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Steffsap

17 Febbraio 1944

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... passeggia sul ponte della poderosa, nuovissima Iowa. L'Italia, causa le sue artiglierie navali imprecise, è già fuori dalla guerra, anzi per il ca ed il suo equippaggio non ha mai combattuto, se lo ha fatto lo ha fatto male, e se lo ha fatto bene causa il materiale scadente non se ne è accorto nessuno. Comunque, chisenefrega di quei mafiosi fascisti. Il compito è facile, attaccare la grande base giapponese, in compagnia di copiose portaerei, incrociatori pesanti, ct, etc... e affandare tutto quello che c'é a tiro. Infatti va tutto ok, ed il nostro c.a. si beve un meritato whisketto. Eccco che a 6400 metri si presentantato i caccia giapponesi Maikaze e Nowaki. Facile, con i miei 406 mm asserviti al radar, le cariche dirompenti e i miei AA a doppio scopo ne faccio polpettte in due secondi, non devo neanche chiedere altro ghiaccio. Il Maikaze, poverino, fa il suo dovere e va a fondo, L'infido giallo Nowaki, invece, riesce non si sa come ad allontanarsi (da due corazzate a 6400 m.!) e a portarsi a circa 30000 m. Fortuna che le corazzate americane sono anche veloci, oltre che superprotette, non mi scappa. Così il nostro c.a. si mette all'inseguimento, sparacchiando per una mezz'oretta con i suoi 406 a tiro rapido (mica lenti come i 381 italiani) ed asserviti al radar all'impudente muso giallo. Peccato che, con grave danno del contribuente americano, l'insolente pulcetta non viene colpita... anzi lancia una salva di "long lance" che passano di poco davanti alla prua delle mitiche corazzate statunitensi, dopodiché se la squaglia.

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Dal sito Regia marina.

 

Azioni Notturne di Superficie

di Vince O'Hara

"I nostri Proiettori risplendettero con la prima salva e permisero una piena illuminazione per quello che era una vista orribile. Nel pieno nel raggio vidi i nostri sei grandi proiettili che volano attraverso l'aria. Cinque dei sei colpirono l'incrociatore pochi metri sotto il livello del ponte superiore e scoppiarono con una fiammata brillante. . ." L'ufficiale d'artiglieria gridò "Buon Dio! L'abbiamo colpita! ' "1

Navi da guerra di superficie (torpediniere o più grandi) della Regia Marina parteciparono, e nei tre anni dal giugno 1940 al maggio 1943, a quindici azioni notturne contro navi da guerra Alleate. La Regia Marina, che in molti rispetti aveva avuto successo, non riuscì a completare la sua missione in quasi tutte queste battaglie. L'immediata spiegazione e chiarimento sono facili; noi non eravamo addestrati per tali azioni, e mancando il radar non potevamo tenere a bada con successo la Royal Navy di qui era equipaggiata. Comunque, l’addestrando e la tecnologia non incisero completamente nelle ripetute sconfitte italiane.

 

Questo documento esamina due altri fattori che hanno giocato una parte cruciale in quasi tutte queste azioni. Questi fattori sono da ricercarsi nella natura delle azioni stesse – la Regia Marina era di solito sulla difensiva, spesso sorpresa e sopraffatta - ed il fatto che anche se ogni battaglia includesse unità capaci di lanciare siluri, gli italiani non inflissero pressoché nessun danno con questa, la più mortale delle armi notturne.

 

Queste quindici azioni notturne cadono in quattro categorie: La Regia Marina intercettò ed attaccò gli Alleati quattro volte e tutte nei primi sei mesi di guerra. Nelle altre undici azioni noi agimmo difensivamente, una volta durante una missione di trasporto, due volte durante operazioni di soccorso ed otto volte durante azioni di scorta.

 

In quattro azioni offensive forze leggere italiane intercettarono forze Alleate realizzando due volte una sorpresa completa, ma tale vantaggio non diede i risultati che si sarebbero dovuti aspettare. Il 14 giugno 1940, una torpediniera Italiana sostenuta da MAS lanciò un attacco, senza successo, contro una forza da bombardamento francese composta d’incrociatori pesanti e cacciatorpediniere. Un MAS fu affondato dal fuoco nemico. Quest’azione può essere considerata un fallimento parziale in quanto incoraggiò i francesi a terminare la loro missione in aticipo. Il secondo intercettamento richiede un esame più approfondito perché la Regia Marina avevano forze superiori (tre torpediniere e quattro cacciatorpediniere contro un solo incrociatore leggero). Malgrado la sorpresa ed il fatto che furono in grado di lanciare una bordata di siluri a poca distanza dall’obbiettivo, le forze italiane furono pienamente sconfitte perdendo due torpediniere e subendo danni gravi su due cacciatorpediniere. Bragadin descrivere questa azione come:

 

"I resoconti sulla battaglia diedero ragione per molta riflessione. Il nemico era scampato con solamente alcuni colpi a segnò dai cannoni dell'Airone e dell'Ariel, danni questi quasi uguali a quelli sofferti dall'Aviere. Gli italiani, dall’altra parte , avevano perso un cacciatorpediniere e due cacciatorpediniere scorta anche se le navi italiane erano fra il più efficienti nella Marina ed i loro comandanti erano dei migliori. Ogni nave che era entrata in contatto col nemico si era comportata, in ogni rispetto, galantemente al punto di guadagnare l'ammirazione del nemico, ma si dovette ammettere che gli italiani erano tecnicamente inferiori agli inglesi, almeno per quello che concerne azioni notturne. In realtà quest’inferiorità potrebbe essere probabilmente spiegata solamente dal fatto che l'Ajax era dotata di radar." 1

 

 

 

Radar Tipe WA Type 279

radar manual 1945)

 

Infatti, è discutibile se il radar Tipo 279 di cui l’Ajax era equipaggiata aveva molto a che fare con la conseguenza di quest’azione. Questo modello era stato disegnato per il rilevamento d’aerei ed era stato, in ogni caso, disabilitato dal fuoco italiano. Sadkovich afferma che il radar diede all’Ajax l'avvertimento iniziale della presenza Italiana. In ogni modo, non fu la mancanza di addestrando, di ecnologia o la mancanza di coraggio a causare questa sconfitta. Un'analisi tedesca dell'evento sembra più vicina alla verità.

Dopo la guerra, commentando su quest’incidente, l'Ammiraglio tedesco, Eberhard Welchold attribuì le perdite italiane e la mancanza di successo alla lucentezza della notte, ed al numero insufficiente di navi utilizzate nell'esecuzione tattica dell'attacco." 2

 

Le navi italiane attaccarono separatamente o in paia e lanciarono il siluro allo stesso modo, singolarmente o in paia. Di questo, tratteremo più tardi.

 

Il 20 ottobre, 1940 quattro cacciatorpediniere intercettarono un convoglio Alleato nel Mare Rosso, ma la scorta che includeva un incrociatore leggero, un cacciatorpediniere, tre sloops e due dragamine li respinse. L'attacco con il siluro da parte Italiana, fu fatto ad alta velocità e senza il vantaggio della sorpresa e fu un fallimento. Nessuna delle due flotte sostenne danni in questa porzione della battaglia anche se gli inglesi notarono che: "il nemico era provvisto di cordite senza lampo e di buoni proiettili che li aiutarono con il loro tiro" anche se loro soffrirono lo svantaggio di essere temporaneamente accecat dal bagliore dei loro cannoni.

 

L'ultima azione offensiva notturna Italiana ebbe luogo il 26 novembre 1940. Una torpediniera Italiana, inutilmente, lanciò un attacco al siluro contro una formazione della Royal Navy consistente di una corazzata e due incrociatori. Gli inglesi neppure notarono l’attacco. La sorpresa era là ed il nemico non impegnò nessuna manovra evasiva il che lascia solamente concludere che furono lanciati troppo pochi siluri per assicurare il successo.

 

La Regia Marina non riuscì molto meglio negli undici incontri difensivi.

Due volte forze Alleate superiori sorpresero e letteralmente obliterarono le forze italiane impegnate in operazioni di soccorso. Nella prima occasione, la Battaglia di Capo Matapan, 28 marzo 1941, navi da guerra della Royal Navy tesero un agguato ed affondarono tre incrociatori pesanti italiani. Quattro cacciatorpediniere italiane infruttuosamente contrattaccarono le cacciatorpediniere Inglesi con il silurano e nello scontro che seguì perdettero due unità mentre un’altra fu danneggiato da cannonate.

 

Il 2 dicembre 1942, in una mini ripetizione dello scontro di Matapan, quattro cacciatorpediniere della Royal Navy intercettarono ed affondarono una torpediniera Italiana impegnata in operazioni di soccorso di un affondamento precedente. L’unità Italiana non riuscì a sparare un solo colpo di cannone.

 

Nonostante la sua riluttanza, la Regia Marina fu costretta ad usare unità da guerra per il trasporto d’approvvigionamenti per l’Africa Settentrionale. Uno dei disastri più gravi subiti dalla Marina accadde quando quattro cacciatorpediniere Alleate imboscarono due incrociatori leggeri Italiani con i ponti carichi di fusti di benzina affondandoli a cannonate senza subire alcuna perdita. Il solo siluro lanciato dalla torpediniera di scorta Italiana (Cigno) mancò il bersaglio, mentre Il Di Giussano fu in grado di sparare solo tre salve.

 

La metà delle azioni notturne fu causata dall’intercettazione Inglese di convogli Italiani. Questa azioni ed i loro risultati sono qui elencati:

 

12 novembre 1940. Nella sorpresa più completa, tre incrociatori leggeri Alleati e due cacciatorpediniere attaccano un convoglio di quattro navi mercantili scortate da una torpediniera ed un incrociatore ausiliario. Gli inglesi affondano le quattro navi mercantili e danneggiano gravemente la torpediniera di scorta. La reazione Italiana che incluse il lancio di siluri e l’uso del canone non causa nessun danno.

16 aprile 1941. Nella sorpresa più completa, quattro cacciatorpediniere inglesi attaccano un convoglio di cinque navi scortate da tre cacciatorpediniere. Gli inglesi affondano con il cannone ed il siluro tutte le navi mercantili e la scorta, la quale riesce ad affondare un cacciatorpediniere nemico con il siluro. Il cannoneggiamento Italiano non ha alcun risultato.

8 novembre 1941. Nella sorpresa più completa, due incrociatori leggeri inglesi e due cacciatorpediniere attaccano un convoglio di sette navi scortate da due incrociatori pesanti e dieci cacciatorpediniere. Gli inglesi affondano tutte le navi mercantili ed un cacciatorpediniere usando il cannone ed il siluro. Tre cacciatorpediniere Italiane sono danneggiati mentre un Inglese riceve alcuni danni. La scorta non lancia nessun siluro.

2 dicembre 1942. Nella sorpresa più completa, tre incrociatori leggeri inglesi e due cacciatorpediniere attaccano un convoglio di quattro navi mercantile scortato da quattro cacciatorpediniere e due torpediniere. Gli inglesi affondano tutte le navi mercantili ed uno dei cacciatorpediniere oltre a danneggiare un altro cacciatorpediniere e una torpediniera. La scorta reagisce usando il siluro ed il cannone infliggendo danni minori.

15 gennaio 1943. Nella sorpresa più completa, due cacciatorpediniere inglesi attaccano una nave mercantile scortata da una torpediniera. Gli attaccanti affondano il mercantile per poi sfuggire ad attacchi con il siluro da parte della scorta.

16 aprile 1943. Due cacciatorpediniere inglesi attaccano una nave mercantile scortata da quattro torpediniere. Gli inglesi affondano una torpediniera e danneggiano un’altra. La scorta contrattacca con il siluro ed il cannone affondando un cacciatorpediniere inglese e leggermente danneggiando l’altro. Il mercantile elude l’attacco.

4 maggio 1943. Nella sorpresa più completa, tre cacciatorpediniere inglesi attaccano una nave mercantile scortata da una torpediniera. Entrambe le unità sono affondate.

2 giugno 1943. Nella sorpresa più completa, un cacciatorpediniere inglese ed uno greco attacco un piccolo convoglio di quattro navi mercantili scortate da una torpediniera. La scorta ed una delle navi sono affondate.

 

 

Gli inglesi ottennero risultati decisivi in sette degli otto attacchi, affondando 22 delle 23 navi in aggiunta a sette unità di scorta perdendo solamente un cacciatorpediniere. Nel solo caso in cui le forze italiane furono vincenti, l’intero convoglio fu salvato ed un cacciatorpediniere nemico fu affondato ed un altro danneggiato mentre una delle torpediniere italiane andò persa.

Le sconfitte italiane hanno qualche cosa in comune; gli inglesi ebbero il vantaggio della sorpresa, fattore questo enormemente vantaggioso, soprattutto di notte. Ad accezione dell’attacco dell’8 novembre, gli inglesi ebbero sempre forze superiori e anche nel caso di questa azione furono in grado di fronteggiare gruppi numericamente inferiori (le forze italiane erano divise in scorta diretta e scorta indiretta. Gli incrociatori arrivarono troppo tardi). Nell’occasione in cui le forze italiane furono vittoriose, esse furono in grado di rilevare gli inglesi prima dell’attacco e con quattro torpediniere verso due cacciatorpediniere lo svantaggio non era troppo notevole.

 

La difesa di un convoglio durante la notte contro forze nemiche superiori e con lo svantaggio della sorpresa non era qualche cosa che la Regia Marina fece particolarmente bene. Le intercettazioni inglesi, per esempio, distrussero convogli tedeschi il 5 e 15 d’agosto del 1944 nella Baia di Biscaglia, il 17 ottobre 1944 nell’Egeo ed il 13 novembre 1944 e l’11 gennaio 1945 in Norvegia. Inoltre, Forze francesi distrussero un convoglio tedesco scortato da una torpediniera il 28 novembre 1944 nell’Adriatico. La battaglia delle Isole Savo, l’8 agosto 1942, vide forze giapponesi massacrare incrociatori e cacciatorpediniere Alleate (Americane e Australiane) impegnate nella difesa di uno sbarco. Anche i giapponesi assaporarono la sconfitta con la distruzione di un convoglio nel Golfo di Vella il 6 agosto 1943 e vicino Capo St. George, il 25 novembre 1943, in condizioni simili.

 

Dopo i primi mesi di guerra, la Regia Marina evitò scontri notturni contro la Royal Navy. Gli inglesi avevano il vantaggio del radar sia per la rilevazione del nemico che per la telemetria. Gli inglesi erano ben addestrati per questo tipo di azioni e finacchè non incontrarono i giapponesi, si ritenevano gli esperti del settore. D’altra parte, come l’esempio giapponese chiaramente dimostra, la mancanza del radar non rilegava automaticamente una marina ad un ruolo secondario. I giapponesi compensarono questa lacuna con armamenti superiori, esercitazioni dure e realistiche, l’uso della pirotecnica ed ottiche di qualità, ma anche con l’impiego di individui particolarmente selezionati per la loro visione notturna. Gli occhi giapponesi, in molte circostanze, furono migliori dei radar americani. La Regia Marina non era ben preparata per gli scontri notturni ed in pratica abbandonò la notte agli inglesi. Le polveri italiane erano inadeguate, come nel caso del convoglio Duisburg, quando i proiettili illuminanti italiani fallirono nell’illuminazione dei bersagli. Sadkovich scrive; "L’industria Italiana fallì nello sviluppo e la produzione di proiettili illuminanti e bengala".

 

 

L’altra lacuna condivisa dalle azioni italiane fu la mancanza di risultati ottenuti con l’uso del siluro. I siluri erano assassini silenziosi; equalizzatori della battaglia. La battaglia di Tassafaronga è un esempio eclatante di come una bordata di siluri lanciata da una forza inferiore sorpresa nella scorta di un convoglio possa trasformare una sconfitta inevitabile in una vittoria soverchiante. Nel corso di questi quattordici scontri notturni, la Regia Marina utilizzò il siluro undici volte riuscendo solamente una volta a colpire il nemico il quale da parte sua riuscì a colpirci in ben sei dei dieci scontri.

 

La questione di grande importanza è il perché? Certamente non mancarono il coraggio e la risolutezza. Cacciatorpediniere e torpediniere italiane pressarono i loro attacchi spesso ricevendo danni da parte di unità nemiche superiori. Durante la notte del 12 novembre, il Fabrizzi un’unità della Ia Guerra Mondiale si diresse verso tre incrociatori nemici e malgrado i colpi ricevuti lanciò un bordata di siluri i quali mancarono di poco la poppa del Sydney.

 

 

Durante l’azione del 12 ottobre 1940, l’Alcione, Airone e Ariel lanciarono due siluri ciascuno ad una distanza tra i 200 ed i 5.500 metri. Avvicinandosi rapidamente, l’Airone lanciò ancora due siluri ad una distanza di 700 metri; Tutti i siluri mancarono il bersaglio. L’Ariel e l"Arione pagarono un caro prezzo; furono affondati. Altri esempi della volontà da parte delle navi italine può essere vista nelle azioni del 2 dicembre 1942, del 15 gennaio e 16 aprile 1943.

Non è facile colpire un bersaglio mobile da una piattaforma se stessa mobile ed a più di 30 chilometri. I cacciatorpediniere americani riuscirono a lanciare con successo centinaia di siluri contro navi giapponesi in sei scontri di rilievo tra lo stretto di Badung il 19 febbraio 1942, lo stretto di Java, le Isole Savo, Capo Esperance, Gudalcanal e Tassafaronga senza riuscire a danneggiare una nave nemica fino alla prima battaglia del Golfo di Kula il 5 marzo 1943, quasi 13 mesi più tardi.

 

La Regia Marina non ha scuse; I suoi siluri erano di qualità. Malgrado il fatto che producessero una scia fino al 1941, questo fu rimediato quando l’aria compressa fu sostituita con un sistema che non produceva più un segno visibile. Nel 1942, accerini a percussione furono sostituiti da un modello magnetico allo stesso tempo furono introdotti siluri elettrici.

 

Ebbene, nonostante la risolutezza degli equipaggi italiani, perché così tanti attacchi da vicino con armi di qualità non produssero risultati? L’esanime degli attacchi e dei loro risultati dimostrerebbero che molti dei siluri andarono a vuoto. Questo suggerirebbe che gli attacchi furono condotti di fretta, ad alta velocità e sotto il fuoco nemico. Nel caso in cui un cacciatorpediniere italiano era immobile nell’acqua e tre siluri furono manualmente lanciati, due colpirono il bersaglio ed il terzo gli passò sotto. Una seconda ragione, forse più convincente, involve la dottrina navale Italiana del tempo. In parole semplici, la Regia Marina non lanciò abbastanza siluri! Molte torpediniere, per esempio, erano in grado di lanciare solo due siluri alla volta e anche quando ne potevano lanciare quattro, il lancio era ridotto a due sole armi. In contrapposizione, le marine americane e nipponiche di pratica lanciavano tutte le armi a disposizione, spesso otto, ed un gruppo di navi avrebbe lanciato in sincronia, non singolarmente.

 

Nota di Ursus, non ho mai capito perchè czz i nostri ct avessero solo 6 lanciasiluri e le torpediniere solo 4 e 450 mm, quelli tedeschi 10 e i giapponesi 9... (classe Fubuki). Le Elbing tedesche (1000 tonn) avevano 6 tubi da 533: Sta cosa mi sembrava strana a 16 anni.... strano che dove era arrivato un ragazzo di 16 anni non l'avessero compresa dei professionisti di 50 e passa anni (i nostri ammiragli, tanto per essere chiari). Fine nota

 

 

In pratica, un attacco di 24 o 32 siluri ha una probabilità di successo molto maggiore di una condotta con solo due o 8 armi. La cosa più interessante in questo contesto sono le statistiche; nel giugno 1940 la marina aveva 1450 lanciasiluri e 3650 siluri, molti dei quali vecchi modelli da 450 mm.

 

Le marine che usarono il siluro con successo lo fecero senza risparmio. La battaglia di Java, che durò due giorni, è un buon esempio; I giapponesi usarono 39 siluri durante l’attacco iniziale affondando un cacciatorpediniere. Durante il secondo attacco lanciarono 92 siluri senza colpire alcun bersaglio. Il terzo attacco, nel quale furono utilizzati 16 siluri, vide l’affondamento di due incrociatori leggeri. Il giorno seguente, i giapponesi lanciarono 85 siluri nello Stretto di Surgano e 33 nell’azione contro l'’Exeter affondando tre incrociatori e, va detto, anche quattro delle loro navi da cargo. Quindi, solo in questa battaglia i giapponesi usarono 265 siluri. La Regia Marina, nei primi sei mesi di guerra, lanciò 549 siluri e questa statistica include i sottomarini! Durante tutta la guerra, unità Italiane lanciarono un totale di circa 3,700 siluri motivando la bassa utilizzazione per regioni di scarsa produzione. Queste statistiche sono in netto contrasto con quelle americane di circa 323 siluri l mese per un totale di 45 mesi di guerra.

 

Le torpediniere tedesche rappresentano una rara istanza di unità attaccanti che nonostante il lo svantaggio della notte fossero siano state vittoriose.

 

Il 23 ottobre 1943, una squadra inglese composta da un incrociatore leggero due cacciatorpediniere e quattro cacciatorpediniere scorta lasciarono porti britannici per intercettare un convoglio tedesco seguendo informazioni fornite da ULTRA. Le postazioni radar tedesche individuarono gli inglesi e mandarono cinque torpediniere all’attacco. Subito dopo l’intercettamento da parte dei radar inglesi e prima che questi potessero intraprendere ogni azione, una salva di 24 siluri tedeschi si avventò su di loro. Due siluri colpirono ed affondarono l’incrociatore ed un altro danneggiò severamente uno dei cacciatorpediniere di scorta che fu dopo auto affondato. Gli inglesi commisero degli errori contro i tedeschi che non fecero mai contro gli italiani. Prima di quest’azione, avevano condotto azioni similari che consentirono ai tedeschi di anticipare la loro strategia. Inoltre, gli inglesi usarono una forza che non aveva operato insieme in precedenza ed infine permisero ai tedeschi di sorprenderli. Naturalmente nessuna di queste evenienze avrebbe beneficiato i tedeschi se i loro siluri avessero mancato il bersaglio. Le torpediniere tedesche avevano un decisivo vantaggio su quelle italiane dato che potevano lanciare bordate di sei siluri, prestazioni queste solo possibili ai cacciatorpediniere di squadra Italiani. Ma ancora più importante, i tedeschi non avevano alcuna titubanza nell’attaccare; attaccavano in massa.

 

 

 

Ritornando all’azione di capo Passero del 12 ottobre, 1940, le torpediniere italiane malgrado avessero il vantaggio della sorpresa condussero quattro attacchi separati e non coordinati nei quali furono lanciati solo due siluri alla volta. Questa classe di torpediniere (Spica) aveva quattro tubi lanciasiluri istallati centralmente i quali usati nella totalità avrebbero consentito una bordata di 12 siluri che sicuramente avrebbe avuto un maggiore successo di quattro attacchi isolati che utilizzarono solo due armi. In questo caso, la galanteria non ebbe nulla a che fare con il risultato.

Azioni notturne sono molto difficili ed in pratica tutti i fattori erano contro la Regia Marina. Le dottrine di guerra e l’addestramento dettavano che certe azioni dovessero essere evitate. Le esperienze iniziali confermarono questa linea di condotta. La mancanza di radar mise la Marina in svantaggio in molte circostanze e soprattutto in azioni notturne. In pratica, la Marina dovette combattere durante la notte in luoghi e condizioni dettate da un nemico spesso preponderante. In conclusione, il fallimento da parte Italiana nell’uso effettivo dell’arma subacquea ci costrinse a ripetute sconfitte. Il fallimento sembra originare nella tattica della miseria; I siluri erano preziosi (e costosi) e poco disponibili. Invece che lanciare i siluri contro il nemico quando l’opportunità lo avrebbe consentito, così come fecero i giapponesi, la Marina li centellinava e di conseguenza risparmiando i siluri perdette le navi....

 

 

CONCLUDENDO, NON FU' COLPA DELLE NAVI,

NON FU' COLPA DEI SINGOLI COMANDANTI (SECONDO ME' INDIVIDUALMENTE I PIU' CORAGGIOSI E BEN PREPARATI, SE MIMBELLI FOSSE STATO INGLESE A TRAFALGAR SQUARE AVREBBERO CAMBIATO LA STATUA DI NELSON CON LA SUA)

FU COLPA NOSTRA (SISTEMA ITALIA)...... E DI CAVAGNARI..... CSM PRIMA DELLA GUERRA, CHE EVIDENTEMENTE NON AVEVA CAPITO UN EMERITO CZZ DI COME AVREBBE DOVUTO COMBATTERE E MALE ADDESTRO' FLOTTA E COMANDANTI , E NON DEL DUCE, CHE AI SUOI AMMIRAGLI FECE COSTRUIRE CIO' CHE VOLEVANO, INFATTI QUESTI VOLLERO CORAZZATE, QUASI INUTILI (E DELLE DORIA POSSO DIRE CHE ERANO SOLO BELLE E NIENTE PIU') E NON LE PORTAEREI. AVREBBERO VOLUTO ENTRAMBE, SE VI FOSSERO STATE LE RISORSE ECONOMICHE, MA I DENARI NON C'ERANO (1928 RIUNIONE DEGLI STATI MAGGIORI COL CAPO DEL GOVERNO). MA SU QUESO PUNTO CI RITORNERO' CON DOCUMENTI ALLA MANO....

Edited by Ursus Atlanticus

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Guest Kashin
... passeggia sul ponte della poderosa, nuovissima Iowa. L'Italia, causa le sue artiglierie navali imprecise, è già fuori dalla guerra, anzi per il ca ed il suo equippaggio non ha mai combattuto, se lo ha fatto lo ha fatto male, e se lo ha fatto bene causa il materiale scadente non se ne è accorto nessuno. Comunque, chisenefrega di quei mafiosi fascisti. Il compito è facile, attaccare la grande base giapponese, in compagnia di copiose portaerei, incrociatori pesanti, ct, etc... e affandare tutto quello che c'é a tiro. Infatti va tutto ok, ed il nostro c.a. si beve un meritato whisketto. Eccco che a 6400 metri si presentantato i caccia giapponesi Maikaze e Nowaki. Facile, con i miei 406 mm asserviti al radar, le cariche dirompenti e i miei AA a doppio scopo ne faccio polpettte in due secondi, non devo neanche chiedere altro ghiaccio. Il Maikaze, poverino, fa il suo dovere e va a fondo, L'infido giallo Nowaki, invece, riesce non si sa come ad allontanarsi (da due corazzate a 6400 m.!) e a portarsi a circa 30000 m. Fortuna che le corazzate americane sono anche veloci, oltre che superprotette, non mi scappa. Così il nostro c.a. si mette all'inseguimento, sparacchiando per una mezz'oretta con i suoi 406 a tiro rapido (mica lenti come i 381 italiani) ed asserviti al radar all'impudente muso giallo. Peccato che, con grave danno del contribuente americano, l'insolente pulcetta non viene colpita... anzi lancia una salva di "long lance" che passano di poco davanti alla prua delle mitiche corazzate statunitensi, dopodiché se la squaglia.

 

Cos'e' un inno alla perizia marinara dei Giapponesi ,una esaltazione dell'imbecillita Americana o un ritornare sulle artiglerie della R.Marina ......perdonami sai ma l'eta' avanza e io divento ogni giorno di piu' ottuso !!!!!!!

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Una considerazione sull'uso delle artiglierie.... se i miei cannoni a 35000 metri hanno troppa dispersione allora , con navi che filano a 32 nodi (Nb e incrociatori) e a 37 (i CT) prua sul nemico a massima velocità e quando arrivo a 8000 metri viro di novanta gradi.. e voglio vedere se a tiro teso c'è tanta dispersione.... certo, forse ci rimetto qualche nave, ma poi ti martello a sangue e i nostri 381mm come potere perforante erano inferiori solo ai 406 mm della Iowa e ai 460 delle Yamato.....certo, ci vogliono palle, ma Vian alla Sirte ha attaccato le Vittorio veneto con 4 incrociatori leggeri.... le palle ce le aveva.....Iachino NO (personalmente ritengo Iachino la maggior disgrazia che sia capitata alla Regia Marina, peggio del trio Persano Vacca Albini). Il vizio di usare gli incrociatori per assistere navi immobilizzate (e di notte) lo aveva prima di Matapan. E si, l'aveva già fatto prima, ma aveva avuto cu#o....

Edited by Ursus Atlanticus

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Guest Kashin

Bene allora sommando per sapere la maggiore di tutte le disgrazie nel II Conflitto Mondiale ,escudendo il DUCE che fece quanto riciesto ,i nostri Comandanti che erano piuttosto bravi e i nosri Marinai altrettanto ........basta sapere chi ha messo CAVAGNARI nel posto dove si trovava,idem per IACHINO e il gruppo Ammiragli che decisero di costruire altre corazzate invece che Portaerei ....e il gioco e' fatto ..!!

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Cos'e' un inno alla perizia marinara dei Giapponesi ,una esaltazione dell'imbecillita Americana o un ritornare sulle artiglerie della R.Marina ......perdonami sai ma l'eta' avanza e io divento ogni giorno di piu' ottuso !!!!!!!

 

 

No, è solo un pò di informazione su quello che efftivamente è accaduto agli "altri", con un pò di ironia. Così bilanciamo un pò il giudizio, sempre troppo duro sulle nostra capacità tecniche rispetto ai mitizzati altri.

Quanto ad Ursus, ora mi leggo tutto con calma, ma certo sono d'accordo con le conclusioni (anche su Iachino: resta però un mistero perché ci fossero gli incrociatori davanti ai CT, quella notte).

 

 

Mi correggo. Non sono d'accordo su quanto riguarda Mussolini. Un capo, specie in una dittatura è sempre responsabile dei collaboratori che si sceglie e del loro comportamento. Se poi fa una politica guerresca bsata più sull'apparenza che sulla sostanza, peggio ancora. Se poi con l'apparenza entra in guerra...

Edited by Steffsap

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Bene allora sommando per sapere la maggiore di tutte le disgrazie nel II Conflitto Mondiale ,escudendo il DUCE che fece quanto riciesto ,i nostri Comandanti che erano piuttosto bravi e i nosri Marinai altrettanto ........basta sapere chi ha messo CAVAGNARI nel posto dove si trovava,idem per IACHINO e il gruppo Ammiragli che decisero di costruire altre corazzate invece che Portaerei ....e il gioco e' fatto ..!!

 

Mussolini di navi e dottrina navale non capiva nulla (anzi, una beata fava), voleva solo una marina forte. Il gruppo di ammiragli che reggeva la regia prima della WWII era stato messo lì da COSTANZO CIANO, padre del più noto GALEAZZO e dal RE, che non permise mai al fascismo di avere il controllo sui vertici di esercito e marina (diverso il discorso per l'aeronautica, che fù davvero un'Arma "fascista"). Infatti la rimozione di Mussolini fù eseguita dai Reali Carabinieri con un'ambulanza.....

Inoltre vi è da dire che fino al 1935 i vertici navali escludevano a priori uno scontro con la Royal Navy e per motivi più che validi, Alessandria e Gibilterra in primis, balance of power in seconda. Ma a Benito lo dissero solo dopo l'inizio della guerra. Quando nel 1938 Mussolini chiese proprio a Cavagnari cosa sarebbe accaduto se l'Italia avesse combattuto contro gli inglesi questi rispose che l'Italia avrebbe dominato il Mediterraneo.....

Il "nemico naturale" della regia era la Francia, non L'Inghilterra....

Comunque è paradossale che il miglior cervello "strategico" della Regia, l'amm. Bernotti fù in pratica esiliato dagli stessi vertici della Regia Marina, Riccardi in particolare..... per faide interne... e che il miglior ammiraglio comandante di squadra, Bergamini, (tra l'altro il miglior "artigliere" tar gli ammiragli che avevano costruito una flotta di navi "cannoniere") non fù posto al comando delle forze da battaglia....

Altro inciso. Ho detto che i com.ti erano coraggiosi e ben preparati.... si, ma individualmente. L'addestramento (e la dottrina d'impiego che sta dietro all'addestramento) ad operazioni in squadra erano insufficienti. Quindi ottimi comandanti di navi, ma pessimi comandanti di squadriglia o divisione..per carenze addestrative e di dottrina tattica, vedi post precedente. Questo valeva anche per la regia aeronautica, ottimi piloti, pessimi gregari.... Una delle cose che pochi sanno dell'epopea dei nostri arosiluranti è che in pratica non erano addestrati al lancio sincronizzato (vedi il libro di Carlo Unia Storia degli aerosiluranti Italiani) perchè non avevano la possibilità di addestrarsi al lancio in formazione. infatti colpirono tante navi, ma non affondarono nessuna unità dall'incrociatore in sù, anche se ne colpirono parecchie.

Personalmente sono dell'idea che in parte queste situazioni fossero causate da un fattore tipico del nostro carattere nazionale, il forte individualismo degli italiani, peraltro esaltato del clima culturale dell'epoca fascista col suo culto dell'eroe. Questo atteggiamento portava ad esaltare più l'individuo che il gruppo. Ecco perchè individualmente ritengo che i militari italiani individualmente non fossero inferiore a nessuno, ma l'addestramento al combattimento di squadra si dimostrò insufficiente e inadeguato, in particolare quello notturno, che o lo fai alla perfezione o fallisce. La guerra non è la singolar tenzone di due cavalieri, ma scontro di popoli.... cioè di gruppi....... e quindi bisogna saper lavorare in gruppo.....

 

 

Ciao

Ursus

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No, è solo un pò di informazione su quello che efftivamente è accaduto agli "altri", con un pò di ironia. Così bilanciamo un pò il giudizio, sempre troppo duro sulle nostra capacità tecniche rispetto ai mitizzati altri.

Quanto ad Ursus, ora mi leggo tutto con calma, ma certo sono d'accordo con le conclusioni (anche su Iachino: resta però un mistero perché ci fossero gli incrociatori davanti ai CT, quella notte).

Mi correggo. Non sono d'accordo su quanto riguarda Mussolini. Un capo, specie in una dittatura è sempre responsabile dei collaboratori che si sceglie e del loro comportamento. Se poi fa una politica guerresca bsata più sull'apparenza che sulla sostanza, peggio ancora. Se poi con l'apparenza entra in guerra...

 

 

Sono in parte d'accordo, anche su Mussolini. Lui prese le decisioni che portarono l'Italia in guerra e ne porta la responsabilità finale e quella politica. Ma chi per servilismo dal 35 al 1940 lo illuse che avessimo una possente marina è pure responsabile. Però appeso a piazzale Loreto ci finì solo il Crapun... Per Iachino, Campioni, Cavagnari, e Riccardi manco una commisione di inchiesta. Brivonesi invece fu sottoposto a procedimento disciplianare, ma pienamente assolto...... non sono un sanguinario, non avrei chiesto la fucilazione per nessuno dei 4, ma non gli avrei fatto comandare neanche un rimorhiatore, altro che restare ai vertici della marina...

 

Ciao

Ursus

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non avrei chiesto la fucilazione per nessuno dei 4, ma non gli avrei fatto comandare neanche un rimorhiatore, altro che restare ai vertici della marina...

 

 

Concordo pienamente!

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Guest Kashin
Concordo pienamente!

 

Mi preoccupa e in vero spero che queste consuetudini ITALICHE non siano cicliche......

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Guest Kashin
Per amor di precisione...

La Iowa usò 40 colpi contro il Nowaki e la New Jersey 18, sempre al Nowaki.

 

Pero' che mira !!! Non mi spiego perche le idiozie altrui non mi rendono di buon umore lo stesso ........

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Guest Kashin
Sta a vedere che scopriamo di aver vinto la guerra, e le multinazionali ce l'hanno tenuto nascosto...

 

Una gradita sorpresa...ma adesso svegliamoci e iniziamo un altra giornata.-

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Guest Etna

Tenuto nascosto ??

Lo sapevate che tale Ardito Desio,prima dello scoppio delle ostilità,estate 1941,con sonde acquistate dagli USA e che consentivano trivellazioni oltre 2000 mtr, trovò giacimenti ricchissimi in Tripolitania ???

Per troppi anni si è detto di sedere sul petrolio e di non saperlo !!!!

Si sapeva...e come se si sapeva !! Ma noi...quella guerra dovevamo perderla !

ETNA

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Tenuto nascosto ??

Lo sapevate che tale Ardito Desio,prima dello scoppio delle ostilità,estate 1941,con sonde acquistate dagli USA e che consentivano trivellazioni oltre 2000 mtr, trovò giacimenti ricchissimi in Tripolitania ???

Per troppi anni si è detto di sedere sul petrolio e di non saperlo !!!!

Si sapeva...e come se si sapeva !! Ma noi...quella guerra dovevamo perderla !

ETNA

 

 

be non propio giacimenti ricchissimi. Diciamo che trovò tantissime falde acquifere e dalle analisi del terreno suppose che ci fossero le condizioni per trovare il petrolio.

I ricchissimi giacimenti è una delle favole che girano, in tutto venne estrata 1 e dico 1 bottiglia di petrolio, di qualità così così e in una zona che non è stata sfruttata fino a pochi anni fà perchè ritenuto anti-economico estrarre in quel punto, figuriamoci se conveniva nel 38.

 

Ad onor del vero, và detto che l'AGIP ave in programma di intensificare le trivellazioni visti i presupposti, ma "qualcuno" senza fare nomi, bloccò il progetto, perchè il petrolio andava cercato prima in AOI, la terra promessa, quando Desio, espose le sue teorie e visti i pessimi risultati in AOI, i piani per le trivellazioni vennero nuovamente dirottati sulla Libia, ma si era nel periodo della guerra in Spagna e non c'erano i fondi per acquistare materiale estero. Quando finalmente i materiali erano a buon punto indovinate un po' che è successo? Vi dà un indizio 10 giugno.

 

La scoperta del petrolio CERTA in libia avvenne nel 1954-6 non prima, quelle di Desio si rivelaro previsioni azzeccatissime e gli studi che effettuò servirono alle multinazionali usa e gb dopo la guerra per trovare il petrolio. Ma siamo 10 anni dopo la guerra, non prima.

ciao

marcello

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Guest Etna

Certo Marcello.Io per necessità di sintesi ho dovuto ridurre a ben povera cosa quello che in realtà successe negli anni seguenti. Ma il petrolio c'era. E non solo quello bensì un ricco giacimento di gas naturali.

Fino a quando ho navigato c'erano prima le metaniere della Esso poi quelle LPG dell'Agip con scali regolari a Marsa el Brega . Se ci si arrivava prima noi.........forse le cose cambiavano . O forse no ! Va a sapere cosa poteva accadere ?

ETNA

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Io sono daccordo con te, ma qualcun'altro preferiva avere pure Grecia, Albania, Egitto, Sudan, Malta, Siria, Tunisia.........continuo?

 

E' stata fatta una scelta che si è rivelata quella sbagliata. Abbiamo puntato sul cavallo sbagliato e abbiamo perso. (Stavolta ho accorciato io :s04: )

 

ciao

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Bene allora sommando per sapere la maggiore di tutte le disgrazie nel II Conflitto Mondiale ,escudendo il DUCE che fece quanto riciesto ,i nostri Comandanti che erano piuttosto bravi e i nosri Marinai altrettanto ........basta sapere chi ha messo CAVAGNARI nel posto dove si trovava,idem per IACHINO e il gruppo Ammiragli che decisero di costruire altre corazzate invece che Portaerei ....e il gioco e' fatto ..!!

Ma cosa volevi che facesse Cavagnari, quando il clima politico negli anni 30 era tutto "aeronautico"? Qualche errore Mingo lo avra' fatto, ma si e' logorato, bussando continuamente a quattrini per ottenere i necessari finanziamenti e per spaccare un capello in quattro..Suvvia, non mettiamolo insieme ai varii Iachino, Brivonesi e co. Ci fosse stato ancora lui al ministero, Iachino non sarebbe di certo diventato "il capo della flotta"..

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Ma cosa volevi che facesse Cavagnari, quando il clima politico negli anni 30 era tutto "aeronautico"? Qualche errore Mingo lo avra' fatto, ma si e' logorato, bussando continuamente a quattrini per ottenere i necessari finanziamenti e per spaccare un capello in quattro..Suvvia, non mettiamolo insieme ai varii Iachino, Brivonesi e co. Ci fosse stato ancora lui al ministero, Iachino non sarebbe di certo diventato "il capo della flotta"..

 

Eehehe forse aveva poco da fare, di sicuro una cosa la fece, progettò la più potente squadra navale che l'italia avesse mai avuto " la flotta di evasione atlantica " non l'avete mai sentita?

 

E' quella famosa flotta di corazzate, portaerei, incrociatori, sommergibili, che secondo Cavagnari l'Italia avrebbe dovuto schierare nei "nuovi" porti somali.

 

Scelse di fare le 4 "Impero" che poi furono 2 e 1/2, invece di costruire qualche portaerei (mussolini non era mica il solo a dire che l'italia era una portaerei naturale), qualche dozzina di cacciatorpediniere e incrociatori in più.

 

Era quel famoso comandante che si è scordato di richiamare la flotta mercantile in mediterraneo, perchè tanto al guerra sarebbe stata breve?

 

O era quello che non sapeva che le scorte di nafta bastavano si e nò per 6 mesi?

 

No, forse sbaglio, era quello che decise al ristrutturazione della Cesare, Cavour, Doria e Duilio che costarono quanto 4 "Impero" (ma allora perchè non hanno costruito altre 4 impero? Boh toccherebbe chiederlo a Cavagnari).

 

Era quello che non ha pensato di far autoaffondare qualche mercantile nel canale si Suez? Per bloccarlo qualche mesetto?

 

Forse sarà stato meglio di Iachino e Brivonesi etc...etc... ma per dirla in termini nautici erano tutti della stessa classe di ammiragli.

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Eehehe forse aveva poco da fare, di sicuro una cosa la fece, progettò la più potente squadra navale che l'italia avesse mai avuto " la flotta di evasione atlantica " non l'avete mai sentita?

 

E' quella famosa flotta di corazzate, portaerei, incrociatori, sommergibili, che secondo Cavagnari l'Italia avrebbe dovuto schierare nei "nuovi" porti somali.

 

Scelse di fare le 4 "Impero" che poi furono 2 e 1/2, invece di costruire qualche portaerei (mussolini non era mica il solo a dire che l'italia era una portaerei naturale), qualche dozzina di cacciatorpediniere e incrociatori in più.

 

Era quel famoso comandante che si è scordato di richiamare la flotta mercantile in mediterraneo, perchè tanto al guerra sarebbe stata breve?

 

O era quello che non sapeva che le scorte di nafta bastavano si e nò per 6 mesi?

 

No, forse sbaglio, era quello che decise al ristrutturazione della Cesare, Cavour, Doria e Duilio che costarono quanto 4 "Impero" (ma allora perchè non hanno costruito altre 4 impero? Boh toccherebbe chiederlo a Cavagnari).

 

Era quello che non ha pensato di far autoaffondare qualche mercantile nel canale si Suez? Per bloccarlo qualche mesetto?

 

Forse sarà stato meglio di Iachino e Brivonesi etc...etc... ma per dirla in termini nautici erano tutti della stessa classe di ammiragli.

 

Allora, a proposito di Domenico Cavagnari, mettiamola (la metto), cosi': alcune tue affermazioni sono sicuramente contestabili..Devo ricontrollare le fonti.

Pero', sempre a proposito, mi viene spontanea una domanda...In Italia, siamo tutti zucconi? Oppure solo gli zucconi sono destinati a diventare Capo di Stato Maggiore? :s10:

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no, non è che siamo tutti zucconi.

 

E' che tendiamo ad enfatizzare gli avvenimenti negativi e positivi.

 

Es. Se il colpo ricevuto dalla Cesare, durante punta stilo, il record della distanza di colpo a segno di una corazzata lo avesse tirato la cesare invece della Warspite.

Adesso stavamo a parlare dei nostri cannoni che erano ottimi, la punteria ottima, e se non colpivamo niente era colpa dei marinai che non puntavano bene, etc...etc... è che cerchiamo sempre un capo espiatorio.

 

Ammettiamo difficilmente le nostre colpe, e ci piace terribilmente lo scarica barile.

 

In passato abbiamo avuto ottimi ammiraglia, e quelli della 2° GM non è che fossero pessimi o altro, erano semplicemente "adeguati" per la nazione in quel momento. Poi che alcuni abbiano preso delle cantonate è normale, e queste cantonate saltano molto all'occhio specialmente se sei al vertice. Ma hanno preso anche molte decisione buone, ad esempio la Xmas, eravamo gli unici ad avere un reparto simile. etc...etc...

è più facile "vedere" qualcosa quando succede il pata track che quando funziona tutto correttamente.

 

Se 500 aerei volano tutti i giorni da Roma a Milano, nessuno dice, bene gli aerei sono efficienti!!

Aspetta che di aereo ne cade 1, e vedi che casino esce fuori.

Per noi la seconda guerra mondiale è stata quell'aereo caduto.

 

Naturalmente poi quando succede qualche casino, si cerca di capire perchè, è caduto quell'aereo, mica ti metti a capire perchè non sono caduti gli altri 499? o sbaglio?

 

ciao

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"...(anche su Iachino: resta però un mistero perché ci fossero gli incrociatori davanti ai CT, quella notte)...."

 

Questo in verità bisognerebbe chiederlo a Cattaneo, pace all'anima sua....

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