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BUFFOLUTO

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  1. INDICE Pagina 1 Post. 1 Indice Bibliografia Post. 2 La Marina Militare Italiana dal 1951 al 1960 Unità in servizio nel decennio 1951-1960 superstiti della seconda guerra mondiale Post. 3 Elenco delle unità in servizio nel decennio 1951-1960 superstiti della seconda guerra mondiale (5 tabelle) Post. 4 Immagini delle unità in servizio nel decennio 1951-1960 superstiti della seconda guerra mondiale (6 foto) Post. 5 Immagini delle unità in servizio nel decennio 1951-1960 superstiti della seconda guerra mondiale (6 foto) Post. 6 Immagini delle unità in servizio nel decennio 1951-1960 superstiti della seconda guerra mondiale (6 foto) Post. 7 Immagini delle unità in servizio nel decennio 1951-1960 superstiti della seconda guerra mondiale (6 foto) Post. 8 Immagini delle unità in servizio nel decennio 1951-1960 superstiti della seconda guerra mondiale (6 foto) Post. 9 Immagini delle unità in servizio nel decennio 1951-1960 superstiti della seconda guerra mondiale (6 foto) Post. 10 Immagini delle unità in servizio nel decennio 1951-1960 superstiti della seconda guerra mondiale (6 foto) Post. 11 Unità della seconda guerra mondiale entrate in servizio nel decennio 1951-1955 Elenco delle unità della seconda guerra mondiale entrate in servizio nel decennio 1951-1955 (1 tabella) Immagini delle unità della seconda guerra mondiale entrate in servizio nel decennio 1951-1955 (6 foto) Post. 12 Unità entrate in servizio per acquisizioni varie nel periodo 1945-1960 Elenco delle unità entrate in servizio per acquisizioni varie nel periodo 1945-1960 (3 tabelle) Post. 13 (Francesco De Domenico) ADDENDA 1 - Navi ex britanniche (ALABARDA, STAFFETTA), motosiluranti, cisterne per acqua. Post. 14 (Francesco De Domenico) ADDENDA 2 - STEROPE, trawlers ex Royal Navy, motodragamine classe ANEMONE, motosiluranti CRDA e Schnellboot MS 485. Post. 15 (Francesco De Domenico) ADDENDA 3 - Motozattere ex tedesche. Post. 16 (Francesco De Domenico) ADDENDA 4 - Le navi ex tedesche della 1a g.m. e del primo dopoguerra. Post. 17 (Francesco De Domenico) ADDENDA 5 - La nave idrografica STAFFETTA, le navi ANTILOPE, DAINO e GAZZELLA. Post. 18 (Francesco De Domenico) ADDENDA 6 - VAS 497 (1954) ex VAS 726 (1949) ex tedesca RA 266 (1944) ex VAS 241 (1943) Post. 19 (Francesco De Domenico) ADDENDA 7 - CICLOPE, NEREO, TITANO erano US Maritime Commission tipo V3-S-AH2. Post. 20 Immagini delle unità entrate in servizio per acquisizioni varie nel periodo 1945-1960 (13 foto) Pagina 2 http://www.betasom.it/forum/index.php?show...34223&st=20 Post. 21 Immagini delle unità entrate in servizio per acquisizioni varie nel periodo 1945-1960 (5 foto) Post. 22 Immagini delle unità entrate in servizio per acquisizioni varie nel periodo 1945-1960 (7 foto) Post. 23 Immagini delle unità entrate in servizio per acquisizioni varie nel periodo 1945-1960 (3 foto) Post. 24 Immagini delle unità entrate in servizio per acquisizioni varie nel periodo 1945-1960 (5 foto) Post. 25 Immagini delle unità entrate in servizio per acquisizioni varie nel periodo 1945-1960 (9 foto) Post. 26 Immagini delle unità entrate in servizio per acquisizioni varie nel periodo 1945-1960 (8 foto) Post. 27 Unita’ entrate in servizio nel decennio 1951-1960 cedute dall’U.S.Navy Elenco delle unità entrate in servizio nel decennio 1951-1960 cedute dall’U.S.Navy (1 tabella) Post. 28 Immagini delle unità entrate in servizio nel decennio 1951-1960 cedute dall’U.S.Navy (8 foto) Post. 29 Immagini delle unità entrate in servizio nel decennio 1951-1960 cedute dall’U.S.Navy (8 foto) Post. 30 Immagini delle unità entrate in servizio nel decennio 1951-1960 cedute dall’U.S.Navy (7 foto) Post. 31 Immagini delle unità entrate in servizio nel decennio 1951-1960 cedute dall’U.S.Navy (7 foto) Post. 32 Unita’ di costruzione nazionale entrate in servizio nel decennio 1951-1960 Elenco delle unita’ di costruzione nazionale entrate in servizio nel decennio 1951-1960 (2 tabelle) La cantieristica militare navale nel decennio 1951-1960 (1 tabella) Post. 33 Immagini delle unita’ di costruzione nazionale entrate in servizio nel decennio 1951-1960 (4 foto) Post. 34 Immagini delle unita’ di costruzione nazionale entrate in servizio nel decennio 1951-1960 (4 foto) Post. 35 Immagini delle unita’ di costruzione nazionale entrate in servizio nel decennio 1951-1960 (4 foto) Post. 36 Immagini delle unita’ di costruzione nazionale entrate in servizio nel decennio 1951-1960 (4 foto) Post. 37 Immagini delle unita’ di costruzione nazionale entrate in servizio nel decennio 1951-1960 (4 foto) Post. 38 Immagini delle unita’ di costruzione nazionale entrate in servizio nel decennio 1951-1960 (4 foto) Post. 39 Immagini delle unita’ di costruzione nazionale entrate in servizio nel decennio 1951-1960 (3 foto) Post. 40 Immagini delle unita’ di costruzione nazionale entrate in servizio nel decennio 1951-1960 (3 foto) Pagina 3 http://www.betasom.it/forum/index.php?show...34223&st=40 Post. 41 Aviazione per la Marina Aviazione della Marina Schede tecniche aerei Schede tecniche elicotteri Post. 42 L'aviazione per la marina dal 1951 al 1960 (4 foto) Post. 43 L'aviazione per la marina dal 1951 al 1960 (4 foto) Post. 44 L'aviazione per la marina dal 1951 al 1960 (4 foto) Post. 45 L'aviazione per la marina dal 1951 al 1960 (4 foto) Post. 46 L'aviazione per la marina dal 1951 al 1960 (3 foto) Post. 47 Le armi navali nel decennio 1951-1960 Elenco delle artiglierie nel decennio 1951-1960 Post. 48 Immagini delle armi navali nel decennio 1951-1960 (4 foto) Post. 49 Immagini delle armi navali nel decennio 1951-1960 (3 foto) Post. 50 Immagini delle armi navali nel decennio 1951-1960 (3 foto) Post. 51 Immagini delle armi navali nel decennio 1951-1960 (3 foto) Post. 52 Elettronica di bordo decennio 1951-1960 Post. 53 Immagini elettronica di bordo decennio 1951-1960 (4 foto) Post. 54 Immagini elettronica di bordo decennio 1951-1960 (4 foto) Post. 55 Elenco alfabetico unità in servizio nel decennio 1951-1960 (10 tabelle) Post. 56 Considerazioni finali sul decennio 1951-1960 Grafico del dislocamento della flotta nel decennio 1951-1960 suddiviso nei relativi gruppi Post. 57 Immagini fuori testo (4 foto) Post. 58 Immagini fuori testo (3 foto) Post. 59 Immagini fuori testo (3 foto) Post. 60 Immagini fuori testo (3 foto) Bibliografia Innanzi tutto porgo a Francesco De Domenico un ringraziamento di gratitudine per le informazioni, delle quali mi ha gentilmente concesso la pubblicazione, riguardanti M.T.C., M.O.C., M.T.F. e i rimorchiatori di provenienza U.S.A.: argomento poco conosciuto che egli stesso ha saputo approfondire con certosina pazienza e con dovizia di particolari interessanti. LA MARINA ITALIANA Quarant'anni in 250 immagini (1946-1987) Erminio Bagnasco Supplemento alla Rivista Marittima N. 6 - Giugno 1988 ALMANACCO STORICO DELLE NAVI MILITARI ITALIANE 1861-1995 Giorgio Giorgerini e Augusto Nani Ufficio Storico della Marina Militare - Roma 1996 UNITA' VELOCI COSTIERE ITALIANE Erminio Bagnasco Ufficio Storico della Marina Militare - Roma 1998 LA MARINA MILITARE ITALIANA Erminio Bagnasco, Giorgio Giorgerini, Augusto Nani Supplemento della Rivista LE VIE DEL MARE n° 12 - Dicembre 1958 DAL TRATTATO DI PACE ALLA LEGGE NAVALE Lo sviluppo della Marina Militare dal 1945 al 1975 Michele Cosentino Supplemento alla Rivista Marittima N. 4 - Aprile 1996 DALLA LEGGE NAVALE AL TERZO MILLENNIO La Marina Militare dal 1975 al 2000 Michele Cosentino Supplemento alla Rivista Marittima N. 10 - Ottobre 2000 I SOMMERGIBILI DI MONFALCONE Alessandro Turrini Supplemento alla Rivista Marittima N. 11 - Novembre 1998 ESPLORATORI FREGATE CORVETTE ED AVVISI ITALIANI 1861-1968 Franco Bargoni e Franco Gay Ufficio Storico della Marina Militare - Roma 1969 LE TORPEDINIERE ITALIANE 1881-1964 Ufficio Storico della Marina Militare 2^ Edizione 1974 ORIZZONTE MARE incrociatori leggeri classe "Condottieri" gruppo "Montecuccoli" Vol. 7/I Elio Andò Edizione dell'Ateneo s.p.a. Roma 1982 ORIZZONTE MARE incrociatori leggeri classe "Condottieri" gruppo "Montecuccoli" Vol. 7/II Elio Andò Edizione dell'Ateneo s.p.a. Roma 1982 Navi italiana della 2^ guerra mondiale - nuova serie incrociatori leggeri classe "Luigi di Savoia duca degli Abruzzi" Vol 8/I Franco Gay Ermanno Albertelli Editore 1993 Navi italiana della 2^ guerra mondiale - nuova serie incrociatori leggeri classe "Luigi di Savoia duca degli Abruzzi" Vol 8/II Franco Gay Ermanno Albertelli Editore 1993 Navi italiana della 2^ guerra mondiale - nuova serie incrociatori leggeri classe "Capitani romani" Vol 9 Elio Andò Ermanno Albertelli Editore 1994 ALMANACCO NAVALE 1964-65 Giorgio Giorgerini e Augusto Nani Rivista Marittima Roma DIMENSIONE CIELO aerei italiani nel dopoguerra vol. 12 Emilio Brotzu e Giancarlo Garello Edizioni dell'Ateneo & Bizzarri - Roma 1978 L'AVIAZIONE DELLA MARINA MILITARE Allegato al Notoziario della Marina N. 5 - Maggio 1996 L'insegnamento e l'opera di Ugo Tiberio Allegato al Notiziario della Marina N. 10 - Ottobre 1998 MARINELETTRO E IL RADIOTELEMETRO ITALIANO Lo sviluppo e l'evoluzione del radar navale (1933-1943) Enrico Cernuschi Supplemento alla Rivista Marittima N. 5 - Maggio 1995 Sito: http://www.marina.difesa.it Sito: http://www.navsource.org/
  2. BUFFOLUTO

    Classe Gazzana (1972)

    Sommergibili classe “Gazzana Priaroggia” Caratteristiche generali della classe "Priaroggia": Tipo: sottomarino SS Dislocamento: - in superficie: 2.085 t Gazzana Priaroggia - 2.043 t Longobardo - in immersione: 2.659 t Gazzana Priaroggia - 2.640 t Longobardo Dimesioni: - Lunghezza f.t.: 97,89 m Gazzana Priaroggia - 97,84 m Longobardo - Larghezza: 8,32 m - Immersione: 4,65 m Apparato motore superficie: 2 eliche, 4 pale - Gazzana Priaroggia; 4 gruppi elettrogeni composti da motori Diesel Fairbanks Morse e dinamo Elliott - Longobardo; 4 gruppi elettrogeni composti da motori Diesel Fairbanks Morse e dinamo Westinghouse - Potenza: tutti 6.400 hp (4.710,4 kW) - Velocità max. in superficie: 16,1 nodi - Velocità max. con lo schnorkel: 8 nodi - Autonomia in superficie: tutti 7.834 miglia a 16,1 nodi ,16.720 miglia a 10 nodi - Autonomia con lo schnorkel: -- Apparato motore immersione: - Gazzana Priaroggia; 2 motori elettrici di propulsione Elliott - Longobardo; 2 motori elettrici di propulsione Westinghouse - tutti; 1 batteria di accumulatori al piombo composta da 504 elementi - Gazzana Priaroggia; potenza, 5.400 cv (3.974,4 kW) - Longobardo; potenza, 5.574 cv (4.102,5 kW) - Velocità max in immersione: tutti 13 nodi - Autonomia in immersione: 22 miglia a 13 nodi, 85 miglia a 3,2 nodi Armamento: - 6 tls AV da 533 mm, 16 siluri da 533 mm - 4 tls AD da 533 mm, 8 siluri da 533 mm Apparecchiature operative: - radar di navigazione e scoperta di superficie - IFF trasponditore per il riconoscimento amico/nemico - ESM sistema per il riconoscimento di emissioni radar nemiche - Sistema idrofonico ed ecogoniometrico Equipaggio: 7 ufficiali, 71 sottufficiali e comuni Profondità di collaudo: 125 m - coefficiente di sicurezza: 1,5 Unità della classe “Gazzana”: Primo Longobardo (1°) – S 501 (ex Pickerel SS 524) Cantiere: Boston Navy Yard, Boston (Massachusetts, Stati Uniti) Impostazione: 08.02.1944, Varo: 15.12.1944, In servizio nell'US Navy: 04.04.1948, In servizio nella M.M.I.: 18.08.1972, Disarmo: --. --. ----,* Radiazione: 01.04.1982 Gianfranco Gazzana Priaroggiai (1°) – S 502 (ex Volador SS 490) Cantiere: Boston Navy Yard, Boston (Massachusetts, Stati Uniti) Impostazione: 15.06.1945, Varo: 21.05.1948, In servizio nell'US Navy: 01.10.1948, In servizio nella M.M.I.: 18.08.1972, Disarmo: --.--.----,* Radiazione: 01.04.1982 Nell'esaminare la consistenza della flotta subacquea nella tabella, all'inizio degli anni ‘70 poteva apparire naturale sperare in un profondo impulso per lo sviluppo dell’arma subacquea italiana, soprattutto grazie ad una serie di costruzioni nazionali, che si erano rivelate di buona qualità e che avrebbero potuto dare alla Marina Militare quell'autonomia necessaria, per poter finalmente abbandonare il mercato estero. I quattro battelli classe “Toti” non erano numericamente sufficienti per assolvere i compiti per cui erano stati progettati e costruiti, per cui si auspicava la realizzazione di una nuova serie di unità, che in sostituzione di quelle ormai obsolete, avrebbero dato all'arma subacquea quella condizione di innovazione e modernità tanto desiderata. Nella realtà le cose non andarono così, perché i nuovi battelli non furono giudicati completamente idonei all'assolvimento dei compiti loro affidati, si preferì così ricorrere allo studio di un nuovo modello di sommergibili con dislocamento e autonomia maggiori e con capacità operative più ampie, che non sarebbe stati pronti prima dell’inizio degli anni ’80. Poiché inoltre sei dei dieci battelli erano inequivocabilmente obsoleti, perché erano scafi realizzati tra il 1943 ed il 1944, si dovette frettolosamente risolvere il problema, ricorrendo ancora una volta all’inesauribile mercato U.S.A., con l’acquisizione prima di due battelli classe “Tench” e poi con due della classe “Tang”. Attività: Allorché furono ceduti alla Marina Militare, i due sommergibili erano abbastanza logorati da una lunghissima attività addestrativa. Il Pickerel, denominato Primo Longobardo, fu consegnato alla Marina italiana a Charleston, il 18 agosto 1972. Ne assunse il comando il capitano di corvetta Bruno Lepori. Partito da New London il 30 settembre 1972, giunse a Taranto il 19 ottobre. Svolse attività addestrativa operando prevalentemente dalla base di Taranto. Il Volador, denominato Gianfranco Gazzana Priaroggia, fu consegnato alla Marina italiana a Charleston il 18 agosto 1972, insieme al Primo Longobardo. Al comando del capitano di corvetta Pierangelo Grazi, partì per l'Italia il 30 settembre dello stesso anno e giunse a Taranto il 19 ottobre. Svolse quindi normale attività addestrativa, operando prevalentemente da Taranto. Il Primo Longobardo e il Gianfranco Gazzana Priaroggia vennero impiegati sotto bandiera italiana per una decina d'anni. I battelli di questa classe (come quelli delle classi "Enrico Tazzoli" ed "Evangelista Torricelli"), al termine dei vari periodi di prestito, furono restituiti alla U S. Navy, che ne dispose la demolizione in Italia. Sommergibili classe “Tench” I sommergibili della classe “Tench” differivano dalle precedenti classi “Gato” e “Balao” solamente per particolari secondari quali: posizione diversa dei doppi fondi e casse di nafta, motori elettrici con accoppiamento diretto all’asse portaelica, la torretta di dimensioni maggiori e l’artiglieria potenziata. Originariamente costituita da 146 battelli, ne furono completati solamente 33, in quanto era evidente che l’esito della guerra evolveva in favore degli alleatati; 29 entrarono in servizio tra il 1944 ed il 1946; quattro di quelli, la cui costruzione era stata sospesa (SS 490 Volador, SS 523 Grampus, SS 524 Pickerel, SS 525 Grenadier), in vista della crisi in Corea, furono completati nel corso del periodo 1948÷1951 direttamente nella versione “Guppy” II, che prevedeva tra l’altro diversi profili per la prora, con disegno arrotondato, e per la falsa torre. All’inizio degli anni ’60 Pickerel e Volador subirono la trasformazione in GUPPY III, la cui variazione più apparente fu la modifica della falsa torre e l’adozione del sistema PUFFS (Passive Underwater Fire-control Feasibility System), che elaborava i dati provenienti da tre sensori (il primo a prora, il secondo a poppavia della falsa torre, il terzo ad estrema poppa), i quali determinavano passivamente, sfruttando l’elettroacustica, la distanza del bersaglio; l’installazione di tre nuovi alberi (due per l’induzione e lo scarico dello Schnorkel e l’altro per l’antenna ESM), l’imbarco di nuovi motori elettrici a basso numero di giri, una maggior presenza di elementi delle batterie, nuove apparecchiature elettroniche ed elettroacustiche, potenziamento dei sistemi di refrigerazione e condizionamento, imposero l’allungamento dello scafo, per cui i battelli vennero tagliati in due tronconi all’altezza del locale di manovra. Pickerel e Volador furono ceduti in temporaneo prestito all’Italia ed il 18 agosto 1972 furono consegnati alla Marina Militare nella base navale di Charleston nel South Carolina; alla fine di agosto 1972 i due battelli partirono per New London per completare l’addestramento e contemporaneamente dalla stessa base partirono per l’Italia il 30 settembre per giungere a Taranto il 18 ottobre; al termine della loro vita operativa in Italia furono restituiti alla U.S.Navy. Caratteristiche tecniche della classe "Tench" all'entrata in servizio Dislocamento: - in superficie: 1.845 t - in immersione: 2.415 t Dimensioni: - Lunghezza: 95,00 m - Larghezza: 8,31 m - Immersione: 4,70 m Apparato motore superficie: 4 gruppi elettrogeni da 1.350 HP ciascuno, 1 gruppo ausiliario da 300 cv - Potenza: 5.400 cv - Velocità max. in superficie: 20,2 nodi - Autonomia in superficie: 11.000 miglia a 10 nodi Apparato motore immersione: 2 motori elettrici di propulsione, 2 batteria di accumulatori al piombo - Potenza: 2.740 cv - Velocità max in immersione: 8,75 nodi - Autonomia in immersione: 100 miglia a 2,0 nodi Armamento: - 6 tls AV da 533 mm, - 2 tls AD da 533 mm, - 28 siluri - 1 cannone 127/25 Equipaggio: 10 ufficiali, 71 sottufficiali e comuni Profondità di collaudo: 125 m Caratteristiche tecniche dopo la trasformazione in GUPPY III Dislocamento: - in superficie: 1.975 t - in immersione: 2.450 t Dimensioni: - Lunghezza: 98,00 m - Larghezza: 8,4 m - Immersione: 5,20 m Apparato motore superficie: 4 gruppi elettrogeni, 2 linee d’asse - Potenza: 6.400 cv - Velocità max. in superficie: 20 nodi - Autonomia in superficie: 14.000 miglia a 10 nodi Apparato motore immersione: 4 motori elettrici di propulsione, 2 batteria di accumulatori al piombo - Potenza: 5.400 cv - Velocità max in immersione: 15 nodi - Autonomia in immersione: --- miglia a -- nodi Armamento: - 6 tls AV da 533 mm, - 2 tls AD da 533 mm, - 24 siluri Equipaggio: 10 ufficiali, 71 sottufficiali e comuni Profondità di collaudo: 125 m ULTERIORI APPROFONDIMENTI A QUESTO http://www.betasom.it/forum/index.php?show...9738&st=120 Fonti consultate: Mario Cecon “L’evoluzione del sommergibile in Italia dal 2° dopoguerra – R.I.D. n° 11 - novembre 1993 Michele Casentino “Dal trattato di pace alla legge navale” Lo sviluppo della Marina Militare dal 1945 al 1975- Supplemento alla RivistaMarittima n° 4 – aprile 1996 Stato Maggiore della Marina – Ufficio Documentazione e Attività Promozionali “Le unità della Marina Militare” ed. 1983 Alessandro Turrini “Almanacco dei sommergibili” tomo III supplemento alla Rivista Marittima n° 2 - febbraio 2003 Michele Cosentino “Sommergibilisti in America” Rivista Marittima marzo 2005 G. Giorgerini e A. Nani “ALMANACCO STORICO DELLE NAVI MILITARI ITALIANE 1861÷1995” U.S.M.M. http://it.wikipedia.org/wiki http://www.navsource.org/archives/08/08247.htm LINK alla cerimonia di cosegna del Piomarta con foto di Gazzana e Longobardo
  3. Sommergibili classe “Livio Piomarta” Caratteristiche generali della classe "Livio Piomarta": Tipo: sottomarino SS Dislocamento: - in superficie: 2.055 t Livio Piomarta - 2.037 t Romeo Romei - in immersione: 2.580 t Livio Piomarta - 2.519 t Romeo Romei Dimensioni: - Lunghezza f.t.: 84,70 m Livio Piomarta - 90,20 m Romeo Romei - Larghezza massima: 8,31 m - Immersione media: 5,23 m Apparato motore superficie: 3 gruppi elettrogeni composti da motori Diesel Fairbanks-Morse e da dinamo General Electric , 2 eliche - Potenza: 4.800 cv (3.532,8 kW) - Velocità max. in superficie: 13 nodi - Velocità max. con lo schnorkel: 12,2 nodi - Autonomia in superficie: 2.314 miglia a 13 nodi - 7.200 miglia a 8,5 nodi - Autonomia con lo schnorkel: -- Apparato motore immersione: 2 motori elettrici di propulsione Elliott (Livio Piomarta) e Westinghouse (Romeo Romei), 1 batteria di accumulatori al piombo composta da 504 elementi - Potenza: 5.600 cv (4.121,6 kW) Livio Piomarta e 5.500 cv (4.048 kW) Romeo Romei - Velocità max in immersione: 10,5 nodi (15,7 nodi in origine nell'U.S. Navy) - Autonomia in immersione: 62,4 miglia a 7,8 nodi - 98 miglia a 2,5 nodi Armamento: - 6 tls AV da 533 mm, -- siluri da 533 mm - 2 tls AD da 533 mm, -- siluri da 533 mm Apparecchiature operative: - radar di navigazione e scoperta di superficie - IFF trasponditore per il riconoscimento amico/nemico - ESM sistema per il riconoscimento di emissioni radar nemiche - Sistema idrofonico ed ecogoniometrico Equipaggio: 7 ufficiali, 71 sottufficiali e comuni Profondità di collaudo: 210 m - coefficiente di sicurezza: 1,5 Unità della classe “Piomarta”: Livio Piomarta – S 515 (ex Trigger SS 564) Cantiere: Electric Boat Company, Groton (Connecticut, USA) Impostazione: 24.02.1949, Varo: 14.06.1951, In servizio nell'US Navy: 31.03.1952, In servizio nella M.M.I.: 10.07.1973, Disarmo: --. --. ----,* Radiazione: 28.02.1968 Romeo Romei (1°) – S 516 (ex Harder SS 568) Cantiere: Electric Boat Company, Groton (Connecticut, USA) Impostazione: 30.06.1950, Varo: 03.12.1951, In servizio nell'US Navy: 19.08.1952, In servizio nella M.M.I.: 22.02.1974, Disarmo: --.--.----,* Radiazione: 31.05.1988 Fonte: "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999 Generalità della classe “Piomarta”: In attesa dell'entrata in servizio della nuova classe "Nazario Sauro", la Marina Militare, per mantenere una disponibilità di battelli sufficiente a soddisfare le aumentate esigenze, dovette richiedere alla U S. Navy altre due unità, da scegliere ormai tra quelle di costruzione postbellica; Furono quindi scelti due sommergibili classe "Tang" e, precisamente, il Trigger (SS 564) e I'Harder (SS 568). I sommergibili di questa classe ebbero una vita operativa particolarmente intensa e travagliata. Essi vennero ripetutamente modificati. Originariamente questi battelli erano lunghi 269 piedi (81,99 m); agli inizi degli anni Sessanta vennero allungati fino a 287 piedi (87,48 m), con l'aggiunta di un troncone cilindrico inserito in posizioni diverse da un battello all'altro; sul Trigger venne ricavato il locale sonar e il locale ausiliari AV, a proravia della camera di manovra, mentre sull'Harder a usufruire dell'allungamento fu il locale motori termici. Questa classe rispecchiava, nelle sue grandi linee, i consueti concetti costruttivi dei sommergibili convenzionali statunitensi, ma con alcune significative modifiche. Era abolita la torretta e gli oculari dei periscopi erano quindi sistemati in camera manovra, dove erano accentrate sia le funzioni operative (sensori e centrale di lancio, sul lato dritto), sia quelle di controllo della piattaforma (lato sinistro) e condotta nave. Con bandiera statunitense i due battelli operarono prevalentemente nell'Oceano Pacifico, con base a San Diego, San Francisco e alcuni porti asiatici. Nel momento in cui vennero consegnati alla Marina Militare le due unità si trovavano nelle seguenti condizioni: la piattaforma, più volte ammodernata, era molto logorata, mentre gli impianti operativi erano moderni ed efficienti. Il Trigger (SS 564) prese il nome di Livio Piomarta (S 515) e I'Harder (SS 568) prese il nome di Romeo Romei (S 516). Anche in questa circostanza furono onorati due valorosi comandanti di sommergibili italiani caduti durante la seconda guerra mondiale. Sommergibili classe “Tang” Fonte: www.navsource.org La classe ”Tang” era composta da sei battelli, che furono realizzati nel dopoguerra, avendo come riferimento i sommergibili germanici classe “XXI”, alcuni dei quali erano stati catturati e trasferiti negli Stati Uniti. Furono dotati di caratteristiche molto spinte; la velocità massima in immersione, grazie alla forma dello scafo e due Motori Elettrici molto potenti, era di 18,3 nodi, superiore di quella in emersione, ragione per cui furono concepiti come sottomarini; i primi quattro battelli (SS 563 Tang, SS 564 Trigger, SS 565 Wahoo, SS 566 Trout) furono equipaggiati con quattro motori stellari di nuova concezione con asse verticale classificati “pancake”, che non dettero buoni risultati e furono sostituiti con tre Motori Diesel a cilindri contrapposti di dimensioni maggiori, per cui fu necessario l’ allungamento dello scafo di 9 piedi (2,7 m) (per l’ SS 567 Gudgeon e l’ SS 568 Harder l’ allungamento dello scafo fu effettuato in fase di costruzione); erano stati inoltre progettati per poter imbarcare motori diesel a circuito chiuso in immersione e addirittura per poter ospitare un impianto nucleare in maniera da imprimere al battello una velocità in immersione di 25 nodi. Tang, Wahoo, Gudgeon e Harder furono sottoposti a ulteriori lavori di allungamento dello scafo di 18 piedi (5,49 m) per permettere l'installazione di un nuovo tipo di sonar passivo, che determinò una lunghezza di questi battelli di 296 piedi (90,24 m). Un’ altra innovazione di queste unità era l’assenza della torretta, perché le funzioni di comando e controllo avvenivano in camera manovra. Erano dotati del sistema PUFFS (Passive Underwater Fire-control Feasibility System), che elaborava i dati provenienti da tre sensori (“FWD Dome”, “MIDSHIP Dome”, “AFT Dome”), i quali determinavano passivamente, sfruttando l’elettroacustica, la distanza del bersaglio. I battelli di questa classe furono continuamente afflitti da molti problemi, che richiesero molti interventi prima di poter raggiungere la completa efficienza. L’ Harder il 22 ottobre 1963 entrò nel cantiere navale di Charleston per un periodo di ammodernamento durante il quale lo scafo fu allungato di 18 piedi (5,49 m), la struttura fu ridisegnata, fu dotata di nuovi motori e furono migliorate le apparecchiature elettriche ed elettroniche; i lavori furono completati nel 1967. Caratteristiche generali della classe "Tang" (nella versione originale) Dislocamento: - in superficie: 1.821 t - in immersione: 2.260 t Dimensioni: - Lunghezza: 82,00 m - Larghezza: 8,3 m - Immersione: 5,20 m Apparato motore superficie: 4 gruppi elettrogeni “pancake” da 1.1000 HP ciascuno, in seguito sostituiti con 3 gruppi elettrogeni Fairbanks-Morse 38-D8-1/8-10 - Potenza: 4.400 cv - Velocità max. in superficie: 15,5 nodi - Autonomia in superficie: 11.500 miglia a 10 nodi Apparato motore immersione: 2 motori elettrici di propulsione Generai Electric, 2 batteria di accumulatori al piombo - Potenza: 4.600 cv - Velocità max in immersione: 18,3 nodi - Autonomia in immersione: 130 miglia a 3,0 nodi Armamento: - 6 tls AV da 533 mm, - 2 tls AD da 533 mm, - 22 siluri Equipaggio: 8 ufficiali, 75 sottufficiali e comuni Profondità di collaudo: 210 m Fonti consultate: Mario Cecon “L’evoluzione del sommergibile in Italia dal 2° dopoguerra – R.I.D. n° 11 - novembre 1993 Michele Casentino “Dal trattato di pace alla legge navale” Lo sviluppo della Marina Militare dal 1945 al 1975- Supplemento alla RivistaMarittima n° 4 – aprile 1996 Stato Maggiore della Marina – Ufficio Documentazione e Attività Promozionali “Le unità della Marina Militare” ed. 1983 Alessandro Turrini “Almanacco dei sommergibili” tomo III supplemento alla Rivista Marittima n° 2 - febbraio 2003 Michele Cosentino “Sommergibilisti in America” Rivista Marittima marzo 2005 G. Giorgerini e A. Nani “ALMANACCO STORICO DELLE NAVI MILITARI ITALIANE 1861÷1995” U.S.M.M. http://it.wikipedia.org/wiki http://www.navsource.org/archives/08/08247.htm LINK articolo cerimonia di consegna del Piomarta
  4. Sommergibili classe "Evangelista Torricelli" Caratteristiche generali della classe "Torricelli": Tipo: sottomarino SS Dislocamento: - in superficie: 1.846 t - in immersione: 2.466 t Dimensioni: - Lunghezza: 95,20 m - Larghezza: 8,33 m - Immersione: 4,65 m Apparato motore superficie: 4 gruppi elettrogeni composti da motori Diesel General Motors e dinamo General Electric , 2 eliche a 4 pale - Potenza: 3200 cv (2.355,2 kW) - Velocità max. in superficie: 18 nodi - Velocità max. con lo schnorkel: -- nodi - Autonomia in superficie: 6.885 miglia a 17,3 nodi - 15.055 miglia a 10,2 nodi - Autonomia con lo schnorkel: -- Apparato motore immersione: 4 motori elettrici di propulsione Generai Electric, 1 batteria di accumulatori al piombo - Potenza: 2.750 cv (2.024 kW) - Velocità max in immersione: 10 nodi - Autonomia in immersione: 25,5 miglia a 8,5 nodi - 81 miglia a 4,5 nodi Armamento: - 6 tls AV da 533 mm, 16 siluri da 533 mm (Mk 14 o Mk 23) - 4 tls AD da 533 mm, 8 siluri da 533 mm (Mk 14 o Mk 23) Apparecchiature operative: - radar di navigazione e scoperta di superficie - IFF trasponditore per il riconoscimento amico/nemico - ESM sistema per il riconoscimento di emissioni radar nemiche - Sistema idrofonico ed ecogoniometrico Equipaggio: 7 ufficiali, 71 sottufficiali e comuni Profondità di collaudo: 125 m - coefficiente di sicurezza: 1,5 Unità della classe “Torricelli”: Evangelista Torricelli – S 512 (ex Lizardfish SS 373) Cantiere: Manitowoc Shipbuilding Company, Manitowoc (Winsconsin, USA) Impostazione: 14.03.1944, Varo: 16.07.1944, In servizio nell'US Navy: 30.12.1944, In servizio nella M.M.I.: 09.01.1960, Disarmo: --. --. ----,* Radiazione: 30.09.1976 Alfredo Cappellini (2°) – S 507 (ex Capitaine SS 336) Cantiere: Electric Boat Company, Groton (Connecticut, USA) Impostazione: 02.12.1943, Varo: 01.10.1944, In servizio nell'US Navy: 26.01.1944, In servizio nella M.M.I.: 05.03.1956, Disarmo: --.--.----,* Radiazione: 01.11.1977 Francesco Morosini (2°) – S 507 (ex Besugo SS 321) Cantiere: Electric Boat Company, Groton (Connecticut, USA) Impostazione: 27.05.1943, Varo: 27.02.1944, In servizio nell'US Navy: 19.06.1944, In servizio nella M.M.I.: 31.03.1956, Disarmo: --.--.----,* Radiazione: 30.11.1977 * Alcune differenze nelle date di iscrizione, disarmo e radiazione delle unità sono state riportate nelle relative schede. Generalità della classe “Torricelli”: Dopo l’acquisizione dei due battelli della classe “Gato”, nel corso degli anni ’60 entrarono a far parte della M. M. I. altri tre sommergibili ex U. S. Navy, realizzati per le esigenze belliche verso la fine del secondo conflitto mondiale. In questo caso si trattava di unità appartenenti alla classe “Balao”, che si distingueva dalla precedente solamente per un particolare tenuto rigorosamente segreto; lo scafo resistente di questi battelli era realizzato con “high-tensile steel”, che con un leggero aumento dello spessore delle lamiere, garantiva una quota operativa di 400 piedi. Dei 256 battelli previsti, ne furono completati 119; la decisione di bloccare il completamento della classe risultò molto saggia in quanto molti battelli nel 1946, dopo pochi anni di servizio, risultavano in riserva per essere trasformati o venduti a paesi terzi. Caratteristiche generali della classe "Balao" Dislocamento: - in superficie: 1.550 t - in immersione: 2.460 t Dimensioni: - Lunghezza: 93,60 m - Larghezza: 8,31 m - Immersione: 4,70 m Apparato motore superficie: 4 gruppi elettrogeni composti da motori Diesel General Motors e dinamo General Electric , 2 eliche a 4 pale - Potenza: 5.400 cv - Velocità max. in superficie: 20 nodi - Autonomia in superficie: 11.000 miglia a 11 nodi Apparato motore immersione: 4 motori elettrici di propulsione Generai Electric, 2 batteria di accumulatori al piombo - Potenza: 2.750 cv - Velocità max in immersione: 9 nodi - Autonomia in immersione: 100 miglia a 2,0 nodi Armamento: - 6 tls AV da 533 mm, 16 siluri da 533 mm (Mk 14 o Mk 23) - 4 tls AD da 533 mm, 8 siluri da 533 mm (Mk 14 o Mk 23) - 1 cannone da 127/25 mm - 2 mitragliere da 12,7 mm - 2 mitragliere da 7,62 mm Equipaggio: 6 ufficiali, 54 sottufficiali e comuni Profondità di collaudo: 125 m FONTI CONSULTATE: Mario Cecon “L’ evoluzione del sommergibile in Italia dal 2° dopoguerra” – R.I.D. n° 11 - novembre 1993 Alessandro Turrini “Almanacco dei sommergibili” tomo III supplemento alla Rivista Marittima n° 2 - febbraio 2003 Michele Cosentino “Sommergibilisti in America” Rivista Marittima marzo 2005 Notiziario della Marina n° 3 - marzo 1967 http://it.wikipedia.org/wiki http://www.navsource.org/archives/08/08247.htm
  5. BUFFOLUTO

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    Nave Cavour ormeggiata per lavori alla banchina Carrieri.
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    fase preliminare del disormeggio del Cavour
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    Il 19 luglio scorso sono rimasto sorpreso nel vedere il Cavour ormeggiato alla boa in Mar Piccolo; ho pensato che ultimati i lavori al ponte di volo sarebbe stato immesso in bacino; invece con l'intervento di due rimorchiatori mercantili è stato ormeggiato di nuovo alla banchina Carelli; solamente in seguito esaminando le immagini del lato sinistro dell'unità mi sono accorto della presenza sul ponte di volo di due treni su gomma; data la mia lunga esperienza di lavoro presso gli aeroporti ho pensato che l'unico motivo della loro presenza sia stato quello di controllare, al termine dei lavori di ripristino del manto di protezione, la condizione, la curvatura e l'inclinazione dello sky jump, tramite sensori applicati a ciascuna ruota.
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