, ridotto a uno scheletro e passato a continuare la lotta sull' avviso "Aliseo". L' otto settembre Fecia aveva ubbidito per disciplina all' ordine di dirigere la sua nave in un porto alleato e lo aveva fatto cambattendo vittoriosamente nelle acque di Sardegna contro una flottiglia tedesca. Era decorato di medaglia d' oro, tre d' argento, tre di bronzo e della Croce di ferro, una delle massime decorazioni tedesche. Capi' la vergogna dell' armistizio dopo aver lasciato la Marina, quando si pose la questione istituzionale al Congresso di Bari. Fecia era fedele a un re che non lo meritava e se ne rendeva conto. Per non mancare al suo giuramento, ma deciso a non spartire le responsabilita' d' una dinastia che aveva visto il suo bisnonno aiutante di campo di Carlo Alberto, si tolse la vita il 27 agosto 1944. Il "Tazzoli" era scomparso in Atlantico un anno prima. L' annuncio era stato dato con la formula di sempre: "Un sommergibile non e' rientrato alla base".

 

:s15:

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Scusa se vedo solo ora il tuo messaggio...

Io ho la prima edizione; o meglio, ho la quarta, che essendo del 1951 (stesso anno della primissima edizione) è a questa del tutto identica.

Il dubbio di Erich si spiega col fatto che, essendo molto diffusa la ristampa anastatica anni '90 della BUR, ogni edizione anni '50 puo dirsi "prima edizione".

La quale è notevolmente piu bella, anche per le numerose foto...a disposizione :s02:

 

GM Andrea

Edited by Totiano

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Egregio C.te GM Andrea,

anch' io possiedo l'ed. 1999 ed è senza foto;

Domanda: perchè non posti qualche foto in modo da inserirle nel libro?

Domanda..... sciocca?????

ad majora

xtgold :s09:

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Domanda tutt'altro che sciocca!

Era la prima delle cose in nota da fare per stasera, dopo la riunione ANMI :s02:

 

GM Andrea

Edited by GM Andrea

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Domanda tutt'altro che sciocca!

Era la prima delle cose in nota da fare per stasera, dopo la riunione ANMI :s02:

 

GM Andrea

 

Grazie Andrea,

 

sei sempre molto disponibile

ad majora

xtgold

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Inserisco, come richiesto, le foto del volume originale.

Le foto non sono alla massima risoluzione, visti i lunghi tempi richiesti per uploadarli. Su richiesta posso comunque fornirle in qualità massima.

Faccio notare che la prima foto porta la dedica di Carletto.

 

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Edited by GM Andrea

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Edited by GM Andrea

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Questa non mi è chiara: com'è che Fecia di Cossato ha il grado da GM sulla manica? (pag. 302 della ristampa)

 

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E infine....

 

La prefazione di Angelo Longanesi Cattani:

 

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...e la foto di Fecia di Cossato, questa si in risoluzione massima:

 

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grazie Andrea, meravigliose....

 

siamo sicuri che sia carletto nella foto coi gradi da GM? cmq potrebbe essere che si è fatto prestare un cappotto (almeno tale sembra cio che indossa...)

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Grazie Andrea,

provero a stamparle per inserirle nel libro.

ad majora

xtgold :s02: :s20:

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Guest ERICH TOPP U-552

....Grazie ad Andrea per le delucidazioni in merito alla prima edizione e per le foto inserite.... :s20:

....e un grazie a Bismarck per la bella recensione !!.... :s51:

 

....Signori....do ufficialmente apertura alla "caccia" alla prima edizione del 1951 !!.... :s31:

 

:s67: Mau

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Guest Perla

Grazie di cuore Andrea per le magnifiche foto.....davvero un meraviglioso regalo per tutti noi!!

In quanto al libro io ho una delle ultime ristampe della BUR (1998, credo) ....è il diario di un giovane marinaio in servizio a bordo del Rsmg Tazzoli.....la guerra sui mari vista attraverso gli occhi e vissuta con il cuore di un ragazzo. Per me, un libro indimenticabile che ti resta "dentro" come pochi altri... :s15:

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Guest Perla

quello di Maronari è un libro davvero splendido.....uno di quelli che restano nel cuore (scusate, forse mi ripeto.....ma è una di quelle cose ch non mi stanco mai di dire!!!!!) :s15: :s15: :s15:

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Bel libro,letto tutto di un fiato ...e dico tutto!!!!

Lo consiglio caldamente a tutti coloro che conoscono superficialmente la vita a bordo dei battelli atlantici,tra giornate a fare il bagno adamitico, con il battello in affioramento e le giornate in cui ci si doveva legare saldamente sulla torre per non essere sbalzati fuori dalla furia del mare....e poi sembra di sentire gli odori...di nafta e sudore e mangiare le gallette...meno male che trovavano spesso dei battellini di salvataggio,lasciati dopo affondamento piroscafi, con riserve alimentari ben piu' appetitose che le stesse a bordo! Insomma e' un vero spaccato di vita quotidiana a bordo.

Sto leggendo anche "Timoni a salire" e quando l'avro' ultimato vi faro' una recensione. :s01:

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Il libro è molto piacevole e si legge davvero tutto d'un fiato. Schietto, pulito e semplice nella forma, il Maronari fa rivivere al lettore i suoi anni di imbarco sul Tazzoli senza troppo sentimentalismi strazianti.

Bella la figura di Carlo Fecia di Cossato, uomo e comandante che è riuscito a legare a se gli uomini dell'equipaggio. Nel libro si respira una aria di legami familiare, un legame forte che ha unito (osere affermare in maniera indissolubile) l'equipaggio del vecchio "cassone" fino alla fine delle missioni atlantiche.

Assolutamente da non perdere. :s15: :s15: :s15:

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Guest Mattesini

Mi associo. Il libro di Moronari è stato uno dei miei cavalli da battaglia, per descrivere in "Betasom" l'attivita  del TAZZOLI e di FECIA DI COSSATO.

 

Francesco

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....lessi il libro (regalato da mio zio) da ragazzino e mi affascino. Ricordo che feci con il pongo (blu) un modellino 'spannometrico' del Tazzoli. Ho riletto piu volte il libro 'in toto' e talvolta mi soffermo su qualche brano. Inutile dire che, trovato questo sito, mi sono registrato con un nick name che non è altro che il soprannome del Comandante Carlo Fecia di Cossato (Carletto x l'appunto) con in coda il mio anno di nascita, dal momento che 'Carletto' non potra  mai essere nessun altro, per lo meno in questo sito.

 

Carletto49

 

"Dio voglia che venga un'epoca in cui nel nostro paese il rapporto tra quello che si fa e quello che si dice di fare raggiunga l'unità"

Teseo Tesei (Marina di Campo, 3 gennaio 1909; Malta, 26 luglio 1941)

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quando lo presi... me lo lessi tutto d'un fiato... è semplicemente toccante! quale impeto aveva di cossato a spronare i ragazzi a non scorraggiarsi e poi quella lunghissima traversata nell'atlantico fino in america!

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un libro bellissimo, come sempre lo sono le testimonianze di prima mano; duro e al tempo stesso poetico

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ho trovato la copertina dell'edizione originale surfando nel web. magari aiuta qlc fortunato a recuperare questo cimelio...

 

maronarikt8.jpg

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Si aggiunga che il disegno di copertina è del noto pittore Giorgio Tabet.

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Ho acquistato questo libro poco tempo fa,credendo di aggiungere un libro come tanti alla mia biblioteca navale,ebbene ora che l'ho letto posso dire senza timore di essere smentito che questo è uno di quei libri che ti catturano e ti fanno sentire "vivo nel racconto".

Davvero Stupendo!!

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è un bel modo per ricordare il comandante diCossato, quello di leggerlo con gli occhi del suo equipaggio.

senza contare che è IL LIBRO, quello da cui è nata la nostra base 10 anni fà...

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