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Trovato 3 risultati

  1. darth

    Colorazione Interni Maiale - S.l.c. -

    Salve a tutti, Riemergo con una domanda a cui spero che qualcuno possa rispondere in modo da poter andare avanti con un progetto che ho in mente !!! ho già "importunato" in privato alcuni degli amici della Base, ora la pubblico ... non si sa mai ???? rullo di tamburi .... l'interno degli slc di che colore era ??? e lo so ... che vado cercando ... color acciaio ?? era verniciato ??? bho ????? spero che qualcuno mi possa rispondere un saluto e grazie ancora a tutti Claudio / Darth
  2. Appena pubblicato su Alto Mare Blu un articolo di Lino Mancini sulla notte di Alessandria. Non è il solito scritto che racconta lo svolgimento dell'operazione, l'autore infatti lascia il racconto dell'azione alle pagine - pubblicate - dei resoconti ufficiali conservati presso l'USMM e pone l'accento sui meriti e sui diversi riconoscimenti riservati agli operatori che presero parte all'azione, notando come nel tempo la figura di De La Penne abbia in qualche modo soverchiato quella di altri uomini, altrettanto capaci, che la storia e la MMI non hanno saputo o voluto onorare in egual misura. http://www.altomareblu.com/decima-mas-alessandria/
  3. Apro questa discussione per raccogliere informazioni sul periodo della rinascita della componente dei mezzi d'assalto che vede la STA occupare per qualche anno la zona di Capo Miseno. Negli anni della riorganizzazione della MMI nel dopoguerra, quando l’Amm. Emilio Ferreri viene nominato Capo di Stato Maggiore della Marina il 04 Novembre 1948, fra le molte iniziative intraprese diede disposizione di: - Riprendere in maniera parzialmente occulta l’attività dei sommergibili - Riprendere in maniera totalmente occulta l’attività dei mezzi d’assalto - Creare una forza speciale con caratteristiche intermedie tra quelle dei Marines e quelle dei Commandos inglesi Sotto queste direttive la rinata componente di quella che una volta era la XMAS si accingeva a trasformarsi radicalmente, nel giro di un ventennio, grazie alla formazione di un nuovo tipo di incursore capace di operare sopra e sotto il mare, dall’aria e per terra, assumendo anche altri incarichi speciali fra i quali l’antiterrorismo. Il Reparto allora si chiamava MARICENTROSUB (costituito solo un mese dopo la fine della guerra nel 45) ed era appena stato trasferito, con disposizione del 15 Ottobre 1948, da Taranto al Varignano; al fine di dare inizio alla rinascita dei mezzi d’assalto fu commissionato al 3° reparto piani ed operazioni di MARISTAT uno studio di fattibilità, portato avanti dal Cap.GN Ruzzier, sul recupero e la messa in opera di mezzi d’assalto del periodo bellico. A seguito delle considerazioni espresse dal Ruzzier, MARISTAT PO decide di nominarlo direttore del neo costituendo gruppo mezzi d’assalto, che prese la denominazione di STA (Sezione Tecnica Autonoma). La STA, inquadrata in MARICENTROSUB ma alle dirette dipendenze di MARISTAT, aveva il compito di creare un’organizzazione addestrativa comprendente il personale istruttore, gli allievi e i mezzi per la scuola, di trovare un sito sicuro per la realizzazione delle infrastrutture necessarie e di approntare un deposito ad uso esclusivo dei mezzi operativi oltre naturalmente di rendere efficienti i vecchi mezzi. Il Cap.GN Ruzzier individuò come luogo per l’insediamento del gruppo mezzi d’assalto un sito nella zona fra Capo Miseno e Bacoli, ove creò una base segreta con relative infrastrutture logistiche atte ad ospitare uomini, materiali e mezzi, che venivano assemblati da quattro non meglio precisati Sottufficiali ‘veterani’ provenienti dalle fila della Decima. Grazie al loro contributo fu possibile rendere operativi in un primo momento quattro mezzi subacquei, assemblati da parti di SLC e SSB recuperate e fatte confluire a Bacoli da diversi luoghi nel Nord Italia (soprattutto dai magazzini delle ditte che producevano le componenti e dalle installazioni militari di Venezia e La Spezia, dove sembra furono recuperati alcuni esemplari più o meno completi), con le relative quattro coppie di operatori addestrati alla conduzione; come rifugio delle teste da guerra e delle mine, approntate dagli stessi uomini, fu usato un deposito ricavato nella Montagna Spaccata a Gaeta. Tutto questo portava già nel Marzo 1952 al compimento del primo corso per conduttori di mezzi subacquei. Nel frattempo era stato nominato comandante ‘occulto’ del Reparto il CF Notari, che come prima cosà si preoccupò di soddisfare l’esigenza rappresentata dalla mancanza di una nave madre di appoggio e avvicinamento adatta a contenere i mezzi e un’officina per eseguire la relativa manutenzione a bordo. A questo proposito venne recuperato il vecchio rimorchiatore d’altura CICLOPE, varato nel 1902 e autoaffondato nel porto di Napoli in seguito alle vicende armistiziali, che nel 1951, già ribattezzato ERCOLE, venne adattato per soddisfare le esigenze sopra elencate. foto: da naviearmatori Si procedeva inoltre a intensificare i rapporti con la CABI di Milano, già riallacciati fin dal 1947 a seguito di un meeting svizzero fra il CF Notari, l’ing. Cattaneo già Cap.AN e il’ing. Pucciarini già Ten.GN, necessari per dare il via in un primo momento al miglioramento e all’approntamento dei vecchi mezzi d’assalto per arrivare in seguito all’evoluzione degli stessi. Nel 1955 il Reparto andava trasformandosi rapidamente, in quell’anno viene formalizzato al Varignano il Comando Operatori Subacquei e Arditi Incursori, MARISUBARDIN, fra le cui dipendenze compariva anche MARICENTROSUB; solo un anno più tardi le due si uniranno per volere del Cv Birindelli formando MARICENSUBIN. Trovandosi con due distaccamenti separati (Bacoli e La Spezia) ma svolgenti praticamente la medesima formazione subacquea, MARICENSUBIN dispose nel 1957 l’incorporamento delle attività, del personale e del materiale di qualunque genere proveniente dalla STA di Bacoli (che ha provveduto nei passati sei anni ad addestrare i piloti dei mezzi subacquei), nella sede del Varignano, creando la Sezione Tecnica, organo alle dirette dipendenze del neonato Gruppo Operativo Incursori GOI. Per far fronte al nuovo carico assorbito dalla sede di Bacoli la parte terminale del seno del Varignano fu soggetta a riempimento, per creare le officine e i ricoveri dei mezzi d’assalto per la scuola, in uso ancora oggi per i medesimi fini. Mi incuriosisce l'altezza da terra della prima potrebbe, vista la posizione, essere stata scattata dalla torre per l'addestramento alla fuoriuscita da SMG degli operatori, che se non sbaglio era a Taranto e potrebbe esser stata trasferita dopo lo spostamento di MARICENTROSUB a La Spezia?: entrambe le foto: da 'Il Gruppo Incursori fra passato e presente', ANAIM, 2006 Mi piacerebbe sapere il luogo preciso delle installazioni di Bacoli.. qualcuno lo conosce? sono curioso anche circa il deposito nella montagna Spaccata a Gaeta..
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