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Red

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    Milano/Messina

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  • Presente ai seguenti Raduni Nazionali e Licenze Ufficiali di Betasom
    Reggio Cal.-Raduno Nazionale ANMI 2008; La Spezia:1^ Festa della Marineria-2009 Genova 26-9-09:Franchigia Ssk518 N.Sauro- Chioggia 18-10-09-: XVI^ Licenza Ufficiale ssk526 S.Todaro XII° Raduno Nazionale "Smg.TOTI" Milano-7-2-2010 XVII^Lic.Uff."Magg.Cesare Laurenti"-La Spezia-Cant.Nav.Muggiano-10-4-2010 XIX^Lic.Uff."Amm.Mario Falangola"-Ars.Venezia 28-11-2010 Ass.Cult.Betasom XX^Lic.Uff."MOVM 2°C°Sil.Pietro Venuti" Monfalcone-19-3-2011-1°Rad.Smg.sti.- XV°Rad.Naz."Caleari" Roma 17/18-6-2012 Livorno:XXI^Lic."Smg.Cappellini"-70°Ann.m.S.Todaro-15-12-2012 Oleggio,7-4-2013-XXII^Lic.Uff."CC Enea Picchio-MOVM"-Cerimonia 70° anniv. sua scomparsa. Milano-XXI^ Licenza Ufficiale " SMG Scirè "- 9-12-2017

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  1. Red

    L'eroe della giornata

    Perdonate la curiosità : è lecito chiedere a quale nave apparteneva l'ancora ? Ha una sua storia ? Grazie. RED
  2. Red

    L'eroe della giornata

    SIETE DEI GRANDI !!!! RED
  3. Red

    NAVI - CIVETTE

    Ecco un'immagine, tratta alla fine delle pagine del racconto, del Capitano di Fregata Gordon Campbell comandante della nave misteriosa " Pargust " Grazie RED
  4. Red

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Grazie !!! Dove siamo e di cosa si tratta ? RED
  5. Red

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Il luogo dove fu fatta la foto - 7 giugno 1944 - è Hamlet, borgo a 2,5 Km da Sainte Mère-Eglise ( Francia). L'ho trovata ricercando il nome del bar-drogheria https://www.google.it/search?q=Cafè+J.Philippe+immagini&tbm=isch&source=hp&sa=X&ved=2ahUKEwiwh4De753iAhWO_qQKHabfDaoQsAR6BAgJEAE&biw=1274&bih=571&dpr=1.5 RED
  6. Auguri a tutti Comandanti che oggi festeggiano il compleanno !!! Auguri particolari per il C.te Iscandar !!! RED
  7. 18° Episodio di guerra marittima raccontato da Michele Vocino nel suo libro " Bandiere sul mare - Episodi della Grande Guerra " NAVI - CIVETTE Un'alba di giugno del 1917; nell'Atlantico, verso l'Inghilterra; mare agitato, cielo uniformemente coperto. Pioveva a dirotto. Il piroscafo inglese da carico, che si chiamava " Pargust ", un nome strano che non ha alcun significato in nessuna lingua, procedeva a velocità ridotta, meno di otto miglia, guardingo, perchè in acque che si sapevano battute da sommergibili nemici. Qualche raro marinaio in coperta, per i servizi di bordo. Sulla plancia a grandi passi, su e giù, l'ufficiale di guardia goffamente imbacuccato in un impermeabile col cappuccio sugli occhi a riparo degli schiaffi della pioggia e del vento, fumando dalla pipa corta, con serenità. A un tratto tra onda e onda saltò sull'acqua, come un delfino, un siluro, a dritta. L'ufficiale lo vide. Rapidissimo diede un ordine al timoniere e alle macchine. Non potette scansarlo. Lanciato magistralmente dalla invisibile nave subacquea, l'ordigno di morte venne diritto a colpire la vittima in pieno, all'altezza della linea di galleggiamento e scoppiò demolendo la paratia stagna tra macchina e caldaie così che il locale fu subito inondato dall'acqua. Squillò immediatamente l'allarme. In un attimo si videro in coperta tutti dell'equipaggio, ufficiali e marinai, poco più di una decina, che ammainarono, presi evidentemente da panico ma con mirabile precisione di manovra, le due imbarcazioni sulla dritta, mentre la nave, tutto il timone a sinistra, formava loro ridosso sotto vento. Le scialuppe ballavano sulle onde. Gli ultimi, tra i quali un ferito, si filarono tra i cavi, e qualcuno cadde in acqua e raggiunse l'imbarcazione a nuoto; ultimo il comandante, in una vecchia e sdrucita uniforme inelegante ma con un fiammante berretto gallonato a segno visibile del suo grado,e con in mano la gabbia d'un pappagallo, forse la sua mascotte che gli rendeva più difficili i movimenti pel trasbordo. Appena sul suo battello, senza mai lasciare la gabbia, egli prese il comando di tutti. S'erano già scostati un poco quando improvvisamente sbucò fuori da un boccaporto sulla coperta del piroscafo un fuochista, nero da parere un moro. come impazzito, che si precipitò alla murata urlando ed invocando aiuto dai compagni. Una scialuppa si avvicinò. Lo prese. Nessuna traccia del sottomarino s'era vista fin'allora. Ma presto il periscopio affiorò a un quattrocento metri, sulla sinistra. S'avvicinò a circa venti metri. Poi s'immerse. Poi riapparve di poppa al piroscafo. Finalmente tutto il battello emerse dirigendosi verso le scialuppe dei naufraghi, che, guidate dal comandante calmo col suo pappagallo, erano venute sulla dritta come per dare l'ultimo addio alla loro nave prossima a morire.Vennero quasi sotto il bordo. Il sottomarino si avvicinò a loro, mentre s'apriva il portello della torretta e ne sbucava un ufficiale, forse il comandante. Questi urlò un ordine ai naufraghi, avvicinandosi; poi si curvò a darne un'altro ai suoi, nella torretta. Qualche naufrago rise: un riso alienato......... - Poveri naufraghi che hanno tutto perduto ! - disse uno di loro all'ufficiale del sommergibile come a spiegargli quel riso che evidentemente lo aveva irritato. Intanto dalla torretta sbucava fuori un uomo armato d'un moschetto che ingiunse loro, minacciandoli, di non avvicinarsi più oltre alla nave ferita. In quel momento sulla coverta di essa, apparentemente deserta, d'un subito avvenne l'incredibile. Quattro uomini fin'allora stesi bocconi sul ponte, immobili, da sembrare cose buttate là, - uno aveva dalla sua parte più prominente un salvagente - s'alzarono di scatto al comando d'un invisibile capo e si precipitarono ai pezzi anch'essi mascherati da non esser visti. Un altro sbucò fuori dalla timoniera e issò la bandiera di combattimento al picco di maestra. Il primo colpo raggiunse, centratissimo, la torretta. I due uomini furono proiettati in mare, senza il tempo forse di riprendersi dalla sorpresa e di rendersi conto di quel che succedeva. I colpi si seguirono fitti, tutti centrati. Il vero comandante della nave misteriosa, il capitano di fregata Gordon Campbell, era intanto venuto fuori dal suo nascondiglio. Dopo il terzo colpo il sommergibile s'era un poco inclinato sulla sinistra, tuttavia avanzando. Poi si fermò al traverso del piroscafo. S'aprì il portello di poppa e da questo e dall'altro della torretta grappoli di uomini sbucarono con le mani in alto, agitando le braccia. Campbell pensò fossero segnali di resa, e fece cessare il fuoco. Ma non appena il tiro s'arrestò, il sommergibile riprese ad avanzare mentre i suoi uomini dal portello di poppa venivano lanciati in mare. Campbell ebbe paura che la preda, per quanto gravemente ferita, gli sfuggisse con una rapida immersione. Non ebbe riguardi. Ordinò all'unico pezzo che, per la sua posizione poteva ancora farlo, quello sul cassero di prora, di sparare. Un'esplosione; e il sommergibile, piegato sul fianco, colava a picco a circa duecentocinquanta metri dal " Pargust ". S'inabissò appruato. Sull'alto della poppa, ultima visione tragica, apparve per un attimo un uomo ad annaspare disperatamente. Sulle acque assommò qualche naufrago. Le due scialuppe , ch'erano al largo spettatrici della tragedia del trionfo del loro freddo tranello, corsero verso i naufraghi facendo forza di remi controvento per tentare il salvataggio, e giunsero appena in tempo per trarne in salvo due. Il finto comandante, sotto il bordo del " Pargust ", gridò : - Ne abbiamo un esemplare per specie ! - Voleva dire uno degli ufficiali, ed uno della bassa forza. E non voleva lasciare la sua mascotte. Ma anche la mascotte era finta. " Il pappagallo imbalsamato - dice il comandante Campbell, ora ammiraglio, nelle sue memorie, descrivendo l'organizzazione e i trucchi di queste sue misteriose navi civette - era uno dei nostri perfezionamenti, che noi conservavamo in una bella gabbia verde nel salone. I marinai abitualmente hanno molto cara qualsiasi mascotte. Noi ci siamo proposte diverse mascottes; e dopo lunghe ed esaurienti discussioni i quadrato, il pappagallo risultò vincitore " Trucchi d'ogni genere su queste navi cacciatrici di sommergibili; e sopra tutto uomini d'un sangue freddo eccezionale. La nave faceva da esca: un modesto piroscafo carbonaio, o da carico, e qualche volta un veliero. Batteva la sua rotta, modestamente; gli uomini " mercantili " al loro posto, a fumare tranquillamente ed a guardare il mare. In vista del sommergibile dovevano fingere di non averlo visto, aspettare indifferentemente che attaccasse; se lanciava un siluro, manovrare in modo che questo passasse esattamente di poppa alla nave, e simulare d'essere colpiti mettendosi in panna per finta avaria alle macchine, avaria che, mediante un tubo speciale per sfuggite di vapore, si riusciva a simulare dando l'illusione della più perfetta realtà. Qualche volta l'avaria era però effettiva, ed anche mortale. O si provocava di proposito; Campbell giunse fino a far manovrare in modo da ricevere il siluro anzichè scansarlo, per meglio giocare il suo giuoco terribile. E allora finta o vera l'avaria, un drappello addestrato al giuoco , tanti quanti dovevano essere gli uomini dell'equipaggio se effettivamente mercantile, si precipitava in coperta, come preso dal panico, ad ammainare le imbarcazioni per simulare l'abbandono della nave; ed anche il fuochista che sbucava all'ultim'ora dalle macchine a gridare " aiuto " era un trucco. Il Tamburo dell'argano, quello di prora per virare gli ormeggi, era finto e vuoto; e in esso il comandante infilava la testa, a vigilare, non visto. Prossimo v'era un periscopio mascherato in un tubo di stufa simile a quelli per scaldare gli alloggi. Un altro ne era sistemato, a poppa, in un finto tubo della cucina. Un tunnel, ingegnosamente disposto lungo le stive, permetteva il rapido passaggio nascosta da prua a poppa. L'armamento, normalmente di de pezzi da 102 e di due da 76, era anch'esso abilmente camuffato; mentre un pezzo da 76, magari finto, era ben in vista sul cassero di poppa per dare l'illusione del consueto armamento difensivo consentito alle navi mercantili dalla " Dichiarazione di Londra ". E con un carico di legname opportunamente stivato, oltre a speciali paratie stagne , si faceva in modo da dare alla nave la possibilità di rimanere quanto più possibile a galla anche se colpita. Gli uomini dovevano recitare la loro parte con disinvoltura, senza tradirsi mai, truccati com'erano nei vestiti e nel comportamento; specialmente nei porti o quando avevano il pilota a bordo. " Una volta - racconta Campbell - io andai a terra con uno scappavia della marina militare, ch'era venuto a rilevarmi. V'erano due marinai. Io saltai dentro automaticamente mi sedetti a poppa e presi la barra. Uno dei due giovani marinai mi disse " Levati di là; voi non sapete nemmeno cosa sia stare al timone " . Umilmente cambiai il posto e gli cedetti la barra. Seguì una invettiva: " Penso che non valga nemmeno la pena di parlarvi di manovrare la lancia, perchè voi non comprendereste che cosa ciò vuol dire. Non fa niente. Statevi seduto là." Campbell, in comando di navi-trappole, aveva già colato a picco, così, due sommergibili tedeschi, l'U.68 e l' U.83, prima di questo affondamento; e varie altre volte s'era cimentato con esito incerto. Adesso, curioso di sapere il nome della sua terza vittima, lo domandò all'ufficiale prigioniero, fradicio d'acqua ed unto d'olio, ferito ad una mano, s'era abbattuto sopra una sedia nella sala nautica. L'ufficiale s'alzò, si piantò sull'attenti, disse : " Comandante, io sono un ufficiale della marina militare, e non parlerò mai ! " . E l'altro : " Sta bene; voi fate il vostro dovere " Poi seppe che la vittima era il sommergibile U.C.29 - FINE RED
  8. Red

    Quiz: Indovina Il Personaggio

    CF Peter Strasser ? RED
  9. Red

    Quiz: Indovina Il Luogo

    I personaggi non li riconosco ! Il luogo potrebbe essere il Monte San Michele (GO) ? RED
  10. Red

    500.000 Messaggi!

    Credo un invidiabile traguardo raggiunto dal nostro BETASOM grazie all'impegno ed alla collaborazione di tutti i Comandanti che lo sostengono ! W BETASOM, i suoi Dirigenti , ed i suoi Comandanti !!! RED
  11. Red

    Quiz: Indovina Il Personaggio

    Amm. Franz von Hipper ? https://it.wikipedia.org/wiki/Franz_von_Hipper RED
  12. Red

    Auguri Vate Monopelagus!

    Di cuore auguro a tutti Buon Compleanno !!! RED
  13. Red

    Quiz: Indovina Il Personaggio

    Esatto ! A te la mano . RED
  14. Ciao Mircomar, riporto quì la motivazione della M.B.V.M. nel caso tu non ne fossi a conoscenza : BONADIES Giuseppe Tenente di Vascello, nato a Corato ( Bari ) il 25-10-1913 " sul campo " " Ufficiale in 2^ di sommergibile, dislocato in una base avanzata sottoposta a continui attacchi aerei, cooperava validamente alla difesa contraerea della piaz- za. Durante una missione di guerra , fatto segno il sommergibile a violenta cac- cia nemica, che provocava avarie , coadiuvava con serenità e ardimento il comandante nella manovra di disimpegno dell'unità e nel suo ritorno alla base " ( Mediterraneo Orientale, giugno- luglio 1940 ) ( R.D. 27 giugno 1942 ) Sommergibile Galatea. Non ho le motivazioni delle Croci al Valore in quanto sono di difficile reperibilità poichè non esiste un Albo dove vengono raccolte. Se tu volessi, gentilmente, riportarle qui sarebbero delle notizie in più che avremmo a nostra conoscenza e che potremmo custodire. Non credo si possano trovare altre notizie riguardanti altre decorazioni . Comunque sia Onori al C.te Bonadies Giuseppe !!! RED
  15. Il C.te Bonadies Giuseppe fu decorato " alla memoria " con la M.A.V.M. Riporto la motivazione con la quale le fu assegnata : BONADIES Giuseppe Tenente di Vascello, nato a Bari il 25-10-1913 " alla memoria-sul campo " " Comandante di sommergibile, distintosi sin dall'inizio delle ostilità, nell'incarico di ufficiale in 2^, per le spiccate doti di professionalità ed il valoroso comportamento in difficili missioni di guerra, veniva destinato ad operare in acque particolarmente pericolose per la presenza del nemico vi- gile e in forze. Attaccato da aerei nemici, stroncata la sua eroica resistenza da schiac- ciante superiorità dell'avversario, scompariva in mare con la sua unità nel supremo adempimento del dovere ". ( Mediterraneo Occidentale, 14 settembre 1942 ) ( Determinazione del 13 giugno 1944 ). ( D.L. 12 aprile 1946 ) Sommergibile Alabastro. FINE RED
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