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  1. Mercoledì 16 febbraio 2011- Con sorpresa ecco che oggi mi capita tra le mani questo articolo di "LEGGO" il giornale diffuso quotidianamente,gratis,in Milano . UN SOTTOMARINO CARICO DI COCA L'ultima arma dei Narcos : sommergibile di 31 metri per trasportare 8 tonnellate di droga. L'articolo è di Sabino Minelli. ROMA-Viaggiano sotto il pelo dell'acqua con tonnellate di droga a bordo per sfuggire ai controlli delle motovedette.La maggior parte la fa franca, qualcuno ogni tanto finisce nelle reti dei militari. Quello scovato lunedì dagli uomini della Marina colombiana ha dell'incre- dibile :è un vero sottomarino,un gioiello hi-tech lungo 30 metri capace di navigare dalla Colombia al Messico senza mai riemergere. In passato i trafficanti tentavano di acquistare vecchi sottomarini della Marina russi e ne avevano provato a costruirne uno con "pezzi" fatti arrivare dall'ex URSS.Trentadue quelli fermati lungo le coste colombiane negli ultimi dieci anni,ma tutti semi sommergibili.L'ultimo era stato scovato lo scorso luglio lungo le coste dell'Ecuador : erano più piccoli,meno capienti e soprattutto incapaci di navigare in immersione per lunghi tratti. Poi l'evoluzione della specie. Lunedì la Marina colombiana ha scoperto nell'area rurale di Cauca sul fiume Timgiqui,442 km a sud-est di Bogotà,un gioiello tecnologico senza precedenti. Un manufatto in fibbra di vetro del valore di 2 milioni di dollari,costruito se- condo gli esperti in 8 mesi. I soldati, allertati da un'informativa dell'intelligence,racconta il colonnello Hurtado, comandante del commando Pacifico-lo hanno trovato vuoto: a bordo nè narcos, nè carico,ma con tanto di torretta di comando,aria condizionata,periscopio,sistemi hi-tech che permettono ai due motori diesel di navigare dalla Colombia al Messico senza mai riemergere.Il narco-sottomarino,hanno spiegato fonti militari,è capace di immergersi fino ad una profondità di 9 metri e di trasportare 4 persone e fino a 8 tonnellate di carico. Uploaded with ImageShack.us Uploaded with ImageShack.us RED
  2. A Danilo43, i migliori auguri di Buon Compleanno !!!! RED
  3. Red

    Congratulazioni ai neo decorati!

    Ma si vedrà poi in ogni discussione che posterò ? Grazie Iscandar !!! RED Negli altri miei post ora non appare come avveniva prima delle modifiche del Forum !!! Come mai ? RED
  4. Red

    Congratulazioni ai neo decorati!

    Si, quello appare ! RED
  5. Red

    Congratulazioni ai neo decorati!

    Scusate, ma cliccando con il tasto destro sul nastrino a me non appare la scritta " Proprietà " ! RED
  6. Red

    Congratulazioni ai neo decorati!

    Congratulazioni ai C.ti decorati !!!! Ringrazio per il nastrino d'argento assegnatomi per " lunga navigazione ! !!!! Vorrei però chiedere, scusandomi per l'immodestia, se possiamo esibire ancora le decorazioni che avevamo in precedenza ? Ottimo il pensiero dell'avatar per chi non è più con noi ma che ricordiamo sempre con grande affetto !!!! Grazie a tutta BETASOM ed al Dir.Totiano al quale auguro come agli altri C.ti le buone ferie !!!!!! Un caro saluto RED P.S. : Il delfino del nastrino d'Argento non si distingue da quello di Bronzo : Scusate per la pignoleria !!! Grazie RED
  7. Red

    10 giugno 2019...

    W LA MARINA MILITARE ITALIANA RED
  8. Red

    Tanti auguri Comandanti!

    A tutti un mare di auguri di Buon Compleanno !!! RED
  9. Red

    Auguri importanti!

    Grazie Magico_8°/88 !!! RED
  10. Red

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Esatto !!! Faro di Trafalgar ! A te la mano RED
  11. Red

    Quiz: Indovina Il Personaggio

    Passerei la mano ad Iscandar ! Grazie RED
  12. Red

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Siamo in Atlantico e la battaglia è conosciuta con il nome della località dove si svolse agli inizi del XIX° Secolo ! RED
  13. Red

    Quiz: Indovina Il Personaggio

    Potrebbe essere Eugenio Wolk ? RED
  14. Buon Compleanno Ammiraglia !!! RED
  15. Ed eccoci al 20° ed ultimo episodio di guerra sul mare raccontato da Michele Vocino nel suo libro " Bandiere sul mare - Episodi della Grande Guerra " GUERRA SOTTOMARINA L'ammiraglio Tirpitz, Ministro della marina tedesca, era un ardente fautore della guerra sottomarina al traffico, ad oltranza, senza riserve; egli, fin dallo scoppio delle ostilità, aveva fatto presente la necessità d'infliggere i massimi danni al naviglio mercantile inglese usando il sommergibile come arma di blocco. " Poichè gli inglesi - egli diceva - ci hanno chiuso la Manica mediante un campo minato con evidente violazione del diritto internazionale, noi, per misura di rappresaglia, iniziamo la guerra al traffico con i sommergibili su tutte le coste inglesi bloccandole; e, poichè il blocco sarà tenuto per la massima parte da sommergibili, le navi che cercheranno di violare il blocco correranno grave pericolo di essere affondate senza preavviso " . La proposta lasciò perplessi gli uomini politici responsabili e specialmente il Cancelliere dell'Impero, il quale considerava il siluramento, per lo meno per le navi neutrali, giuridicamente illecito, e il Ministro degli Esteri, il quale adduceva considerazioni prevalentemente d'ordine politico, prevedendo come conseguenza il boicottaggio commerciale da parte dell'America, la chiusura dei porti olandesi, la ostilità dell'Italia. L'Imperatore era tentennante tra il desiderio di produrre il massimo danno all'avversario e la preoccupazione degli atteggiamenti neutrali. Tirpitz insisteva, ragionando: " Il diritto marittimo internazionale ora vigente non conosce ancora il sommergibile. A nessuno verrebbe in mente di sollevare obiezioni se una nave, fosse anche il più grande dei piroscafi da passeggeri, nell'avvicinarsi alle coste di una potenza belligerante rimanesse danneggiata da una torpedine e andasse a picco con passeggeri ed equipaggio; ebbene, quando quella determinata zona fosse stata preventivamente dichiarata pericolosa, non dovrebbe apparire diversamente contrario alle norme non solamente etiche e umanitarie ma anche giuridiche un affondamento, in quella zona, d'una nave mercantile per opera d'un sommergibile il quale della torpedine è certo arma meno cieca e meno crudele ". Forse il ragionamento persuase. E allora, anzichè dichiarare un " blocco sottomarino " , nel quale tanta analogia poteva riscontrarsi col " blocco di gabinetto sulla carta " esplicitamente escluso dal diritto di guerra, fu adottata, il 4 febbraio 1915, questa formula di notificazione : " Le acque circostanti la Gran Bretagna e l'Irlanda sono dichiarate " area di guerra ( come, cioè, le aree minate ); quindi qualsiasi nave mercantile nemica, incontrata all'interno di tale area, sarà distrutta, senza che sia possibile eliminare i pericoli che deriveranno all'equipaggio ed ai passeggeri ; nell'interno di tale area anche le navi neutrali sono minacciate da pericolo ( il testo originale diceva " da distruzione ", e fu modificato per volere del Ministro degli Esteri ), perchè, dato l'abuso di bandiere neutrali ordinato dal governo britannico, non sarà sempre possibile evitare che gli attacchi, supposti diretti contro unità nemiche, colpiscano invece anche navi neutrali " Fu così iniziata la guerra sottomarina al traffico, che però ebbe subito arresti, tentennamenti, deviazioni, perplessità. L'indecisione nocque più che il sistema stesso alla Germania. Si sarebbe forse potuto non adottare il sistema per più o meno fondati scrupoli giuridici o umanitari, ma quanto adottato dovevasi condurre ad oltranza; solo così si sarebbe potuto ottenere un risultato bellico decisivo, e forse anche, visto che lo Stato pel moderno diritto internazionale positivo se agisce come costitutore e non come destinatario di norme, e può farlo, agisce evidentemente in condizione pregiuridica, forse si sarebbe con abilità di giuristi potuto ingenerare nell'opinione pubblica il convincimento della liceità giuridica dell'atto, trattandosi di una arma nuova. Il clamoroso siluramento del " Lusitania ", aumentò il disorientamento e la perplessità. Quindi note e contro note che scusavano e non scusavano, per quanto subito Tirpitz avesse fatto presente che non la lunga prima nota del 28 maggio avrebbe dovuto scriversi agli Stati Uniti in risposta ala prima protesta contro il siluramento, ma, più conforme al carattere americano propenso a farsi persuadere meglio dalle cifre che dalle scuse e dai lunghi ragionamenti, avrebbe dovuto rispondersi così : " Il " Lusitania " portava in Inghilterra 150 mila granate; secondo gli insegnamenti ricavati finora, 150 mila granate permettono al nemico di infliggerci una perdita di non meno di 150 mila uomini; dunque di fronte a ciò, la perdita di mille passeggeri, " i quali si sono volontariamente esposti al pericolo malgrado gli avvertimenti ricevuti, non ha assolutamente nessuna importanza ". Questa circostanza degli esplosivi esistenti nel carico del grande transatlantico, undici tonnellate di polvere nera ripartita in cinquemila casse di munizioni, poi confermata in un rapporto pubblicato nella " Chicago Tribune " il 30 ottobre 1920 da Dudley Field Malone, il controllore del porto di New York , era infatti esattissima; circostanza in tempo esattamente comunicata a Berlino dagli oscuri informatori d'America ! Invece, in Germania, " Lo spirito di rinuncia - disse Tirpitz - spirito spinto fino alla mancanza di qualsiasi senso di dignità che ispirava il governo tedesco, la cui politica " da giardino d'infanzia " si riduceva a mettere sempre in evidenza le zelanti promesse di tenere buona condotta, doveva ben condurre all'unico risultato di svegliare ed intensificare le pretese della contro parte . " Un ordine di arresto alla guerra sottomarina dato dall'Imperatore il 1° giugno, provocato dal Cancelliere, determinò l'ammiraglio Tirpitz e, l'ammiraglio Bachman, Capo di Stato Maggiore della Marina, a presentare le loro dimissioni. L'Imperatore andò su tutte le furie. " No ! - scrisse in margine alla domanda del primo - In simili momenti questa è fellonia. Egli rimane e deve ubbidire. No! Rimanere ed ubbidire ! " e dell'altro : " No ! Questi signori debbono ubbidire e rimanere. Vero e proprio complotto militare ! Montato da Tirpitz " . A Tirpitz rispose ufficialmente : " Rifiuto di dare un seguito alla Sua domanda di dimissioni ecc..... Io ho assolutamente bisogno dei suoi servigi per il raggiungimento dell'obiettivo della guerra e nutro la speranza che Ella continuerà a dedicare al bene della patria le sue eminenti facoltà e la sua salda volontà " Tirpitz naturalmente rimase; ma le cose, in seguito, non presero una piega migliore per le sue vedute. La terza nota americana, pel " Lusitania ", del 23 luglio, per quanto avesse irritato più delle altre l'Imperatore da fargli scrivere in margine " questa è la nota più insolente nel tono e nell'espressione ch'io abbia mai avuto occasione di leggere dopo la nota giapponese dell'agosto scorso " , non lo indusse ad un atteggiamento più risoluto. Gli amici di Tirpitz allora gli si strinsero intorno, dando un pò la sensazione di oscuri maneggi, riunendosi, la sera di ogni sabato, in casa del direttore generale civile Ballin, il famoso costruttore della grandezza marittima mercantile tedesca anteguerra, il quale fin dal gennaio s'era dichiarato " partigiano della più brutale attuazione di un blocco sottomarino ". La divergenza di vedute diventò sempre più insanabile. Mentre gli uomini di governo ritenevano con ogni sicurezza che i risultati della guerra sottomarina avrebbero spinto gli Stati Uniti all'intervento, gli altri continuavano ad essere fermamente convinti che il governo americano avrebbe in ogni caso trovato un qualsiasi pretesto, della guerra sottomarina o d'altro, per intervenire nel conflitto solo nel momento che avrebbe ritenuto più conveniente, e che comunque Wilson non l'avrebbe fatto prima della sua rielezione. L'incidente " dell'Arabic " acuì il dissenso. Tirptz il 27 agosto presentò per la seconda volta le dimissioni. L'Imperatore gli rispose : " .....respingo nel modo più netto la Sua richiesta di esonero dalla carica.....;....non posso ammettere che un ufficiale presenti in tempo di guerra le proprie dimissioni, motivandole con divergenze di opinioni relativamente all'impiego delle forze navali, impiego sul quale io, nella mia veste di comandante supremo, prendo ogni decisione definitiva con completa coscienza delle mie responsabilità ". E ordinò, il 30 agosto, " che, fino a nuovo avviso, tutti i piroscafi da passeggeri, e non soltanto quelli grossi, fossero affondati unicamente dopo preavviso e salvataggio di passeggeri ed equipaggi ". Il dissidio diventò drammatico nell'inverno successivo. L'8 di marzo, quando Tirptz ebbe la sicurezza che il Cancelliere era riuscito a far prevalere definitivamente sull'animo tentennante del Sovrano le sue direttive escludendo il grande ammiraglio fin dalla possibilità d'essere ascoltato, notifica all'Imperatore di aver dovuto, per le sue condizioni di salute tanto peggiorate, cedere il suo ufficio di Ministro all'ammiraglio Buchsel. E Guglielmo, dopo aver annotato sulla lettera " La terza richiesta di dimissioni davanti al nemico ! Nell'anniversario della morte di mio nonno ! Gesto pieno di tatto ! ", gli risponde il 10 finalmente : " .....nell'esprimerLe il mio profondo rammarico per la necessità in cui mi trovo di rinunciare ai suoi così preziosi servigi, che ricorderò sempre con la massima riconoscenza. Le comunico che accoglierò favorevolmente la sua domanda di dimissioni ". Cosa che fa cinque giorni dopo. In questo aspro travaglio di coscienze e di responsabilità, di personalismi e di ambizioni, d'arrivismi e di pettegolezzi, personalità politiche e personalità militari in dissenso, e militari tra loro per intrighi di corridoio, per invidiucce, per caparbietà, mentre si giocava, e si giocò il destino della patria, una figura femminile s'affaccia per un momento tra le pagine del libro di memorie del grande ammiraglio, con cuore di bontà, fuori dalle avvelenate passioni politiche: quella dell'Imperatrice Vittoria. Dopo la seconda lettera di dimissioni, ella scrive a Tirpitz : ".......sono messa a conoscenza da varie parti,non da S.M., della sua presunta intenzione di presentare le dimissioni. Spero che questo non risponda al vero. Lei ricorda che in primavera od in estate ne abbiamo già parlato. Non conosco neppure quali siano le ragioni che La spingono ora a questo passo. Le mie righe sono ispirate unicamente al desiderio che Ella non abbandoni S.M. in questi gravi momenti. So che Lei pensa soltanto al bene di S.M. e dell'Impero. Ella è affezionato all'Imperatore ed anche negli anni scorsi lo ha aiutato spesso , ed in maniera tanto efficace. La prego di riflettere ciò . Ella può fare ancora molto bene alla patria e alla marina. L'Imperatore non mi ha scritto nulla e non sa neppure nulla di questa mia lettera. Le sarei molto riconoscente se volesse rispondermi brevemente. Dio consigli a tutti la via migliore in questi momenti, così gravi e difficili per la patria ! " E, a dimissioni accettate, malinconicamente: " Non le nascondo che la notizia che la Sua situazione richiedeva il Suo ritiro mi ha profondamente rattristata. Ella sa bene che durante i lunghi anni, nei quali Lei ha dato la sua collaborazione all'Imperatore, ho sempre avuto la sensazione che Lei traducesse fedelmente in atto i progetti e gli intendimenti dell'Imperatore per il maggior bene per la patria. Comprendo perfettamente quanto le debba pesare di non essere più in grado di dare il contributo della sua attività in quest dura lotta affrontata dalla nostra patria. Ma sono convinta che, anche dal suo ritiro, Ella vorrà sempre esercitare la sua influenza in favore dell'Imperatore e non contribuire a rendergli ancora più difficili i suoi compiti: questo è il mio ardente voto ". Il libro di memorie di von Tirptz, per altro intensissimo di notizie e di particolari anche del periodo successivi al ritiro del grande ammiraglio, è assai interessante non solo pel suo sapore storico e aneddotico, ma sopratutto perchè lascia pensosi sulla scottante questione circa le regole giuridiche dell'impiego del sommergibile nella guerra al traffico. Una sentimentalità forse eccessiva e sopratutto il nostro punto di vista nel gioco bellico ci fecero il problema non certo nei suoi veri termini mentre divampava il conflitto. Ora, con animo spassionato, in possesso di molti elementi che allora non si avevano o non si vedevano, da un esame prettamente obiettivo e da presupposti anche rigorosamente giuridici noi forse potremmo giungere ad ammettere una tesi molto vicina alla tedesca, e quindi non perfettamente consona ai principii adottati dal trattato di Washington del '22 che impone al sommergibile nella preda le stesse modalità sancite per le navi di superficie e ne condanna ogni infrazione come reato di pirateria, senza tener conto delle evidenti peculiarità del sommergibile il quale, per la sua stessa velocità inferiore alla normale dei piroscafi e per il pericolo di rimanere emerso, assai difficilmente e certo assai pericolosamente può procedere ad una visita minuziosa, e in ogni caso si trova nella quasi impossibilità di scortare, emerso, la preda in un porto nazionale od alleato. Il diritto di guerra non deve proibire la crudeltà per la crudeltà, il che sarebbe una contraddizione in termini, ma la crudeltà inutili ai fini bellici. Il siluramento senza preavviso non è una crudeltà inutile , e non sarebbe nemmeno un atto iniquo quando si fosse prima rigorosamente notificato a belligeranti e neutrali " non passate questa zona, diversamente correte il rischio d'essere affondati " ; lo stesso rischio che urtando contro una invisibile mina ! Ma ora sembra, col patto Kellogg , che le norme di guerra debbano essere bandite dal diritto. Meglio così. Poichè la guerra, deprecata e deprecabile, è un fenomeno umano che potrà forse rarefatto nel tempo ed anche considerato antigiuridico, ma non certo eliminato del tutto dalle possibilità umane, meglio, quando bisogna combatterla, d'essere guidati non da norme freddamente giuridiche, che i combattenti non sanno intendere, e per giunta minate dalla liceità della rappresaglia, ma da norme imposte dalla cavalleria d'ogni esercito, ferree appunto perchè cavalleresche, spontaneamente seguite per sentimento di onore militare e per evitare squalifiche; come ora, fuori dal diritto, si usa in ogni duello sia pure rusticano; come, per gli " usi di guerra ", s'usava nel buon tempo antico. FINE RED
  16. Red

    UNA FINE

    19° Episodio di guerra sul mare, raccontato da Michele Vocino nel suo libro " Bandiere sul mare- Episodi della Grande Guerra " UNA FINE Il luogotenente di vascello Giovanni Spiess prese il comando dell'U.135 a fine estate del 1918. Per la sua anzianità, questa sua destinazione rappresentava una prova grande di fiducia determinata per altro dalle avventurose e fortunate sue crociere sottomarine, ininterrotte per oltre sei anni. L'U.135 era tra i più e il più veloce sottomarino dell'Armata tedesca : 1.800 tonnellate, un cannone a tiro rapido e 6 tubi di lancio, 18 miglia di velocità ! E aveva nelle installazioni una finitezza veramente lussuosa; alloggi con ogni conforto, decorati con legni policromi, fin con acquarelli originali del noto pittore di Danzica, Heiligrath : un vero "transatlantico " più che un semplice " destriero del mare " Provveduto, nel cantiere di Kiel, alle finiture, agli ultimi accertamenti, in ottobre era finalmente pronto a partire per la sua prima crociera. Il comandante era smanioso d'iniziarla Ma ormai la situazione militare della Germania diventava sempre più critica. Il crollo dell'Austria aveva violentemente soppresso la base dei sommergibili tedeschi in Mediterraneo.: quelli che potevano tenere il mare nel lungo viaggio di ritorno furono chiamati in patria; gli altri furono affondati al largo. E come un colpo di folgore era giunto dal Comando Supremo delle operazioni sul mare l'ordine di sospendere immediatamente la guerra sottomarina al commercio. Spiess ebbe l'ordine di portarsi il più presto possibile a Heligoland e di tenervisi pronto. Pensò : " L'ultima carta da giocare ! La nostra marina da guerra, la seconda del mondo, fa dunque i suoi ultimi preparativi per gettare alfine il suo peso nel piatto della bilancia......... " Ma il 31 d'ottobre, a buon'ora, egli fu bruscamente chiamato presso il Comandante dei sommergibili. L'ammiraglio Michelsen, che era sull' " Hamburg ", lo ricevette, secco, con questa frase: " - Siete voi assolutamente sicuro del vostro equipaggio ? " - - " Sì , signor ammiraglio " - macchinalmente rispose a mezza voce. Aveva capito.....E non mosse ciglio quando l'ammiraglio lo informò che gli equipaggi di alcune navi s'erano ammutinati, e gli ordinò di andare a mettere immediatamente, col suo sottomarino pronto per combattere, a disposizione dello Stato Maggiore della flotta, ch'era sulla " Baden ", ormeggiata nella baia Jade. A denti stretti, egli si congedò dal suo Capo, per andare a portare il suo nuovissimo incrociatore-sommergibile all'attacco contro le navi da guerra tedesche ! Su quella rotta dolorosa, quanti ricordi.......Il primo ritorno colà, coll'U.9, a Wilhelmshaven, , nel settembra 1914, dopo la prima crociera fortunata. Tutti gli equipaggi delle grandi navi e delle siluranti, in riga, sui ponti, ad applaudire. La nave ammiraglia segnalò d'accostare : il Comandante in Capo dell'Armata, S.E. von Ingenohl, li felicitò dall'alto della plancia e accordò loro l'onore di far dipingere la croce di ferro sulla torretta. Ed avevan tutti la voce rauca, a bordo, a furia di rispondere agli urrà. Un grande successo, veramente ; il 22 settembre : era appena incominciata la crociera in guerra ! Schiariva l'alba. A bordo, sull'U.9, s'era un pò stanchi per la notte di tempesta ormai calmata, quando apparve sull'orizzonte il profilo di un albero lungo e sottile che aveva tuttavia l'aria di un albero di nave da guerra. Nostri ? Nemici ? Una prima sagoma di nave si disegnò nettamente; poi un'altra: tre incrociatori a quattro ciminiere, inglesi ! Breve scambio d'idee tra gli ufficiali....... Ore 7,20; comando : " Alza il periscopio! Tubo I , attenzione ! " . Con tutti i nervi tesi, col cuore che quasi non batteva, ognuno contava i secondi. - Tubo I, fuori ! Ammaina il periscopio ! - Bruum...... " Urrà " ! Ma non bastava: da 15 metri d'immersione risalgono a profondità d'attacco: occhio al periscopio: il colosso affondava con la prua in aria, e gli altri due s'erano a raccogliere i naufraghi. - " Tutta forza avanti !........ tutta forza, indietro ! " - " Ricaricato il tubo I, e pronto ! " Un nuovo lancio : sono le 7,55 ; ed una nuova vittima....... Manovra per il terzo attacco, gli accumulatori son già quasi scarichi; non importa; ancora un ultimo sforzo; avanti ! Bruum.....Bruum......Due siluri : era fatto. Come nere torme di formiche, gli uomini aggrappati alla chiglia scomparivano negli abissi marini con la loro nave. Come " formiche ", così ha scritto il comandante Spiess nel suo libro di memorie. - " Il colosso dalle quattro ciminiere s'inclinò lentamente , ma irresistibilmente, sulla sinistra.......Noi vedemmo dei grappoli umani arrancare, come nere torme di formiche, sul fianco, poi sulla chiglia immensa e piatta , prima di scomparire nei flutti. Triste spettacolo per un marinaio ! " . In meno di un'ora , 36000 tonnellate colate a picco; tre incrociatori corazzati, " l'Alboukier " , " l'Hougue " , e il " Cressy ", e chissà quante giovani vite, poichè ognuno aveva un novecento uomini a bordo...... E non bastava. Dopo meno di un mese, sulla tragica rotta dell'U.9 apparve un'altra squadriglia d'incrociatori nemici. Un urlo, nel sottomarino:- " Al posto di lancio ! Acqua all'uno ! Apri tutto ! " - " Avanti, a tutta forza......" Gli inglesi procedono zigzagando . L'U.9 s'avvicina immerso; forse è scoverto.....; scende più giù, sotto la chiglia nemica; poi prende posizione: - Fuori ! Quando, dopo otto minuti dall'esplosione , si potè dare un'occhiata dal periscopio sul mare, " l'Hawke ", un incrociatore protetto di 9.000 tonnellate, era già quasi tutto sott'acqua ; ancora emergeva una punta di ciminiera e del cassero, donde una dozzina di uomini, gli ultimi, si tuffavano nelle acque spumeggianti......... Il giorno dopo, un nuovo incontro di quattro caccia nemici : calma piatta, mare eccezionalmente trasparente. Attaccarlo ? Era estremamente pericoloso......E sia. Puntare su di uno. - Fuori ! - Ma un altro fila diritto sul sommergibile. Un urlo : - " Tutti i timoni sotto ! Subito ! Ammaina il periscopio ! Avanti a tutta forza !..... Ci sperona...... Tredici metri : un rumore di tuono; una scossa al sommergibile sotto il risucchio del caccia che passò filo filo sopra la torretta.....Si vide l'ombra della nave passare, dall'oblò di poppa ch'era rimasto aperto....... Un attimo : tra la vita e la morte.....Bastava il ritardo d'un metro nell'immersione........ Invece nessun danno. Scesero a venti metri. E via....... E nuovi incontri.......E nuove vittime......Tante, tante vittime anche mercantili dopo che l'U.17 affondò il piroscafo " Glitra ", primo della triste serie , e venne proclamata dalla Germania la guerra commerciale. Al comando dell'U.9. Spiess,poi dell'U.19, quarantaquattro ne affondò di navi mercantili d'ogni portata e d'ogni bandiera: interi convogli....., centinaia di migliaia di tonnellate gittate in fondo al mare ! S'impennavano.......S'appruavano.....e giù, nell'abisso, qualche veliero con tutte le vele spiegate, come un sogno d'incubo. Uno solo il " Tyne Wave ", calò a picco orizzontalmente, per strana bizzarria, conservando la sua posizione normale. Un frego nero sul Lloyd Register per ogni affondamento : una nave meno ! E una bandierina nera aggiunta al pavese......Era un delirio sulle tolde e sulle banchine quando il suo sommergibile tornava alla base da una crociera, pavesato da tante bandierine nere ! E, tra queste vittime mercantili, ancora un incrociatore inglese, il " Calgarian " di 17.500 tonnellate, affondato da Spiess nei pressi di Rathlin, all'imbocco del Canale del Nord, in circostanze drammatiche. Sempre drammatiche, del resto, le ore vissute all'agguato e all'attacco ! Cinque anni trascorsi al confine del regno della Morte, giorno per giorno....... Scoverti!..... Ecco che ci speronano!...... Una cannonata troppo corta !........ Una pioggia di granate tutt'intorno; come quando l'U.19 fu attaccato da un " Floxglove " - le navi antisommergibili inglesi -, il 15 aprile 1918, in Oceano. - Ammaina il periscopio ! A venti metri ! Una granata ha quasi sfiorato la torretta.......Tutto vacilla..... - Apri tutto !......Subito ! Bruum......Bruum..... L'inferno..... Alcune lampade volano in frantumi. - Accendete le lampade di rispetto ! Avanti adagissimo ! E gli accumulatori son quasi scarichi........ Poi più nulla, per venti minuti.......Salvi ! Meglio, meglio morire di quella eroica morte, per mano del nemico allo sbaraglio, in fondo al mare, nella propria nave, tragica tomba tremendamente bella ! Così ; come il suo primo comandante, Weddigen, scomparso nei flutti speronato dalla Dreadnought, come tanti altri suoi compagni. Ora : l'amaro calice fino in fondo ! Come giunse a Schilling s'accorse che su tutte le navi in rada v'era qualcosa d'anormale. Gli fu ordinato di avvicinarsi alla " Helgolan " , ammutinata.....Subito vide che uno, poi due pezzi da 150 gli rivolsero la gola minacciosa......Segnalò : " Alzate i pezzi "; e le canne furono elevate infatti, saggiamente, nei loro affusti. Ma immediatamente dopo, uno, poi tutte le artiglierie minori della nave furono puntate contro il sommergibile. Cinquecento metri di distanza presso a poco: un sol colpo partito, ed era la fine.......Alcuni minuti d'ansia spasmodica.......Poi un nuovo comando che lo chiamava presso la " Thuringe ", altra nave ammutinata......Quel giorno Dio volle risparmiare la tragedia fraticida. Ora la rivolta scoppiava d'ogni dove. Si sperò ancora di conservare per i sommergibili come base sicura Heligoland ; ma il 7 novembre incominciarono i torbidi anche in quell'isola. E i sommergibili fedeli, tra cui l'U.152, seguiti, in lunga fila, da altre navi minori, presero il largo, verso l'isola di Sylt. Colà, l'ammiraglio Michelsen convocò i suoi comandanti per l'ultima volta. Conclusione ? L'ordine : " Ogni sottomarino rientri alla sua base " ; ed anche il " consiglio " ed il " permesso " di rifugiarsi in porto estero. Era la fine! Spiess, tornado a bordo, informato l'equipaggio della situazione, sbarcati gli ammogliati e gl'indecisi, mosso verso Memel, con la più grande e più nuova bandiera da guerra a riva: a terra garriva la bandiera rossa. Passando al traverso della " Graudenz " , dov'era l'ammiraglio Michelsen, egli allineò sul ponte tutti i suoi uomini, e rese per l'ultima volta gli onori al rappresentante del suo Capo supremo...... Addio, Marina ! Addio, mar di Germania ! Come una suprema irrisione spuntò tuttavia un ultimo barlume di speranza : un messaggio radio segnalava navi da guerra inglesi nel Deutsche Bucht ed ordinava ai sottomarini di covrire " l'Elba, Heligoland, Jade, Ems " - Avanti a tutta forza ! Avanti sempre !...... Ecco Heligoland....Ma nessuna nave nemica...Invece un nuovo ordine : " Ritornate alla base" : ordine a firma, insieme, del Comandante dei sottomarini e del Consiglio dei soldati....... Spiess mise la prua a sud, in quel triste tramonto autunnale. Lasciando di poppa, nella scia, l'isola rossa, con innanzi la rivoluzione e ad ovest gli ultimi raggi del sole occiduo che tingeva di sangue il cielo e il mare, mosse, con un leggiero rollio, verso la patria perduta. La sera, alla fonda a Wilhelmshaven, ancora un colpo di fischietto, e un comando : - " Ammaina la bandiera ! " L'ultimo saluto alla sua bandiera da guerra........ FINE RED
  17. Red

    Quiz: Indovina Il Luogo

    No non siamo in Italia ma in luogo dove avvenne una famosa battaglia sul mare ! RED
  18. Red

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Grazie Vigile !!! Ecco il luogo da riconoscere : dove si trova questo faro ? RED
  19. Red

    UNA FINE

    Ciao Danilo, il mio zio bersagliere non era imbarcato, ma ha combattuto sul Col di Lana ( Dolomiti ) e sul Carso e preso prigioniero, credo dopo i fatti di Capretto , morì, ventiduenne, in Austria nel campo di Sigmundsherberg ( ottanta chilometri a Nord di Vienna ) per malattia. Morì il 31 marzo 1918. Il Tenente Colonnello, Direttore del Museo ( ma anche Direttore degli altri Sacrari del Friuli Venezia Giulia ) credo anch'io non sappia nulla in quanto da pochi anni ha sostituito il caro Tenente Colonnello Di Giugno . Anche il Cappellano Militare è cambiato e chissà forse lui avrebbe potuto sapere qualcosa a riguardo. Tutto il personale è cambiato ed ora è soltanto militare ( prima i custodi non lo erano ). Cercherò d'informarmi anch'io . Un saluto RED Allego le due medaglie ricevute con sopra incisi i nomi dei miei Caduti : Il Corpo della R. Guardia di Finanza Mare si formò a Messina e mio zio giovanissimo fu uno dei primissimi a farne parte. Morì a Piscopi ( Dodecanneso ) a causa dell'influenza spagnola .
  20. Red

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Sembrerebbe la fortezza di Alanya in Turchia ! Trovata con : Fortezze in Turchia Immagini https://www.google.it/search?biw=1280&bih=578&tbm=isch&sa=1&ei=hYL2XKGvIInJgwe8vJ3gBg&q=Fortezze+in+Turchia+immagini&oq=Fortezze+in+Turchia+immagini&gs_l=img.12...543230.545823..548935...0.0..0.73.1264.20......0....1..gws-wiz-img.d74rXTfUliQ#imgrc=YsdebT_FEoIQ7M: RED
  21. Red

    UNA FINE

    Caro Danilo, in effetti io non ha mai visto nel Museo di Redipuglia dei cimeli del smg.Nereide ! Non mi pare che nel Museo esista un magazzino per reperti. Bisogna comunque dire che negli anni vi sono state diverse modifiche alle sale del Museo come appunto aggiungere o togliere cimeli. Per esempio le due sale poste dietro al Santuario, cioè quelle che hai visitato, sono state proprio di recente risistemate a causa di una forte infiltrazione d'acqua dal tetto che ha danneggiato molte fotografie e documenti che vi erano esposti; diverse sono state tolte altri sono state lasciate anche se macchiate dall'umido ! Però mi sembra strano che l'asta del Smg. Nereide , donata al Santuario, sia scomparsa nel nulla ; credo che in quel luogo l'avrebbero tenuta caramente ! Non sarà forse un'altro Santuario, magari a Brindisi ? Hai forse vista la foto di mio zio ? Si trova esposta nella seconda sala, sul muro di destra : un giovane bersagliere con le braccia conserte ! Un caro saluto RED
  22. Red

    UNA FINE

    Chiedo scusa per il ritardo !!! Grazie Old_fly37 per il complimento ma soprattutto sono contento che i miei post come quelli degli altri Comandanti servono a farti compagnia ! Gli episodi da me postati vogliono ricordare non soltanto gli episodi di guerra sul mare ma specialmente i Marinai di ogni grado e di tutte le Nazioni Caduti in quella immane guerra che provocò dei lutti anche nelle Famiglie dei miei genitori. Per oltre venticinque anni mi sono recato al Sacrario di Redipuglia dove ho sempre voluto portare dei fiori agli Equipaggi dei Sommergibili Medusa e Jalea che lì riposano assieme a tanti altri Marinai ! Nel giugno del 2017 , nel piazzale di quel Sacrario dove riposano 100.000 Caduti, mi sono state consegnate due medaglie, una per ogni Caduto, a ricordo della Guerra 1914-1918. Caro Old_fly37, prossimamente posterò il 20° ed ultimo episodio che sarà dedicato ai sommergibili e se troverò altro libro di racconti sarò felice di postarli facendoti ancora così compagnia. Grazie per aver letto tutti i miei post !!! Ricevi un caro saluto !!! RED Ringrazio anche il nostro Dir.Totiano ed il C.te Danilo43 !!!! RED
  23. Red

    Quizz Foto: Unità Militari

    Affondata !!!! A te la mano ! RED
  24. Red

    Quizz Foto: Unità Militari

    Ciao Darth No, siamo però in Europa ! RED
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