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marcellodandrea

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  1. Grazie, come sempre Per finire, queste:
  2. Mi ero già un po' avvantaggiato, e quindi ecco la conclusione con le foto finali del nuovo (secondo) modellino del Muavenet-i Milliye. La situazione in cui è ambientato è molto simile a quella del primo modellino (nella prima parte di questo wip) ma complessivamente questo è più corretto (ed è anche fatto meglio a mio parere). La prima foto mostra il mare ancora nudo e crudo, verniciato ad acrilico ma senza ulteriori interventi con gel, cotone e vernidas E il modellino con il mare completato La bandiera è carta dipinta a pennello, come al solito. Alla base dell'albero di trinchetto si notano due rinforzi posteriori. Nel primo modellino non li avevo messi, ma c'erano su tutte queste navi e perciò qui li ho aggiunti. Le fiancate della nave con mare grosso erano sicuramente molto bagnate, ho simulato l'acqua che cola con vernice semilucida in strie verticali. Per la schiuma e le scie ho utilizzato complessivamente molto meno cotone della scena precedente, lasciando maggiormente libero il bordo della nave. In effetti così mi piace di più. E così questo è davvero tutto. Ringrazio di nuovo ancora una volta tutti quelli che sono intervenuti nel corso di questo lungo cantiere aiutandomi nella parte "teorica" e anche gli amici modellisti tedeschi che mi hanno ugualmente aiutato a chiarire le idee su queste navi. Speriamo di trovarci ancora con un'altra nave, magari un veliero, su queste pagine. Grazie e ciao a tutti
  3. La nave pronta per essere sistemata nella sua basetta. Confesso che non ho avuto molta fantasia e ho fatto una scena simile alla precedente. L'altra nave ha già preso la via dello studio di un parente, e comunque l'idea della nave in azione con la virata stretta mi sembrava valida ugualmente. I colori finali sono Tamiya ad aerografo, il "nero" è un grigio scuro (nero+fiel blue+grigio chiaro), schiarito con grigio chiaro e scurito con nero puro. Rispetto alla precedente, nella verniciatura ho aggiunto l'opera viva in rosso scuro. In precedenza non me ne ero preoccupato, ma questa volta non voglio mettere troppa schiuma intorno e quindi voglio lasciar visibile una parte del bordo rosso, mi sembra meglio... Ho cercato di fare tutto o quasi, ma lascio i fili a dopo il fissaggio sulla basetta per evitare di rompere tutto maneggiandola. Una modifica minima ma corretta, i cavi di sicurezza a lato del primo lanciasiluri partono dalle latrine e non da una sezione di battagliola subito dopo le latrine. La battagliola c'è sulle navi tedeche ed è prevista infatti anche nei disegni. Ma nella foto dell'equipaggio del Muavenet (non sto a rimetterla, l'ho citata più volte) il cavo di sinistra parte chiaramente dalla latrina (altro dettaglio tipico delle navi turche che mi era sfuggito). Per chi non avesse seguito, specifico che non ci sono scalette di accesso al proiettore sopra la plancia e neppure alla bussola sopra la tuga di poppa: anche qui, per la parte "teorica", rimando alla ricerca sul modello precedente. I candelieri delle battagliole sono abbassati lungo le parti di bordo libero (sono i pezzettini inclinati in avanti all'esterno del trincarino). I teli di copertura delle battagliole sulle ali di plancia sopno neri e cerati davanti. Ma dietro erano di canapa grossa scura (vedi la solita foto dell'equipaggio del Muavenet), così li ho fatti marroni. A destra dell'alberetto c'è l'isolatore a colonnina: il "fuso" in cima è di elementare fattura, un perno metallico e una goccia di vinavil alla base. La piattaforma sopra il timone era paiolata, ma in queste dimensioni non ho trovato assolutamente nulla di utilizzabile decorosamente e così, come nella nave precedente, mi sono limitato a simulare la struttura portante con linee più chiare. La nave nella nuova basetta, con le onde rifatte in gel acrilico. Una volta asciutto si vernicia. A poppa c'è solo la luce di posizione, non vedo nelle foto di navi in navigazione l'alberetto per la bandiera. Ma le navi turche la portavano comunque di preferenza all'albero di maestra. Come dicevo la situazione e la disposizione è simile a quella della nave precedente. L'azione è meno avanzata, il terzo lanciasiluri è ancora in posizione neutra, ma metterò degli omini ad armeggiarci intorno. Il cannone di poppa invece è avvolto nel suo telo. Manca ancora il pennone basso (il più grande e ingombrante) dell'albero di maestra.
  4. Gli alberi sono diversi rispetto alla versione precedente, quelli erano tondini di acciaio ma troppo spessi (0,7 - 0,5mm). Ho chiesto ad un mio amico orafo di procurami qualche pezzettino di tondino in ottone più sottile, (0,5 - 0,4 - 0,3mm). L'aspetto finale è migliore anche se sono delicatini... La banda grigia sono tre mani di primer dato prima di quello generale, per aumentare lo spessore di quella fascia intorno alla nave. Le battagliole seguono una disposizione identica a quelle del primo modello e derivata direttamente dai disegni tedeschi, dal momento che le foto delle navi turche le mostrano in posizione o abbassate come nei disegni. I piccoli pezzettini abbattuti sono i candelieri dei settori smontati. Non ho messo il piccolo settore di battagliola appena a poppavia delle latrine, che compare nei disegni tedeschi ma è assente sulle navi turche. La ormai famosa foto del Muavenet con tutto l'equipaggio schierato mostra infatti il cavo di sicurezza sul lato sinistro del primo lanciasiluri arrivare fino alla latrina (e presumo perciò che fosse lo stesso a destra). L'alberetto della radio a poppa, posto qui nel Muavenet a destra della tuga ... (anche in questo caso, per tutta la parte "teorica" rimando alla parte precedente relativa alla prima nave). Manca ancora l'isolatore a destra dell'alberetto. Una mano di primer opaco (antiruggine grigio) prima della verniciatura finale.
  5. Grazie a tutti, come sempre Tuttavia, come avevo anticipato in precedenza, il modellino appena terminato ha dei problemi, dovuti in parte al fatto di aver subìto molte correzioni in itinere, in parte al fatto che proprio in ultima battuta sono emersi alcuni dettagli nuovi che, infine, mi hanno indotto a ricostruire la nave nel tentativo di farne una versione corretta il più possibile. Ecco perciò il secondo Muavenet, con le correzioni necessarie. Naturalmente la parte "teorica", almeno per la maggior parte delle cose, è stata già svolta. La costruzione perciò sarà molto veloce. Inserirò solo la documentazione per le correzioni effettuate. Alcune foto a pura dimostrazione che si tratta di una seconda versione A volte, con angoli di ripresa accentuati delle foto, la prua è deformata e sembra molto più inclinata del reale. La prima correzione riguarda la forma del castello, che adesso è leggermente più arcuata rispetto a prima. Alcuni pareri che ho chiesto (ero poco convinto) mi hanno indotto ad accentuare un pochino il cavallino per avvicinare la forma all'impressione che si ha dalle foto, a prescindere dal disegno nudo e crudo. Questa seconda parte del wip sarà breve, perché, appunto, quasi tutta la ricerca teorica è giù stata fatta. Lo scafo è lungo 212 mm e qualche decimo, esattamente come il precedente; sembra più lungo nelle foto comparative con il vecchio modello perché è più vicino all'obbiettivo e il macro distorce la prospettiva. Il blocco della timoneria di prua non è di forma conica come l'ho fatto nel precedente modello, ma esattamente come tutti gli altri (delle altre navi intendo dire) di forma squadrata. La forma conica è una impressione errata suscitata dal disegno, che mostra (si veda nel disegno) la scaletta inclinata di salita sul lato destro del castello (per le navi tedesche). La forma inclinata è la scaletta, non il blocco del timone di prua. Non ho una foto diretta di questo particolare sulle navi turche, ma ho i disegni di cantiere delle navi tedesche della seconda serie ed hanno tutte il blocco squadrato (anche altre navi di serie diverse). Non c'è ragione di pensare che fosse diverso e di forma così inusuale (conica) soltanto sulle navi turche. Gli alloggi delle latrine, ai due lati della struttura della plancia, sono stati allungati di circa 2 mm verso poppa, modificando il disegno. Ricordo che il disegno è riferito alle navi tedesche della seconda serie. In questo caso - a differenza di quanto argomentato per la timoneria poco sopra - ho una prova chiara che lì qualcosa deve essere modificato. Qui le latrine hanno applicata anche la parete esterna con i bordi stondati. Si nota che è leggermente più lunga rispetto al modello precedente e rispetto al disegno per le navi tedesche. Siccome gli oblò, dalle foto storiche, sembrano comunque simmetrici, sposterò verso poppa il secondo oblò in modo da mantenere la simmetria. Il motivo è il seguente: 1) il Gayret-i Vataniye nel 1915, mentre sbarca l'equipaggio dello Emden. Si noti il bordo diritto delle ali di plancia, ai due lati del primo fumaiolo. 2) lo stesso per il Muavenet-i Milliye ugualmente nel 1915 Un dettaglio macroscopico che mi era completamente sfuggito (a volte succede per quelli molto grossi...). Si confronti il disegno qui sotto per le navi tedesche, la parte rosa è quella a mio parere da aggiungere, come unica soluzione per ottenere il bordo posteriore delle ali di plancia diritto. Non è possibile la soluzione contraria (cioè un accorciamento della parte sporgente) perché altrimenti si tagliano via i portelli di accesso della sala delle carte, dietro la plancia, indicati dalle frecce rosse. Si nota abbastanza bene dalle foto che il bordo posteriore arriva a filo con il fumaiolo. Il blocco della timoneria di prua è in verde. Per avere il bordo posteriore delle ali di plancia rettilineo, anche la struttura sottostante (le latrine) doveva essere leggermente più lunga verso poppa. Il solito ponte di comando con timone, telegrafo di macchina, bussola e tubi portavoce... di cui non si vedrà quasi nulla poi, ovviamente. Si noti comunque il bordo posteriore delle ali di plancia rettilineo. La plancia terminata. Qui, a causa della macro, dell'angolazione e delle rispettive posizioni (quella dietro è anche più in basso) la nave sembra molto più lunga della precedente, ma ripeto sono assolutamente uguali. Questa è l'ultima modifica sostanziale fatta in questo nuovo modello, rispetto al primo. La forma della tuga di poppa è "ritornata" quella standard presente in tutte le altre navi e nei piani. Ricorderete che ero dubbioso già nel primo modello. Mi sono convinto, alla fine, che la forma fosse questa e non quella, con il lato sinistro arrotondato, apparentemente suggerita dalla famosa foto della S166 a Ebling nel 1909 (vedi sotto). Chi ha seguito il wip ricorda senz'altro questa foto, da cui traggo il dettaglio della tuga. Il primo indizio che ci sia qualcosa che non va nell'apparente forma curva del lato sinistro è indicato dalla freccia 1: lì c'è un angolo della battagliola, esattamente uguale a quello presente sul lato destro e che segue la forma squadrata del blocco della timoneria ausuliaria di poppa. Se si osserva anche le frecce 2, si coglie il profilo del blocco squadrato, simile a quello sul lato destro. Qui la decisione non era facile. Il profilo curvo poteva essere effettivamente quello della tuga, oppure di qualcosa posto immediatamente dietro che, casualmente, andava a raccordarsi col profilo della tuga. Ho controllato allora meglio le immagini dove si vede quella zona e che mi avevano messo qualche sospetto già in precedenza. Non sono molte, solo due. Il Numune (presumo per esclusione - vd. sopra nel wip - comunque si tratta di uno dei 4 caccia di questa classe) che transita a Costantinopoli nel 1913-14. La freccia 1 indica l'alberetto di poppa e serve più che altro a identificare la posizione del resto. La freccia 2 infatti indica la copertura del cilindro esterno della timoneria. La freccia 3 indica l'angolo dove finisce la tuga e comincia il blocco dei meccanismi della timoneria. In altre parole, quello non è un profilo curvo della parete, ma due volumi separati. In questa foto i 4 caccia sono impacchettati davanti all'incrociatore Midilli, a Istiniye nel 1915-16. La struttura indicata dalle frecce appartiene allo Yadigar, identificato dalle due fasce gialle sul primo fumaiolo. A destra c'è proprio il Muavenet, ma la tuga di poppa è coperta. La freccia 1 indica come al solito l'alberetto di poppa dell'impianto radio. Se si scende giù, si incontra con la freccia 2 la sagoma inconfondibile della bussola sopra la tuga di poppa. Proprio sotto, frecce 3, la netta separazione (angolazione) tra la tuga e il blocco della timoneria, marcato anche dall'ombra verticale molto netta. Non ci sono altre foto dove si vede questo settore nelle navi turche. Ma ho comunque deciso per mantenere l'angolazione, anche per la situazione effettivamente ambigua della prima foto (della S166 nel 1909). Tutto il resto, scalette, osteriggi, alberi etc. sono identici alla nave della prima versione. Da qui in poi perciò procedo a mon tare e verniciare. Inserirò nel prossimo post le foto del modello in via di completamento.
  6. Ed ora, siccome questo topic è già durato a lungo, vediamo di concludere. Un problema ulteriore è dato dalla disposizione delle battagliole. Nelle torpediniere italiane spesso venivano tolte del tutto in azione, i ponti erano sgombri. Ma i disegni di cantiere per fortuna riportano ciò che veniva tolto e ciò che restava in posto in queste torpediniere. Ad esempio, in questo: la parte tratteggiata delle battagliole è ciò che veniva tolto in azione. Qui a prua per lo più le battagliole venivano abbassate per metà. A centro nave quelle ai lati dei lanciasiluri venivano abbattute, ma altri settori rimanevano in piedi. Foto alla mano, sia di navi tedesche che turche, mostrano che nelle parti ai lati dei lanciasiluri, dove le battagliole erano del tutto abbassate, venivano tesi dei cavi che potremmo chiamare "di sicurezza" e che probabilmente servivano a evitare cadute in mare. I tubi dei lanciasiluri scorrevano al di sotto di questi cavi. Per le battagliole ho utilizzato perciò quanto rimaneva di un foglio giapponese a due draglie, montandole alzate o abbassate seguendo i disegni originali. Qui a centro nave ho montato anche le scialuppe, ricavate da pezzettini di materozza in resina. Si notano le battagliole alzate in piccoli settori e quelle abbattute ai lati dei lanciasiluri. La nave con le battagliole montate e dipinta in grigio scurissimo (ocean grey e nero tamiya) un po' schiarito ai lati e con nero puro sulle parti più alte e i fumaioli. Le vetrature e la fascia gialla sul fumaiolo sono vecchie decals di aeroplanini, riciclate al bisogno. Mancano ancora i cavi di sicurezza tesi lungo i settori abbattuti, ai lati dei lanciasiluri. La nave nel diorama, ho cominciato a fare le scie utilizzando gel acrilico Pebeo. Più o meno la stessa inquadratura dopo aver terminato la pittura del mare. Ai lati della nave ho utilizzato cotone idrofilo per dare più volume agli spruzzi d'acqua. Tutto il mare è coperto con alcune mani di vernidas. Ed ecco alcune foto del modellino terminato. Come già detto, la nave sta compiendo una virata stretta a destra andando a tutta velocità ed ha le armi puntate verso un obbiettivo ben oltre il limite del diorama. NON si tratta comunque dell'azione del siluramento del Goliath, perché in quel caso la nave era molto alleggerita per pescare meno (dati i bassi fondali), mancava perciò di diverse attrezzature comprese le due scialuppe, e viaggiava a velocità molto bassa per evitare scie e scintille dai fumaioli. Ho aggiunto dei munuscoli cannoni (Elswick da 75 mm) a prua e poppa e due altrettanto minuscoli cannoncini (Elswick da 57 mm) ai lati del secondo fumaiolo. Ora ci sono i cavi di sicurezza ai lati dei lanciasiluri e anche alcuni piccoli "omini" di equipaggio (L'Arsenal in resina) , il minimo indispensabile a manovrare le armi (2-3 per pezzo), più un paio in plancia. La bandiera turca è in carta, dipinta a mano libera. Ho fatto il proiettore coperto da un telo cerato, come si vede sempre in tutte le foto storiche nelle navi in navigazione (ovviamente lo avranno pure usato ogni tanto, ma l'azione qui è di siluramento e così ho risparmiato un pochino di tempo). Le catene delle ancore sono prodotti di oreficeria in rame (ricordo che le catene arrivavano fino all'occhio di cubia; lì erano agganciate a cavi di acciaio che, dagli occhi di cubia, tornavano indietro all'argano e al pozzo; sono i cavi che si notano scorrere accanto alla gruetta sul ponte). Qui si vedono meglio i cavi di sicurezza ai lati dei lanciasiluri. I tubi scorrono al di sotto. Ecco, questo è tutto, per il momento. Ma considero questo modellino niente più che un prototipo. Ha molte correzioni in itinere, anche troppe, dovute però ad una oggettiva difficoltà a "decifrare" la nave. Inoltre, come legge di Murphy vuole, alcuni altri dettagli eventualmente da correggere sono emersi a montaggio completato. In breve, per valorizzare la ricerca storica effettuata, non è escluso che decida di rifare la nave considerando che, eliminando il tempo per la ricerca che ormai è già stata fatta, quello per il montaggio si ridurrebbe probabilmente a poche settimane. Ci sto pensando, vedremo a breve Per finire grazie a tutti quelli che hanno seguito il wip, e un grazie doveroso anche agli amici modellisti tedeschi che mi hanno aiutato se non altro con il loro materiale e discutendo con me su molti punti ostici della nave. Ciao alla prossima
  7. E veniamo ora all'alberetto supplementare a poppa. Intanto comincio a parlarne, eventualmente lo finirò successivamente. In effetti mi manca un ultimo elemento, una eventuale risposta dal museo turco a cui ho chiesto notizie anche su questo (nella domanda precedente, relativa alle scalette, mi hanno risposto che le loro foto non inquadrano le due zone interessate, la plancia e la tuga di poppa, e quindi no ho avuto niente di conclusivo - le misteriose scalette restano tali). Ma ormai ho scritto da molto tempo e comincio a temere che non ci sarà alcuna risposta. Riguardo l'alberetto, mi limito a mostrare cosa so al momento attuale. 1) le torpediniere classe Muavenet, nel 1913, istallarono un radiotelegrafo Telefunken e le relative antenne filari sugli alberi (che vennero appositamente elevati in altezza), nello stesso identico modo delle navi tedesche; lo potete vedere nel disegno della nave che compare in cima a questo wip. 2) le navi turche, poco tempo dopo, per ragioni che non conosco, ampliarono il sistema di antenne alzando ulteriormente gli alberi e aggiungendo un piccolo albero supplementare a poppa. 3) la foto qui sotto mostra il piccolo albero sul Muavenet nel 1913-14. Osservando la netta asimmetria del pennone, si è spinti a pensare che l'albero si trovi a destra rispetto alla mezzeria e poco dietro, o forse sopra, la tuga di poppa. Piazzare un alberetto da quelle parti e trovare lo spazio non è impresa da poco. Lì è pieno di roba, tutta relativa alla timoneria ausiliaria; dietro inoltre c'è il cannone. (tutte le foto ritagliate e inserite a scopo discussione modellistica) Muavenet a inizi 1913 circa, foto tratta da Morskaya kampaniya 03, 2019 - ho potuto consultare di recente grazie ad un amico questa rivista russa con un articolo sulle torpediniere turche; l'articolo non dice niente di speciale, salvo un lungo elenco delle azioni militari delle navi, ma alcune foto sono a risoluzione discreta) 4) la foto seguente mostra l’alberetto sul Gayret, in una foto relativa all'arrivo a Istanbul dell'equipaggio dello Emden il 23 maggio 1915. La foto è tratta da questo sito: mostra chiaramente le sartie che stabilizzano l'albero ed è a risoluzione più alta di quella che avevo prima (dove invece le sartie non si vedevano). Gayret maggio 1915 Dalla foto non si capisce se l'albero sia a sinistra della mezzeria o a destra (non può stare al centro, c'è tutta la timoneria); la presenza delle sartie suggerisce che l'albero probabilmente non sta sopra la tuga (dove sarebbe fissato alla coperta e stabilizzato dal pavimento della controplancia) ma dietro. La foto seguente mostra sempre il Gayret in navigazione, si nota l'albero con l'asimmetria del pennone che suggerisce una posizione a sinistra (opposta a quella del Muavenet). Gayret 1916 5) Come erano gli alberetti nelle altre due torpediniere? Ho solo due foto dello Yadigar dove è visibile l'alberetto e il pennone. In una, trovata nei Bundesarchiv e databile al periodo 1915 - 1917 (nel luglio è affondato) il pennone sembra spostato verso destra, e quindi l'alberetto sarebbe a sinistra. L'altra è una bella foto trovata su facebook, cercando non per le torpediniere in questione, ma per altre navi turche, nella speranza che, insieme, fossero fotografate anche le torpediniere. E infatti, cercando "incrociatore Midilli", ho trovato questa foto. La foto non è datata, ma sulla base di quello che si sa è databile al periodo primavera 1915 - estate 1916 (le navi sono verniciate di nero, e sono ancora tutte e 4). Mostra l'incrociatore Midilli dietro alle 4 torpediniere (da centro della foto verso destra, le 4 navi con le 4 grandi bandiere turche. A sinistra altre torpediniere minori. Questo qui sotto è un ingrandimento. La foto è complessa ma ci si può orientare. I numeri 1-4 indicano le poppe delle 4 navi, da sinistra a destra in base alle fasce colorate sui fumaioli ci sono Numune, Gayret, Yadigar e Muavenet. Lo Yadigar è il numero 3. Si vedono bene i due fumaioli collegati da una freccia orizzontale (lettera Y, a sinistra qui sotto), il primo fumaiolo con due bande gialle. La freccia grande sopra con il numero 3 indica l'alberetto di poppa accanto alla tuga. Se si scende verso il basso, si nota che l'alberetto apparentemente finisce a destra della tuga. Il pennone, d'altra parte, è asimmetrico in modo coerente con la posizione a destra (è più lungo a sinistra). Quindi ci sarebbe contraddizione tra la prima foto e la seconda; o forse no, dal momento che la foto dei Bundesarchiv non è molto chiara mentre quella sotto non lascia molti dubbi. Tolgo subito il dubbio che la foto qui sotto sia ribaltata e ciò che è a destra sia a sinistra e viceversa. Sul lato sinistro di tutti i primi fumaioli (quelli con le bande colorate) si vede un "blocco" che non può essere altro che il complesso delle sirene antinebbia. Quindi la foto è diritta. 6) Del Numune non ho alcuna foto purtroppo. Comunque, il filmato a questo link mostra una nave sconosciuta (apparentemente senza bande colorate sui fumaioli) al tempo 01.00 con l'alberetto sull'altro lato della tuga (cioè a destra come nel Muavenet) e, subito dietro, il Muavenet (al tempo 01.15) chiaramente identificato (nel periodo 1912 - 1915) dalle due bande bianche sui fumaioli. Per esclusione allora, la prima nave "potrebbe" essere il Numune (la banda sul primo fumaiolo dovrebbe essere rossa ed è possibile che sia poco visibile nel film). Un fotogramma preso dal sito della British Pathé e tratto da questo film mostra più chiaramente l'alberetto "scendere" dalla parte opposta della tuga a livello del blocco esterno della timoneria. Apparentemente perciò, per motivi misteriosi o forse solo di immediata utilità, l'alberetto era montato a destra sul Muavenet, Numune e Yadigar, , a sinistra sul Gayret. Ma naturalmente è solo una ipotesi di lavoro. Anche nel caso delle navi dove il pennone è chiaramente visibile (tutte meno il Numune), la posizione dell'albero - per quanto logica - è dedotta e non ci sono foto dirette. 7) Guardando meglio la prima foto, quella del Muavenet, si nota sul lato destro dell’alberetto una struttura, una specie di colonnina con una punta sopra, dove finiscono i fili dell'antenna. Dovrebbe essere una isolatore (si chiama così?) per le antenne radio. Guardando meglio anche la seconda foto, quella del Gayret con l'equipaggio dello Emden, si nota la stessa struttura a punta, sempre sul lato destro. 9) Infine, osservando l'interessantissimo filmato che uno dei modellisti tedeschi con cui sono in contatto mi ha trovato (relativo proprio all'arrivo a Istanbul dell'equipaggio dello Emden a bordo del Gayret, il 23 maggio 1915) , al tempo 01.16.02 e seguenti, si vede benissimo che l’alberetto del Gayret è dietro la tuga e separato da essa (ecco perché sono necessarie le sartie). Cioè, per la precisione, NON si trova sopra la tuga (altra ipotesi accettabile in mancanza). Siccome è dietro, può stare solo a sinistra oppure a destra, perché nel mezzo c'è il cospicuo blocco della timoneria ausiliaria. Si vede anche l'isolatore, sul lato destro. Conclusioni A mio parere, perciò, la situazione è molto simile (non posso esserne certo al 100%) a quella che mostro nel disegno qui sotto. Ma la discussione è ancora aperta ovviamente, e qualunque idea o contributo è bene accetto. A sinistra l'alberetto del Gayret (G), a destra quello del Muavenet (M). Ancora più a destra la colonnina dell'isolatore che, per motivi relativi al funzionamento dell'antenna radio, potrebbe anche essere a distanza diversa nei due casi (più lontano a destra nel caso del Muavenet). Per completezza, aggiungo questo disegno parziale. E' tratto dalla medesima pubbicazione russa citata sopra sulle torpediniere turche. Nei disegni è mostrato l’alberetto a poppa, qui collegato alla tuga. Ma, come ci dimostra il filmato del Gayret con l'equipaggio dello Emden, l'albero in realtà è separato dalla tuga. Questo disegno è comunque la sola ricostruzione che ho trovato fino ad oggi dove si vede la manica a vento grande di centro nave correttamente disegnata sul lato sinistro. Ma come dicevo prima, nell'articolo non si parla affatto di questo, si fa solo un riassunto delle operazioni militari di queste navi. Per ora è tutto. ciao
  8. Dunque, il primo problema riguarda, come dicevo sopra, l'accesso : 1) alla controplancia con la piattaforma circolare del proiettore; 2) alla plancetta con la bussola sopra la tuga di poppa. L'ovvia domanda infatti è: come facevano a salirci sopra? S 166 seconda serie, flotta germanica Nei disegni della rivista turca utilizzati all'inizio di questo wip e poi in quelli del libro di Fock: "Schwarze Gesellen" (che sono quelli originali da cui sono tratti i disegni turchi) , le scalette in questione NON ci sono. Ricordo che questi disegni, a mio parere (ma ormai con diverse prove documentali direi), si riferiscono tutti alla configurazione iniziale (o quasi: in effetti l'alberatura non è quella iniziale senza antenne del radiotelegrafo del 1908-10 e che si può vedere anche nella foto qui sopra, ma quella con le antenne filari del tipo montato in Germania nel 1912-13, appunto) della seconda serie S 165-168, quella rimasta in Germania (perché le navi andate in Turchia erano leggermente diverse in una serie di dettagli a prescindere dalle antenne radio, come abbiamo visto sopra). Molto perplesso ho controllato meglio e chiesto informazioni, ai forum tedeschi di modellismo storico, ai miei amici modellisti tedeschi, al Museo turco citato sopra, e ovviamente alle foto di cui disponevo. Da un contatto di un forum tedesco mi sono arrivati i disegni originali di cantiere di queste navi nella configurazione finale operata a metà guerra mondiale, dopo l'innalzamento della plancia e del primo fumaiolo (e altre modifiche relative all'utilizzo come posamine). Le scalette, ugualmente, NON ci sono. Dai modellisti tedeschi, che hanno fatto tutti modelli (statici o per lo più dinamici) della seconda serie di navi sotto bandiera tedesca (ignorando che la prima serie fosse diversa comunque), ugualmente non ho avuto notizie, perché mancando le scalette sui disegni originali non le hanno messe neppure loro (ma ho creato un po' di scompiglio perché anche loro a quel punto hanno cominciato a chiedersi come diavolo ci salivano sopra...). I modelli turchi sono basati sui disegni tedeschi, quindi ugualmente non hanno le scalette (e sono infatti riproduzioni delle navi della seconda serie tedesca e non della prima turca...). Il museo della marina turca non ha foto che mostrino quelle parti e dove si vedano le scalette (ha foto d'epoca, anche che io non ho visto, per esempio alcune del Muavenet nel periodo 1919-1953 quando era utilizzato come deposito galleggiante, ma non ci sono inquadrature nelle parti interessate). A questo punto ho pensato che le scalette non ci fossero perché forse non c'erano mai in nessun tipo di torpediniera o, almeno, in quelle Schichau (S). Quelle strutture sono molto basse e si può salire sopra anche sfruttando le battagliole rigide metalliche (sulla plancia) e qualche scatolato a poppa (la tuga di poppa è alta “soltanto” circa 157 cm perché ha il pavimento interno più basso del ponte di circa 30 cm, si vede chiaramente nei disegni e dunque un marinaio all'interno sta comunque in piedi). Errore purtroppo. Le scalette ci sono sempre, si vedono in molte foto e in altri disegni, su tutti i tipi di torpediniere (B Blohm und Voss, G German, V Vulkan). Ci sono ANCHE in quelle S, vedi la foto sotto della S 177 (una serie costruita immediatamente dopo la S 165-168). Nella plancia sono tutte allo stesso posto, sul fianco sinistro della parete esterna della sala delle carte nautiche, proprio dietro il ponte di comando; nella tuga di poppa possono essere a destra o sinistra, sotto forma di scalette o ramponi, ma comunque ci sono (e nei modelli sono regolarmente presenti, ovviamente). S 177 plancia, da collezione privata (l'ho tagliata un po' oltre che modificarla) A questo punto avrei messo tranquillamente anche io le scalette, sia davanti che dietro, nelle medesime posizioni delle altre navi, dal momento che sulle foto disponibili delle navi turche questi spazi non sono mai chiaramente visibili salvo in un caso. MA, per l’appunto, nell’unica foto dove quel settore della plancia si vede chiaramente, l’arcinota foto dell’equipaggio del Muavenet nel 1915, le scalette - apparentemente - NON ci sono. Foto equipaggio Muavenet Nella posizione indicata dalla freccia rossa non c'è, chiaramente, alcuna scaletta. Un dubbio rimane, eventualmente, per la struttura indicata dalle frecce verdi. Non si notano pioli e sembra che si prolunghi in alto oltre la battagliola del proiettore, come se fossero antenne (ce n'erano alcune, si vedono anche a sinistra, servivano a sostenere i teli paraonde), ma è pur vero che assomiglia ad una scaletta. MA c'è il grosso problema che in quella posizione, proprio tra i piedi del personale del ponte di comando, non esiste in nessun'altra torpediniera (che io sappia - ma certo non è detto). A questo punto, pur rifiutandomi dentro di me di credere che non ci fossero scale per salire sopra, sono costretto a non mettere le scalette, perché là dove dovrei mettere quella della plancia stando alla consuetudine di tutte le altre navi, nella foto sopra chiaramente NON c’è nulla. Al momento questo problema è senza soluzione e devo perciò, malvolentieri, uniformarmi a quanto fatto negli altri modelli che si vedono in giro. Nel prossimo post parlerò invece dell'alberetto supplementare di poppa a sostegno delle antenne filari del radiotelegrafo, un problema che, a quanto pare, potrebbe avere invece un esito positivo.
  9. Diciamo che ho scelto la situazione più che altro per rendere dinamico e un pochino più interessante un modellino abbastanza minuscolo (21 cm tutto intero) Veniamo ora a due problemi che si sono evidenziati in corso d'opera e che temo saranno complicatini da risolvere. 1) la presenza/assenza di scalette verticali di accesso alla controplancia del proiettore (sopra il ponte di comando) e alla piattaforma della bussola sopra la tuga di poppa; 2) la posizione dell'alberetto adiacente alla tuga di poppa (e delle sue strutture ausiliarie, diciamo così) che, a partire dal 1913-14, è presente sulle navi turche (e solo su quelle) per sostenere le antenne filari del radiotelegrafo (montato nel 1912-13, non so i mesi esatti, con impianti tedeschi Telefunken e con antenne di tipo tedesco per il primo anno, poi modificati). Sono attualmente in contatto con il museo del Comando navale di Istambul (Istambul Deniz Muzesi Iletisim) e cerco di capire se hanno qualche foto a documentazione di queste strutture, a con scarsi o nulli risultati. Comunque non ho ancor avuto risposta alle ultime domande. Nel prossimo post parlerò della questione delle scalette, davvero misteriosa.
  10. Ci ho pensato, ma rendere dinamico in modo realistico un modello statico è abbastanza complicato. In genere preferisco fare cose più semplici ma precise piuttosto che cose più complicate ma imprecise.
  11. Un primo abbozzo del mare, fatto semplicemente con das, lavorato con le dita, sulla basetta di legno mdf. Il gel per le scie e il cotone idrofilo per la schiuma seguiranno alla fine. La nave sta virando stretta verso destra. Il das si raccorda a filo con la parete di legno della base: normalmente dipingo una parte delle pareti verticali con lo stesso colore del mare ma più chiaro, per dare una sensazione di trasparenza e profondità. Ho fatto l'alberatura principale con tondini di acciaio di due diversi diametri. L'altezza è la maggiore, quella dell'allestimento con l'alberetto di poppa (che ancora non c'è). Gli alberi sono solo infilati nelle scasse. ciao alla prossima
  12. Curiosità. Un modellino in scala 1/1250 del caccia Yadigar-i Millet della ditta tedesca Argos. Peccato che si tratti, come al solito, di un modello della serie tedesca e non di una delle navi turche, con la manica a vento grande a centro nave sul lato destro.
  13. Qualche foto del relitto della HMS Goliath nella Baia di Morto ("Morto Bay"), ai Dardanelli.
  14. Su twitter ho trovato una descrizione più accurata della foto con il silurista del Gayret, così metto la foto e la descrizione: Il testo dice, più o meno: "Il cannoniere della nostra nave Gayret-i Vatâniye, Göreleli Yusuf Onbaşı, che affondò la nave russa a Odessa, e un siluro nel 1914" Bene ho azzeccato l'anno giusto La bombolona sopra il lanciasiluri dovrebbe essere l'aria compressa. Oggi ho guardato ancora sui vari social e ho trovato un'altra foto del Gayret, interessante anche questa. : La didascalia su FB dice che si tratta del cantiere a Istiniye per riparare i danno all'incrociatore Yavuz, il 26 dicembre 1914. Dietro un caccia della classe del Muavenet. Stando alle due bande rosse (direi) sul primo fumaiolo, è il "solito" Gayret-i Vataniye di tutte le ultime foto che ho trovato. E' interessante perché al dicembre 1914 il Gayret evidentemente (nella foto sopra) era ancora verniciato in grigio chiaro, mentre nel maggio 1915 il Muavenet era già in grigio scurissimo/nero. Quindi il cambio di colore è situato proprio a cavallo del 1914-1915 (mese più mese meno a seconda delle navi, immagino che non le abbiano riverniciate tutte assieme contemporaneamente). En passant, ingrandendo la foto, anche qui non si notano scalette sulla parte destra del castello, né una eventuale salita alla controplancia del proiettore. Si vede, invece, la scaletta inclinata di salita dalla coperta alla plancia. A proposito, il vetraio mi dice che la bacheca è pronta. Finalmente! Domani vado a prenderla
  15. Grazie, ci provo a fare modelli gradevoli e anche accurati per quanto posso 4 giorni fa, il 13 maggio, era l'anniversario dell'affondamento dello HMS Goliath da parte del Muavenet, così ho pensato di dare un'occhiata su FB per vedere se c'erano nuovi post e magari qualche foto nuova. Sono stato fortunato a metà, nel senso che ho trovato 5 foto nuove ma tutte del Gayret-i Vataniye (una delle altre 3 navi sorelle del Muavenet). Comunque non mi lamento, infatti ho potuto almeno verificare ulteriormente la presenza di alcuni elementi che già consideravo tipici della serie delle navi turche (e non di quelle tedesche). In particolare il più interessante è l'assenza della scaletta di accesso a destra al castello di prua. Nelle navi turche dovrebbe essere solo a sinistra (ho foto per il Muavenet e lo Yadigar), in quelle tedesche a destra. Qui nel Gayret a destra non c'è (mentre si vede la scaletta di accesso al ponte di comando), uniformandosi alle altre navi turche: mi manca una prova diretta solo per il Numune, e penso quindi che a questo punto si possa affermare che tutte e 4 le navi avevano la scaletta solo a sinistra. Gayret-i Vataniye affondato (nel 1916, a Varna): foto ripresa nel 1919. freccia rossa: assenza della scaletta al castello freccia gialla: presenza della scaletta a destra al ponte di comando freccia azzurra. assenza della scaletta verticale a destra per la piattaforma del proiettore (quindi dovrebbe stare a sinistra, questo è un grosso problema che spiegherò nel prossimo post). Altri dettagli per i quali non sto a mettere le foto (tutte relative al relitto del Gayret fotografato nel 1919) riguardano: la presenza dei due osteriggi accoppiati al centro davanti ai lanciasiluri, la forma della copertura del camino della cucina, infine il numero esatto di gradini della scaletta di accesso al ponte di comando (7 gradini). In un'altra foto sempre del relitto si vedono, sul lato destro della piazzola del secondo lanciasiluri, due boccaporti circolari (uno più piccolo, penso sia un areatore) che invece non sono presenti (o almeno non si vedono) nella foto dello S 166 (Yadigar) a Pillau nel 1909. NO DEVO CORREGGERE QUANTO SCRITTO SOPRA. La piazzola è del PRIMO lanciasiluri, non del secondo, perché tra le persone fotografate si vede, verso poppa, la base del secondo fumaiolo. Quindi i boccaporti corrispondono a quelli visibili sulla parte destra della prima piazzola lanciasiluri nella foto del S 166 (poi Yadigar) a Pillau nel 1909. Quindi non ci sono differenze tra le due sistemazioni. Infine, una foto del primo (o secondo, sicuramente uno dei due, perché è subito dietro un fumaiolo) lanciasiluri del Gayret fotografato nel, direi, 1914 (perché il colore è grigio chiaro, foto celebrativa del silurista che ha affondato una nave russa a Odessa) dove ugualmente si vedono i due osteriggi appaiati al centro davanti al lanciasiluri. E ora aspettiamo che arrivi la bacheca, così posso andare avanti col modello...
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