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  1. @Ocean's One come al solito, grazie! Ho iniziato dalla progettazione dei TLS perchè vincolano la progettazione del WTC dato che occupano molto spazio al suo esterno... L'intenzione è di realizzare il Da Vinci in lamierino di latta (economica, robusta e facilmente saldabile a stagno), quindi lo spessore delle pareti dell'opera morta dovrebbe essere NON superiore a 0.5 mm. Solo che dovrò poi aggiungere tutta una serie di frame di supporto (sempre dello stesso spessore) per irrobustire il tutto. Per stimare il volume e il peso dell'opera viva e delle zone esterne allo scafo resistente mi ci vorrà un bel po' di tempo. Devo ancora portare a CAD la vela, la vasca che alloggerà il CA2, i timoni e tutte le strutture di supporto. Inoltre per il calcolo dei volumi delle parti in lamiera temo che dovrò utilizzare (e imparare ad usare) FreeCAD. Nel frattempo ho sviluppato un programmino in Rust (il primo che implemento con questo linguaggio ) per calcolare approssimativamente il volume dello scafo resistente dati i diametri delle varie sezioni tronco coniche e le loro distanze. A meno di un mio baco claoroso, la differenza tra il volume del WTC cilindrico lungo 75 cm e quello della sezione di 75 cm conforme allo scafo resistente del battello reale differiscono notevolmente (circa 5.9 litri per WTC cilindrico vs circa 8.24 litri per WTC conforme)... ecco i risultti (in mm cubici): # volume del WTC cilindrico: wtc_volume_calculator 100 100 750 Section #0: R1: 50, R2: 50, D: 750, volume: 5890486.225480862 Sections: 1, total volume: 5890486.225480862 # Volume del WTC da 75 cm conforme al battello reale: wtc_volume_calculator 100.0 105.07 28.94 105.07 112.06 79.46 112.06 116.6 79.46 116.6 119.14 79.31 119.14 120.53 79.18 120.53 120.12 76.42 120.12 118.62 80.0 118.62 115.91 78.66 115.91 112.10 79.36 112.10 106.08 79.56 106.08 100.0 62.93 Section #0: R1: 50, R2: 52.535, D: 28.94, volume: 239012.79838531837 Section #1: R1: 52.535, R2: 56.03, D: 79.46, volume: 735814.1232637186 Section #2: R1: 56.03, R2: 58.3, D: 79.46, volume: 815860.5118997752 Section #3: R1: 58.3, R2: 59.57, D: 79.31, volume: 865448.4490331076 Section #4: R1: 59.57, R2: 60.265, D: 79.18, volume: 893053.7706098716 Section #5: R1: 60.265, R2: 60.06, D: 76.42, volume: 868978.5884787858 Section #6: R1: 60.06, R2: 59.31, D: 80, volume: 895315.2269843401 Section #7: R1: 59.31, R2: 57.955, D: 78.66, volume: 849571.5637696427 Section #8: R1: 57.955, R2: 56.05, D: 79.36, volume: 810176.7153380119 Section #9: R1: 56.05, R2: 53.04, D: 79.56, volume: 743814.6650440311 Section #10: R1: 53.04, R2: 50, D: 62.93, volume: 524910.5516823094 Sections: 11, total volume: 8241956.964488912 # Volume del WTC del battello reale: wtc_volume_calculator 68.24 82.35 74.57 82.35 95.10 79.77 95.10 105.07 78.67 105.07 112.06 79.46 112.06 116.6 79.46 116.6 119.14 79.31 119.14 120.53 79.18 120.53 120.12 76.42 120.12 118.62 80.0 118.62 115.91 78.66 115.91 112.10 79.36 112.10 106.08 79.56 106.08 98.29 78.9 98.29 88.22 79.38 88.22 75.4 78.82 75.4 68.98 37.6 Section #0: R1: 34.12, R2: 41.175, D: 74.57, volume: 333008.54909738107 Section #1: R1: 41.175, R2: 47.55, D: 79.77, volume: 494046.93557161064 Section #2: R1: 47.55, R2: 52.535, D: 78.67, volume: 619435.3744238935 Section #3: R1: 52.535, R2: 56.03, D: 79.46, volume: 735814.1232637186 Section #4: R1: 56.03, R2: 58.3, D: 79.46, volume: 815860.5118997752 Section #5: R1: 58.3, R2: 59.57, D: 79.31, volume: 865448.4490331076 Section #6: R1: 59.57, R2: 60.265, D: 79.18, volume: 893053.7706098716 Section #7: R1: 60.265, R2: 60.06, D: 76.42, volume: 868978.5884787858 Section #8: R1: 60.06, R2: 59.31, D: 80, volume: 895315.2269843401 Section #9: R1: 59.31, R2: 57.955, D: 78.66, volume: 849571.5637696427 Section #10: R1: 57.955, R2: 56.05, D: 79.36, volume: 810176.7153380119 Section #11: R1: 56.05, R2: 53.04, D: 79.56, volume: 743814.6650440311 Section #12: R1: 53.04, R2: 49.145, D: 78.9, volume: 647368.3508482667 Section #13: R1: 49.145, R2: 44.11, D: 79.38, volume: 542709.006608595 Section #14: R1: 44.11, R2: 37.7, D: 78.82, volume: 415170.9061622697 Section #15: R1: 37.7, R2: 34.49, D: 37.6, volume: 153999.01683134158 Sections: 16, total volume: 10683771.753964642 Comunque, riguardo al WTC, i pesi di eletronica, motori di propulsione, servocomandi e pompe sommati assieme si e no si aggireranno intorno al kg e occuperanno uno spazio relativamente limitato (ok ho sparato a caso sia sul peso che sul volume occupato), quello che manca per arrivare ai 5.4 Kg / 5.9 Kg dovrà essere allocato alle batterie, alla zavorra fissa e alle casse allagabili ?
  2. @Ocean's One dunque, considerando la forma a banana dello scafo, ho valutato che, in scala 1:48, volendo realizzare il WTC con un tubo (a doppio scafo quindi) ci sarebbe spazio per inserire un cilindro del diametro di 10 cm e lungo 75 cm (circa 5.9 litri). Le casse di zavorra dovranno essere all'interno del WTC (in corrispondenza del rettangolo rosso al centro che rappresenta il WTC che avevo ipotizzato in origine nel post del 17 Gugno) ma potrei crearne anche un paio all'esterno: una a prua e una a poppa, intorno ai TLS. La zavorra fissa andrebbe nella chiglia e sotto i TLS. Potrei aumentare leggermente il volume del WTC fcendolo corrispondere allo scafo resistente del battello reale ma sempre nella porzione centrale lunga 75 cm, per non complicarmi la vita con i TLS parzialmente dentro lo scafo resistente. Nell'immagine il profilo in bianco rappresenta lo scafo resistente: quello a banana è del battello reale, il rettangolo centrale è l'ipotesi di WTC cilindrico. A prua e a poppa si vede anche l'estensione dei TLS (distanziati di 2 cm dal WTC). Sono rappresentati i TLS con possibilità di ricaricare il tubo di lancio con un siluro di riserva (la sola parte del tubo di lancio vero e proprio occupa la metà della lunghezza, lo si può notare nel TLS a poppa). A battello emerso la parte superiore del WTC si troverà sopra la linea di galleggiamento che è posizionata al livello del lato superiore del rettangolo rosso al centro. Dei 7 obiettivi che hai elencato per ora solo di uno sono certo, si tratta del punto "3) il volume interno del WTC non va troppo in sovrapressione quando allaghi le casse?" Le casse di zavorra principali interne alllo scafo resistente NON andranno ad influire sulla pressione interna, saranno di tipo SNORT (eventualmente ci saranno un paio di piccole trim tank a proravia e a poppavia di tipo a pistone), quelle esterne, intorno ai TLS, sarebbero più degli ibridi "trim tank / casse di rapida" e l'idea è di farle del tipo in pressione, con pompe peristaltiche per la regolazione fine e valvole per l'emersione rapida. Sì, dovrebbero essere più o meno 15 cm di lunghezza fuori tutto e 3 cm di diametro.
  3. Prendendo atto della questione pesi sollevata da @Ocean's One ho ripensato(*) il sistema dei TLS secondo lo schema seguente: Volendo i comandi di ricarica dei tubi di lancio e di lancio dei siluri potrebbe essere attivato direttamente dai servi che controllano il portello esterno e le valvole di ciascun siluro ma ho preferito usare un servo dedicato per maggiore flessibilità. Di questo sistema ce ne sarà uno a prora e uno a poppa, pari a 10 servo comandi e 4 pompe a idrogetto (delle semplici eliche). Al posto delle valvole a galleggiande potrebbero andare bene anche una membrana (tessuto) semi impermeabile (che faccia passare facilmente l'aria ma opponga un po' di resistenza al passaggio dell'acqua) in modo che il flusso d'acqua generato dagli idrogetti venga convogliato il più possibile nei punti indicati dalle frecce (gialle per il flusso d'acqua per il ricarico del tubo di lancio e bianche per il flusso d'acqua per il lancio del siluro). I TLS saranno posizionati all'interno di aree a libera circolazione di acqua e le zone con sfondo azzurro saranno delle ulteriori sotto compartimentazioni, sempre a più o meno libera circolazione dell'acqua,. Le valvole a slitta saranno degli spezzoni di tubo di ottone appena più larghi (13mm OD, 12mm ID) dei tubi di lancio (12 mm OD). In assenza di segnale PPM i servo si posizioneranno a metà corsa (90°) posizionando i portelli esterni in posizione semi aperta (45°) in questo modo sarà agevole aprirli a mano per inserire i siluri all'interno dei tubi. (*) in realtà ho preso spunto - copiato spudoratamente - dal sistema di lancio del classe Los Angeles e da alcuni patent trovati in rete... (shhhhh, non ditelo a nessuno)
  4. Tutto il sistema meccanico dei TLS sarà fuori dal WTC; come aspetto generale nel WTC metterò solo l'elettronica di controllo. Tengo sempre ben presente il problema acqua sia dal punto di vista della corrosione che da quello elettrico (ho già messo in conto di dover provvedere ad una accurata "gestione" del batello in dry dock al anche e soprattutto al termine di ogni sessione di navigazione - preparerò una checklist go-no-go). Per quanto riguarda il materiale dei rinvii da chitarra (nelle specifiche è indicato "Materiale: lega metallica"), la calamita si attacca: al supporto, alla vite senza fine e anche al pignone, beh, sì sono ferraglia. Il potenziometro lo si può vincolare al cardine del portello e lo si può rendere stagno con un o-ring e un po' di silicone, i microswitch sono più voluminosi e sono un incubo da rendere stagni, inoltre me ne servirebbero 3: portello aperto + potrello chiuso + potrello appena aperto (posizione di caricamento siluro di riserva, questo inoltre richiede un partitore resistivo o un trimmer). Cosa usare come sensore di posizione del portello lo valuterò meglio quando avrò tra le mani un prototipo della meccanica. Riguardo a peso e volumi questi è l'elenco dei materiali e ingombri: #1 pompa acqua a immersione a due uscite + raccordi vari (il tutto da posizionare fuori del WTC) - per ciascun TLS con possibilità di ricarica del siluro (lunghezza totale poco meno di 40 cm): #2 tubi di ottone lunghi circa 15 cm, diametro esterno 12 mm diametro interno 11.1 mm #2 raccordi in rame a T diametro 12mm #2 valvole di non ritorno #2 spezzoni di tubo in rame di un paio di cm, diametro 4-6 mm #2 tuberia varia in plastica (del tipo usato in ambito medico per le flebo) #1 meccanica per il portello (peso circa 10 gr) #1 tappo coprivite ottone diametro 14 mm + sistemi per fisssaggio (portello esterno) #1 guarnizione diametro 14 mm da fissare all'interno del tappo coprivite (da valutare se necessaria) #1 motore+riduttore (peso circa 25 gr) #1 scheda di controllo servocomando (quella più piccola e leggera che trovo) #1 tubo ottone lungo circa 38 cm diametro 3mm (asse di trasmissione tra riduttore e meccanica portello) q.b. materiale (o-ring, silicone, grasso, "scatolame") per rendere stagno il motore, scheda di controllo servo comando, la riduzione e la meccanica portello q.b. stagno per saldare i tubi di ottone, di rame e le giunzioni a T - per ciascun TLS senza possibilità di ricarica del siluro (lunghezza totale poco meno di 20 cm): #1 tubi di ottone lunghi circa 15 cm, diametro esterno 12 mm diametro interno 11.1 mm #1 raccordo in rame a T diametro 12mm #1 valvola di non ritorno #1 spezzone di tubo in rame di un paio di cm, diametro 4-6 mm #1 tuberia varia in plastica (del tipo usato in ambito medico per le flebo) #1 meccanica per il portello (peso circa 10 gr) #1 coprivite ottone diametro 14 mm + sistemi per fisssaggio (portello esterno) #1 guarnizione diametro 14 mm da fissare all'interno del tappo coprivite (da valutare se necessaria) #1 motore+riduttore (peso circa 25 gr) #1 scheda di controllo servocomando (quella più piccola e leggera che trovo) #1 tubo ottone lungo circa 18 cm diametro 3mm (asse di trasmissione tra riduttore e meccanica portello) q.b. materiale (o-ring, silicone, grasso, "scatolame") per rendere stagno il motore, scheda di controllo servo comando, la riduzione e la meccanica portello q.b. stagno per saldare i tubi di ottone, di rame e le giunzioni a T Sicuro avrò dimenticato qualcosa... tipo il peso dei siluri...
  5. @Ocean's One grazie per i tuoi consigli e suggerimenti. Le eliche le realizzerò seguendo le tue preziose indicazioni. Per quanto riguarda la meccanica per il movimento del portello esterno userò questi due aggeggi: 1) Si tratta della meccanica per regolare il tensionamento (accordatura) delle corde della chitarra Questa mattina mi sono arrivati i pezzi che ho aquistato on line ed ho potuto constatare che per ruotare di 90° il perno vincolato al pignone occorre far compiere 4 giri completi alla manopola della vite senza fine. 2) motore con riduzione, per azionare la vite senza fine dell'aggeggio #1: E' possibile acquistare il motorino scegliendo tra le seguenti combinazioni di riduzione: - 3V : 5, 15, 30, 60, 100, 150, 200 - 6V : 10, 15, 30, 50, 100, 150, 200, 300, 400, 500 - 12V: 20, 30, 60, 100, 400, 600, 1000 Pensavo di usare la configurazione 6V @ 30 RPM, in questo modo il portello verrebbe ruotato di 90° in un tempo (dipendente dalla tensione di alimentazione del motore) di circa 8-10 secondi. Oppure la configurazione 6V @ 50 RPM per quasi dimezzare i tempi. Oppure scegliere una configurazione di 15 o 10 RPM per raddoppiarli o triplicarli. Chissà quanto impiegavano ad aprire i portelli esterni manovrandoli a mano ? Per controllare il meccanismo l'idea è quella di sostituire il motorino+ingranaggi di un normale servocomando (4.8V-6V) con questo motore+riduzione e vincolare il potenziomentro del servo al pignone/perno del portello.
  6. In questi giorni ho pensato a come realizzare il sistema di lancio dei siluri, ecco una bozza dell'idea che mi è venuta in mente: Il portello esterno e i siluri sono parte attiva del sistema, i siluri si comportano come i pistoni delle siringhe e il portello come valvola controllabile dal servocomando. La pompa è del tipo che viene usato per il liquido lavavetri delle auto.
  7. Un piccolo aggiornamento. Oggi pomeriggio sono arrivati i tubi di ottone 12 mm / 11.1 mm (diametri esterno / interno) che userò per realizzare il sistema di caricamento e lancio dei siluri. Ho provato ad inserire uno spezzone di tubo di alluminio da 11 mm che funge da corpo del siluro, beh ci sta al filo... forse fin troppo preciso... però scorre... però... Questo pone ulteriori questioni da valutare, innanzitutto il materiale che dovrò usare per realizzare il corpo dei siluri non dovrà mai subire variazioni di volume (anche riducendone il diametro esterno a 10mm + strato di verniciatura) ...
  8. @Ocean's One innanzitutto ti ringrazio per le tue spiegazioni e consigli tecnici che sono semppre ben accetti. Non implementerò le eliche controrotanti, solo una delle due sarà vincolata all'albero motore, quella più a poppa, l'altra invece la fisserò al corpo del siluro. Le monterò entrambe per questioni innanzitutto estetiche di riproduzione in scala del G7e e, in secondo luogo, per sfruttare in qualche modo a mio favore l'effetto idroinamico dell'elica fissa in modo di fornire stabiità alla corsa del siluro. Per chiarire meglio la questione e per rispondere a @Von Faust, in realtà il mio requisito é fare in modo che il siluro fili via con una traiettoria il più lineare possibile e ora come ora ho i seguenti componenti che entrano in gioco nella questione: - motorino con una certa coppia ignota - piani di coda in asse con il corpo del siluro e di una forma e superficie note - elica di propulsione solidale all'asse del motore - elica fissa (solidale al corpo del siluro) Ora mi sembra che l'unica variabile in gioco sia l'elica fissa, per ottenere una corsa / triettoria il più possibile stabile: - le sue pale devono essere concordi o discordi a quelle dell'elica di propulsione ? - mi conviene fissarla sfasata di 45° rispetto ai piani di coda o in asse con essi ?
  9. Ok, metto da parte l'idea del contrappeso e passo all'esatto opposto, ovvero l'auto avvitamento del siluro... Per incentivarne la rotazione potrei sfruttare il fatto che nella realtà è un doppia elica controrotante ma nel modello in scala potrei fissare immobile la prima l'elica al corpo del siluro e quella alla poppa estrema all'asse del motore, in modo che solo quest'ultima fornisca la propulsione mentre la prima "dovrebbe" far auto ruotare il corpo del siluro (eventualmente piegando opportunamente le estremità dei piani di controllo verticali e orizzontali). Corretto ? Ecco un mockup dell'idea: Ho disegnato le eliche in modo grezzissimo e un bel po' più grandi e massicce (10 mm di diametro, con le pale spesse 0.5 mm e larghe 3mm) di quello che dovrebbero essere in scala... Penso sarà un bel problema realizzarle di così piccole... Ho qualche domanda: - Per ottenere l'autorotazione del siluro, le pale delle eliche devono essere orientate in modo discorde (come le ho disegnte) oppure devono essere due eliche identiche ? - Il fatto che i piani di controllo siano perfettamente in asse con il corpo del siluro potrebbe annullare totalmente l'effetto dell'elica fissa e quindi bloccare l'autorotazione ? - Se invece fissassi entrambe le eliche, identiche tra loro (sfasate di 45° ?) all'asse del motore il corpo del siluro andrebbe lo stesso in autorotazione ?
  10. Ho iniziato ad abbozzare il modello 3D del siluro (tipo tedesco G7e), giusto per avere un'idea di quanto spazio occupa il motorino elettrico. Il tubo in alluminio che verrà usato per il corpo dei siluri ha un diametro di esterno di 11 mm che, in scala, rispetto ad un tubo di 10mm, approssima meglio le dimensioni reali: in 1:48 equivale a 528mm mentre in 1:50 equvale a 550mm (rispetto a 480mm e 500mm del tubo da 10mm). Per valutare le proporzione del motore, nel modello 3D ho usato la scala 1:48:
  11. Il diametro esterno sarà di 11mm, 10mm quello interno, hem, non ho pesato i componenti elettronici, nei miei test ho usato componenti discreti standard però si potranno eventualmente usare componenti SMD fatta eccezione per il supercap, il motore, la bobina con nucleo in ferrite, il relè reed e lo switch inerziale. Il supercap è voluminoso ma estremamente leggero. Sacrificando un po' di funzionalità (carica wireless e spegnimento automatico del motore al primo urto) si può semplificare l'elettronica ai soli motorino, relè reed (del tipo normalmente chiuso, che verrà tenuto aperto da un magnete nel TLS) e supercap. Il motorino è di quelli usati per l'attuatore aptico degli smartphone (la vibrazione), diametro 4mm lunghezza 12mm, sviluppano una velocità di 6300RPM a 3.7V, io li alimenterò al massimo a 2.7V. L'elica dovrà essere di 9mm di diametro e non so proprio come realizzarla. Sarebbe bello se fosse doppia controrotante... ho anche trovato 5 microscopici ingranaggi conici in nylon che opportunamente disposti implementerebbero la controrotazione ma ci vorrebbe un orologiaio per costruire il meccanismo... Inoltre occorrerà reallizzare delle copie in resina di quegli ingranaggini e dell'assemblaggio della gearbox... non fa per me. Altra difficoltà insormontabile per me sarà quella di realizzare i piani di coda leggermente angolati per controbilanciare la torsione dovuta alla singola elica... la butto lì, ma, una zavorra (che so, un tondino di metallo un po' pesante) sul fondo del siluro, non va bene per evitare che ruoti su se stesso ? P.S. Nel frattempo ho trovato i dati dei test fatti a suo tempo: Per simulare l'elica ho applicato al motorino un distanziatore di piastrelle a croce in PVC delle seguenti dimensioni: lunghezza bracci della croce 20 mm, sezione dei bracci 2mm x 2mm, inoltre il motorino è stato fatto girare in aria NON in acqua. Ho provato più supercap (1Farad, 2F, 3F e 6F, tutti da 2.7V) ed ho cronometrato dopo quanto tempo il motorino avrebbe smesso di girare. Ecco i passi che ho eseguito: - inserimento, nel circuito, del condensatore da testare - inserimento alimentazione per carica del condensatore - dopo 5 secondi -> rimozione alimentazione per carica del condensatore - dopo altri 5 secondi -> attivazione comando di accensione del motore Risultati: 1F --> 60 secondi (+/- 1 secondo) 2F --> 2 minuti 3F --> 3 minuti 6F --> 6 minuti P.P.S. non so se e quando riuscirò a realizzare fisicamente questi progetti ma se qualcuno li usasse per i propri modelli sarei ugualmente contento!
  12. @Ocean's One hai fatto benissimo a mettermi in guardia ora, in questa fase di sgrossatura preliminare del progetto, ti ringrazio e sicuramente ti chiederò supporto, grazie anche per aver inserito il link al thread sul bilanciamento . Nel frattempo, per agganciarmi un po' alla questione della lunghezza del WTC devo fare una piccola divagazione relativa al sistema di lancio dei siluri riguardo al quale nelle immagini precedenti è visibile solo la parte dei tubi di lancio veri e propri, manca ancora quella delle "slitte" per le armi di riserva e i meccanismi per il loro caricamento all'interno dei TLS. Slitte, e meccanismi di caricamento si protenderanno dai TLS per una lunghezza leggermente superiore a quella dei TLS stessi. Per non complicarmi la vita più di quanto già stia facendo, tutta questa roba sarà in una zona a librera circolazione dell'aqua e questo farà sì che il WTC non potrà estendersi più di tanto. Avevo comunque pensato di "avvolgere" i soli TLS con delle casse di zavorra allagabili ma non a libera cirolazione dell'acuqa, alle estremità di prua e di poppa. Ora faccio una piccola anticipazione relativa ad un dettaglio tecnico dei siluri: saranno elettrici e alimentati da un supercondensatore. L'idea è di caricare il supercap in modalità wireless dal battello stesso quando il siluro sarà stato inserito nel tubo di lancio. Allego l'immagine dello schema elettrico (per gli interessati, il progetto, realizzato con KiCAD 6.99.0 è su github: G7e) La parte circuitale nel riquadro trateggiato "Super cap wirless charger circuit" non l'ho ancora testata. Ho invece testato il resto del circuito, sostituendo alla circuito di carica un piccolo alimentatore in corrente continua a 3V. Di seguito una descrizione del circuito un po' dettagliata (so già che gli elettronici presenti ne forum mi linceranno...): C4 è il supercondensatore che funge da batteria. In pratica, quando all'ingresso del transistor Q1 c'è una tensione questo cortocircuita il condensatore C3 e tiene basso l'ingresso del transistor Q2 che si comporta come un circuito aperto scollegando di conseguenza il motore dall'alimentazione. La tensione presente sull'ingresso di Q1 viene anche indirizzata al supercondensatore C4 tramite il diodo D3 che la abbassa a poco meno di 2.7V (i spercondensatori non tollerano tensioni superiori a quelle nominali per i quali sono stati progettati), caricandolo. Dopo poche decine di secondi C4 è sufficientemente carico, nei miei test quindi scollegavo l'alimentazione e non avendo più una tensione al suo ingresso dato che il diodo D3 impedisce che la carica presente in C4 ritorni indietro, Q1 si "apre", se sia SW1 che SW2 rimangono aperti il motore rimane scollegato dall'alimentazione. Basta chiudere per un istante SW2 (nei miei test era un semplice microswitch a pulsante) affinchè C3 si carichi un po' da C4 portando ad un livello alto l'ingresso di Q2 che a sua volta si "chiude" portando a massa un contatto del motore, il quale, collegato tramite l'altro contatto al positivo di C4, si mette in moto. Se non si chiude SW1 il motore continuerà a girare fintanto che: - rimane una sufficiente carica in C3 (il quale si scarica mooooolto lentamente perchè sia la resistenza di ingresso, gate, di Q2 che quella di uscita, source-drain, di Q1 sono mooooolto elevate) - rimane una sufficiente carica in C4 (questo si scarica abbastanza in fretta attraverso il motore) Con C4 della capacità di 1 Farad, un motore di tipo coreless da 4 mm di diametro può girare fino a circa minuto. Nell'istante in cui si chiude SW1, C3 viene cortocircuitato e scaricato a massa, viene posto a massa anche l'ingresso di Q2 il quale a sua volta si apre scollegando il motore dall'alimentazione e facendolo fermare. Nel siluro, SW2 potrebbe esere un contatto Reed di tipo normalmente aperto, che verrà brevemente chiuso quando il siluro, a causa dell'espulsione dal tubo di lancio, passerà vicino ad un magnete posizionato nei pressi del portello esterno del TLS. SW1 invece sarà uno switch posto nella prua del siluro o un contatto inerziale (tipo una sferetta di acciaio) che si attiverà quando il siluro impatterà contro un qualsiasi ostacolo.
  13. Quel cilindro sarà il WTC che conterrà l'elettronica di comando, contollo e comunicazioni, è posizionata e dimensionata esattamente come la camera di manovra del Da Vinci. Intorno ad essa, esattamente come nel battello reale, ci saranno le casse di zavorra principali, la cassa di emersione e la cassa della rapida. Per quanto riguarda le batterie, gli attuatori e i sensori la mia idea è di impermeabilizzarli e posizionarli all'esterno del WTC nelle zone più opportune, approssimativamente dove erano nel battello reale, solo che nel modello saranno a contatto diretto con l'acqua anzichè all'asciutto dentro lo scafo resistente.
  14. L'idea è quella, o meglio, il desiderio. Intanto, un po' alla volta, procedo con la modellazione su CAD delle caratteristiche costruttive / meccaniche dei due battelli. E, man mano che avrò materiale, pubblicherò con licenza open source anche la documentazione relativa alla parte elettronica. Per quanto riguarda i file CAD che sono tratti dai disegni (copie degli originali dei C.R.D.A.) che ho acquistato dall'Associazione Navimodellisti Bolognesi, mi piacerebbe che qualcuno alla base, esperto in questioni di diritti d'autore, mi dicesse se potrò pubblicare anche loro con licenza open source.
  15. Sì, esatto, il Da Vinci, con le modifiche fatte a fine '42 nei test di trasporto, rilascio e recupero del CA2.
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