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the guardian

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About the guardian

  • Birthday 09/07/1969

Profile Information

  • Gender
    Male
  • Location
    taranto
  1. the guardian

    Riportiamo A Casa I Ragazzi Del San Marco...

    Buonasera a tutti gli amici del forum; reltivamente alla mia prolungata immersione circa l'episodio in questione per la quale annunciavo un "silenzio-protesta" finquando non si fosse sbloccata la situazione, sembra che qualcuno abbia finalmente tirato fuori gli attributi e deciso qualcosa che avrebbe dovuto fare già in precedenza, eh? Staremo ora a vedere come riusciranno a gestire la situazione sperando di non farsi intimidire dai "rapitori"! Saluti e ALFA TAU!
  2. the guardian

    Riportiamo A Casa I Ragazzi Del San Marco...

    Persisto nel mio stato di silenzio in attesa , come preannunciato, che finisca questa vergognosa vicenda di un'Italia genuflessa su se stessa e incapace di reagire su tutto; dopo tutte le p.........te che continuano a circolare, del tempo perso e del temporeggiare in quanto non abbiamo mai avuto gli attributi per liberarli, colpevoli o innocenti, due dei nostri sono ancora là; persisto quindi nella mia silenziosa protesta! ALFA TAU!!!
  3. the guardian

    Riportiamo A Casa I Ragazzi Del San Marco...

    .....................................................................
  4. the guardian

    La Nuova Base Atlantica: Problemi, Dubbi, Suggerimenti

    Salve a tutti e complimenti a chi di dovere per la realizzazione del nuovo stile del forum, molto bello e sicuramente innovativo, anche se............mi piaceva più il vecchio stile, (ma a questo, non dateci importanza); ci metterò qualche decennio, ma ce la farò ad abituarmici. A presto (ovv. a quando qualcuno tornerà libero!)
  5. the guardian

    Riportiamo A Casa I Ragazzi Del San Marco...

    Salve a tutti Comandanti; continuo a rimanere in immersione forzata e volontaria finquando non si sblocca la situazione e a conferma di quanto espresso nei primissimi messaggi riguardo a come si sarebbero dovute svolgere le cose. Saluti.
  6. the guardian

    Orologi...

    Ma ci mancherebbe pure altro. Ciò che fate, è sempre ben fatto!!! Grazie a tutti!!! :s51: :s51: ALFA TAU!!!
  7. the guardian

    Riportiamo A Casa I Ragazzi Del San Marco...

    Essere divisi, scrivere, pubblicare o linkare provocazioni non ci puo aiutare ne puo aiutare la nostra immagine di Italiani. Abbiamo oltre 2000 anni di civiltà alle spalle, un Valore che fa la differenza: impieghiamolo! Giusto e sacrosanto, Totiano, ma mentre noi perdiamo tempo a trincerarci dietro ai 2000 anni di civiltà che ci differenzia, gli altri fanno i fatti e noi continuiamo a passare per inetti e incapaci di reagire; è la somma di tutte queste inettitudini dimostrate negli anni che ci ha portato a subire tutto ciò che subiamo! La cosa che mi fa davvero paura, è che qualcuno si nasconda dietro questi falsi sentimenti ideologici per mascherare una reale incapacità di alzare un tantino la voce in campo mondiale, a volte anche se non ce lo si può permettere, ma almeno per dimostrare di avere quella famosa dignità italiana da far rispettare a tutti; spesso, in servizio, ci siamo spesso imbattuti in equipaggi di bella-gente che era in mare violando la custodia domiciliare cautelativa a far cose per niente lecite: dopo tanti scambi anche poco per bene si arrivava a dovercisi relazionare a terra e faccia a faccia (come da loro cordiali inviti secondo un codice inviolabile e sacro); noi, sebbene con tanto di strizza al c@##, certamente non disdegnavamo l'invito. Mentre noi dimostravamo coraggio nello svolgere il nostro lavoro con dignità (anche oltre le normali procedure e con il ricambio a portata di mano), loro, presi alla sprovvista per l'inaspettata reazione, venivano a compromessi che NOI dettavamo, risultato: gli appioppavamo verbale, sequestri, e ci ringraziavano, anche per avergli concesso eventuali compromessi; naturalmente, le volte successive sapevano già a priori con chi si confrontavano, e stranamente.....ci rispettavano di più. Noi chiaramente, pur non essendo gente di quel calibro, ce la siamo giocata se non altro, e c'è andata sempre bene. Ora, da queste piccole esperienze di vita quotidiana chissà se si provasse una volta a verificarlo in ambiti un pò più importanti: vuoi vedere che ci scapperebbe di dire la nostra per ultimi e sbloccarci da questa succube personalità cronica e quanto mai patologica??? Cavolo, lì ci sono due dei nostri in gabbia, ma evidentemente al governo non interessa; forse però, se fossero figli loro....... E la chiamiamo dignità! ALFA TAU!!!
  8. the guardian

    Orologi...

    Ottima segnalazione Argo, grazie! La andrò sicuramente a vedere anzi, se avessi saputo esistesse già l'avrei allegata a quella discussione del 2006; il fatto è che non sapevo ci fosse già: mi sono iscritto solo nel 2008! ALFA TAU!!!
  9. the guardian

    Passaggio Di Consegne

    Ah bhè, se tanto mi da tanto allora mi fido!!! :s02: :s02: :s02: E sto tranqui! Un abbraccio Nik, e..... ALFA TAU!!!
  10. the guardian

    Riportiamo A Casa I Ragazzi Del San Marco...

    Buonasera a tutti; personalmente ritengo importante dimostrare solidarietà verso i nostri Fucilieri e spero (anzi, ne sono certo), possa risolversi tutto per il meglio ed in breve tempo, ma penso anche che tutto ciò sia praticamente inutile, e lo sappiamo benissimo tutti; I rapporti sono regolati da diplomazie e vicende molto al di sopra di noi, e tutto si risolverà come sempre soltanto dopo aver aspettato che tutta la commedia sia stata recitata fino alla fine, e noi ci illuderemo che tutto sia sia risolto invece grazie ai nostri interventi e perchè abbia prevalso chi sà cosa.... Con questo non vorrei risultare polemico o disfattista, ma ritengo che la soluzione migliore sarebbe intanto stata quella di andarsi a riprendere, e subito, i due fucilieri a mezzo commando incursori, tanto, cosa sarebbe dovuto succedere: gli indiani ci avrebbero dichiarato guerra? AH, ah,ah,...grande risata! Agli occhi del mondo, così avremmo dimostrato il nostro orgoglio di Italiani e solo successivamente esponendo in Patria il tricolore, in segno di dignità!!! Agli occhi del mondo avremmo dimostrato di aver reagito ad un inganno perpetratoci ingiustamente, nessuno avrebbe potuto biasimarci e noi avremmo mostrato un pochino i denti e riacquistato un pò di quella dignità che tanto ci manca, come avrebbero fatto gli americani se solo fosse successo a loro; personalmente credo che non si sarebbero sottoposti come noi a subire le decisioni, e i vari giochetti che ci hanno portato a questa situazione; avrebbero solo alzato il telefono e avrebbero dato loro un ultimatum senza neanche dare l'opzione della scelta: "Vi diamo 24 ore per lasciare liberi i nostri Marines!" e avrebbero chiuso senza possibilità di replica. Così, e solo così avrebbero continuato a dimostrare al mondo la propria valenza, e il mondo avrebbe continuato a rispettarli e a temerli perchè alla fine.....chi pecora si fa, il lupo lo mangia!!! Ma intanto continuiamo ad aspettare e a far finta che non si possa fare niente, essendo stoicamente obbligati a subire le decisioni del popolo indiano, nei cui confronti continuiamo a perdere dignità, (vedi anche il caso dell'ingegnere in Nigeria: ma si può mai essere ignorati ed umiliati più di così come capita a noi? Ma facciamo finta ancora di non accorgercene?) Purtroppo un pò ci credo nell'inferiorità di certe nazioni, e questo mi pesa anche dirlo, ma più passa il tempo, e più me ne convinco; e ho anche paura di essere a far parte di quelle. Vi prego di non fraintendere, ma tutto ciò perchè sono stufo di vedere l'Italia offesa e derisa da tutti, o rovinata da gente che pensa solo ad occupare poltrone importanti solo per il proprio tornaconto senza interessarsi realmente degli Italiani. Scusate i miei ormai rinomati estremismi e drasticità: vorrei solo che chi ci governa avesse solo un terzo dell'orgoglio e della dignità di Italiani che c'è dentro ognuno di noi qui all'interno di questo forum. E forse in tutta l'Italia siamo rimasti tra gli ultimi!!! ALFA TAU!!! :s67: :s67: :s67: :s67: :s67: :s67: :s67: :s67:
  11. the guardian

    Orologi...

    Buonasera Comandanti, mi piacerebbe trattare un argomento che da tempo attira molto la mia curiosità, un pò frivolo se vogliamo, ma che sdrammatizza un tantino i temi anche drammatici che purtroppo quasi quotidianamente vengono trattati, e nella speranza possa creare interesse e sana curiosità anche in qualcuno di voi; ebbene, vedendo e rivedendo (anche più volte) la nutrita collezione di film di guerra che conservo gelosamente, mi balzava all'occhio un particolare spesso da molti trascurato che mi interessava in quanto amante di meccanismi segnatempo più comunemente denominati.....orologi; com'era possibile combattere con l'orologio al polso? Quali marchi contraddistinguevano i vari corpi armati? Quali caratteristiche dovevano avere i vari segnatempo? Chi costruiva per chi, e perchè? Fu da allora che in ogni fotogramma nel quale si intravedesse un orologio avvenivano i rituali fermo-immagine con relativo e sgranatissimo zoom del particolare fino ad accertare che si trattasse di un Hamilton se si parlava di Esercito americano, di Breitling se di Aeronautica o se del mitico e intramontabile (se non intoccabile....) Panerai se si parlasse di Marina Militare Italiana, cercando di cogliere l'eventuale gaffe del regista relativamente ad un orologio o ad una forza armata dell'epoca: bene, tranne qualche rara eccezione, posso dire che tantissimi non hanno trascurato questo se pur piccolo ma non altrettanto importante particolare, rispettando quello che in quel dato periodo era l'orologio; non vi dico quella che fu la sorpresa nel cogliere al polso di Sylvester Stallone nel film Cobra un quanto mai dozzinale ma storico Franchi-Menotti della M.M.I. conservato in teca di uno dei tanti Planet Hollywood di Orlando; vi riporto pertanto qualche articolo tra i più interessanti trovati rovistando qua e la: buona lettura! L’evoluzione delle tattiche e delle tecniche belliche rese consigliabile, per il soldato di fine Ottocento, la dotazione del segnatempo per poter ottenere la maggior efficacia possibile, come ad esempio nella direzione del tiro di artiglieria e nel calcolo dei tempi di volo dei proiettili(Fonti “Stili di vita/Finizio) Orologi militari da Napoleone alla II guerra mondiale Tra i vari aspetti che hanno contraddistinto l’evoluzione dell’orologio moderno vi è, senza dubbio, l’utilizzo militare. Fu, infatti, Napoleone Bonaparte, fra il XVIII e il XIX secolo, a comprendere, per primo, quale importanza potesse avere l’elemento temporale nella definizione e nella realizzazione delle strategie di combattimento. Prima di Napoleone l’utilizzo militare dei segnatempo era limitato, esclusivamente, all’uso in marina. Napoleone introdusse l’utilizzo dell’orologio nelle tattiche militari dotando i propri ufficiali di una pendoletta chiamata, appunto, “officier”, per consentire alle proprie armate di regolare, in modo preciso e sincronizzato, i movimenti sul campo di battaglia. L’evoluzione delle tattiche e delle tecniche militari rese consigliabile, per il soldato di fine Ottocento, la dotazione del segnatempo per poter ottenere la maggior efficacia bellica possibile. Per limitarsi a ricordare i principali utilizzi dell’orologio sul campo di battaglia, è sufficiente rammentare l’uso, dello stesso, per la direzione del tiro di artiglieria e per il calcolo dei tempi di volo dei proiettili. Il primo conflitto mondiale vide gli orologi come parti attive dei combattimenti anche se, gli stessi, non erano, allora, sufficientemente affidabili, robusti e resistenti per un utilizzo “estremo”. È dunque il periodo fra le due guerre a contraddistinguere l’evoluzione dell’orologio in ottica militare: le casse, divenute impermeabili, erano, ora, dotate di chiusura a vite della corona e del fondello; i quadranti erano spesso semplici e lineari e contraddistinti da grafiche essenziali (quadranti neri con indici luminescenti); i movimenti erano, spesso, di elevata qualità, forniti dalle principali case orologiere (Omega, Zenith, Longines, Rolex, Glashutte, Lange & Sohne, Hamilton ecc.) e dotati di sistema di protezione del bilanciere incabloc; infine, elemento fondamentale, il cinturino conferì al segnatempo la possibilità di essere indossato e consultato immediatamente. L’orologio assume, nella seconda guerra mondiale, un’importanza bellica reale rendendo sempre più precisa ed efficace la tecnica di combattimento. Come in molti casi, i corsi e i ricorsi storici hanno portato, ai giorni nostri, alla scomparsa dell’orologio “specificamente militare”; oggi, infatti, il segnatempo è uno strumento di utilizzo comune, posseduto da ogni individuo. Marche e modelli storici Uno dei primi modelli significativi, in ambito militare, fu un cronometro di Girard-Perregaux prodotto per la marina militare tedesca, nel 1880. L’esemplare in questione non era altro che l’adattamento, da polso, di un orologio da tasca mediante l’utilizzo di un cinturino in cuoio. L’orologio, di grandi dimensioni, recava, a protezione del quadrante, un vetro che, a sua volta, era dotato di griglia in metallo per prevenire rotture indesiderate. Case importanti come Glashutte, Hanhart, Tutima, Iwc ecc. si cimentarono nella produzione di cronometri da aviatore, rendendone reale l’utilizzo in ambito bellico. È nel 1939 che il Reichs Luftfahrt Ministerium (Ente ministeriale per l’equipaggiamento della Luftwaffe) affida a Urofa-Ufag l’incarico di progettare e realizzare un orologio preciso e affidabile per equipaggiare i propri Luftwaffenkommando. Nel tracciare una breve storia dell’orologeria militare si può soffermare l’attenzione sul Breguet type XX. Commissionato nel 1945 dall’aeronautica militare francese, il modello in argomento era un cronografo da aviatore, con funzione “retour en vol” (la famosa funzione quasi impercettibile all’occhio umano che conosciamo ormai tutti), che permette all’utilizzatore di azzerare la lancetta dei secondi cronografici con una sola pressione del pulsante posto a ore 4. Di fondamentale importanza, per l’evoluzione del segnatempo militare, fu l’esperienza fornita da Omega che, sin dal 1917, fornì orologi alle forze armate di Gran Bretagna e Stati Uniti d’America. I modelli forniti, al tempo, non erano veri e propri orologi militari, ma segnatempo adattati per l’utilizzo presso le forze armate; gli esemplari prodotti erano, perciò, contraddistinti da cassa rotonda, quadrante in smalto con grandi numeri ricoperti da sostanza al fosforo ed equipaggiati con griglia di protezione per il vetro. Nel 1933, la maison di Bienne entrò a far parte dei fornitori della Regia aeronautica italiana, assistendo i reparti di volo in numerosi “raid”. Anche Rolex, nel corso degli anni, ha equipaggiato vari reparti militari. Si va dai classici esemplari prodotti per i Royal marines Frogman, a quelli più esotici realizzati specificamente per forze armate orientali (es. Saudi Arabian air force, Sultanate of Oman armed forces). In tutti gli esemplari troviamo cassa Oyster e corona serrata a vite (caratteristica ancora oggi immancabile nei Rolex di nostra conoscenza), per garantire sempre elevati gradi di impermeabilità effettiva, oltre lunette girevoli per il conteggio di tempi o per l’indicazione di un secondo o terzo fuso orario. Resta, infine, il mito subacqueo italiano: come non menzionare, in questa breve rassegna di orologi militari, la storia e la gloria rappresentate dalle Officine Panerai Firenze. Nate, appunto, a Firenze nel 1860, le Officine Panerai costituiscono una pietra miliare in ambito militare orologiero ; i leggendari incursori della X flottiglia Mas erano completamente equipaggiati con strumenti Panerai (bussole, profondimetri, orologi, torce ecc.). L’enorme successo ottenuto dalle Officine Panerai ai giorni nostri, dopo l’acquisizione nel 1999 da parte del gruppo Richemont, ha sensibilmente accresciuto l’interesse collezionistico dei modelli militari dell’epoca. I Radiomir e i Luminor (poi vietati e successivamente reintrodotti con opportune modifiche sul quantitativo radioattivo), originali, sono divenuti dei veri e propri “must” in ambito collezionistico militare; da ricordare infatti la cassa ritrovata negli abissi vicina al relitto di non ricordo quale nave con all’interno una partita di Radiomir destinati alle truppe che fu opportunamente smaltita in quanto pericolosa. Cronografi Militari Inglesi Per la Gran Bretagna la supremazia sui mari ha sempre rappresentato una questione di vita o di morte: dal mare giungevano le derrate alimentari e le materie prime necessarie ad un paese tecnologicamente avanzate e sul mare la Royal Navy esercitava il controllo su un impero coloniale vastissimo. Era quindi di vitale importanza poter determinare il punto nave con ragionevole precisione. Per la longitudine non vi erano problemi ma la latitudine necessitava di cronometri di notevole precisione e robustezza che all‘epoca non esistevano. Ecco il motivo del Longitude Act con cui l‘8 luglio 1714 il governo inglese bandiva un concorso con in palio ben 20.000 sterline (circa 1.400.000 Euro di oggi) destinato a trovare un metodo di determinazione della longitudine con un‘approssimazione non superiore a 0,5°. John Harrison, autodidatta figlio di un falegname, riuscì nell‘impresa e nel 1735, dopo anni di indefesso lavoro, di successi ma anche di delusioni e incomprensioni, presentò alle autorità il suo orologio H1. Da qui si dipana l‘affascinante storia dei cronografi militari inglesi, lungo quasi tre secoli segnati da due guerre mondiali, dalla guerra fredda e dagli attuali conflitti nell‘area medio-orientale che vendono coinvolte le forze NATO. Utilizzando una vasta bibliografia, servendosi della collaborazione di autorevoli esperti internazionali e senza disdegnare il contributo di collezionisti e case d‘asta specializzate, Knirim ha messo insieme un volume di taglio enciclopedico che descrive l‘evoluzione degli orologi militari inglesi dalle lontanissime origini di cui abbiamo detto fino ai giorni nostri. Tra le parti più interessanti del libro desidero segnalare quella dedicata agli orologi subacquei HS C15 con meccanica Longines per gli incursori britannici, unità costituita per espressa volontà di Churchill all‘indomani dell‘affondamento della HMS Valiant nel porto di Alessandria da parte di Luigi Durand de la Penne a cavallo del suo „maiale“. Sfogliando l‘ultimo capitolo di questo affascinante volume notiamo che, oltre ai singoli paesi del Commonwealth (Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Rodesia e India), vi sono anche, sorprendentemente,perché nel titolo non se ne fa menzione, ampie sezioni dedicate a USA, Francia e Giappone. Particolarmente interessante la parte dedicata agli orologi americani che, prodotti in milioni di pezzi,andarono ad equipaggiare le forze armate alleate su tutti i fronti di guerra, in terra, in mare e nel cielo e contribuirono alla vittoria degli Alleati nella seconda guerra mondiale. Una chicca di indubbia rarità rappresentano le pagine dedicate ai segnatempo del Sol Levante, oscuri progenitori degli onnipresenti Seiko dei giorni nostri. Resta il rammarico per l‘assenza di un capitolo dedicato all‘Italia, lacuna che si spera qualcuno un giorno colmerà.
  12. Ma oggi non c'era l'incidente probatorio???
  13. the guardian

    Visita Al Centro Operativo M.m. (comm)

    A-haaaaa....... Hai capito a Passera...... :s03: :s03: :s03: :s03: ALFA TAU!!! :s44: :s44: :s44: :s44: :s44:
  14. the guardian

    Marina Militare E Guardia Di Finanza

    :s09: :s09: :s47:
  15. E vedremo quel che ora dovranno sborsare anche ai passeggeri che chiederanno i danni; sembra che la Costa si stia specializzando in rimborsi!!! :s68: :s68: :s22: :s22: :s22: :s22: :s22: :s22: ALFA TAU!!!
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