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Marco U-78 Scirè

In Quale Reparto Hanno Fatto La Guerra I Vs. Parenti

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Guest Salvatore Todaro

per avere notizie precise (fogli matricolari ecc) devi rivolgerti al diretto militare di appartenenza dei tuoi parenti, che corrisponde al luogo o la zona di nascita (ad es. Messina- distretto militare di Catania).

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Grazie a tutti per le preziose informazioni!!

Riguardo mio nonno, posso dire senza ombra di dubbio, che non era una C.N. aggregata alla divisione. Era effettivamente nell'esercito.Il mio bisnonno era un solido comunista romagnolo, che ebbe problemi durante il ventennio, e mio nonno non era da meno. Per cui, il discorso Camicia Nera, cade. Faceva parte della divisione anche il 34°rgt d'artiglieria, ma per quel che ricordo, mi ha sempre detto di essere in fanteria. Purtroppo, quando ho cominciato ad approfondire questi argomenti, mio nonno era in piena demenza senile e le domande che cercavo di porgli, non aprivano nessuna porta della sua mente.

La mia curosità, nacque in Jugoslavia, durante la guerra, precisamente in Bosnia, nel 93'. Portavo aiuti umanitari e con me c'era anche una signora che aveva avuto il padre alpino nella zona di Mostar. Aveva una sua foto che lo ritraeva in quei luoghi, in divisa, con alle spalle un grosso edificio. Be, siamo riusciti a trovare quell'edificio, a Siroki Brieg, 25 km da Mostar. E'stato un momento emozionante. Da qui ho cercato di capire dove poteva essere stato mio nonno.

Il distretto militare interessato è quello di Bologna. Domanda: posso avere informazioni tramite posta o email o devo recarmi agli uffici di persona? :s55: :s55:

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Guest luciano pietri

Dopo tanto mi decido anche io a postare i ricordi di famiglia:

 

nonno materno, 1° GM addetto alla calzoleria del distretto di Firenze

fotomilitare016zs0.png

 

nonno paterno 1° GM fanteria al fronte dove morì un suo fratello che riposa a Redipuglia

fotomilitare015ct7.png

 

mio padre ( a sn nella foto)2° GM arruolato in polizia, prima a Moena nei rearti sciatori di frontiera, poi roma e infine jugoslavia (Lubiana) dove all'8 Settembre fu fatto prigioniero dai tedeschi ma riusci a rientrare in italia in modo rocambolesco vestito da ferroviere.

Rientrato nei ranghi alla questura di Arezzo, riuscì a sminare l'acquedotto della città prima che i tedeschi in ritirata lo facessero saltare.

fotomilitare012pp4.png

 

Mio zio, fratello di mio padre, in artiglieria campagna di Russia

fotomilitare014ut4.png

 

un cugino, Sc Segnalatore a semaforo di Tripoli

fotomilitare011sp1.png

 

un cugino, artiglieria in africa dopo El Alamein, prigioniero degli inglesi fino al 44

fotomilitare017us5.png

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Guest ERICH TOPP U-552

....bellisscite Luciano....certo che solo uno come te,poteva a distanza di così tanti lustri,riuscire a conservare immagini del genene !!.... :s20: :s20: :s20:

 

....SEI SEMPRE UNICO E IRRIPETIBILE !!.... :s51:

 

 

(chissà....magari un giorno o l'altro metterò anch'io qualcosina.... :s19:)

 

 

 

:s67: Mau

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Guest UPS2
Il distretto militare interessato è quello di Bologna. Domanda: posso avere informazioni tramite posta o email o devo recarmi agli uffici di persona? :s55: :s55:

 

In linea teorica potresti anche scrivere, sia posta che telematica, ma non essendo tu l'interessato non ho (più) idea di come si comportino al Centro Documetale del D.M. di Bologna; forse te la potresti cavare con una telefonata chiedendo, appunto, se devi andare personalmente, oppure se sarà sufficente inviare un documento di riconoscimeno (in fotocopia) per dimostrare il tiitolo alla richiesta del documento.

La legge sulla privacy è una gran bella cosa, ma qualche volta complica terribilmente la vita!!

 

Ehi Luciano, quelle foto poi me le farai vedere dal "vivo", perchè, come al solito, non le vedo!

Ad ogni buon conto sentiti complimenti per la bella e "operativa" famiglia!!! :s20:

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Ciao. Tu avevi parlato di reparti aggregati alla Divisione non facenti parte la Divisione, per questo ho subito pensato alla legione CC NN. Comunque la Sassari era così composta nel 1940:

 

  • comando e quartier generale;
  • 151° e 152° Reggimento di Fanteria "Sassari", ciascuno su 3 battaglioni, 1 compagnia mortai da 81 mm, 1 batteria da 65/17 mm;
  • 44a Legione MVSN "Pasubio", su 2 battaglioni ed 1 compagnia mitraglieri;
  • 106° Battaglione mitraglieri motorizzato;
  • 12° Battaglione di mortai da 81 mm;
  • 12a Compagnia di cannoni controcarri da 47/32 mm;
  • 34° Reggimento di Artiglieria, su 1 gruppo da 75/13 mm someggiato, 1 gruppo da 75/27 mm ippotrainato, 1 gruppo da 100/17 mm ippotrainato, 1 batteria contraerea da 20 mm;
  • 1 compagnia di ferrovieri, 1 compagnia mista Genio; 2 compagnie miste di radiotelegrafisti; 1 autosezione;
  • 1 sezione Carabinieri Reali, 1 sezione sanità.

In ogni caso, seguendo i suggerimenti dati dagli altri Comandanti, sono certo che riuscirai a saperne di più.

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Grazie, Brin!

 

Figurati. Facci sapere l'esito delle tue ricerche.

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Mio padre.

 

Marinaio della Regia Marina, in servizio presso la Scuola Sottufficiali di Pola periodo 1939-43.. e fino all'Armistizio se l'è passata bene. Catturato dai tedeschi, inviato in Germania si salva perchè i titini fanno deragliare il treno. Attraversa tutta l'Istria a piedi fino a Trieste e lì ha la malsana idea di fermarsi tenendo i contatti con gli italiani rimasti nella ZONA B della città recuperando così quello che non aveva fatto fino all'Armistizio. Nel 1946 spedito in Piemonte come profugo dell'Istria.

 

ps forse non era Scuola Sommergibili ma Scuola CREMM o qualcosa del genere.. vado a controllare sul suo libretto matricola

Edited by walter leotta

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Guest luciano pietri

Mio padre è morto alcuni anni fa, se ne è andato in silenzio come in silenzio ha vissuto. Di Lui ho sempre apprezzato l’onestà profonda, non ho mai capito la scontrosità, la durezza del carattere.

Mi sono trovato quindi a mettere mano su carte, lettere e documenti di cui non sapevo nemmeno l’esistenza che me lo hanno fatto finalmente conoscere.

Da qualche mese ho scovato in un cassetto una busta ingiallita contenente pochi fogli ma che mi hanno fatto conoscere un episodio della sua vita di cui mai avevo sentito parlare e di cui lui mai aveva fatto parola.

Nella busta c’è una copia del Suo foglio matricolare , una copia di una lettera scritta dal Cap.P.S. Arturo De Bellis nel 1957, una copia di una lettera dell’Ing. Testi dell’Uff.Tecnico Comunale di Arezzo, una copia di una lettera di un sig. Piomboni sempre di Arezzo e sempre del 1957.

Da quando ho letto queste notizie son qui indeciso se parlarne nel forum o tenere per me il tutto, se dare a Lui il giusto merito o mantenere un contegno riservato, anche per non apparire come uno che vuol cercare l’attenzione degli altri sfruttando meriti non suoi.

Poi ho deciso ed eccomi qua!!!

Mio padre è nato nel 1920 e nel 1941 è entrato in Polizia facendo il corso allievo Guardia a Roma..

Finito il corso di 4 mesi fu destinato al Battaglione celere Roma e dopo un anno trasferito a Lubiana nel Reparto di occupazione. Nel 1943, probabilmente subito dopo l’8 Settembre, fu fatto prigioniero dai Tedeschi ma riuscì in modo rocambolesco a fuggire e rientrare in Italia ma questa è un’altra storia appresa da poco. Si ripresentò al Comando del Battaglione a Roma dove gli fu data la destinazione alla Questura di Arezzo.

Da adesso riporto la lettera del Cap. De Bellis, indirizzata al Ministero dell’Interno con oggetto: Benemerenze per la causa di liberazione Nazionale.

“Il sottoscritto Comandante del Nucleo Provinciale di Arezzo della P.S. in merito all’azione svolta dall’agente Pietri nel periodo della liberazione della città il 14 o 15 Luglio 1944, quando ha disinnescato mine poste da militari tedeschi alla base di 6 piloni del viadotto dell’acquedotto Vasariano di questa città dichiaro quanto segue sotto la mia personale responsabilità:

Nei primi giorni del mese di Luglio 1944, essendo il Pietri in servizio presso la Questura di Arezzo, si trovava a passare per la strada che dalla città porta a S.Fabiano.

In un punto in cui detta strada costeggia il viadotto dell’acquedotto Vasariano, fu fermato da un militare tedesco che gli chiese i documenti.La guardia esibì il tesserino in lingua tedesca rilasciato dal Comando Tedesco di zona comprovante la sua qualifica di Agente di P.S. ed alla vista del documento di cui sopra, il militare rassicurato iniziò una conversazione stimolata dal Pietri stesso.

Durante questa conversazione ebbe modo di notare che nei pressi di sei piloni del suddetto viadotto c’era dei militari tedeschi che stavano piazzando delle grosse cariche di esplosivo in buchi in precedenza scavati nei piloni stessi. Il Pietri, resosi conto delle intenzioni dei predetti chiese al militare se avessero fatto saltare subito l’acquedotto ma la risposta fu che loro dovevano solo preparare le cariche mentre il brillamento sarebbe stato fatto da altra squadra al momento della ritirata.

Durante le notti successive, approfittando dell’oscurità e dei momenti di minor transito per la strada, il Pietri si portava sul posto per rendersi conto del funzionamento delle cariche e compresolo decise di tentarne il disinnesco. Per evitare qualsiasi coinvolgimento non comunicò nulla a nessuno tranne che ad un civile, tale Piomboni abitante nei pressi dell’acquedotto.

La sera del 13 o 14 Luglio fornì al Piomboni il proprio moschetto con relative munizioni e lo fece appostare su un’adiacente altura per sorvegliare il possibile arrivo di qualche mezzo militare con il compito di sparare un colpo in aria per avvertirlo e verso le 23 si metteva all’opera.Dopo circa un’ora, quando aveva già tolto la carica ad una mina, da parte delle truppe alleate distanti circa 10 Km, fu iniziato un violento cannoneggiamento della zona essendo quella l’ unica strada aperta per il ripiegamento dei tedeschi così il Pietri fu costretto a rallentare il proprio lavoro poiché ad ogni salva in partenza si doveva riparare nella fossa che costeggia la strada e vi restava fino all’arrivo delle granate che cadevano tutte vicinissime.

In quella situazione riuscì a togliere altre due cariche ma mentre si apprestava al disinnesco della quarta mina arrivò un automezzo tedesco che scaricò, ad una distanza di circa 50 metri, alcuni militari che si diressero verso i piloni, così fu costretto ad allontanarsi.Appostatosi a circa 100 mt dal posto ebbe modo di assistere al brillamento delle tre mine rimaste da parte dei suddetti militari.

Le cariche da lui tolte le aveva nascoste in un campo arato coprendole con delle zolle e a liberazione avvenuta le consegnò, unitamente al moschetto alla Questura di Arezzo.

Tengo a precisare che quanto su esposto mi è stato dichiarato dal Pietri e confermato per iscritto dal sig.Piomboni ( vedi lettera allegata) attualmente dipendente INPS di Arezzo e praticante della sezione D.C. di Arezzo.

Allego inoltre la dichiarazione dell’ing. Testi, dell’Ufficio Tecnico comunale di Arezzo nella quale specifica che i danni provocati all’acquedotto furono minimi grazie al mancato brillamento delle ulteriori tre mine ed aggiunse in detta dichiarazione che era venuto subito a conoscenza che era stato un agente di P.S. a rendere inoffensive le tre mine.”

 

Pensare che all’epoca dei fatti mio padre aveva solo 24 anni e che aveva già vissuto una vita non certo agiata, mi ha fatto molto riflettere, conoscere e accettare il suo modo di essere.

Ah dimenticavo, per questa azione a mio padre fu concesso un encomio solenne.

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Guest UPS2
Pensare che all’epoca dei fatti mio padre aveva solo 24 anni e che aveva già vissuto una vita non certo agiata, mi ha fatto molto riflettere, conoscere e accettare il suo modo di essere.

Ah dimenticavo, per questa azione a mio padre fu concesso un encomio solenne.

 

Grazie Luciano per aver condiviso con noi questo atto che, sia detto senza retorica, è certamente eroico.

Doveroso il riconoscimento, anche se, a dir il vero, mi pare un po' scarso...

 

Quello che sorprende, inoltre, è la giovane età di questo Persone che in frangenti terribili riuscirono a scegliere con ragionata lucidità il da farsi.

 

E' anche a loro che dobbiamo, con gratitudine, il nostro Mondo; anche se ultimamente ci stiamo mettendo del nostro per fare un po' di danni...

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Guest luciano pietri
Grazie Luciano per aver condiviso con noi questo atto che, sia detto senza retorica, è certamente eroico.

Doveroso il riconoscimento, anche se, a dir il vero, mi pare un po' scarso...

 

Quello che sorprende, inoltre, è la giovane età di questo Persone che in frangenti terribili riuscirono a scegliere con ragionata lucidità il da farsi.

 

E' anche a loro che dobbiamo, con gratitudine, il nostro Mondo; anche se ultimamente ci stiamo mettendo del nostro per fare un po' di danni...

Grazie Michele in effetti mi sembrano azioni lontane anni luce dai giorni nostri, oggi si tende quasi a renderle inutili se non dannose e la cosa è grave.

La congruità o meno del riconoscimento non stà a me dirla, forse poi hanno fatto pari quando gli concessero la medaglia d'argento al valor civile per il suo comportamento nei giorni dell'alluvione del 1966, quando a Grosseto rimanemmo isolati.

Edited by luciano pietri

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Drakken ciao scusami,ma ho letto che tuo nonno materno faceva il cuoco per gli ufficiali inglesi nel campo di prigionia in india,e lo sai che mio nonno paterno Rallo Giuseppe,era imbarcato sul mercantile "Anfora",fu catturato e mandato pure li in india,chissà che forse non si conoscevano.

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mio nonno paterno:

-repubblichino

-partigiano nella brigata walter tabacchi col grado di sottotenente

 

mia nonna paterna:

-partigiana

 

mio prozio materno:

-bersagliere, ha partecipato ad'el alamein e poi catturato dagli alleati

 

mio bisnonno materno:

-fanteria, ha fatto la campagna d'albania, grecia e poi catturato dagli inglesi in africa

s'è salvato per miracolo quando è stato mandato in licenza per vedere suo figlio (mio nonno) nel 1942, la tradotta con tutti i suoi compagni è stata affandata mentre li portava in albania, non ci sono stati sopravissuti

 

mio bisnonno materno:

fanteria, catturato il 9-9-1943 e tenuto a Buchenwald fino alla fine della guerra

 

mentre alcuni zii di mio nonno sono andati in russia e sono tornati tutti

 

la mia famiglia nella guerra comunque è stata fortunata, perchè non ci sono stati mai lutti dovuti alla guerra, sia nel '40-45 che nella '15'18

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Oggi, mio padre, Rigoletto Bellucci, compie 87 anni; a pag. 3 di questo post potete leggere la sua storia.

 

MAS

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Malorgio Eliseo, nonno materno, maresciallo nell'89° fanteria Divisione Cosseria: ricevette la promozione a maresciallo in Russia, sul campo, dopo che tutti gli altri sottufficiali del suo plotone erano morti o dispersi. Riuscì a tornare ma rimase minato nel fisico, morì nel 1966. Di lui ho visto solo il diario della campagna, che conservo come una reliquia, e la foto al cimitero.

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Allego una foto di un mio antenato sergente pilota della Regia Marina caduto in un incidente di volo ad Umago nella penisola Istriana nel 1927. Il velivolo che si intravede sullo sfondo dovrebbe essere un Macchi M5 copia italiana dell'idro austriaco Lohner L40 caduto in mani Italiane nel 1915 e consegnato alla Nieuport - Macchi con la richiesta che ne fosse fatta una copia per la Regia Marina. Attualmente sto cercando ulteriori informazioni circa lo stato di servizio ma l'impresa è estremamente ardua.

pilota.jpg[/u

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Complimenti Roberto, bella anche la foto.

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Io ho un nonno che ha fatto il legionario a Fiume con D'Annunzio uno zio fuochista sul Trento MBVM purtroppo affondato con la sua nave il 15/06/1942 un altro zio inquadrato nella polizia tedesca a Fiume morto diciottenne sotto un bombardamento del quale io mi onoro di portare il nome

 

Nereo

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Nonno materno artigliere WW1 (sopravvissuto).

 

Mio padre:

Sottocapo infermiere RCT Bassini (1940-1941)

Sergente infermiere RCT Pigafetta (1941-1943)

Sopravvissuto (per sua e mia fortuna!)

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Ecco i miei:

 

Nonno materno: Luigi Tonelli, classe 1918, morto due mesi fa, imbarcato sullo Scirè dal varo fino a poco prima dell'agosto '42 (affondamento), poi sulla Cesare, poi con Borghese nella Decima.

 

Nonno paterno: Luigi Zussino, classe 1915, morto un mese fa, Genio Militare, El Alamein con la Savona poi in giro per l'Italia;

 

Prozii: un'altro ad El Alamein preso dagli inglesi ma sopravvissuto (marito sorella mio nonno materno), uno sui cacciatorpedinere (fratello maggiore nonno materno) e l'ultimo in Eritrea preso dagli Inglesi ma sopravvissuto (fratello maggiore nonno materno).

 

Li ho conosciuti tutti per bene e nella mia famiglia nessuno è caduto al fronte. Stò indagando su altri parenti più lontani.

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bellissimo topic... bellissime persone..

 

Se posso dare il mio umile contributo...

questi sono due cugini di mio suocero:

 

il primo era nella Wehrmacht

DSC00568.jpg

deceduto in russia...

 

il secondo.. (ho avuto la fortuna di conoscerlo..)

DSC00567.jpg

faceva parte della 21' Luftwaffe-division.. a Dretino (russia)

 

sopravissuto agli orrori della guerra è riuscito a raccontarmi molto del periodo bellico da lui vissuto..

 

ciao

marco

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Leggendo questo topic mi e' venuta voglia di ricercare un vecchio documento riguardante mio padre. Non e' una grande storia, pero' le sue deve averle passate. Il documento si legge male e' molto sbiadito. E' datato maggio 1948 ed e' stato inviato dalla "Croce Rossa Italiana Comitato Regionale Lombardo III centro di mobilitazione Ufficio Prigionieri e Ricerche".

Catturato a Spalato il 27/9/43 dalle truppe tedesche. Militare presso l'ottava batteria gruppo artiglieri "Fadini" del 60° raggruppamento con il grado di sergente.

A Sagan al M. Stammlager VIII A e successivamente a Breslau a lavorare presso lo Arbaite Kommando n° 6009.

Non idoneo al lavoro per ernia trasferito al campo di Gorlitz. Di qui dopo nuova visita a lavorare presso dei contadini al paese di Kolbintz (Liegnitz) Trattamento presso il campo infimo, vitto minimo di pessima qualita'

Presso i contadini ottimo trattamento. Non vi furono incursioni aeree ma molti deceduti per malattia (due,tre,quattro al giorno) Con i contadini sfollati verso il fronte Anglo/Americano. 11/6/45 presentato al comando Russo per il rimpatrio. Partiti tutti gli Italiani da Liegnitz il 27 28 ottobre 1945 i rimasti furono volontari o ammalati in ospedale. Il 2 o 3 novembre 1945 transitava via Brennero.

Questo e' quanto sono riuscito a leggere. C'erano anche altri documenti, ma sono andati perduti nell'alluvione del 66.

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Mio nonno materno fu fante in africa, fu poi catturato dagli americani ma non ho nessuna documentazione.

 

di mio nonno paterno invece so qualcosa di più.

 

Fu Ufficiale(Sottotenente Commissario) della Regia Marina, imbarcato sulle RN Trento e Trieste ( http://img122.imageshack.us/my.php?image=l...ufficiali2l.jpg , ho evidenziato una parte che non ho chiara, la posizione della nave è contrassegnata con la lettera A, qualcuno sa cosa vuol dire? )

 

dopo l'8 settembre passo alla RSI con compiti di controspionaggio.

 

A quanto mi ha detto mio padre(non ne è sicuro) fu catturato con molti altri ufficiali dello Stato Maggiore della RN e internato dagli inglesi vicino Roma

 

Dopo la guerra è stato promosso fino al grado di Primo Capitano

 

questa è la documentazione che ho trovato:

 

http://img219.imageshack.us/my.php?image=libretto02.jpg

libretto02.jpg

(se qualcuno conosce il tedesco può tradurre cosa c'è scritto? grazie)

 

http://img219.imageshack.us/my.php?image=libretto2.jpg

libretto2.jpg

 

http://img219.imageshack.us/my.php?image=promozione2.jpg

promozione2.jpg

 

questo è quanto, vedrò se riesco a trovare altro materiale.

 

Saluti

Edited by Totiano

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M ho evidenziato una parte che non ho chiara, la posizione della nave è contrassegnata con la lettera A, qualcuno sa cosa vuol dire? )

 

Interessantissimo, anche per le varie firme in calce hai documenti in tuo possesso (Rouselle, com.te del Trieste, e Spagone, capo di gabinetto della Marina Repubblicana).

 

La "A", salvo indicazioni contrarie, significa che l'unità è "in armamento".

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Semplice: Tenente di vascello Henning von Lewinski, Ufficiale di collegamento per la Kriegsmarine presso il Sottosegretariato della Marina da Guerra Repubblicana.

Edited by GM Andrea

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grazie.

 

Che tu sappia, c'è una remota possibilità che la marina possa un giorno rendere pubblici i documenti riguardanti i servizi segreti dell'epoca?

 

io di quel che ha fatto mio nonno non ho assolutamente idea..., tranne una cosa che mi ha detto mio padre ma che in assenza di prove vale poco:

mi ha detto che agli inizi del 1943 avrebbe fatto parte di un gruppo di alti ufficiali della Regia Marina che si sarebbero dovuti imbarcare su un sottomarino per raggiungere il Portogallo dove avrebbero trattato la resa della Regia Marina...

 

mio padre era piccolo quando gli raccontò questa cosa quindi potrebbe anche averla gonfiata..., c'è una possibilità che ci sia qualcosa di vero?

 

saluti

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trisnonno (classe 1877!!!) chiamto nel 1917 nella milizia territoriale.

 

bisnonno materno (classe 1899) caporale maggiore, WW1 e Cirenaica

 

prozio Ardito nella Sassari 1915-1920

 

prozio arruolato a forza nella MVSN nel 1940, disertore nel 1941, assolto

 

bisnonno, volontario nel battaglione aviatori del genio nel 1914

Pilota Militare 1915

WW1

Cirenaica

Trasvolata Mediterranea

AOI

WW2 come comandante dell'aeroporto di Asmara e Gura

1941 prigioniero di guerra in India

1942 nominato Generale di BA

Rimpatriato nel 1947

2 MBVM 1 CVM e molte altre decorazioni tra croci al merito di guerra, medaglie di servizio e cavalierati

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Da parte materna la 2 G.M. quasi tutti carabinieri (un mio bisnonno doveva essere stato medaglia d'argento nella 1 G.M. se ricordo bene), da quella paterna la 2 G.M. alpini (ma i bisnonni nella 1 G.M. Kaiserjäger (sotto l'Impero Ausrto-Ungarico))

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Nonno paterno in Marina, non ho notizie precise.

uno zio materno in Marina sulla Giulio Cesare (2a GM),

mio padre in Marina, cann. ordinario sulla Torpediniera Calliope, 36 mesi di scorta convogli, due croci di guerra.

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Nonno Paterno:

Diploma di Palombaro Esperto-Minatore

Guerra Italo-Turca con croce al merito di guerra (se c'è qualcuno che puo aiutarmi per le motivazioni)

Prima Guerra Mondiale (varie medaglie ricordo)

Seconda Guerra Mondiale Conduttore locomotive cantiere navale di Palermo

 

Nonno Materno:

Imbarcato sulla Cavour come comune

Seconda Guerra Mondiale Operaio comune cantiere navale di Palermo

 

Mio Padre (Classe 1923):

Volontario Marina a 16 anni

corso Nocchiero

Imbarcato Vespucci, vince premio per arrampicata su sartie

Imbarcato R.N. Pola come Nocchiero, si trovava al timone in basso 5 minuti prima che il siluro colpisse l'opera viva nella zona non corazzata.

Prigioniero a mollo (lui dice 24h) ma credo che il tempo si allunghi in quelle condizioni.

Cairo, capetown, australia, nave per gli USA, ma non sbarcano, poi UK, dopoi l'otto settembre, soldato itaiano in terra straniera.

Non ha mai pensato a ritirare le eventuali medaglie che gli spettavano, e penso che adesso sia tardi.

 

 

Zio Materno:

Servizio di Leva sugli Sparviero come ufficiale di Sala Macchine.

Edited by Iscandar

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Se nn ricordo male mio nonno paterno era imbarcato su una nave denominata DUILIO...??...forse....qualcuno mi aiuti se davvero c'era una nave con questo nome.... mentre mio padre era su una motosilurante ma nn so dire quale....

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Se nn ricordo male mio nonno paterno era imbarcato su una nave denominata DUILIO...??...forse....qualcuno mi aiuti se davvero c'era una nave con questo nome.... mentre mio padre era su una motosilurante ma nn so dire quale....

 

Pagina su Wiki

 

Questa è la Duilio all'entrata in servizio, 1915

Duilio-foto.jpg

 

La Duilio dopo la riscotruzione del '40

Caio_Duilio_alla_fonda.jpg

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Guest giovannibandenere

Interessantissimo top.

Papà Carabinieri Reali, a cavallo (e non); a Sussak alla dichiarazione di guerra. Fronte Jugoslavo, poi trasferito in gran fretta a Pantelleria ma ormai era troppo tardi. Rimasto fedele al Re anche dopo, si trovava in zona Gotica. Distintosi.

Diceva che il fronte Jugoslavo era particolarmente diciamo triste.

Zio Marina Regia se ricordo bene dicat-fam. Guerra d'Etiopia 1936 su RN Traranto

Altro zio, troppo giovane ma credo Aeronautica. Ma era un ragazzetto sbarbato e non gli piaceva parlarne.

 

Suocero (siamo nella profonda Carnia) Aeronautica Regia e poi nient'altro.

Suocera Ausiliaria RSI. (Si sono sposati dopo la guerra)

Mi onoro aggiungere il primo marito di mia suocera, Maresciallo al 7° Bersaglieri, disperso in Russia con l'Armir.

Poi riconosciuto caduto quando, dopo la disgregazione dell'URSS, molti dispersi sono stati finalmente riconosciuti e finalmente riportati a casa loro. Adesso riposa in Carnia.

Particolarmente struggente la resa degli Onori ai Caduti di Russia reimpatriati. Almeno, per me e per quelli come me.

 

Aggiungo anche nonno, Bersagliere in Africa nella guerra dell'895

 

gbn

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Fornisco di seguito i dati richiesti, partendo da mio Padre, Luigi, classe 1919, volontario nella Regia Marina - arruolato il 13.11.1936 e congedato ad ottobre del 1949 con il grado di 2° Capo - , imbarcato sui sommergibili dal 28.8.1937 al 12.9.1943, prigioniero in Germania sino al 30.4.1945 (e ritornato a piedi dalla Baviera). Portava orgogliosamente i nastrini di Cavaliere Ufficiale dell’OMRI, delle croci (una al valor militare e una al merito di guerra) delle campagne 1940-41-42-43-44-45 e soprattutto il distintivo di lunga navigazione in guerra sui sommergibili e il distintivo d’onore a vita. Approfitto dello spazio per riportare i periodi di imbarco sui diversi battelli:

NEREIDE dal 218.1937 al 5.9.1938

GUGLIELMOTTI dal 6.9.1938 al 3.3.1939

NARVALO dal 4.3.1939 al 2.6.1942

NICHELIO dal 3.6.1942 al 30.4.1943

SETTIMO dal 28.5.1943 al 17.7.1943

H.4 dal 18.7.1943 al 12.9.1943.

Due suoi fratelli combatterono anch’essi nella II G.M.

Il maggiore, Domenico, classe 1910, dopo aver effettuato il servizio militare nella Regia Marina, si trovava in Africa Orientale Italiana dal 1937 come 1° Capo Squadra della M.V.S.N., e cadde prigioniero degli inglesi il 22 maggio del 1941 a Soddu, mentre prestava servizio con la Divisione Granatieri. Dal 7 luglio dello stesso anno fu internato in un campo di concentramento in Kenya e successivamente trasferito in Sud Africa. Liberato e rimpatriato solo nella primavera del 1947.

Il minore, Incles, classe 1921, sottocapo SDT, disperso nel gennaio 1943 nel Canale di Sicilia mentre effettuava servizio di scorta su una torpediniera. Precedentemente imbarcato, per tutta la durata del conflitto, sul Regio incrociatore TRENTO, partecipando fra l’altro alle battaglie di Punta Stilo e Capo Teulada.

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Il minore, Incles, classe 1921, sottocapo SDT, disperso nel gennaio 1943 nel Canale di Sicilia mentre effettuava servizio di scorta su una torpediniera. Precedentemente imbarcato, per tutta la durata del conflitto, sul Regio incrociatore TRENTO, partecipando fra l’altro alle battaglie di Punta Stilo e Capo Teulada.

 

Potrebbe trattarsi della torpediniera Prestinari affondata al largo di Biserta il 31.03.1943 per urto contro mina?

Edited by Corto Maltese

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Potrebbe trattarsi della torpediniera Prestinari affondata al largo di Biserta il 31.03.1943 per urto contro mina?

31 gennaio 1943 :s02:

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Inoltre, nei primi mesi del 1943, nella zona del Canale di Sicilia furono affondati anche i seguenti avvisi-scorta :

- 12 gennaio 1943: Ardente (fuori Punta Barone, rientrando da Biserta)

- 3 febbraio 1943: Uragano (canale di Sicilia, da Biserta a Napoli)

- 8 marzo 1943: Ciclone (uscita da Biserta per scortare un convoglio in arrivo)

 

Anche i cacciatorpediniere Bersagliere (7 gennaio), Corsaro (9 gennaio) e Bombardiere (17 gennaio) andarono perduti all'inizio del 1943; tuttavia, il Bersagliere fu colpito da bombe nel porto di Palermo, mentre Corsaro e Bombardiere furono effettivamente affondati sulla rotta da/per Biserta.

Edited by Alagi

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12 gennaio 1943. Si trattava della Regia torpediniera Ardente. Una nota di SUPERMARINA dava la notizia in questi termini (poi ripresi dall’Ufficio Storico): “La torpediniera Ardente in navigazione da Biserta a Palermo in seguito a collisione col CT. Grecale è affondata alle ore 05 del 12 c.m. nel punto a miglia 3 per 8° da Punta Barone”.

Sulle circostanze dell’affondamento vi sono state alcune incertezze, ma la ricostruzione più attendibile risulta essere quella recente di Erminio Bagnasco nel suo “In guerra sul Mare” (Albertelli, 2005): “Per effetto della pessima visibilità, l’ufficiale di guardia dell’Ardente aveva scambiato il baffo di schiuma prodotto dal Grecale per la scia di una silurante nemica ed aveva manovrato d’iniziativa per investirla, finendo però speronato al centro dalla prua del caccia”.

La collisione causò alla torpediniera lo scoppio di una caldaia e un violento incendio. Rimasta alla deriva senza possibilità di aiuto, la nave colò a picco dopo quasi due ore.

In totale l’incidente fece registrare, per l’Ardente, la perdita di 118 uomini, di cui 56 deceduti (3 ufficiali, 6 sottoufficiali, 47 sottocapi e comuni) e 62 dispersi (3 ufficiali, 6 sottoufficiali, 53 sottocapi e comuni).

Mio zio era fra i dispersi. Il racconto che mio padre ha fatto della vicenda fa parte di quei brani delle sue memorie che mi riprometto di portare alla vostra attenzione, come testimonianza di un vecchio sommergibilista.

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Allora:

Nonno paterno I G.M in fanteria fronte italiano e Francese, non so altro.

Nonno matreno non so niente. come non so niente del fratello di mio padre.

Mio Padre in Marina, imbarcato come Infermiere su. RN.Fiume- RN. Vittorio Veneto -RN Uarsceik- RN. T-8 - RN Scimitarra.

Sulla Torpedimiera T-8 fu affondato da aerei tedeschi il 10 settembre del 1943, fu salvato dopo alcuni giorni in un canotto da una nave che si chiamava Antonietta Fassio, da cui il mio nome.

Ha partecipato inquadrato nel Battaglione San Marco al combattimento di Monte Lungo contro i Tedeschi. Ha partecipato alla battaglia di Capo Teulada.

A mio padre è stata concessa la croce di guerra consegnatagli all'incirca una quindicina di anni fa.

Mio zio Ghini Mario, fratello di mia madre, in aeronautica come Maresciallo Maggiore Montatore con il 132° Gruppo Aerosiluranti, insomma quello di Buscaglia, morto sul cielo di Bologna con apparecchio SM-79 per sabotaggio nell'aprile 1943, prese il posto del comandante per provare un nuovo tipo di sistema di sgancio, così perse la vita al posto del proprio colonnello, lui era esonerato dal volare e partecipare ad azioni belliche.

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12 gennaio 1943. Si trattava della Regia torpediniera Ardente. Una nota di SUPERMARINA dava la notizia in questi termini (poi ripresi dall’Ufficio Storico): “La torpediniera Ardente in navigazione da Biserta a Palermo in seguito a collisione col CT. Grecale è affondata alle ore 05 del 12 c.m. nel punto a miglia 3 per 8° da Punta Barone”.

Sulle circostanze dell’affondamento vi sono state alcune incertezze, ma la ricostruzione più attendibile risulta essere quella recente di Erminio Bagnasco nel suo “In guerra sul Mare” (Albertelli, 2005): “Per effetto della pessima visibilità, l’ufficiale di guardia dell’Ardente aveva scambiato il baffo di schiuma prodotto dal Grecale per la scia di una silurante nemica ed aveva manovrato d’iniziativa per investirla, finendo però speronato al centro dalla prua del caccia”.

La collisione causò alla torpediniera lo scoppio di una caldaia e un violento incendio. Rimasta alla deriva senza possibilità di aiuto, la nave colò a picco dopo quasi due ore.

In totale l’incidente fece registrare, per l’Ardente, la perdita di 118 uomini, di cui 56 deceduti (3 ufficiali, 6 sottoufficiali, 47 sottocapi e comuni) e 62 dispersi (3 ufficiali, 6 sottoufficiali, 53 sottocapi e comuni).

Mio zio era fra i dispersi. Il racconto che mio padre ha fatto della vicenda fa parte di quei brani delle sue memorie che mi riprometto di portare alla vostra attenzione, come testimonianza di un vecchio sommergibilista.

 

Grazie per avere condiviso questo ricordo di famiglia.

 

Mio Padre in Marina, imbarcato come Infermiere su. RN.Fiume- RN. Vittorio Veneto -RN Uarsceik- RN. T-8 - RN Scimitarra.

 

Quindi tuo padre Fassio imbarcò sul sommergibile Uarsciek?

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Si, a quanto ne so per un brevissimo periodo, sbarcò il giorno prima che partisse per l'ultima missione.

Quanto sopra in base da quanto lui raccontato.

Ciao Fassio

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Vista la recente ricerca posso dire, con un certo grado di sicurezza:

 

Cannoniere Puntatore Scelto nella Milizia Artiglieria Marittima di Venezia, poi Teodo-Bocche di Cattaro(Montenegro).

Dopo l'8 settembre fu rimpatriato a Bari (ci sono racconti di un naufragio della nave che trasferiva lui e i suoi commilitonie e tratta in salvo da parte degli Alleati , ma non ho dati certi nè al momento materiale dove cercare).

Ancora cann.P.S. nella Milizia Artiglieria Marittima di Taranto, poi passa al Gruppo contraereo di Taranto.

 

Congedato per smobilitazione al termine della Guerra.

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Si, a quanto ne so per un brevissimo periodo, sbarcò il giorno prima che partisse per l'ultima missione.

Quanto sopra in base da quanto lui raccontato.

Ciao Fassio

 

La linea che separa la vita dalla morte è incredibilmente sottile.

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Hai ragione Corto, lui è andato molto vicino al non ritorno almeno quattro volte,

la prima sbarcando dal sommergibile,

la seconda, gli andò bene, perchè sbarcò da nave Veneto tre giorni prima di Gaudo-Matapan e colui che prese il suo posto, come si dice non è più tornato.

La terza sulla T-8 che all'affondamento perse più di metà dell'equipaggio.

La quarta sopravvisse all'attacco a Montelungo dove le truppe del ricostituito Regio Esercito ebbero perdite notevoli.

Insomma san C..o lo ha sempre protetto.

 

Un salutone

 

Fassio

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Per comprendere l'incidenza del fato nelle vicende umane durante un conflitto bellico basta intrecciare il tuo racconto con il diario del padre del Comandante Incles in cui viene descritta la tragica fine dello zio paterno.

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