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ammiraglia88

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    http://www.mondovespucci.com
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  • Gender
    Female
  • Location
    45° 53’ 28 N – 11° 02’ 19 E - Trento
  • Interests
    Lettura, viaggi, e letteralmente innamorata del Vespucci.

Previous Fields

  • Presente ai seguenti Raduni Nazionali e Licenze Ufficiali di Betasom
    XII Licenza Ufficiale "C.te L. Longanesi Cattani" a Ravenna 05.10.2008 - XVII Licenza Nazionale "Magg. Laurenti" al Muggiano 10.04.2010 - XV Raduno Nazionale "Caleari" a Roma 15.06.2012

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  1. Ho appena finito di leggere un interessante e particolare libro. Avevo letto una vecchia recensione nel Notiziario della Marina che mi aveva incuriosito. Ve la allego come immagine . Il libro è: "Caimano 69 - sabbia e polvere" – di Mario Chima Il mio parere. Il libro è stato scritto da “uno di loro”, un ardito incursore! Sono proprio “arditi”! Senza nulla togliere agli altri uomini e donne della nostra Marina Militare, sicuramente arditi anche loro, chi più e chi meno, nel loro “settore”, ma questi è proprio giusto definirli: Forze Speciali. Dopo una dura selezione iniziale per riuscire a guadagnarsi l’ambito “basco verde”, ci saranno costanti severi addestramenti, saranno richiesti disciplina, forza, dedizione, lucidità, prontezza, efficienza e professionalità. Alla base di tutto questo non c’è mai il singolo che si vuole distinguere, che vuole “farsi vedere”, ci sono “solitari insieme”. Ognuno con il suo “coppio” e tutti facenti parte comunque del gruppo. Il gruppo esiste solo perché ci sono i singoli che lo compongono! I singoli sono però umili, non si vantano della loro preparazione o del fatto che fanno parte delle Forze Speciali, perché non si devono mai sentire (o credere di essere) preparati a sufficienza. Queste caratteristiche peculiari si percepiscono dalla lettura dei racconti di missione, perché si riesce a partecipare con il gruppo alle azioni, non sono vantate dall’autore che anzi non si “dà arie” e ci mostra solo uomini (mariti e padri). Molto particolari e non certo da “super eroe” sono anche le descrizioni della natura e dell'ambiente, ci mostra proprio il lato “umano” degli incursori (pensieri, paure, come ogni essere umano). Una delle tante belle descrizioni/riflessioni che fa è quella in cui paragona due situazioni in cui si è trovato: la prima gli si è presentata quando “i nemici” gli hanno sparato contro e sul loro mezzo sono rimasti i buchi dei proiettili … come nella Settimana Enigmistica sembrava che unendo i punti si potesse comporre un disegno! La seconda, in un momento di ricerca di relax, necessario dopo una missione pericolosa, stava guardando le stelle. Anche qui gli è venuto spontaneo cercare di unire i punti … ma questa volta stava guardando le stelle e il risultato finale (il disegno) era … la VITA! Non vi svelo altro … Personalmente avrei preferito parlasse di più dell’ambiente marino, dell’acqua, come ha fatto nelle prime pagine … ma resta comunque un interessantissimo libro! Storie vere, e di persone umili, e non romanzi di fantasia!
  2. Mi è stata fatta una "bella domanda" da parte di un navigatore del web che è "incappato" nei miei scritti. Io, non essendo esperta, gli ho dato una prima risposta. Vi proporrei il quesito ... così imparo anche io una cosa nuova e verifico se l'altra l'ho detta correttamente. So che voi siete appassionati ed esperti e quindi ... vi giro la richiesta. Ovviamente al sig. Gianguido che mi ha scritto segnalerò questa pagina, così potrà seguire la discussione (gli ho già "pubblicizzato" il forum nei giorni scorsi! ). La domanda è: "da Torino ho assistito il 10 giugno allo streaming della Festa della Marina con la consegna della Bandiera di Combattimento a Nave Marceglia. Dopo l'Alzabandiera (poco dopo il minuto 2:07) ho sentito i due comandi "Volta !" e "Rientra !": posso prendermi la libertà di chiederle di spiegarmi il significato di questi due comandi ? Con ovvio interesse e rispetto per la Marina, la ringrazio per il tempo che vorrà dedicare a questa mia curiosità e la saluto cordialmente." Io gli ho risposto dicendo che RIENTRA, (detto con parole mie ) si usa per: "Rientra si usa per dire che "il comando", "l'attenti", sono terminati. Si dà libertà ai presenti. Di solito è usato quando si rendono gli onori, o durante l'alza o l'ammaina bandiera. E' come dire che "la cerimonia" è terminata." Rimane quindi la domanda riguardo invece al "volta!" ... Chi di voi ci sa aiutare e ci può delucidare su questo?
  3. E' sempre uno spettacolo! Grazie mille per le belle foto!
  4. Mi è stata appena segnalata questa interessante notizia: a Livorno la nave Vespucci, ormeggiata al molo Capitaneria – Sud del porto di Livorno, sarà aperta alle visite a bordo in favore della popolazione sabato 25 e domenica 26 giugno dalle 10 alle ore 13. Sabato 2 luglio avrà inizio la Campagna d’istruzione per i 143 allievi che compongono la “prima classe” dell’Accademia Navale di Livorno di cui 13 stranieri provenienti da 6 Paesi esteri. Altre informazioni e diverse belle foto le potete trovare nel sito Qui Livorno.it in particolare a questa pagina: https://www.quilivorno.it/news/cronaca/la-vespucci-in-porto-a-livorno-fino-a-domenica-ecco-gli-orari-per-visitarla/
  5. ammiraglia88

    Visitare Le Navi Della Marina

    A Livorno la nave Vespucci, ormeggiata al molo Capitaneria – Sud del porto di Livorno, sarà aperta alle visite a bordo in favore della popolazione sabato 25 e domenica 26 giugno 2022 dalle 10 alle ore 13.
  6. ammiraglia88

    lo sceicco e il Vespucci

    Recentemente ho scoperto un vecchio scritto, apparso online come "racconto di vita militare". Ve lo propongo perchè è scritto in modo molto simpatico e ... scoprirete anche di quando lo sceicco ... non aggiungo altro, vi lascio la sorpresa! Buona lettura! "Un marinaio d’acqua dolce" Dopo il servizio militare svolto nella Capitaneria di Porto più prestigiosa d’Italia, i pochi mesi di disimpegno erano trascorsi tra le pagine dei numerosi testi per il concorso da Ufficiale Commissario della Marina militare e le solite serate con gli amici. Beh, vincendo il concorso avevo almeno avuto un posto di lavoro e un po’ di gratificazione personale, essendo riuscito ad emergere dal magma della disoccupazione dopo solo pochi mesi di inattività. Alla fine, anche per la Marina e non solo per l’università, non dovevo essere poi così male. La stessa benevolenza mi venne riservata dopo l’anno trascorso in Accademia, per il corso di formazione militare e professionale, benché a mio vantaggio giocò senz’altro il timore, tipico di ogni burocrazia, di discostarsi dal giudizio dei predecessori. In un paese dove si va avanti per raccomandazioni, toccare il “capoclasse” poteva significare farsi nemico il suo augusto e santo protettore benché, per quel che mi riguarda, il mio aveva lo stesso nome impiegato da Ulisse con Polifemo. Ora, però, ero alla mia prima destinazione di servizio, il mio primo vero imbarco! La prima dimostrazione della mia inesperienza l’avevo avuta nel momento in cui, per cambiare una lampadina dell’alloggio di bordo - o “camerino”, nel gergo marinaro - avevo fatto chiamare il maresciallo “Capo carico”, nientepopodimeno che Sua Eccellenza il “capo magazziniere”, l’essere supremo dell’alto e basso voltaggio. Presentandosi, in ritardo, con la smorfia di chi ti parla con rispetto del grado inversamente proporzionale alla stima della persona, riferì con l’ironia che l’anziano usa con la recluta “poteva chiamare anche il Comandante, magari interessa anche a lui avere conto dello stato delle lampadine del suo camerino”. Quella volta mi servì per tenere a mente che in tutte le comunità esiste un sistema di divisione dei ruoli e dell’autorità che, se non si apprende a scuola, è bene imparare al più presto, nelle lezioni in presa diretta, interattive ed interdisciplinari che ti dà la vita. La nave, la bellissima nave scuola della Marina italiana, “la nave più bella del mondo” come viene spesso indicata dai media (per i marinai semplicemente “il Vespucci”), nel periodo in cui giunsi a bordo stava facendo gli ultimi ritocchi nel salone di bellezza, come si addice alle belle signore. Infatti, nei quattro, cinque mesi tra una campagna e l’altra, la nave veniva affidata alle cure di maestri carpentieri ed abilissimi meccanici, per riprendere forma e luccicore appropriati, come accade alle dame di rango, che ti fanno comprendere che, certamente, il tempo non può essere imprigionato, ma può comunque subire qualche misura cautelare. A dispetto della lucente bellezza della primavera e dell’estate, nei mesi di manutenzione, la nave era sporca e sbattuta, pur lasciando scorgere sempre il suo potenziale di signore ammaliatrice. In quel periodo, il personale era condannato ad un lavoro duro e senza alcun compiacimento immediato, almeno fino ad aprile, quando la nave ricominciava a navigare, per l’ambientamento del nuovo equipaggio. Come nave più anziana della Marina, era anche la nave ammiraglia del Comandante in Capo. Cosicché, talvolta - e sempre più frequentemente, con l’avvicinarsi della bella stagione - veniva chiesto alla gente di rifarle il maquillage, addobbandola di tutto punto, per qualche cerimonia. I colleghi ufficiali – canaglie! ... ma detto con simpatia – non avevano tardato ad inserirmi nel “turno di sciarpa”, di ufficiale d’ispezione. Affidato alle cure dell’ufficiale più anziano del turno, avevo ricevuto poche ma significative direttive: “ti fai lunedì e mercoledì con me fino alle otto di sera, poi venerdì inizi da solo. Alle 8 di mattina si fa l’alzabandiera (i comandi sono “alzabandiera!”, “volta!”, “rientra!”) al tramonto l’ammainabandiera (“ammainabandiera!”, “in bando!”, “rientra!”). Ti devi informare alla centrale operativa del Comando in capo sull’orario preciso e…attento, che come nave più anziana tutti si regolano su di te. Per l’equipaggio colazione alle sette, pranzo alla mezza, cena alle sette. Capito?” Ecco, tutto qui, il mio completo passaggio di consegne. La mia prima guardia “in solitaria” mi vide compagno di un equipaggio ridotto, per la licenza natalizia, e di una pioggia battente e continua. La maggior parte della giornata la passai, quindi, sotto coperta, a parte le cerimonie dell’alza e ammaina bandiera, ma solo perché per farla al coperto avrei dovuto alzare e ammainare la bandiera usando l’albero di natale. La guardia successiva cadde nel giorno in cui l’ammiraglio comandante in capo aveva organizzato, sulla “sua” nave, la santa messa, con saluti natalizi e scambio delle solite “cortesie d’uso”. In assenza del comandante della nave, il bastone di comando era finito nelle mani del comandante in seconda (comunemente detto “il Secondo”), un piccoletto genovese, baffuto e con l’aria del tombeur de femme un po’ “vorrei ma non posso”. Come capo dello spaccio di bordo, aveva fatto cospicui acquisti di gadget di scarsa qualità, oggettivamente brutti, anzi di una bruttezza inversamente proporzionale alla bellezza della titolare del negozio da cui venivano acquistati e che, non c’era dubbio, impiegava il suo ascendete come incentivo all’acquisto. Quel giorno, quindi, la nave più bella del mondo poteva avvalersi dell’opera dell’ufficiale d’ispezione meno marinaio del mondo, talmente poco salmastro da evitare perfino il sale a tavola. L’attività di un ufficiale d’ispezione, per chi aveva la buona sorte di contare poco o nulla nell’economia della nave, poteva anche essere considerata un’attività riposante. Non avendo gran che da fare nelle ordinarie occupazioni, il servizio poteva anche essere considerato un’ottima scusa per sfuggire a quel poco e generalmente molto diluito, lavoro da fare. L’unità smantellata e cantierata, di fatto consegnata all’esperienza delle ditte appaltatrici ed agli operai dell’arsenale (che la città chiama “arsenalotti”), poteva diventare il palcoscenico su cui intrattenere le reclute nei racconti della campagna navale appena conclusa o, in alternativa, un luogo ben riscaldato, adatto all’ospitalità, in cui trovare un cantuccio in cui rannicchiarsi e riposare. Per gli ufficiali, poi, un comodo posto a sedere nel circolo più bello del mondo, il “quadrato ufficiali”, si trovava sempre e le belle poltrone accoglienti erano sempre disponibili a ricevere anche sederi poco gallonati. La ripetitività della vita di bordo rendeva l’imprevedibile un fatto estremamente remoto e la calda routine, anche se immersa nelle acque fredde del nord, forniva un ottimo viatico per palpebre sempre più inclini a serrarsi. Tuttavia, non era così per me. In una Marina che faceva ancora del denaro contante il sovrano mezzo di pagamento, essere il cassiere di bordo comportava un onere notevole e non permetteva di allentare il ritmo e l’attenzione, anche perché, una volta usciti dalla cassa, per errore, i soldi non sarebbero ritornati indietro, se non passando, come una specie di monopoli, dalla via delle mie tasche. Così il servizio di ufficiale d’ispezione si veniva a trasformare in una piccola variante del lavoro ordinario in cui, oltre ad essere disponibile per le esigenze amministrative, dovevo anche essere, per quel giorno, il parafulmine della nave e l’oggetto perpetuo delle incazzature del Secondo perché – ovviamente – se qualcosa non andava come doveva andare, la responsabilità non cadeva su chi i servizi doveva organizzarli (cioè lui stesso) ma su chi, magari pochi minuti prima, aveva ricevuto in consegna un mazzo di chiavi, una busta sigillata, insieme al privilegio di indossare la tradizionale sciarpa azzurro Savoia, fino alle otto del giorno successivo. In definitiva, la giornata – per quel che mi riguardava – diventava una pessima imitazione dei “giochi senza frontiere” in cui il concorrente si esercitava in una operazione apparentemente semplice, ma con svariati handicap, come un fondo unto e scivoloso, secchiate d’acqua gelida addosso, trabocchetti improvvisi, e via così. Quantomeno, a tacere degli handicap derivanti dal dover chiudere e riaprire di continuo la cassa perché chiamato a svolgere importanti attività di supervisione generale (“Comandà è arrivato nu’ pacco ‘e moschettoni. Che facimm? Chiamamm o’ nostromo?” - risposta - “Ma no, che dici…chiamiamo il medico ...”) il mio handicap era di evitare che la sciarpa si incastrasse in ogni possibile angolo della segreteria amministrativa, in cui si trovava la cassa e quello, ben più rischioso, di evitare di inzupparmi nei frequenti passaggi in coperta, per le frequenti ed inattese chiamate di servizio. Tra queste, la chiamata nitida dell’altoparlante “l’Ufficiale d’ispezione nel camerino del comandante in seconda!” Chiudo il registro di cassa, con disappunto, perché interrompere le registrazioni significava dovere riprendere un lavoro mal digerito e sempre lasciato in fondo, per sincero disgusto. Ripongo i documenti pagati in cassaforte, chiudo il tutto (…porcamiseria, la sciarpa si è incastrata nella cassaforte!), chiudo la segreteria e mi presento al “secondo”: Comandi comandante! Senti, tra un’oretta arriverà il comandante in capo con gli ospiti… Si, comandante, è sulle consegne giornaliere. Bene, fammi sapere se fuori c’è lo sceicco. Comandi, Comandante! (espressione da ebete, celata per non sembrare sempre quello che non sa mai un accidente di quello che gli succede intorno) … Ogni tanto, dicevo tra me e me, la professione scelta può presentare quel briciolo di avventura in più. Se avevo scelto la professione di marinaio, per poter vivere una vita meno sedentaria e un po’ più da corsaro, una ragione doveva esserci e, ogni tanto, qualche piccolo assaggio di avventura, arrivare. Grandi emozioni stavano per irrompere nella mia vita e questo doveva essere un primo modesto assaggio. Dopo aver ritoccato per bene la bella uniforme, mi misi di vedetta sulla pedana del barcarizzo, scrutando in lontananza (diciamo un centinaio di metri) cercando di scorgere il corteo di mercedes o limousine che certamente avrebbe preceduto l’arrivo del principe arabo. Nessuna domanda (che avrebbe risolto il problema senza strascichi) su che cosa ci facesse uno sceicco musulmano ad una cerimonia natalizia nel freddo della Spezia e arrivando prima dell’ammiraglio, da cui avrebbe dovuto, invece, essere accompagnato o, quantomeno, ricevuto? Va bene che Papa Woytila aveva avviato, con gli incontri di Assisi, un più stretto dialogo ecumenico, va bene il clima di distensione dopo la guerra fredda, va bene tutto ma, che diamine! anche al tutto c’è un limite! Quindi…scruta cinque, scruta 10 minuti…non si vede nessuno. “L’ufficiale d’ispezione nel camerino del comandante in seconda!” – tuona l’altoparlante. Comandi, comandante. Ero qui fuori. Alla buon’ora. Quindi? Quindi che cosa, comandante? Le sarei venuto a riferire non appena avessi scorto le macchine, comandante. Le macchine di che cosa? Degli invitati, comandante. Ma gli invitati arriveranno tra mezz’ora. Che cosa sei stato a fare fino ad ora? Sono stato sul barcarizzo per eseguire il suo ordine. Il mio ordine, quale? Quello di dirle quando sarebbe arrivato lo sceicco. La descrizione di una risata è sempre un fatto problematico, degno di studi prolungati ed assidui, come quelli, forse meno intensi, degli esperti che si sono occupati dell’interpretazione del sorriso di monna Lisa. Tutti sappiamo ridere, ma nessuno di noi sarebbe in grado di descrivere, se lo potesse vedere in istantanea, il proprio viso, le proprie smorfie, nell’atto di ridere. Ogni descrizione, perfino quella più accurata, lascerebbe sempre insoddisfatti. Immaginiamo il dolore che si prova, anche fisicamente, nel tentare di interpretare una risata altrui. I radiocronisti riescono a rendere l’idea delle azioni che vedono dipanarsi sul campo di gioco, agli ascoltatori che, tramite le loro voci, fanno guidare la loro immaginazione, ognuno interpretando poi a suo modo l’immagine descritta. Cercherò di fare lo stesso esercizio. Il Secondo alzò il baffo sinistro in una espressione incredula, resa ancor più esplicita dalla circostanza che non poteva aprire bocca nella tipica “faccia ad imbuto” che assumono tutti gli increduli, perché il lato destro della bocca ospitava un mezzo toscano (acceso). Quindi, sigaro a destra, labbro e baffo lievemente sollevato a sinistra, sguardo intento ad osservare i miei occhi, che inizialmente esprimevano la fierezza di chi si aspetta di essere decorato sul campo, ma che pian piano declinavano verso il basso, come quello di chi, liberandosi da un bisognino leggero leggero, sopra una qualsiasi pietra miliare stradale, si accorge solo mentre stanno arrivando due carabinieri a cavallo che la pietra è in realtà una lapide, che il praticello intorno è invece un curatissimo giardino e che sulla pietra non c’è alcuna distanza in kilometri, ma è invece riportata, in caratteri d’oro, la scritta “Al padre della Patria – luogo sacro”. Riepilogando la sequenza…sguardo a me…sguardo al sigaro…sguardo a me…sguardo intorno (a cercare testimoni o un possibile spirito folletto oppure la telecamera di “scherzi a parte”) …sguardo a me. Sigaro e sguardi. Sguardi e sigaro. Crescente accigliatura della fronte, sigaro e sguardo, io che comincio a fare un moderato movimento all’indietro, sigaro e sguardo…attenzione! Mano al sigaro, un’ombra di bavetta all’angolo destro delle labbra e, pian piano, come il rotore di un biplano della seconda guerra mondiale, orgoglio dell’industria autarchica nazionale, piano piano…. Uah…Uahha…Uah Uahhaha…Uahhahaha. Uahhahahahaha. A questo punto sopraggiunse il maresciallo dell’antistante segreteria comando che aveva capito, nella sua consumata scaltrezza di uomo avvezzo ai pettegolezzi dello Stato Maggiore, che si trattava di un fatto sugoso per i commenti di radio prora”. Il Comandante proseguiva intanto il suo Uahhahahahà (con l’accento, che fa più fico) … Uah Uah Uah hahahahà… Il tempo parve fermarsi. La Nave mi sembrò una selva di orecchie tese a suggere ogni attimo di quel ridere sguaiato. Penso che anche le gru del porto militare fermarono nel vuoto i loro carichi, i carabinieri all’ingresso fecero circolare i mezzi in entrata ed in uscita facendo il gesto di chi chiede solo silenzio. Un tempo infinito condensato nei pochi secondi che passarono tra l’ultimo Uahhà e la voce del comandante che si domandava ma questo è l’ufficiale d’ispezione? Questo qui aspettava che lo sceicco arrivasse con la macchina in corteo! Babbeo! (temo che in quel preciso istante anche la terra, per contribuire al massimo silenzio, smise di ruotare sul suo asse) Io non sapevo più dove guardare. Scelsi di penetrare con lo sguardo le finestre del magazzino che si scorgevano attraverso l’oblò del camerino. Lo “sceiccco” è la tenda a righe rosse e blu che doveva essere montata sul cassero! Ma chi ce l’ha mandato questo? – fece rivolto al maresciallo che sembrava con la mente prendere appunti da trascrivere su di un invisibile taccuino e che, alla domanda, ammiccò con il viso di chi scansa ogni responsabilità. Il dio dei commissari, dopo essersi divertito alle mie spalle, si mosse a pietà e volle mandarmi un aiuto. Scorsi dall’oblò un riflesso rossastro e me ne venni con un calmo, rilassato, atono ma fermo ... Comandi comandante! La tenda è montata da mezz’ora, come può ben notare dal suo stesso oblò. Ci sono altri comandi? Silenzio. Corpo sull’attenti, colpo di tacco. Dietro front e via, mentre nella mia testa risuonavano, ma con la mia stessa voce le parole “Scemo! Scemo! Scemo!” Giuseppe Sfacteria Fonte: https://www.difesaonline.it/racconti-di-vita-militare/un-marinaio-dacqua-dolce
  7. Penso che a qualcuno potrebbe interessare sapere che la Campagna Addestrativa del Vespucci sta per iniziare. Vi riporto alcune informazioni che ho trovato nel sito della nostra Marina Militare. L'Amerigo Vespucci, dopo la consueta sosta manutentiva invernale, è pronta a solcare i mari e spiegare le grandi vele di tela olona per intraprendere la tradizionale Campagna d’Istruzione le tappe: Partenza da Livorno il 2 luglio - Imbarco allievi 1ª classe Accademia Navale Sosta Palermo 6 – 9 luglio - 30° anniversario stragi mafiose Sosta Tunisi 12 – 15 luglio Sosta Lisbona (riserva Cadice) 28 – 31 luglio Sosta Casablanca 6 – 9 agosto Sosta Trapani 23 – 24 agosto Sosta Malta 27 – 30 agosto Arrivo 3 settembre Taranto - Sbarco allievi
  8. ammiraglia88

    Ventennale BETASOM - Giugno 2022

    1) Ogni tanto in effetti è utile "fare un fischio" e vedere chi risponde all'appello Io sono la prima che, purtroppo, risponderà con calma (solo per colpa del poco tempo, non certo per la volontà). 2) Concordo ... qualità e non quantità! Anche se magari farebbe più effetto il numero, ma è meglio 10 post utili e seri piuttosto che 100 "ciao" e basta! Forse, mi viene ora da pensare (ma è anche tardi e potrei sbagliarmi), uno ha timore a dire qualcosa perchè pensa di sbagliare. Proprio per l'alta serietà e preparazione dei vari Comandanti. Ricordo una classica frase che ricorreva (e che spesso viene spontaneo dire): "ho una domanda stupida da fare" E la risposta del nostro Dir. era sempre: "non ci sono domande stupide". Ed è vero! Uno domanda perchè ignora e perchè vuole capire, quindi non c'è stupidità! Da una domanda può scaturire veramente una discussione interessante. Magari anche da "poco" si può innescare una utile discussione. Potremmo provarci. 3) Peccato escludere le navi a vela ... ma sono d'accordo che la vincitrice sarebbe troppo scontata.
  9. ammiraglia88

    Ventennale BETASOM - Giugno 2022

    Complimenti per i “primi” 20 anni di Betasom. Dico i primi perché certamente ce ne saranno degli altri! Sono iscritta da diversi anni, ma non dall’inizio e sono fiera di farne parte (come dico in queste occasioni: ne faccio parte ma da “studente”, non da esperta e non da persona preparata che può “insegnare” agli altri). Proprio questa è una delle peculiarità che avevo notato subito, prima ancora di “buttarmi” e chiedere di potermi iscrivere. Quando vi seguivo da “lettrice anonima” ho sempre ammirato i Comandanti che fanno parte, ed hanno fatto parte, di questo forum. Persone da stimare per la loro preparazione, la loro competenza e soprattutto la loro passione. Persone che “impiegavano” (e impiegano) il loro tempo per dare un loro contributo alle varie discussioni, per confrontarsi con gli altri e per dare modo agli “allievi” come me di imparare. Accanto allo scopo primario, al motto di questo “battello - forum”: “Per non dimenticare”, ora c’è anche una Associazione. Basterebbe solo questo per rendere l’idea della serietà e della tenacia dei partecipanti, alcuni ovviamente encomiabili! Un grazie e una marea di complimenti! Gli impegni di casa, lavoro, familiari (intesi a volte anche verso i genitori anziani), mi (e ci) “portano” via una marea di tempo. E’ tempo che scorre veloce e che cerchiamo di rincorrere e sono impegni che hanno la priorità sul resto. A questo ci aggiungo un po’ di troppa burocrazia nella vita, troppe carte, moduli, procedure, in cui dobbiamo sperperare ore preziose! Tutto è diventato sempre più frenetico, sempre più “dovuto” e magari “subito”; è tutto un rincorrere le cose. Ma in che Mondo stiamo vivendo? Perché dobbiamo sempre e solo “perdere tempo” così? Alla fine, con tutte questo correre, poi ci manca quasi il fiato e sfiniti non riusciamo a trovare il tempo per dedicarci alle nostre passioni, alle cose che ci fanno stare bene e che ci danno soddisfazione. Ogni tanto riesco ad impormi di fermarmi un attimo (solo un attimo) e di fare spazio anche “al resto”, a cose piacevoli. Non è facile, e anche voi certamente lo avete provato, e spesso sono combattuta perché mi pare che nel “prendermi un po’ di tempo per me” io tralasci altre incombenze, ma ogni tanto bisogna farlo! Ho creato e gestisco due siti web amatoriali, da autodidatta e senza pretese e uno per pura passione, diciamo pure innamoramento del magnifico Vespucci (la nave scuola della M.M.), a cui ho dedicato negli anni molto del mio tempo … tempo “rubato” al resto, tempo “ritagliato” nei fine settimana, ma mai sprecato! Ho avuto tante soddisfazioni e mi hanno dato tanto sotto molti aspetti. La passione che era alla base era (ed è) più forte di tutto! Dico tutto questo per dire che … vi capisco! Il forum è un impegno non da poco sia per chi lo gestisce, sia anche un po’ per chi vi partecipa. Negli ultimi due anni, come dice giustamente il nostro Comando, altri problemi si sono messi in mezzo ed hanno bloccato la fervente attività di incontri reali. Per questo però non dobbiamo scoraggiarci. Le persone ci sono e … Betasom c’è e ci sarà! E’ importante che resista anche a questa tempesta. Gli “utenti” che seguono ci sono, anche se non sono identificati perché non sono iscritti, però chi legge e chi vi consulta c’è … questa enciclopedia umana c’è! Vi ricordate? Qualche qualche anno fa vi avevo definiti così! Proposte al momento non ne ho, ed ho già chiacchierato anche troppo! Ci tenevo però a sottolineare che Betasom è un forum particolare, eccezionale, non è un “semplice social” in cui uno manda “due saluti”. Per questo ovviamente è “tenuto vivo” da veri appassionati che “spendono” tempo per confrontarsi con altri appassionati … e questo richiede appunto tempo! Tempo che spesso è tiranno … ma se per un po’ c’è un mare calmo, questo non vuol dire che l’equipaggio e l’imbarcazione stiano affondando! Assolutamente no! Si tratta probabilmente di un momento di calma, causata appunto da vari fattori esterni. Ricordatevi che il motto è: “per non dimenticare” Ha fatto bene il “nostro Comando” a fare un estremo riassunto (bilancio) di venti anni e mandare un messaggio per sentire chi è pronto a muovere! Prepararsi quindi per la nuova immersione per continuare la missione! Ora veramente mi fermo! Essendo anche fusa a fine giornata e dal tardo orario direi che è proprio il caso. Non ho idee, al momento, da proporre, ma di certo nei prossimi giorni ci penserò. Anche se … Betasom mi pare già perfetto così come è! Complimenti e … lunga navigazione!
  10. ammiraglia88

    Ventennale BETASOM - Giugno 2022

    Ho letto poco fa il messaggio e ... un po' allarmata ho pensato subito di inviare un mio semplice e veloce saluto. Si è sempre di corsa e si dice: "faccio tra un po'", "faccio dopo" ... e intanto il tempo vola! Per evitare, quindi, tutto questo, al momento mi limito a questo veloce messaggio. Ci risentiamo a breve con "due parole" di più. Ho solo "dato un ping" ... un "singolo impulso sonar" (come disse il Comandante nel film Caccia a ottobre rosso) ... un segnale che ci sono! A presto!
  11. ammiraglia88

    Curiosità sul canale navigabile di Taranto

    Interessantissimo! Grazie per averci raccontato un po' della sua storia e soprattutto di quel particolare sistema di apertura. In occasione del secondo passaggio del Vespucci, a vele spiegate nell'agosto 2020, avevo letto qualcosa di quel ponte. Se volete vedere qualche immagine recente dell'intero Canale e del ponte attuale, con riprese fatte anche dall'alto, vi segnalo questi due brevi filmati della nostra M.M. https://www.youtube.com/watch?v=MSSTwLoxiY8 https://www.youtube.com/watch?v=_JqbVfgb0L0
  12. ammiraglia88

    Colpito il Moskva

    Che tristezza! Povere belle navi ferite! Ma quando si decideranno quei due a parlarsi (soprattutto l'ucraino che appare in tutte le salse in tutte gli Stati, in tutte le videconferenze, sempre sul "palco", con il mondo intero tranne che in Russia!) e smetterla di fare danni a cose e soprattutto a persone? Non è ammissibile che nel 2022 ci siano ancora soggetti che non hanno capito che nelle guerre non ci sono vincitori ... ci sono sempre e solo danni, feriti e morti.
  13. ammiraglia88

    Ci ha lasciato Gianni Vignati

    Mi dispiace molto. C'eravamo scambiati qualche e-mail e mi era sembrato subito una persona "speciale". Condoglianze ai suoi cari.
  14. ammiraglia88

    ricerca foto del piroscafo Oria - 1944

    Grazie mille. Scusa per il ritardo nella risposta, ma sono stata impegnata tra casa e lavoro. Non avevo specificato che Maurizio, l'interessato, conosceva già Betasom. In più ovviamente gli avevo segnalato il link a questa discussione. Che bella nave ... d'altri tempi!
  15. Qualcuno di voi ha la possibilità di fornire una foto, con alta risoluzione, del Piroscafo Oria, affondato nel 1944? Ho visto che ne avevate parlato qui: Vi spiego meglio. Verrà pubblicato un articolo su una rivista che cura un mio amico, per questo è richiesta una "buona" risoluzione. Per la precisione non l'ho scritto io l'articolo però se potessimo aiutarlo a corredare quell'articolo con una foto penso che sarebbe utile e lo arrichirebbe, con l'ulteriore scopo di "non dimenticare" certi fatti della storia. Eventualmente vi metto direttamente in contatto con lui.
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