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PELLICANO

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Posts posted by PELLICANO


  1. E' stato ripetutamente affermato che il mare non è mai calmo, non lo è mai stato e non lo sarà mai, ne potrà essere controllato, sempre inquieto come afferma Paolo Conte in una delle sue canzoni più famose.

    Il mare e' agitato persino in casa nostra, in Betasom, con tutte le caratteristiche del caso ...

    oggi come nel passato le distese marine sono il confine su cui si giocano la pace e il benessere dei popoli e chi controlla il mare controlla la terra, come la storia da secoli ci insegna ed un piccolo popolo, quello inglese, ha dimostrato divenendo per secoli l'impero di riferimento.

    Oggi, ancora più che nel passato, il mare e' importante non solo per i commerci e l' esercizio del potere, ma perché il mare nella situazione attuale sembra essere il vero crocevia, uno spazio dove rischia di trionfare l' anarchia e venire meno le alleanze, non solo per la pirateria ma anche per i flussi di immigrazione strumentalizzati come una vera e propria arma.

    Di fronte a tali minacce, con il mediterraneo come epicentro, la capacita di operare sul mare, la presenza navale, e' condizione necessaria per un paese come il nostro, per la sicurezza di tutti; Questa capacita deve essere acquisita, curata e mantenuta a livelli adeguati ed efficienti ed a misura di minacce continuamente cangianti, Con una unica e irrinunciabile condizione: avere credibilità, credibilità che ha una sola definizione : capacità di azione e soprattutto di reazione

     

    Oggi anche la guerra navale ha assunto gli aspetti e le caratteristiche di guerra asimmetrica, comprese le implicazioni del terrorismo e di come affrontarlo, in un quadro dove non esiste la neutralità e la presa di distanze

     

    Come troppo pochi stanno ripetendo da tempo, l' Italia ha la capacità (e la necessità) di esprimere un potere navale, un potere navale che deve essere percepito e fatto percepire dall' esterno; e' questo il primo obiettivo di una legge navale, sin troppo parca. Se si mette in discussione questa necessita, questa condizione irrinunciabile di sovranità ma anche di pace, si offre un’immagine di debolezza, si rischia di perdere credibilità senza appello, e su questo bisogna riflettere, senza usi strumentali di scandali politici e di casi giudiziari, al di la del carattere e dei comportamenti dei personaggi coinvolti in una ridda di accuse e di ruoli tutti da dimostrare.


  2. .. mi sembra ripetitivo interpretare male .. ed oserei dire volutamente ..

     

    ATTENZIONE !!!

    quando affermavo " .... dove mettete il millantato credito di un individuo non proprio trasparente, sicuramente "duplice " anche come personalità ... quello che è venuto fuori, e poco stigmatizzato dalla stampa, è che la MMI si era lavata le mani del progetto e della proposta, e l' aveva impacchettato e passato all' agenzia del MdD ..

     

    intendevo per cognizione di causa difendere la posizione della MMI e del suo capo attuale, al di fuori di qualsiasi considerazione caratteriale, dal millantato credito di soggetti esterni alla MMI, su un tema che non era nemmeno di competenza della MMI e dei suoi responsabili, in quanto passato ad altro ente, od agenzia del MdF

    Pertanto anche' io mi dissocio, ma da affermazioni frettolose e speciose ..

    Quote


  3. Si è spento stamani a Livorno l' Amm Vincenzo Casini, che ritengo sia stato l' ultimo ufficiale superstite della Roma ancora in vita

    Le esequie avranno luogo domani alle 15 presso la chiesa di San Jacopo, attigua all' Accademia Navale.

    Non ho parole per ricordarlo, solo riconoscere che il suo insegnamento etico, prima ancora che professionale, ha marchiato a fondo alcune generazioni di ufficiali che ancora lo venerano, dopo essere stato per più di mezzo secolo il loro riferimento.

    Che la luce lo accompagni


  4. la Marina tedesca aveva un servizio ed un sistema di vettovagliamento separato e molto curato per i sommergibili ed i suoi equipaggi

    E' indicativa la storia dei due sommergibili che non si autoaffondarono e raggiunsero l' Argentina dopo una lunga navigazione, in gran parte occulta

    Racconta il comandante di uno di essi che prima di intraprendere la navigazione andarono a rifornirsi in Danimarca ed imbarcarono, in un contesto dove ormai mancava tutto, ogni ben di dio, dal burro a generi di conforto, in maniera che non ebbero - sotto questi aspetti - a portare al termine quella fuga


  5. caro Danilo ... leggi bene cosa è scritto, quale nome è scritto, sulla fiancata ..

     

    ... ai miei tempi solo pronunciare quel nome e le relative bocche si attivavano gli scongiuri e si apriva la cantina con giri di bicchierini ...

     

    ... e vuoi che con tale presupposto non succedesse qualcosa ... nella sf.. preannunciata va già bene che si sia "solo" incagliata


  6. .. gli squali sono soprattutto a bordo ... salvo poche aree del pacifico e poche dell' atlantico caraibico, l' attacco di squali ai naufraghi e' un evento raro ... il vero problema è che cadere da qualsiasi natante, e sopravvivere alla caduta ed al risucchio dell' elica, presenta pochissime probabilità di recupero.

    La manovra di suo,o a mare", ben codificata", è una delle manovre marinaresche più complesse, e dubito che una nave da crociera possa e sappia (Schettino a parte..) farla


  7. Scusate il ritardo, ma sono continuamente in viaggio..

    Il quadrato è un luogo sacro della nave, privato, proprio degli imbarcati, dove tutti sono spinti (od erano spinti ..) ad esprimere liberamente le loro opinioni, dove le intemperanze (e gli errori) si emendavano con una o più passate, le offese ( una volta) potevano risolversi (fuori del quadrato) tra gentiluomini ..

     

    Postare una recensione, che è soggettiva e opinabile, ha un proprio spazio, è una forma di invito al dibattito, all’ approfondimento .. non so se sia mai stato fatto ma è – credo- fattibile/ possibile postare una controrecensione …

    Come tutte le cose opinabili la mia recensione può e deve essere dibattuta nella sede opportuna, e nel forum ci sono gli spazi tecnici e volendo gli spazi storici dove i membri possono esprimersi.
    Non sapevo, e fa parte della mia ammenda, di precedenti vicende e banner relativi agli interessati, carenza che ha indurito la mia risposta e, peggio, mi ha indotto in errore nei confronti di un collega, che ho immediatamente contattato.

     

    Per quanto mi riguarda – nei confronti dei membri del quadrato che avrebbero potuto ritenersi colpiti della mia forma e della mia irruenza – mi sono scusato e non ho nessuna remora a fare pubblica ammenda (per forma ed irruenza).

     

    Nei confronti della RM ho lo stesso rispetto che ha un figlio per la famiglia ed i gioielli di famiglia, solo che come membro la vorrei sempre migliore, vorrei di più, e non solo il solo – nemmeno in questo consesso – che ha rivolto critiche, a volte più estese .. (mi sembra senza troppe levate di scudo …).

    Le scuse che mi competono – per irruenza e vocaboli - sono state inviate e le ribadisco pubblicamente, ma non mi scuso per le opinioni, meno per la mia formazione in una Marina il cui primo insegnamento era come dir di no, e bandire la risposta signorsi.

    Ci sono altri elementi di scuse che riguardano persone estranee ed attività tirate indebitamente in ballo, come gli insegnati dell’ Accademia Navale e la loro trasmissione di esperienza.

     

    Non è solo un’ opinione prendere posizione in merito alla forma di porre gli argomenti, e rivisitarli, considerazioni alla base della mia recensione: non è disonorevole aver perso la guerra, ma il modo come ci siamo entrati e con quali mezzi: riconoscerlo – anche alla luce delle conoscenze e del senno di poi, con il testimone diretto di chi ha vissuto l’ esperienza - è rendere il dovuto rispetto al valore di coloro che pur consapevoli hanno compiuto sino in fondo il proprio dovere.


  8. Ho fatto una recensione, opinabile quanto la stessa estensione dell' articolo, ed il fatto che di non aver propinato una trattato a dimostrazione delle tesi espresse (non solo mie) non è evidenza di incapacità ma solo rispetto della sede e dello spazio dove è stata pubblicata la recensione.

    In questo Forum, in anni passati, è stata pubblicata una eccellete serie di post sulle artiglierie ed il tiro navale, e non mi sembra che il tanto suscettibile autore abbia trovato il modo ed il tempo di intervenire, forse per mancanza di visibilità.

    Nella mia recensione chiedevo di prendere lo spunto per riaprire il tema. e quella poteva , soprattutto PUO', essere la sede per entrare in profondità sulla' argomento

     

    Se "qualcuno" voleva rispondere non doveva far intervenire l' aiutante di bandiera ... ho trovato la cosa almeno curiosa, almeno per questo forum, dove i rapporti sono amichevoli ed alla pari ...

    Ripetere lo stesso assioma da 25 anni e farlo diventare una verità forse è solo sintomo di testardaggine ... esiste anche un altro detto in merito alla continua ripetizione della stessa tesi ..

     

    Aggiungo in calce un particolare, da tecnico che ha vissuto la Marina, da dentro e con amore, oltre che da (moderato e limitato) storico, un po' erede di quelli che non erano "qualunque" pur essendo giovani comandanti o sottordini nella 2^ GM, avevano molto da dire e con umiltà, perché non si perpetuassero errori.

     

    Mi duole, e questo si da un "estraneo" al Corpo (anche se trova spazio sulla RM non è stato arruolato ne è autorizzato a dare giudizi su persone che meritano solo rispetto per come hanno servito il Paese ..) l' affermazione gratuita sugli insegnanti dell' epoca ... non e' etica ne' cortese ..... non si tratta di "care memorie che non fanno testo" ma di testimoni diretti e responsabili, che non volevano ribalta o visibilità, ma solo formare ufficiali responsabili, capaci di dire anche di no, di opporsi a quanto non rientrasse nell' etica professionale ( non era mio insegnante .... ma - tra l' altro - seppur da giovane e negletto sotto-sottordine ho lavorato con Azzoni, citato, le cui conclusioni fanno parte delle mie conoscenze dirette e coincidono con quanto ho responsabilmente affermato ...).

    Non si può certo accusare la MMI che ha fatto della libera espressione e della libera discussione un credo, se non la dottrina del comando navale, di aver pappagallescamente ripreso sempre una sola tesi, con l' USMM quale produttore

     

     

    In merito al tema della dispersione, che se è il caso va trattato in altra parte del forum, riferisco - e dovrebbe essere noto agli storici - che con il parere contrario della RM in piena guerra si abbassarono gli standard di accettazione del munizionamento, con la conseguenza che la dispersione aumentò ancora, non per rispondere ad una dottrina di impiego ma perché le industrie fornitrici non riuscivano a rispettare le specifiche di fornitura; non si trattò certo di una scelta dottrinale per aumentare ancora la dispersione ... ma forse di speculazione ...

    Non è un fatto isolato, le lobbies industriali aggiravano molto spesso i requisiti, giocando sulle sponde politiche: risale già al 1933 lo scandalo (uno dei tanti) del riciclaggio (da parte del Gruppo Ansaldo) di corazze e munizionamento scartato in sede di collaudo.

    In quanto alla vampa ridotta (non solo uso notturno) era in uso diffuso nella Royal Navy sin almeno dal 1938, come riporta in un suo rapporto(riservato) un giovane ufficiale, Fortunato Marini...

     

    .. quanto alla autoreferenzialità è un tema che esula dal forum, e ciascuno può valutare ...


  9. .. i correttori automatici dei telefonini sono una dannazione, cambiano addirittura il senso ... RIPETO:

    La Marina, e solo in un contesto NATO, operando in gruppi integrati, ed in diverso contesto logistico, non avrebbe avuto le stesse difficoltà delle altre armi.

    La butto come provocazione, in attesa di altri interventi e poi per un pù meditato intervento, magari aprendo una finestra su altre situazioni e tempi più recenti


  10. .. certamente la posizione MMI in termini di armamento nucleare meriterebbe un' ulteriore considerazione; dalla trattazione di Meleca si evidenzia quanto difficile, farraginosa, addirittura pericolosa, fosse non solo la catena di comando ma la catena logistica di Esercito ed Aviazione in merito all' eventuale uso delle armi

    La Marina, e solo in un contesto NATO, operando in gruppi integrati, ed in universo contesto logistico, non avrebbe avuto le stesse difficoltà delle altre armi.

    La butto come provocazione, in attesa di altri interventi e poi per un pù meditato intervento, magari aprendo una finestra su altre situazioni e tempi più recenti


  11. La Rivista Marittima fa da oltre cinquant’ anni parte del mio quotidiano, della mia routine di lettura ed aggiornamento; non sarà sempre il massimo ma le ho sempre attribuito un certo grado di serietà, per il vaglio che ritenevo venisse fatto sulle collaborazioni, e pur non non essendo un organo ufficiale della MMI in generale ritengo ne abbia rappresentato le spinte e gli umori se non proprio il pensiero.

    La Rivista Marittima ha avuto alti e bassi, anche per le vicende economiche che riguardano tutte le istituzioni, colpite da tagli indiscriminati, ed è stata soggetta a cambi e critiche, riflesse anche in questa sede.

    Nei giorni scorsi ho ricevuto con il consueto ritardo il numero di febbraio, e sono trasecolato per un articolo , sotto l’ introduzione “Storia e Cultura Militare “ di taglio molto revisionista e molto elogiativo dei risultati della 2^ GM

    Quando ormai molti decenni fa ho frequentato l’Accademia Navale ho avuto la fortuna di avere non solo insegnati eccezionali, ma anche che gli stessi, tutti reduci dell’esperienza della 2^GM ci trasmettessero la loro esperienza, con franchezza.

    Le analisi ricorrenti riguardavano le carenze della nostra Marina, ed uno dei temi, relativi alle artiglierie, riguardava l’inefficacia del nostro tiro navale, con fenomeni pregiudizievoli quali l’ eccessiva dispersione delle salve, la mancanza di cariche a vampa ridotta, le artiglierie che avevano affusti multipli a culla unica, con negative ripercussioni sia sul tiro che sulle strutture, ecc. ecc.

    Non voglio, al momento entrare nei dettagli, sempre molto interessanti e sempre fonte di scoperte, anche se ampiamente ed autorevolmente già trattati, ma sono rimasto basito quanto l’autore dell’ articolo, che non cito per non infierire, pontifica in controtendenza affermando, e concludendo, che la dispersione del tiro rispondeva ad una precisa ( ed indovinata) dottrina della Regia Marina…..…

    Giustamente la MMI e la Rivista Marittima, non sono responsabili né si identificano nelle affermazioni degli autori, ma forse, definendo l’ organo una rivista tecnica di settore e non un periodico di informazione dove certe libertà sono quasi scusabili, una certa valutazione - se non selezione – a volte non guasterebbe .. soprattutto nel caso di un revisionismo inappropriato a 70 anni da un conflitto ormai metabolizzato …

    Rimango per il momento fedele agli insegnamenti ricevuti, ed all’ esperienza acquisita in anni di servizio e di studi navali, sempre grato a coloro che si sono comunque sacrificati, anche se non avevano i mezzi, anche se il successo non è stato dalla loro parte …

     

    Forse di fronte a certe affermazioni, si potrebbe aprire una nuova discussione sulla' argomento, ma anche, e più opportunamente - se l' autore è ancora presente nel nostro sito - riprendere una buonissima serie di interventi e spiegazioni sul tiro navale che sono stati un vero trattato


  12. Esatto, colpito e riaffondato -- si tratta, una vicenda che ho vissuto personalmente, quella del B.A.P. Pacocha, speronato ed affondato all’ entrata del porto del Callao il 26 agosto del 1988, che è anche la base principale della Marina del Peru, del Perù, dove — al termine di una esercitazione — si stava rientrando il sommergibile; nell’ imminenza dell’ attracco non era in primo stato di approntamento, i portelli erano già aperti anche in coperta.

    Colpito a poppa, il Pacocha affondò rapidamente, con la perdita di tre membri dell' equipaggio, tra i quali il comandante.

    Il comandante in seconda, il trentaduenne tenente di vascello Luìs Cotrina. gesti le operazioni di abbandono e poi, dal fondo quelle del difficile e lungo salvataggio dei giorni successivi; la vicenda del TV Cotrina e del salvataggio del Pacocha diventeranno poi oggetto di una causa di beatificazione, con il riconoscimento di un miracolo da parte della chiesa cattolica

  13. Il Potere Nucleare delle FFAA italiane 1954 1992

     

    Il nostro collega Leopard ha presentato ieri sera la sua più recente pubblicazione in un ambiente preparato ed attento qual’ era quello di palazzo Cusani e la platea militare.

    Un libro attento di piacevole lettura anche e soprattutto per non specialisti, ammiccante, come sa essere il suo autore nelle conferenze, che oltre ad offrirci uno spaccato di un periodo storico piuttosto grigio che incombeva sul nostro Paese, pone delle riflessioni molto attuali sulla catena decisionale e di comando delle nostre FFAA e soprattutto della reazione alle minacce che incombono sul nostro paese.

    Un libro da leggere, come storico e per alzare il velo agli appassionati di “cose” militari ma soprattutto un per e riflessioni importanti da meditare e sviluppare in merito al futuro militare (e politico-militare) del nostro Paese, solo o come membro della NATO e partner distaccato di una Difesa Europea che non esiste, non solo per “operazioni fuori teatro” ma ormai strettamente impegnato o da impegnarsi in operazioni ai propri confini.

    Da leggere ed aprire un dibattito appena un certo numero di noi si saranno impadroniti della materia


  14. Caro Danilo, bello, un punto di riferimento. Non mi ritrovo nel disegno del motore, ma forse da quello, con dimensioni e posizionamento dei cilindri e degli accessori, potremmo tentare di risalire al punto di riferimento

    Altro punto di riflessione è se si trattata del "solo" motore, unica installazione effettuata, o se nel tempo è stato sostituito da altro modello. Al riguardo, per il ridotto arco temporale e la scarsità di scelta di modelli (all' epoca) ritengo che la modifica sia stato un unico episodio


  15. ero (sono) scollegato e non ho potuto vedere il testo dell' Ing Proposto

    èer quanto riguarda il relitto, già dal primo sommario esame si era giunti alla probabilità che le immagini con le incrostazioni riguardassero il compressore e non il motore

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