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Ocean's One

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  1. Ocean's One

    La stampa 3D, questa sconosciuta (almeno per me...)

    Andrea, capisco e condivido tutti i tuoi dubbi su questa nuova tecnologia, che attira me quanto te. Per darti una risposta occorre però affrontare il problema in modo articolato, facendo una distinzione almeno di base sulle tecnologie di stampa 3D disponibili. Immagino che tu ti riferisca principalmente alla tecnologia a filamento fuso (denominata FFF oppure FDM) che analizzerò nel dettaglio. Invece, esistono altre famiglie di stampanti, che lavorano con materiali diversi dal classico filamento. Per esempio, la polimerizzazione di resina liquida (stereolitografia, SLA e sue varianti) consente di ottenere pezzi non porosi e senza cavità interne, e quindi più adatte ai modelli di sub R/C. Si tratta però di macchine professionali e non certo a basso costo come le comuni stampanti a filamento. Ci sono poi altre stampanti che si basano sulla sinterizzazione di polveri (SLS), comunque a livello professionale, che uniscono qualità e discreta produttività ma hanno sempre l’inconveniente di realizzare pezzi porosi e quindi non utilizzabili per le nostre applicazioni. Ora però rimaniamo sulle stampanti a filamento fuso (FFF/FDM) e commentiamo cosa si può fare e cosa no. Innanzitutto, questa tecnologia è utilizzabile per tutti i componenti interni non a contatto con l’acqua, a patto di verificarne la robustezza. Di solito occorre cambiare un po’ la forma mentis che usiamo nel progettare: per esempio, io non stamperei 3D la squadretta di un servo così com’è, ma la allargherei opportunamente per diminuirne lo stress. Invece, su parti grosse ben vengano alleggerimenti, asole e scassi ben disposti, visto che qui non si pongono più i tipici problemi che si hanno nelle lavorazioni per asportazione di truciolo. Veniamo però al punto più critico, ovvero la tenuta stagna. Io non dico che non si riesca ad ottenere, ma occorre valutare molto bene. Per esempio, al lavoro ho provato a stampare un piccolo raccordino che ho collegato all’aria compressa, riscontrando una piccola perdita sopra i 2-3 bar. Siamo al limite: in acqua a 0,3 bar (3 metri) forse andrebbe ancora bene, ma anche per un tempo di qualche ora? Comunque, di solito si possono impostare i parametri di stampa per avere una deposizione più densa (la mia stampante la chiama “semi-solid” oppure “solid”), minimizzando le fessure fra gli strati, o annullandole del tutto magari con un trattamento superficiale di post-processing. Qui invito il buon Call_Me_V a dire la sua, visto che è riuscito a stampare un tappo del WTC perfettamente stagno, che regge un tempo sufficiente per i nostri scopi. C’è però un ulteriore punto su cui vorrei richiamare l’attenzione, ovvero le parti a libera circolazione. Data la facilità di stampa, sarebbe utilissimo realizzare tutto lo scafo esterno con la stampa 3D, visto che tanto ad esso non viene richiesta alcuna tenuta stagna. Purtroppo questo potrebbe essere un grosso rischio, data la presenza di piccole cavità interne nei pezzi stampati. Infatti c’è da sapere che il processo di stampa minimizza sempre il consumo di materiale, realizzando la superficie esterna del pezzo con una serie di 3-6 strati di guscio continuo (“shell”), mente l’interno viene riempito con un blando pattern di paretine a losanga o nido d’ape, spaziate 3-4 mm e con notevoli volumi vuoti fra loro. Di conseguenza, la densità “apparente” di un pezzo finito potrebbe essere fino al 50-60% minore di quella dello stesso pezzo perfettamente pieno, con il rischio di compromettere il bilanciamento del modello. Infatti, pensando ad un modello come il Kiletto di Call_Me_V, lo scafo esterno peserebbe circa 100 g se realizzato con tecniche classiche, ma solo 40-50 g se stampato 3D. Quindi, l’ignaro utente bilancerebbe il modello con 50 g di zavorra aggiuntiva, felice oltretutto di posizionarla molto in basso e di avere un bel modello stabile. Ma cosa succede poi se l’acqua si insinua dentro le fessure della stampa 3D e lentamente allaga gli spazi interni? Dopo mezz’oretta, il modello sarà troppo pesante di 50 grammi! Se va bene, resterà una piccola riserva di spinta residua e il battello riuscirà ancora a galleggiare, molto basso sull’acqua. Se va male, invece… Quindi, in caso si stampino 3D parti dello scafo esterno, raccomando di prendere il modello, pesarlo, lasciarlo un giorno in vasca e pesarlo di nuovo, per essere sicuri che sia minima l’acqua assorbita dalle parti stampata 3D. In merito alle modalità di stampa, invece, qualche trucco si può mettere in pratica per minimizzare le cavità interne. Quando ancora pensavo di rendere R/C il mio modello del Delfino, avevo stampato il suo scafo esterno impostando solo due giri di shell (1,5 mm di spessore) e senza filling interno, proprio per non avere volumi interni potenzialmente allagabili. Questa dovrebbe essere la strada giusta ma, non avendolo potuto verificare nell’uso R/C, non lo posso dire con certezza. Una cosa però la posso senz’altro consigliare: stampato lo scafo esterno con la modalità più densa possibile, mettetelo in acqua e vedete se affonda subito. Se lo fa, l’eventuale volume vuoto al suo interno non sarà certamente più del 10%, assunto che la densità del polimero ABS è di circa 1,1 e che la densità "apparente" finale resta > 1 Quindi, poco volume interno, poco rischio di tirar dentro acqua pericolosa per l’assetto. Per ora questo è quanto mi sento di dire. Peccato non avere ancora esperienza diretta in merito. Ciao!
  2. Ocean's One

    Quizz Foto: Unità Militari

    Non lo sapevo nemmeno io, e quando l’ho scoperto mi sono ribaltato dal ridere. iscandar riesce sempre a stupirci. invece, il ferreo ed autorevole centurione Vigile ci ha fatto “urbanamente” notare la nostra deriva, ripristinando l’ordine pubblico come da sua preposta funzione. La palla (Mikasa) va quindi a lui.
  3. Solo qualche commento per Andrea e per Vincenzo. @andreavcc Concordo in pieno sui livelli min e max di pressione, solo che questi livelli devono essere differenziali e non assoluti. Infatti, se fossero assoluti, sarebbe molto diverso riempire la sacca a 1080 mbar contro una pressione nel WTC di 1000 mbar, oppure di 1100 bar! Nel secondo caso la sacca rimarrebbe completamente vuota. Urge un pressostato, anzi un manometro, relativo e non assoluto. @Call_Me_V Innanzitutto rispondo alla tua domanda sulla disposizione dei pressostati/manometri. Partendo dall'esterno: presa d'acqua => tubo verso la pompa => pompa => tubo verso la sacca => derivazione a T => tubo verso il pressostato => pressostato per p sacca / (e sull'altro ramo del T) => tubo verso la sacca => sacca. (prevedi solo un addolcimento della lettura istantanea del pressostato quando la pompa è in funzione, perchè farà un po di salti...) Il secondo pressostato misurerà invece la p interna al WTC e non richiede particolari connessioni, mentre come hai visto il pressostato per p sacca avrà bisogno di una connessione idonea per il tubo. _________ Aggiungo infine che i metodi di apprendimento proposti da Andrea e da me non sono poi così diversi: per entrambi va comunque bene la conferma manuale al raggiungimento della sacca piena come dedotto osservando il modello in acqua; il metodo di Andrea prevede di memorizzare la pressione di riferimento a sacca piena in modo ottimale, mentre il mio prevede di definire il tempo di svuotamento (3-4 s?)dopo aver raggiunto la sacca piena per avere l'assetto di immersione ottimale. Entrambe le logiche non hanno nulla di difficile, dipende solo se Submar-Ino preferirà memorizzare una pressione oppure un tempo di riferimento. Ciò ovviamente dipende dai gusti del suo programmatore...
  4. Ocean's One

    Quizz Foto: Unità Militari

    Prode Iscandarius, ti ringrazio, ma a memoria nell'ultima contesa di un po' di tempo fa tu mi avevi lasciato la palla (o sbaglio?) Quindi stavolta va benissimo se dici tu che è la Yamato...
  5. Ocean's One

    Quizz Foto: Unità Militari

    Magari è giapponese ( chi la indovina è un togo!)
  6. Ocean's One

    Northern Pride GY 169

    Però riprodurre un modello dell’unità vissuta come in quella foto sarebbe molto sfidante. Magari con il Bagnolini in affioramento lì vicino...
  7. Carissimo, vedo tutto il lavoro che hai già fatto sull’elettronica, che è entusiasmante. Ora capisco meglio anche i tuoi gusti: come scrivi, il piacere non è solo arrivare alla meta del modello funzionante, ma è anche il “viaggio” stesso: sviluppare da zero cotanta elettronica è certamente una bella soddisfazione, e il tuo entusiasmo traspare da quanto scrivi... Se non posso aggiungere nulla sui temi elettronici (per quello c’è Gepard), invece posso portare la tua attenzione su quel po’ di fisica che regola il funzionamento del pressostato. Dunque, mi sembra di capire che il modulo che tu usi ha un solo segnale assoluto di pressione. Purtroppo, come ti ho detto, ciò non è ottimale perché la pressione della sacca piena va valutata in rapporto alla pressione interna nel WTC: quindi ti suggerisco vivamente di usare due moduli di pressione, se ciascuno ha un solo canale, dei quali uno dei due andrà connesso ad una derivazione del tubo della sacca, dopo la pompa. In teoria si potrebbe lavorare con un canale solo, leggendo la pressione assoluta ma a patto di chiudere il WTC sempre allo stesso modo e con la sacca ugualmente piena. Ma se anche così fosse, ed è già difficile, tieni conto che un incremento della temperatura interna di 30 gradi, certamente possibile, aumenta la pressione interna di 100 mbar e falsa tutte le valutazioni. Quindi, la misura differenziale della pressione direi che è indispensabile. Eventualmente la fai con un doppio modulo e calcoli la differenza via software con Arduino. Vedo anche che hai previsto un check iniziale per verificare se il sensore è al "fondo scala" in fase di avvio elettronica --> fault sul LCD e LOG su SD --> submarino non permetterà di utilizzare nessuna funzione. Direi che va bene. Ci metti un LED che segnala l’anomalia, vero? Invece, andrebbero sistemati i check di routine che hai previsto. Cosa intendi per “check aumento pressione oltre il range prestabilito --> fault sul LCD e LOG su SD --> attivo procedura fail safe (stacco propulsioni, imposto i timoni in "emersione" e attivo pompa peristaltica per emergere)”? Se è il raggiungimento della massima pressione nella sacca, non è un allarme ma si tratta di una cosa che succede molto spesso: semplicemente, in questa condizione la pompa non deve più gonfiare la sacca, ma può sempre sgonfiarla su comando e questa non è una condizione di reale emergenza. Va solo inibito il comando di riempimento. C’è poi il check che hai previsto se non avviene nessuna variazione di pressione pur avendo la pompa attiva --> fault sul LCD e LOG su SD --> attivo procedura fail safe. Ci può stare, perché vorrebbe dire che il motore non gira oppure la sacca è bucata. Però considera che la pressione nella sacca cresce pochissimo finché la sacca è quasi piena e poi si impenna solo nell’ultimo 10% della capacità. Potrebbero esserci dei falsi allarmi se questo sistema non è abbastanza sensibile. Io starei su un pressostato differenziale ben tarato ed eventualmente un sensore acqua a bordo. Hai descritto anche la procedura di fail safe, prevedendo stacco propulsioni, timoni a risalire e pompa a svuotare, ma io correggerei mantenendo la propulsione con motore avanti, timoni di profondità a risalire e timone di direzione tutto da una parte, per risalire a spirale. Questo ci può stare per allarme acqua a bordo, mentre per la perdita del segnale radio puoi usare la stessa procedura o magari anche solo la pompa a risalire, se il segnale radio è ballerino ma non proprio assente. Invece, se hai allarme per batteria bassa devi svuotare la sacca ma tenere ferma la propulsione, per non stressare la LiPo sotto il suo voltaggio minimo (altrimenti booooooommmm!) Infine, l’autoapprendimento: bella l’idea, ma vediamo di renderla veramente utile. Non serve avere chissà quanti livelli memorizzati di riempimento della sacca, perché finché il modello è emerso regoli ad occhio il galleggiamento. La sacca tutta vuota si ottiene dopo un tempo sufficiente di pompa a svuotare, quella tutta piena di ha quando scatta il pressostato della sacca, e quindi è anch’essa facilmente raggiungibile. Invece, potresti abilitare un’unica funzione aggiuntiva: dietro chiamata, in automatico il modello dovrebbe riempire la sacca fino a quando scatta il pressostato, e poi dare pompa indietro per 2-3 secondi, per svuotare la sacca del 10% circa. In questa condizione la spinta positiva è minima e il modello può immergersi e tenere la quota con i soli timoni, ma essendo leggermente positivo risalirebbe da solo in superficie se non lo vedi più e lasci i comandi o anche in caso di blackout totale. E’ il massimo della sicurezza, ed è anche quello che il Dir ti suggeriva in un post precedente. Per ora mi fermo qui. Come vedi, il mio scopo è darti degli input per fare un tuning dell’elettronica (che tu “mastichi” perfettamente) mirato ad una buona funzionalità del modello (per il quale io conosco i punti più critici) Sempre senza esagerare, e tenendo al primo posto la sicurezza e la funzionalità.
  8. Beh, direi che il buon Gepard ha fatto un ottimo punto della situazione, anche condito con un po' di umorismo "arduinico". Concordo in tutto. 1) "Tuboduino" first: acquisizione dei segnali rx e pilotaggio di servi/ESC: indispensabile, e quindi giustamente priorità 1! Consigli operativi da Gepard ne vedo già diversi... 2) "Arduficiere" second: gestione pressostato, questo è certo! Qui forse la gestione dei pressostati si potrebbe usare anche per verificare le falle (pressione interna aumentata se il battello è in profondità) ma anche per il rilievo della profondità con presa esterna, ma non la consiglierei ora. Solo più avanti. 3) "Arduschettino" - failsafe per batteria bassa sicuramente da fare, magari splittato su due livelli di voltaggio, mandando prima la pompa a svuotare e poi tagliando definitivamente tutti i motori per evitare che la batteria LiPo faccia un bel botto perché troppo scarica (oppure questa funzione ce l'ha già l'ESC?) Il sensore acqua è certo una bella idea, ma con 85 g di spinta il salvataggio può avvenire solo se l'acqua entrata per falla è meno di questa quantità, altrimenti è inutile (a meno di dare tutto motore e timoni a salire, certo, ma allora stiamo attenti a non mixarlo con il segnale di LiPo scarica, altrimenti il botto c'è.) 4) "Livellino": controllo assetto orizzontale = pitch controller. Bello, ma funzionerebbe meglio con i servi dei timoni orizzontali divisi fra anteriori e posteriori. Così come sono ora forse non è il massimo. Concordo a dargli priorità ultima, e magari valutare l'intervento solo dopo i primi collaudi in acqua. 5) "Arduo-ino" e tanta bella elettronica aggiuntiva. Entusiasmante, ma da valutare bene se questo è il modello giusto. Io andrei su qualcosa di più grande, e soltanto dopo che tu Call_Me_V ti sarai fatto sufficiente esperienza. ______________ Ad ogni modo, direi proprio che con Gepard a supporto non avrai problemi ad affrontare tutte queste necessità. Ciao!
  9. Andrea, com'è bello rivederti "sul pezzo"! Fra l'altro, il tema della pressione interna io non l'avevo finora affrontato e i commenti tuoi e di Gepard sono assolutamente utili allo sviluppo di un buon progetto. Sull'onda di ciò vorrei ipotizzare una risposta teorica, nell'attesa delle misure pratiche che farà Call_Me_V. Il secondo punto è quello della "guida autonoma di terzo livello", come dici tu Andrea Anche queste scelte le vorrei commentare, anche se per ora l'interesse massimo deve rimanere sulla pressione interna. Dunque, andiamo con ordine: PRESSIONE INTERNA AL WTC La capacità della sacca è di circa 85 g = 85 mL. Dobbiamo confrontarla con il volume libero interno, che non è noto. Possiamo però fare una stima spannometrica, che è meglio di niente, riprendendo gli ottimi numeri che Call_Me_V ha riportato. Dunque, il volume totale del WTC è di circa 630 mL. Sappiamo poi che il peso del WTC è di 156 g, che divisi per una densità media delle varie plastiche di 1,2 darebbe un volume di circa 130 mL. Quindi, 630-130 = 500 mL dovrebbe essere il volume di aria all'interno del WTC. C'è poi lo spazio rubato dai componenti interni, alcuni pesanti come batterie e motori, altri leggeri come l'elettronica e i supporti. Spaziamo da una densità di 1,2 (plastica) a 2,7 (alluminio) a 7,8 (acciaio). E' difficile fare una media, ma moooolto ad occhio direi di tenere 2,5 come densità media. I componenti interni pesano circa 400 g, quindi hanno un volume i circa 400/2,5 = 160 mL. Ergo, il volume interno libero nel WTC è più o meno di 500-160 = 340 mL. Che fatica, ma siamo arrivati fin qua. Ora confrontiamo i 340 mL di volume interno libero nel WTC con gli 85 della sacca piena. E' esattamente 1/4 (al netto delle varie ed inevitabili approssimazioni). Quindi, a sacca piena il volume libero nel WTC diventa 3/4, e quindi la pressione interna diventa 4/3, come ci insegna la fisica (PV=nRT=costante). In conclusione, all'interno ci sarà la pressione atmosferica iniziale, aumentata di 1/3 per dare appunto il totalone di 4/3 che dicevamo. Quindi, l'aumento di pressione è pari a 1/3 bar = 333 mbar. Certamente è tantino, ma vediamo se è ancora accettabile. Innanzitutto, il pressostato deve essere differenziale e non assoluto. Infatti, per scattare al limite corretto, deve leggere la pressione che insiste sulla parete della sacca, ossia la differenza fra la pressione interna e quella esterna (dove quest'ultima è quella che c'è dentro il WTC). Questo valore, come suggerisce Bruggen, può essere vicino ai 62 mbar. Call_Me_V, se il tuo pressostato è differenziale, può funzionare bene. Se invece è assoluto ed ha un solo ingresso di pressione, in teoria dovresti tararlo a 333+62 = 400 mbar circa. Però attenzione, perchè dovresti sempre richiudere il WTC a sacca vuota, perchè quella volta che lo richiudi con la sacca un po' piena perdi i riferimenti e rischi di farla scoppiare. Quindi, per favore, no pressostato assoluto ma solo differenziale. Veniamo ora al secondo problema: gli sforzi sui tappi. 333 mbar causano 0,33 kg di forza su ogni cm2 del tappo del WTC, ossia circa 6,5 kg su un diametro 50 mm e area 20 cm2 circa. E' una bella sberla, che rischia veramente di sparare fuori i tappi se non li fissi bene. Possibili soluzioni: 1) Chiudi sempre il WTC a sacca piena, o usa una valvola che scarichi l'aria in eccesso la prima volta che riempi la sacca. Non avresti più problemi di sovrapressione, ma al contrario quando svuoti la sacca la tua pompa deve vincere anche la depressione nel WTC che invece chiamerebbe acqua dentro la sacca rendendo lo svuotamento più difficoltoso. 2) Chiudi sempre il WTC con la sacca piena al 50%, così hai una sovrapressione di 0,16 mbar a sacca completamente piena, che ti aiuta nello svuotamento almeno fino a metà (che già basta per emergere). Poi è vero che per svuotare tutta la sacca la pompa farà più fatica, perchè nel WTC si crea una depressione fino a -0,167 mbar, però questa è minore del caso iniziale e comunque non è indispensabile svuotare tutta la sacca per emergere. Per inciso, visto che la max sovrapressione sarà solo di +0,167 mbar, anche la spinta sui tappi sarà la metà del caso iniziale, ovvero solo 3 kg circa, un po' più facili da gestire. _____________ ELETTRONICA Call_Me_V, volevo parlarti anche di questa, ma vedo che ho già scritto un romanzo. Allora ti scrivo solo la considerazione fondamentale, che è anche il mio sentito consiglio: usa il modello e vedi cosa ti piace! Le nostre passioni non sono tutte uguali, e anche il modo di divertirsi con i sub RC è molto personale. Per esempio, vedere il tuo Kiletto procedere in superficie e poi immergersi di slancio, con una dinamica simile ai battelli veri, sarà molto appagante. Poi sarai gratificato di vedere la sua risposta ai timoni, riportandolo il affioramento o magari cercando di rimanere a quota periscopica... Insomma, la riproduzione di un sottomarino militare ben si presta ad essere osservato dal fuori, apprezzando le sue risposte ai tuoi comandi, e l'eleganza della sua manovra. Però c'è anche l'aspetto opposto: pilotaggio con visuale in prima persona, attraverso telecamera, per fare manovre di fino ed avvicinamenti a qualcosa che vedi sott'acqua, con un modello molto manovrabile tipo ROV, batiscafo o sottomarino da ricerca, con mille luci da accendere ed altre funzioni ausiliarie, e tutti gli ausili per la manovra che ti può dare l'elettronica, sognando magari di avvicinarti sott'acqua al modello del Titanic affondato. E se lo vuoi fare davvero, te lo presto: Oppure, se ti piace, fai la lotta con gli storioni come ho fatto io ( ) Insomma, pilotaggio di fino in prima persona contro fascino di un modello che vedi evolvere come quelli veri. Quale dei due? Secondo me è ancora presto per decidere: prima devi pilotare il Kilo, senza troppe complicazioni, e poi farai le tue scelte. Se alla fine andrai sul sub da ricerca, un bel po' di pezzi te li posso dare io. Per i modelli di sottomarini militari vedo invece che sei ben messo... Ciao!
  10. Ocean's One

    In alto i calici!

    Ma bentornato! Mi dispiace se in questo periodo hai avuto degli inconvenienti, ma sono molto contento di rivederti attivo nella nostra Base. Levo quindi a te il mio calice, in previsione di nuove entusiasmanti chiacchierate riguardo alla nostra comune passione. Salute!
  11. Ma quante voglie ci fa venire questo uso eccellente dell'elettronica! Gepard, Call_Me_V, siete dei tentatori. Per parte mia, cedendo ai sogni, mi immagino un modellone più grosso del Kiletto, con telecamera e trasmissione dell'immagine a terra con boa. Sovraimpresse sull'immagine, potrebbero esserci le indicazioni di: - profondità - rotta (si trova una bussola o giroscopio adatto, no?) - gradi di beccheggio (giroscopio MEMS) - carica della batteria - allarmi in corso (batteria bassa, quota eccessiva,...) - percentuale di riempimento della cassa di zavorra (contando i giri del motore, se è uno stepper) - eventualmente, una linea orizzontale che mostra il beccheggio zero - se la telecamera è orientabile con comando separato, i suoi gradi di azimut o inclinazione - temperature?? Batteria o motore? - Funzioni attive: autoquota on/off, livello di intervento del pitch controller, luci accese/spente, etc E poi mi fermo perché già così sto sognando troppo! Però, se fra un anno o due Call_Me_V ci vorrà stupire, sono sicuro che queste cose sono alla sua portata... (per il modellone, invece, glielo posso dare io) FINE OFF TOPIC!!! E scusate il volo di fantasia. Ogni tanto ci vuole
  12. Ocean's One

    E Se Facessi Un Delfino In 1:24?

    Il sottoscritto ringrazia, tenendo presente la cosa per quando il disegno del piedistallo sarà completamente affinato! Per intanto, ecco un ulteriore passo avanti: Per il Dir e chi altro vorrà commentare: Cosa ne dite? Celebro il 125mo e non affollo troppo il medaglione, mettendo le due date all'esterno. Poi, mettiamo un adesivo gommoso di Betasom sulla basetta e rinunciamo all'indicazione della scala 1:24 e dell'anno di questa versione (1900) che sarebbe una terza data che crea confusione. _________ Invece, Call_Me_V, a me serve il tuo parere per capire meglio la fattibilità. Immagino che la definizione venga ottima con gli estrusori che mi hai detto in PM, ma cosa ne dici dei sottosquadri delle cifre in rilievo degli anni 1895 e 2020? Verrebbero stampate così, di pezzo con il piedistallo, e sicuramente ci sono delle zone non supportate. (solo il medaglione si stamperebbe piatto e non causerebbe problemi)
  13. Call_Me_V, figurati, è un piacere. in aggiunta a quanto scrittoti in PM, ecco qualche info sulla sacca. Conviene usare una gomma un po' spessa, tipo camera d'aria di bicicletta. Io ero riuscito a farmi una sacca da solo piegando ed incollando un foglio di gomma, inglobandoci dentro un tubetto in silicone (diam 6 mm ext / 4mm int, ma tu potresti anche fare 4/2mm). In alternativa, puoi tagliare uno spezzone di camera d'aria da bici ed incollare le estremità con un buon cianoacrilato. Il tubetto di riempimento potrebbe essere sigillato in uno di questi incollaggi, ma potresti anche usare la valvola originale della camera d'aria (che però probabilmente è peggiore come ingombri). Ti segnalo che Norbert Bruggen vende tutto il necessario per farsi da soli la sacca sul suo sito http://www.modelluboot.de/ ( > ballast systems > rubber bag ). Se gli dai un occhio ti fai l'idea del materiale necessario e vedi anche la sua pompa peristaltica e il suo pressostato, che per inciso sono entrambi IMMENSI per il tuo modello. Però qualcosa di buono lo puoi ricavare, per esempio il valore della pressione di intervento del pressostato, che per Bruggen è di 62 mbar.
  14. Ocean's One

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Lo so che non ho tolto il fascio, speravo che non si capisse troppo che era un fascio. Del resto, contavo sull’ingenua e falsa mascheratura di ipotetiche invasion stripes, che però non ha ingannato nessuno: qui siamo a Betasom, non alla Scuola di Tiro Contraereo della Repubblica di Croda! Va bene, passo la cloche al buon Darth. Ciao! (ps grazie per il pdf)
  15. Ocean's One

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Bene. Grazie ad entrambi. Ecco la mia modesta proposta.
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