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walter leotta

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  1. Il 13 febbraio 1944 nel mar Egeo va a fondo il piroscafo norvegese Oria (1920, 2.217 tsl) che urta la costa per sfuggire all'attacco del sommergibile olandese Dolphjin (?). L'unità , salpata da Rodi, era diretta al Pireo. Secondo fonti norvegesi a bordi vi erano 4.200 prigioneri di guerra italiani. Se ne salvarono solo 49 raccolti da tre torpediniere tedesche TA. Se fosse vero rappresenterebbe la più grande tragedia italiana del mare, superiore alle vittime del Laconia e di Capo Matapan messe insieme. Qualcuno ne sa qualcosa? Ai quali reparti appartenevano i militari? Possibile che una cosa del genere passi inosservata? Non ho mai sentito parlare di celebrazioni commemorative.. sinceramente non ne avevo sentito mai parlare se non in sito sulla guerra in Egeo dove peraltro si faceva riferimento a un certo piroscafo Orion....
  2. Nel libro "I sommergibili" di Turrini-Miozzi si legge che alla vigilia della Prim Guerra Mondiale la Regia Marina realizzo due mini-sommergibili denominati Alfa e Beta. Come accadde per i CA,i due battelli non furono iscritti nel Registro del naviglio militare e demolito dopo appena un anno di prove. Nient'altro. Qualcuno sa qlc? esistono fotografie? walter
  3. da REPUBBLICA Gb, il piccione messaggero del D-Day ritrovato in un camino 60 anni dopo Un inglese ha ritrovato i resti di un volatile usato per trasmettere informazioni cifrate nel giorno dell'invasione della Francia occupata dai nazisti. Legata alla sua zampa una scatola con un messaggio forse diretto al maresciallo Montgomery in persona dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI Lo leggo dopo Il messaggio e lo scheletro del piccione (dal sito di Bletchey Park) LONDRA - Faceva probabilmente parte delle forze che parteciparono al D-day, il "giorno più lungo" come lo definì un celebre film, quello dello sbarco in Normandia, il 6 giugno 1944 che segnò l'inizio della fine per il nazismo e per la seconda guerra mondiale. Riuscì a sfuggire alla contraerea del Terzo Reich, attraversò la Manica e tornò in patria, per recapitare un importante messaggio sull'andamento di quella giornata storica e decisiva. Ma non arrivò mai a casa. Non consegnò il suo messaggio. Forse stanco per il lungo volo, si posò sul tetto di un'abitazione del Surrey e cadde dentro l'imboccatura di un camino, restando intrappolato, ucciso dal fumo e dalla mancanza d'aria. Quasi settanta anni più tardi, gli inquilini di quella abitazione hanno deciso di restaurare il camino e ci hanno trovato dentro un sacco di roba: inclusi i resti di un piccione. "Pensavo che fosse un colombo come tutti gli altri", racconta il proprietario, David Martin, "ma poi ho visto che aveva una scatolina rossa attaccata a una zampa". Incuriosito, l'uomo l'ha aperta e dentro ci ha trovato un messaggio in codice su carta velina: l'unica cosa che si comprende è la firma, "sergente W. Stot", il resto è una serie di lettere apparentemente senza senso. Martin l'ha inviato al Gchq, il quartier generale del servizio segreto elettronico britannico, e a Bletchley Park, dove durante la seconda guerra mondiale fu decifrato il famoso "Codice Enigma" usato dai tedeschi per i loro messaggi in codice, un colpo che ebbe non poco peso sulle sorti del conflitto, e che oggi è un museo. Non ci sono dubbi su di cosa si tratti, dicono gli esperti. Più di 200mila piccioni furono utilizzati nel corso della guerra dalle forze britanniche per trasmettere comunicazioni segrete. Nell'archivio di Bletchley Park si conservano migliaia di quei messaggi che volarono attaccati alle loro zampette. Ma sono tutti scritti in modo normale, perfettamente comprensibile. Solo i messaggi più riservati erano in codice. Dunque quello caduto nel camino del Surrey era un messaggio speciale. Era destinato, si legge sul foglietto ingiallito dal tempo, a "X02", sigla che probabilmente indicava il Bombing Command, il comando delle operazioni dei bombardieri alleati. Lo conferma un altro dettaglio: la firma dell'autore del messaggio. La parola sergente è infatti scritta "serjeant": nell'esercito lo spelling era differente, si scriveva "sergeant", la "j" veniva usata solo dai militari della Raf, dunque lo scrivente dipendeva dall'aviazione. Tutti questi particolari portano a fare l'ipotesi che il messaggio contenesse una richiesta di un raid aereo o riferisse il risultato di un'incursione o di un lancio di paracadutisti dietro le linee nemiche. A Londra qualcuno ritiene che fosse destinato addirittura al maresciallo Montgomery in persona, che notoriamente ricorse ai piccioni viaggiatori per essere informato su come stava procedendo il D-day. Ma per sapere esattamente cosa c'è scritto su quel pezzo di carta bisogna ritrovare qualcuno che conoscesse il codice o che almeno abbia lasciato la chiave per decifrarlo ed è quello che stanno cercando gli archivisti di Bletchley Park e gli agenti del Gchq. I resti del piccione saranno consegnati alle forze armate. Chissà se gli daranno una sepoltura nel cimitero degli animali "di guerra" e magari anche una medaglia alla memoria, come è successo di recente al cane lupo specializzato nello scoprire mine, morto in una missione con le truppe britanniche in Afghanistan. A Londra, davanti a Hyde Park, qualche anno fa è stato inaugurato un monumento agli animali che hanno partecipato alle guerre del Regno Unito: cani appunto, cavalli, muli, fino ai cammelli di "Lawrence d'Arabia". Il ritrovamento del messaggio nel camino ci ricorda che tra quelle "forze speciali" c'erano anche i pennuti e che il loro ruolo fu tutt'altro che secondario.
  4. Nel dicembre scorso sono stato contattato su Betasom da un avvocato di Milano che nel topic "I 6000 successi dei sommergibili" avevano trovato notizia dell'affondamento del pfo Eneo da parte del smg Safari il 5.10.42 in Mediterraneo al largo di Sebenico. L'avvocato è stato incaricato da un superstite dell'Eneo di valutare le possibilità giuridiche di intentare causa al governo britannico per "crimine di guerra" in relazione all'episodio citato. Sono stato poi direttamente contattato dal superstite che nell'affondamento della nave perse i genitori e due fratelli: secondo la sua testimonianza, e quella di altri superstiti, il comandante del Safari - Ben Bryan - colpì indiscriminatamente i civili presenti a bordo e in mare (circa 250 persone) massacrandone 78. Tra il materiale che mi ha inviato vi è anche il rapporto di 7 pagine compilato da MARINA SEBENICO, oltre a fotografie della sua famiglia e dei funerali delle persone decedute. Non penso che vi sia alcuna possibilità di intentare una causa giudiziaria nei confronti di Sua Maestà.. nel frattempo però posto alcune richieste impossibili: 1) qualcuno ha una copia del libro di memorie del c.amm. Ben Bryan pubblicato negli anni 50? 2) qualcuno ha un'immagine del piroscafo Eneo? 3) qualcuno conosce i dati della missione del Safary? (ovvero base di partenza, quasi certamente Malta, data e rientro) Grazie mille!!! PS TRA PARENTESI IL SUPERSTITE è UN ATTORE E HA AVUTO UNA PARTE NELLA SOAP OPERA DI RAI TRE "UN POSTO AL SOLE" IN ONDA TUTTE LE SERE ALE 20.30: LA MIA PREFERITA!!!!!!!!!!!!!!!!
  5. walter leotta

    Mina A Largo Di Bari: Ne Trovano Ancora

    da repubbvlica Bomba della II guerra mondiale esplosa al largo di Mola di Bari La segnalazione è partita da un'associazione di subacquei: l'ordigno, a 20 metri di profondità, era a meno di 2 miglia dal porto di Bari. Finanzieri del nucelo sommozzatori in azione Se n'erano accorti per caso dei sommozzatori, immergendosi nelle acque a 2 miglia dal porto di Mola di Bari. Lo hanno confermato i finanzieri della stazione navale di Bari, che l'altra mattina hanno fatto esplodere una mina della II guerra mondiale. I militari del Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Bari sono intervenuti a seguito della segnalazione inoltrata, giorni fa, da un'associazione di esperti di immersioni subacquee riguardante la probabile presenza di un residuato bellico. I subacquei, con l'ausilio di unità navali e delle attrezzature speciali in dotazione, hanno rinvenuto sul fondo marino adagiata a circa 20 metri di profondità, una mina presumibilmente risalente alla Seconda guerra mondiale. GUARDA IL VIDEO Sono state quindi avviate le procedure di sicurezza e nella giornata di ieri sono intervenuti sul posto gli specialisti subacquei del Nucleo Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi della Marina Militare di Taranto, che coadiuvati dai sommozzatori della Guardia di Finanza, hanno bonificato l'area e distrutto il residuato bellico mediante brillamento con l'utilizzo di mini-cariche esplosive, sempre nella zona del rinvenimento. L'ordigno è risultato essere una mina d'ormeggio a contatto, antinave sommergibile, tipo P.200, di forma sferica, con nove urtanti e del diametro di circa 1,2 metri, della capacità potenziale di circa 200 chilogrammi di esplosivo/tritolo, e risalente alla seconda guerra mondiale. I militari hanno sottratto il grosso quantitativo di esplosivo da un possibile utilizzo illecito da parte di malviventi, ad esempio dei pescatori di frodo.
  6. Quando ho letto il servizio su BATAILLES & BLINDES di agosto - settembre ho pensato a una bufala... e invece è tutto vero. Tra gli assi della gli assi della Panzerwaffe c'è anche un italiano, tale Alfredo Carpaneto, romano, classe 1915. Arruolatasi nel 1939 nella Wehrmacht perchè deluso dal fascismo, diventò capocarro e nel corso del conflitto distrusse più di 50 carri armati sovietici con il suo Tiger del 502 Battaglione Carri Pesanti. Decorato con la Croce di Ferro di prima e seconda classe ottenne anche la Ritterkreuz postuma. Fu ucciso il 26 gennaio 1915: undici giorni prima, nell'arco di sole 24 ore, aveva distrutto 15 carri avversari. Ho immediatamente fatto una ricerca sul web pensando di trovare una valanga di notizie. E invece, come accade in questo strano Paese, nada de nada... A parte un articolo scritto di tutta fretta a seguito dell'uscita della rivista bimestrale francese.. nulla. Solo siti tedeschi che riportano il suo nome nell'ambito delle diverse classifiche degli Assi (Carpaneto è 30°).. Eppure è l'unico straniero presente un lista che comprende i vari Wittman (138 vittorie), Carius (150), Knispel (168).... L'ho sempre detto che in questo Paese la storia è ..... una marmellata... Walter Leotta
  7. walter leotta

    El Alamein

    El Alamein novembre 2006... nulla da aggiungere Manco' la fortuna sicuramente ma ci fu qualche errore di troppo Il sacrario di QUOTA 33 Il cimitero inglese
  8. TITOLO: LA GUERRA MARITTIMA DELL'AUSTRIA-UNGHERIA 1914-1918 AUTORE: Hans Sokol con prefazione di Augusto De Toro EDITORE: Libreria Editrice Goriziana, edizione 2007 COSTO: 70 EURO più di 1.000 pagine e cartografia La LEI riproprone l'edizione integrale della storia ufficiale della guerra marittima dell'Austria-Ungheria pubblicata in Italia per la prima - e unica volta - nel 1932 dall'Ufficio Storico del Capo di Stato Maggiore della Regia Marina, 1931-34). Il prezzo può apparire, anzi è, elevato ma l'opera (quattro volumi in elegante cofanetto) a mio modesto parere, vale il sacrificio. Un solo appunto: l'intenzione era quella di riproporre fedelmente l'opera del 1932 ma con un piccolo sforzo si sarebbe potuta renderla ancora più interessante con le informazioni relative "all'altra parte". Mi spiego: "Il 14 dicembre i caccia austriaci X e Y si scontrarono con due torpediniere italiane". Punto e basta. Perchè non inserire in una nota i nomi delle unità italiane? VOLUME PRIMO - pp. 274 Traduzione di Raffaele de Courten Il primo volume è dedicato al periodo compreso fra lo scoppio del conflitto e l'entrata in guerra dell'Italia (maggio 1915). L'Imperiale e Regia Marina, imbottigliata in Adriatico per la situazione geografica e strategica, assolse egregiamente i compiti di tenere libero il "suo" mare, grazie soprattutto a un efficace impiego dell'arma subacquea contro la Marina francese - in questa fase sua principale avversaria -, di difendere le proprie frontiere marittime e di sostenere le operazioni a terra sul fronte montenegrino. VOLUME SECONDO - pp. 172 Traduzione di Silvio Salza Il secondo volume copre il periodo compreso fra l'entrata in guerra dell'Italia fino al compimento dell'offensiva balcanica del 1915-16, che si concluse con il crollo di Serbia e Montenegro. Ma nonostante questi successi il quadro strategico sul mare non subì sostanziali mutamenti. Anche nei confronti del nuovo nemico la Marina austro-ungarica seppe assolvere bene i suoi compiti difensivi, mentre la comparsa in Mediterraneo dei sommergibili tedeschi e il loro impiego contro il traffico alleato apriva agli Imperi centrali uno spiraglio per una svolta strategica del conflitto anche in questo teatro. VOLUME TERZO - pp. 190 Traduzione di Raffaele de Courten Il terzo volume spazia dal marzo 1916 al maggio 1917, epoca in cui le operazioni marittime austriache si focalizzano sulla guerra sottomarina fuori dall'Adriatico. Obiettivo dell'arma subacquea tedesca - che fu la principale protagonista - e austriaca è agire contro il traffico alleato nel Mediterraneo (dal febbraio 1917 senza restrizioni), dove ottiene considerevoli successi. L'Adriatico ne diventa la grande "base operativa" e le forze di superficie austro-ungariche, quasi esclusivamente leggere, sono chiamate a sostenere lo sforzo, operando, spesso con successo, come nella battaglia del Canale d'Otranto del 15 maggio 1917, contro il grande sbarramento antisommergibile lì posto in essere dagli Alleati. VOLUME QUARTO - pp. 418 Traduzione di Silvio Salza Il quarto volume abbraccia il periodo compreso fra la battaglia del Canale d'Otranto e la fine della guerra e dell'Impero asburgico. Anche nell'ultima fase del conflitto, tanto in Atlantico, quanto in Mediterraneo, l'arma subacquea resta lo strumento principale e decisivo della guerra marittima degli Imperi centrali, con le forze di superficie in funzione di supporto. Entrambe falliscono. In particolare, il 10 giugno 1918 naufraga a Premuda, con l'affondamento della moderna corazzata Szent István ad opera di una sezione di Mas italiani, il tentativo di vibrare un forte colpo allo sbarramento di Otranto con un'azione in forze. Il 1918 è anche l'anno della crisi e del collasso dell'Impero, e le vicende all'interno dell'Imperiale e Regia Marina ne sono lo specchio. Al suo epilogo il Sokol dedica probabilmente le sue pagine migliori, con profondità d'indagine, anche psicologica, e serenità di giudizio che furono e che possono essere ancora oggi ben apprezzate.
  9. NAVI PERDUTE La tattica difensiva dei due schieramenti limitò al minimo le perdite. Per quanto riguarda la Marina italiana le navi perdute, tra militari e requisite, furono 70 per un tonnellaggio complessivo di 133.113 tonn/tsl. Le perdite più dolorose furono senz’altro le tre navi da battaglia, ancor più considerando che due vennero distrutte mentre si trovavano in porto. L’elenco comprende anche due incrociatori corazzati, un incrociatore torpediniere, otto cacciatorpediniere, cinque torpediniere, otto sommergibili, quattordici MAS, tre motoscafi d’assalto, sei incrociatori ausiliari, un posamine (ex incrociatore), un dragamine, una cannoniera, nove vedette, due navi civetta, due pontoni armati semoventi, un trasporto, due cisterne per combustibili, una nave ambulanza. CORAZZATE [3 unità per 54.234 t] Benedetto Brin [14.574 t] Affondata il 27 settembre 1915 dall’esplosione di un deposito di munizioni mentre si trovava ormeggiata nel porto di Brindisi. Le ipotesi sulle cause del disastro sono due: sabotaggio di agenti austriaci, o di italiani al soldo dell’Impero, oppure esplosione accidentale. Le vittime furono 421 uomini tra cui il comandante della III Divisione della II Squadra, contrammiraglio Ernesto Rubin de Cervin, e il comandante dell’unità, capitano di vascello Gino Fara Forni di Pettenasco. Leonardo Da Vinci [25.086 t] Distrutta da un’esplosione il 2 agosto 1916 mentre si trovava ormeggiata nella base navale di Taranto: nel disastro persero la vita 249 uomini tra cui il comandante, capitano di vascello Gaelazzo Sommi Picenardi. La successiva inchiesta ha accredito la tesi del sabotaggio da parte di agenti austriaci compiuto con la complicità di nostri connazionali ma nel corso degli anni si è fatta avanti l’ipotesi dell’incidente, ovvero la causale esplosione di una carica di cordite in un deposito munizioni. Regina Margherita [14.574 t] Affondata l’11 dicembre 1916 nella rada di Valona dopo aver urtato in rapida successione due mine, una con la prora e l’altra in corrispondenza dei locali caldaie. L’unità colò a picco adagiandosi su un fondale di 70 metri in appena sei minuti portando con sé 678 uomini tra cui il comandante, capitano di vascello Giovanni Bozzo Gravina, e il generale dell’esercito Baldini, presente a bordo insieme ad altri 161 ufficiali e soldati. Le due mine erano state posate dal sommergibile tedesco UC 14 del comandante Franz Becker. INCROCIATORI CORAZZATI [2 unità per 18.700 t] Amalfi [10.600 t] Affondato nelle acque di Venezia il 7 luglio 1915 colpito da un siluro lanciato dal sommergibile tedesco UB 14 camuffato da austroungarico U 26: le perdite furono limitate a 72 uomini a fronte di 682 superstiti. Scortato dalle torpediniere Calipso e Procione, l’incrociatore era in mare per una ricognizione lungo le coste venete. Giuseppe Garibaldi [8.100 t] Affondato il 18 luglio 1915 al largo delle coste dalmate mentre insieme ad altre unità era impegnato nel bombardamento della linea ferroviaria Ragusa-Cattaro. Dopo aver evitato un primo siluro, l’incrociatore fu colpito dal secondo lanciato dal sommergibile austriaco U 4: le vittime furono 53 su un equipaggio di 578 uomini. INCROCIATORI TORPEDINIERE [1 unità per 2.689 t] Etruria [2.689 t] Distrutto il 13 agosto 1918 nel porto di Livorno dall’esplosione di un deposito di munizioni. CACCIATORPEDINIERE [8 unità per 4.630 t] Audace (1) [820 t] Affondato il 30 agosto 1916 al largo di Capo Colonna a seguito della collisione con il piroscafo Brasile che stava scortando da Taranto a Salonicco. Borea [360 t] Affondato il 15 maggio 1917 nel Canale d’Otranto dai cacciatorpediniere austriaci Balaton e Csepel al termine di uno scontro notturno. Il Borea era di scorta a un convoglio formato dai piroscafi Bersagliere, Carroccio e Verità diretto a Valona. Nell’affondamento persero la vita 11 componenti l’equipaggio. Benedetto Cairoli [875 t] Affondato il 10 aprile 1918 al largo di Santa Maria di Leuca speronato a centro nave dal gemello Carini. Appena un’ora prima nella stessa formazione si era verificata un’altra collisione costata la perdita del caccia francese Faulx colpito dal connazionale Mangini. Garibaldino [415 t] Affondato il 16 luglio 1918 al largo di Villefranche dopo essere stato speronato dal cacciatorpediniere britannico Cygnet. Impetuoso [720 t] Affondato il 9 luglio 1916 nel Canale d’Otranto da un siluro lanciato dal sommergibile austriaco U 17: nel naufragio persero la vita 37 uomini, i superstiti furono 51. Il giorno precedente l’unità aveva cercato senza successo di intercettare l’esploratore Novara che aveva affondato tre drifters alleati. Intrepido [720 t] Affondato il 4 dicembre 1915 nei pressi di Punta Linguetta, Mar Ionio, a causa dell’esplosione di una mina: portato ad incagliarsi l’unità venne abbandonata perché inutilizzabile, andando a fondo nei giorni successivi [4 vittime]. Il cacciatorpediniere stava rientrando da Valona dove aveva scortato un convoglio di rifornimenti e sbarcato i naufraghi del trasporto truppe Re Umberto. La mina era stata posata dal sommergibile tedesco UC 14, lo stesso che sarà protagonista dell’affondamento della corazzata Regina Margherita. Nembo [360 t] Affondato il 16 ottobre 1916 al largo di Valona colpito da due siluri del sommergibile austriaco U 16 mentre scortava il piroscafo Bormida. Nell’azione anche il battello attaccante andò perduto ma non sono mai state chiarite le circostanze: speronato subito dopo l’attacco dal Nembo o dal Bormida oppure distrutto dall’esplosione delle cariche di profondità del caccia in affondamento. Nell’affondamento del caccia persero la vita 32 dei 55 componenti l’equipaggio. Turbine [360 t] Affondato il 24 maggio 1915, primo giorno di guerra, al largo di Vieste da una formazione navale austriaca composta dall’esploratore Helgoland e dai cacciatorpediniere Csepel, Lika e Tatra: nell’impari combattimento persero la vita 10 uomini dell’equipaggio. TORPEDINIERE [5 unità per 1.021 t] Perseo [233 t] Affondata il 6 febbraio 1917 nelle acque di Stromboli a seguito di una collisione con la torpediniera Astore. 5 PN [157 t] Affondata il 26 giugno 1915 al largo di Venezia dai siluri del sommergibile austriaco U 10. 17 OS [157 t] Affondata il 3 luglio 1915 a causa dell’esplosione di una propria mina mentre posava uno sbarramento nelle acque di Capodistria. Scorpione [237 t] Affondata il 15 maggio 1917 nei pressi di Pantelleria a seguito dello speronamento da parte della cannoniera francese Surveillante. Serpente [237 t] Affondata il 26 giugno 1916 nelle acque di Santa Maria di Leuca dopo essere stata investita dal piroscafo Città di Bari: nel sinistro persero la vita 4 uomini d’equipaggio. SOMMERGIBILI [8 unità per 3.200 t] Alberto Guglielmotti [710 t] Affondato il 10 marzo 1917 nelle acque di Capraia dal dragamine britannico Cyclamen che, impegnato nella scorta del trasporto truppe Arcadia, l’aveva scambiato per un sommergibile nemico [cf Guido Castiglioni, 14 vittime tra cui un operaio civile]. Balilla [728 t] Affondato il 14 luglio 1916 nelle acque della Dalmazia nel corso di un combattimento notturno di superficie con le torpediniere austriache T 65 e T 66: fu quest’ultima a colpire il battello con il lancio di due siluri [c.c. Paolo Tolosetto Farina degli Uberti KIA, 40 vittime compreso un operaio civile, nessun superstite]. H 5 [360 t] Affondato il 16 aprile 1918 al largo di Cattaro dai siluri del sommergibile britannico HB-1 che l’aveva scambiato per un battello avversario [t.v. Francesco Quentin, 15 vittime, 5 superstiti]. Jalea [250 t] Affondato il 17 agosto 1915 nelle acque di Mula di Muggia per l’esplosione di una mina [cf Ernesto Giovannini KIA, 1 superstite]. Medusa [250 t] Affondato il 10 giugno 1915 nelle acque di Venezia da un siluro del sommergibile austriaco U 11, ex tedesco UB 15 [tv Alessandro Vitturi KIA, 13 vittime più un operaio civile del cantiere, 5 superstiti]. Nereide [225 t] Affondato il 5 agosto 1915 nelle acque dell’isola Pelagosa dal sommergibile austriaco U 5. Giacinto Pullino [355 t] Il 31 luglio 1916, incagliatosi sulla secca della Gaiola, venne catturato dalla Marina austriaca ma andò a fondo il giorno successivo durante il tentativo di rimorchio [tv Ubaldo degli Uberti POW]. W 4 [322 t] Scomparso nell’agosto 1917 probabilmente per l’esplosione di una mina: il battello era salpato il giorno 3 da Brindisi per una missione d’agguato lungo le coste dalmate [tv Alessandro Giaccone KIA, 22 vittime, nessun superstite]. MOTOSCAFI ANTI SOMMERGIBILI [14 unità per 246 t] MAS 3 [12,5 t] Affondato il 20 novembre 1917 nel porto di Otranto a causa di un violento fortunale che scagliò il mezzo contro la scogliera distruggendolo. MAS 7 [12.5 t] Affondato il 4 novembre 1916 al largo di Durazzo investito accidentalmente dalla torpediniera 36 PN con la quale era impegnato in una missione notturna. MAS 10 [12,5 t] Dislocato sul lago di Garda, il 17 marzo 1918 a causa di un incendio scoppiato a bordo venne fatto incagliare per evitare l’affondamento: a causa dei gravissimi danni non venne riparato. MAS 14 [12,5 t] Affondato il 4 febbraio 1918 al largo di Venezia dopo essere stato investito dal sezionario MAS 13: le due unità era impegnata in una crociera di vigilanza. MAS 16 [12,5 t] Distrutto dall’artiglieria austriaca il 18 dicembre 1917 mentre risaliva il corso del Piave Vecchio con a bordo un reparto di arditi. E’ stato l’unico MAS affondato per cause propriamente belliche nel corso del conflitto. MAS 25 [11,5 t] Distrutto il 2 maggio 1917 nel porto di Sanremo da un incendio sviluppatosi per cause accidentali. MAS 28 [11,5 t] Distrutto da un incendio il 27 dicembre 1916 mentre si trovava nelle acque greche al largo dell’isola di Fano. MAS 49 [11,5 t] Affondato il 28 febbraio 1917 nel porto di Brindisi a causa del mare in tempesta che spinse il mezzo sugli scogli. MAS 79 [43,8 t] Affondato il 4 luglio 1918 nelle acque di Ponza a seguito di una collisione con la torpediniera 22 OS: il mezzo venne recuperato ma non fu ripristinato. MAS 104 [43,8 t] Andato distrutto il 18 maggio 1918 nel porto di Napoli a causa di un incendio. MAS 125 [19 t] Affondato il 9 agosto 1918 a causa di incendio sviluppatosi al largo di Ponza al rientro da una missione di scorta ai convogli. MAS 140 [12 t] Distrutto da un incendio il 1 agosto 1918 mentre era ormeggiato a Porto Corsini. MAS 144 [12 t] Distrutto da un incendio il 17 aprile 1918 mentre era impegnato nelle prove di accettazione sulle acque del lago di Como. MAS 240 [19 t] Distrutto da un incendio il 28 ottobre 1918 mentre si trovava in mare nei pressi della località sarda di Carloforte. MOTOSCAFI D’ASSALTO [3 unità per 24 t] Cavalletta [8 t] Affondato il 13 aprile 1918 nel tentativo di forzare la base navale di Pola. Grillo [8 t] Affondato il 14 maggio 1918 nel tentativo di forzare la base navale di Pola. Pulce [8 t] Affondato il 13 aprile 1918 nel tentativo di forzare la base navale di Pola. INCROCIATORI AUSILIARI [6 unità per 16.413 t] Caprera [1.825 tsl] Affondato il 5 febbraio 1918 nelle acque spagnole di Villa Joiosa dal sommergibile tedesco U 64. Città di Messina [3.495 t] Affondato il 23 giugno 1916 al largo di Otranto dal sommergibile austro-ungarico U 15. Città di Palermo [3.414 tsl] Affondato l’8 gennaio 1916 nelle acque di Otranto da una mina deposta dall’onnipresente sommergibile tedesco UC 14. Città di Sassari [2.167 tsl] Affondato il 1 dicembre 1917 al largo di Ceriale dal sommergibile tedesco U 65: l’unità era impegnata nella scorta di un convoglio salpato da Villefranche. Misurata [2.690 tsl] Affondato il 3 maggio 1917 nel Mediterraneo Centrale da un sommergibile tedesco UC 73. Umberto I [2.822 tsl] Affondato il 14 agosto 1917 nei pressi dell’isola Gallinara da un sommergibile tedesco UC 35. POSAMINE [1 unità per 1.011 t] Partenope [1.011 t] Ex incrociatore torpediniere. Affondato il 24 marzo 1918 al largo di Biserta dal sommergibile tedesco UC 67 mentre era di scorta a un convoglio. DRAGAMINE [1 unità per 216 t] RD 10 [216 t] Affondato il 29 ottobre 1918 nelle acque albanesi dall’esplosione di una mina. CANNONIERA [1 unità per 815 t] Archimede [815 t] Catturata dai tedeschi nel giugno 1918 a Odessa, Mar Nero. Più che una vera e propria perdita, in questo caso si può parlare di “mancata disponibilità” perchè l’unità – nel frattempo radiata – venne ricatturata nel dicembre 1918, a guerra mondiale conclusa. VEDETTE [9 unità per 2.599 tons/tsl] Filicudi [257 t] Affondata il 2 aprile 1917 dal sommergibile tedesco UC 38. G 4 [410 t] Affondata il 29 agosto 1918 al largo dell’isola dell’Elba in una collisione con il trasporto britannico Cycle. G 6 [370 t] Affondata il 12 agosto 1918 nelle acque a sud est della Sicilia dal sommergibile tedesco U 63. G 20 [382 t] Vittima di un naufragio il 3 marzo 1917 nelle acque di Alessandria d’Egitto. G 32 [425 t] Affondata nelle acque di Livorno il 7 febbraio 1918 colpita dal sommergibile tedesco UB 49. G 46 [416 t] Vittima di un naufragio il 3 marzo 1917 nelle acque di Alessandria d’Egitto. Meloria [159 t] Affondata il 10 agosto 1916 dall’esplosione di una mina. Monsone (1) [180 t] Affondata il 25 febbraio 1916 al largo di Durazzo da una mina deposta dal sommergibile tedesco UC 12. Ponente [… t] Affondata il 20 luglio 1916 a causa di una collisione con la torpediniera Clio. NAVI CIVETTA [2 unità per 310 t] Gallinara [106 t] Affondata il 23 novembre 1917 nei pressi di Brindisi dal caccia austriaco Lyra. Pantelleria [204 t] Nave civetta. Affondata il 14 agosto 1916 presso Punta Alice dal sommergibile austriaco U 4. PONTONI ARMATI SEMOVENTI [2 unità per 1.847 t] Alfredo Cappellini [1.452 t] Naufragato il 18 novembre 1917 al largo di Falconara per le cattive condizioni del mare: tra l’equipaggio di 73 uomini vi furono solamente quattro superstiti. Padus [395 t] Incagliatosi sulla costa nei pressi di Caorle il 7 novembre 1917 e andato distrutto. CISTERNE COMBUSTIBILI [2 unità per 19.290 t] Prometeo [9.800 t] Affondata il 18 marzo 1918 al largo di Cape St Vincent dal sommergibile tedesco U 155. Sterope [10.250 t] Affondata il 7 aprile 1918 in Adriatico dal sommergibile tedesco U 155: arresasi dopo essere stato cannoneggiata, l’unità venne affondata con cariche da demolizione. TRASPORTI [1 unità per 4.933 t] Cordova [4.933 tsl] Affondato il 4 luglio 1918 al largo di Capo dell’Armi dal sommergibile tedesco U 65. NAVE AMBULANZA [1 unità per 411 t] Marechiaro [411 tsl] Affondata il 21 febbraio 1916 nelle acque di Durazzo dall’esplosione di una mina del sommergibile tedesco UC 12.
  10. walter leotta

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    grazie MAS 16 ogni contributo è ben accetto... quelle austriache vanno benissimo.. se non è chiedere troppo anche 4/5 magari 2 delle unità importanti e le altre delle unità minori grazie
  11. buon anno a tutti innanzitutto forse, forse e ancora forse, sono arrivato al termine del mio primo "libro"..in passato ne avevo iniziati diversi ma erano, e sono ancora, rimasti lì... invece stavolta sono arrivato alla fine (o quasi)... sono al 95 per cento della fatica (200 pagine, manca l'introduzione e il controllo di migliaia di dati ) ma ormai ho mobilitato anche il videoimpaginatore e al massimo entro metà marzo devo consegnare il tutto. L'argomento è la Marina Militare nella Prima Guerra Mondiale con la storia delle unità impiegate nel conflitto.. sono arrivato a censirne 1.086, dalle corazzate ai sommergibili, dalle torpediniere all'ultimo rimorchiatore portuale ho iniziato senza avere un numero ben definito, un punto d'arrivo, in quanto le opere dell'USMM (e dintorni) indicavano in 700-800 tale cifra perchè un autore teneva conto solo di quelle iscritte nel registro delle navi militari, l'altro aggiungeva alcune tipi di unità requisite ma escludeva i rimorchiatori, qualcun altro inseriva le navi ospedali ma non i pontoni armati ecc, ecc Così quando sono arrivato alla cifra di 1.086 ero molto preoccupato (il pensiero è stato: "Devo avere fatto un'idiozia") ma qualche settimana fa rileggendo Bravetta (anno 1929) ho trovato la conferma nella seguente frase: "Nella Prima Guerra Mondiale la Marina armò complessivamente 1.080 unità".. il mio problema riguarda le foto.. inzialmente era mia intenzione saccheggiare il web ma poi mi sono appassionato ai disegni e alle cartoline d'epoca, acquistandone una trentina su ebay (di cartoline)... pensavo di aver risolto il problema (immaginavo foto grandi un'intera pagina),, poi mi sono confrontato con un notissimo storico navale, direttore di una notissima rivista di storia militare che mi ha mandato in depressione : "Prima si inizia a cercare le foto e poi si scrive, per un lavoro del genere ne occorrono di più, molto di più".. allora visti i costi proibitivi, lancio un SOS alla ricerca di persone di buone volontà per ottenere SCANSIONI (300 dpi) di cartoline d'epoca (SCANSIONI, NON LE CARTOLINE) per illustrare questa mia pazzia.. C'è qualcuno che mi aiuta? non ho ancora deciso se mi metterò alla ricerca di un editore perchè non voglio "impiccarmi" ma certamente in estate ne farò stampare qualche copia da regalare ad amici, parenti e a quanti mi aiuteranno in questa impresa... grazie ps 1 ovviamente nella didascalia della foto indicherò la classica dicitura: "collezione di X Y g.c." ps 2 e anche 1/2 scansioni di cartoline austriache perchè tra i diversi allegati uno riguarda le prede belliche ps 3 a parte le cartoline d'epoca che illustrano personaggi e avvenimenti della guerra navale quelle in mio possesso riguardano: INCROCIATORE VARESE SOMMERGIBILE X 1 CORAZZATA ANDREA DORIA INCROCIATORE SAN MARCO CORAZZATA DUILIO CORAZZATA GIULIO CESARE TORPEDINIERA CIGNO CORAZZATA EMANUELE FILIBERTO CORAZZATA LEONARDO DA VINCI INCROCIATORE GARIBALDI CORAZZATA AMMIRAGLIO DI SAINT BON CORAZZATA SICILIA TORPEDINIERA 85 S (RADIATA PRIMA DEL CONFLITTO) CORAZZATA SARDEGNA CACCIA AUDACE CACCIA AQUILONE
  12. walter leotta

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    per navy60 lunedì provo a contattare l'USSM, grazie, ti faccio sapere per lazer.one questo è l'elenco delle prede belliche prima del controllo ho forte dubbi sulla unità Ritter von Belinski classificata come unità ausiliaria e non mtv appendice 6 elenco prede belliche totale 188 unità, 95 immesse in servizio NAVI DA BATTAGLIA [4 unità] Erherzog Franz Ferdinand [Austria-Ungheria, classe “Radetzky”, v. 1908] Non entrata in servizio, demolita ad Ancona nel 1922. Radetzky [Austria-Ungheria, classe “Radetzky”, v. 1909] Non entrata in servizio, demolita nel 1922. Tegetthoff [Austria-Ungheria, classe “Tegetthoff”, v. 1913] Utilizzata per un breve periodo come nave deposito, non entrata in servizio. Demolita a Spezia nel 1924-1925 Zrynyi [Austria-Ungheria, classe “Radetzky”, v. 1910] Non entrata in servizio, demolita nel 1922. INCROCIATORI LEGGERI [3 unità] Graudenz [Germania, v. 1913, 6.382 t] Consegnato il 1 agosto 1920. Entrato in servizio il 6 maggio 1925 e ribattezzato Ancona. Il 19 luglio 1929 classificato incrociatore leggero. Radiato l’11 marzo 1937. Pillau [Germania, v. 1914, 5.252 t] Consegnato il 19 settembre 1920. Entrato in servizio il 21 gennaio 1924 e ribattezzato Bari. Il 19 luglio 1929 classificato incrociatore leggero. Affondato il 28 giugno 1943 nel porto di Livorno da aerei alleati. Strassburg [Germania, v.1911, 5.933 t] Consegnato il 19 settembre 1920. Entrato in servizio il 2 giugno 1925 e ribattezzato Taranto. Il 19 luglio 1929 classificato incrociatore leggero. Autoaffondato nel porto di La Spezia il 9 settembre 1943, definitivamente distrutto da aerei alleati il 23 settembre 1944. ESPLORATORI [2 unità] Helgoland [Austria-Ungheria, v. 1912, 4.417 t] Consegnato il 19 settembre 1920. Entrato in servizio il 7 giugno 1923 e battezzato Brindisi. Radiato l’11 marzo 1937. Saida [Austria-Ungheria, v.1912, 4.417 t] Consegnato il 19 settembre 1920. Entrato in servizio il 5 luglio 1921 e battezzato Venezia. Radiato l’11 marzo 1937. CACCIATORPEDINIERE [18 unità] B 97 [Germania, v. 1914, 1.774 t] Consegnato il 19 settembre 1920. Entrato in servizio il 1 febbraio 1924, classificato esploratore e ribattezzato Cesare Rossarol. Nel 1929 declassato a cacciatorpediniere. Radiato il 17 gennaio 1939. Balaton [Austria-Ungheria, classe “Tatra”, v. 1912, 1.050 t] Consegnato nel 1919, assegnato all’Italia il 26 settembre 1920, ribattezzato Zenson, non venne però utilizzato. Radiato il 5 luglio 1923. Csepel [Austria-Ungheria, classe “Tatra”, v. 1912, 1.050 t] Catturato a Polo nel novembre 1918, ribattezzato Muggia. Incagliatosi e andato distrutto il 25 marzo 1929 al largo di Amoy, in Estremo Oriente. Csikos [Austria-Ungheria, classe “Huszar”] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Dinara [Austria-Ungheria, classe “Huszar”] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Huszar [Austria-Ungheria, classe “Huszar”] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Lika (2) [Austria-Ungheria, classe “Ersatz”, v. 1918, 1.050 t] Assegnato all’Italia il 26 settembre 1920, ribattezzato Cortellazzo. Declassato a torpediniera il 1 ottobre 1929, radiata il 5 gennaio 1939. Orjen [Austria-Ungheria, classe “Tatra”, v. 1913, 1.050 t] Catturato nel novembre 1918, assegnato all’Italia il 26 settembre 1920 e ribattezzato Pola. Il 1 ottobre 1929 declassato a torpediniera, il 9 aprile 1931 ribattezzato Zenson, radiato il 1 maggio 1937. S 63 [Germania, v. 1916, 1.137 t] Consegnato all’Italia il 23 maggio 1920 a Cherbourg. Entrato in sevizio il 1 ottobre 1925, ribattezzato Ardimentoso. Radiato il 4 febbraio 1939. Scharfschutze [Austria-Ungheria, classe “Huszar] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Tatra [Austria-Ungheria, classe “Tatra”, v 1912, 1.050 t] Consegnato nel 1919, assegnato all’Italia il 26 settembre 1920. Ribattezzato Fasana, non venne però utilizzato. Radiato il 5 luglio 1923. Triglav (2) [Austria-Ungheria, classe “Ersatz”, v. 1918, 1.050 t] Catturato nel novembre 1918, assegnato all’Italia il 26 settembre 1920 e ribattezzato Grado. Il 1 ottobre 1929 declassato a torpediniera. Radiato il 30 settembre 1937. Turul [Austria-Ungheria, classe “Huszar] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Uskoke [Austria-Ungheria, classe “Huszar”] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Uszok [Austria-Ungheria, classe “Ersatz”, v. 1917, 1.050 t] Catturato nel novembre 1918, assegnato all’Italia il 26 settembre 1920 e ribattezzato Monfalcone. Il 1 ottobre 1929 declassato a torpediniera. Radiato il 5 gennaio 1939. V 116 [Germania, v. 1918, 2.550 t] Consegnato il 16 agosto 1920. Entrato in servizio il 1 giugno 1921, classificato esploratore e ribattezzato Premuda. Il 5 settembre 1938 declassato a cacciatorpediniere. Radiato il 1 gennaio 1939. Velebit [Austria-Ungheria, classe “Huszar”] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Warasdiner [Austria-Ungheria, classe “Warasdiner”] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. TORPEDINIERE [24 unità] 52T ex Alligator [Austria-Ungheria, gruppo “Kaiman”, v. 1906, 203 t] Non entrata in servizio, demolita. No.1 ex TB 1 [Austria-Ungheria, tipo “TB”, gruppo “Trieste”, v. 1909, 116 t] Assegnata alla Guardia di Finanza. Radiata nel 1925. No.2 ex TB 2 [Austria-Ungheria, tipo “TB”, gruppo “Trieste”, v. 1909, 116 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.3 ex TB 3 [Austria-Ungheria, tipo “TB”, gruppo “Trieste”, v. 1909, 116 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.4 ex TB 4 [Austria-Ungheria, tipo “TB”, gruppo “Trieste”, v. 1909, 116 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.5 ex TB 5 [Austria-Ungheria, tipo “TB”, gruppo “Trieste”, v. 1909, 116 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.7 ex TB 7 [Austria-Ungheria, tipo “TB”, gruppo “Fiume”, v. 1910, 131 t] Assegnata alla Guardia di Finanza. Radiata nel 1925. No.12 ex TB 12 [Austria-Ungheria, tipo “TB”, gruppo “Fiume”, v. 1910, 131 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.20 ex Kukuk [Austria-Ungheria, gruppo “Elster”, v. 1889, 83 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.22 ex Krahe [Austria-Ungheria, gruppo “Elster”, v. 1889, 83 t] Assegnata alla Guardia di Finanza. Radiata nel 1925. No.23 ex Rabe [Austria-Ungheria, gruppo “Elster”, v. 1888, 83 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.24 ex Elster [Austria-Ungheria, gruppo “Elster”, v. 1888, 83 t] Assegnata alla Guardia di Finanza. Radiata nel 1925. No.25 ex Gaukler [Austria-Ungheria, gruppo “Elster”, v. 1889, 83 t] Assegnata alla Guardia di Finanza. Radiata nel 1925. No.27 ex Secretar [Austria-Ungheria, gruppo “Elster”, v. 1889, 83 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.29 ex Marabu [Austria-Ungheria, gruppo “Elster”, v. 1889, 83 t] Assegnata alla Guardia di Finanza. Radiata nel 1925. No.30 ex Harpie [Austria-Ungheria, gruppo “Elster”, v. 1889, 83 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.31 [Austria-Ungheria, gruppo “Sperber”, v. 1886, 83 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.32 [Austria-Ungheria, gruppo “Sperber”, v. 1886, 83 t] Assegnata alla Guardia di Finanza. Radiata nel 1925. No.33 [Austria-Ungheria, gruppo “Sperber”, v. 1886, 83 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.34 [Austria-Ungheria, gruppo “Sperber”, v. 1886, 83 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.35 [Austria-Ungheria, gruppo “Sperber”, v. 1886, 83 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.37 [Austria-Ungheria, gruppo “Sperber”, v. 1887, 83 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.39 [Austria-Ungheria, gruppo “Sperber”, v. 1887, 83 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. No.40 [Austria-Ungheria, gruppo “Sperber”, v. 1887, 83 t] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. SOMMERGIBILI [30 unità] U 1 [Austria-Ungheria, classe “U 1”, v. 1909] Non entrato in servizio, demolito. U 2 [Austria-Ungheria, classe “U 1”, v. 1909] Non entrato in servizio, demolito. U 5 [Austria-Ungheria, classe “U 5”, v. 1909] Non entrato in servizio, demolito. U 10 [Austria-Ungheria, classe “U 10”, v. 1915] Non entrato in servizio, demolito. U 11 [Austria-Ungheria, classe “U 10”, v. 1915] Non entrato in servizio, demolito. U 15 [Austria-Ungheria, classe “U 10”, v. 1915] Non entrato in servizio, demolito. U 17 [Austria-Ungheria, classe “U 10”, v. 1915] Non entrato in servizio, demolito. U 21 [Austria-Ungheria, classe “U 20”, v. 1916] Non entrato in servizio, demolito. U 27 [Austria-Ungheria, classe “U 27”, v. 1916] Non entrato in servizio, demolito. U 28 [Austria-Ungheria, classe “U 27”, v. 1917] Non entrato in servizio, demolito. U 29 [Austria-Ungheria, classe “U 27”, v. 1916] Non entrato in servizio, demolito. U 32 [Austria-Ungheria, classe “U 27”, v. 1917] Non entrato in servizio, demolito. U 40 [Austria-Ungheria, classe “U 27”, v. 1917] Non entrato in servizio, demolito. U 43 [Austria-Ungheria, classe “U 43”, v. 1916] Non entrato in servizio, demolito. U 47 [Austria-Ungheria, classe “U 43”, v. 1916] Non entrato in servizio, demolito. U 48 [Austria-Ungheria, classe “”] Unità in costruzione. Non entrato in servizio, demolito. U 49 [Austria-Ungheria, classe “”] Unità in costruzione. Non entrato in servizio, demolito. U 50 [Austria-Ungheria, classe “”] Unità in costruzione. Non entrato in servizio, demolito. U 52 [Austria-Ungheria, classe “”] Unità in costruzione. Non entrato in servizio, demolito. U 53 [Austria-Ungheria, classe “”] Unità in costruzione. Non entrato in servizio, demolito. U 54 [Germania, classe “U 51”] Non entrato in servizio, demolito nel maggio 1919 a Taranto. U 114 [Germania, classe “U 93”] Non entrato in servizio, demolito nel maggio 1919 a Spezia. U 120 [Germania, tipo “UE 2”] Non entrato in servizio, demolito nell’aprile 1919 a Spezia. U 163 [Germania, classe “U 93”] Non entrato in servizio, demolito nell’agosto 1919 a Spezia. UB 80 [Germania, tipo “UB III”] Non entrato in servizio, demolito nel maggio 1919 a Spezia. UB 95 [Germania, tipo “UB III”] Non entrato in servizio, demolito nell’agosto 1919 a Spezia. UB 102 [Germania, tipo “UB III”] Non entrato in servizio, demolito nel luglio 1919 a Spezia. UC 93 [Germania, tipo “UC III”] Non entrato in servizio, demolito nell’agosto 1919 a Spezia. UC 94 [Germania, tipo “UC III”] Non entrato in servizio, demolito nell’aprile 1919 a Spezia. UC 98 [Germania, tipo “UC III”] Non entrato in servizio, demolito nell’aprile 1919 a Spezia. CANNONIERE [11 unità] Blitz [Austria-Ungheria, classe “Blitz”, v.1888] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. Komet [Austria-Ungheria, classe “Blitz”, v. 1888] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. Lussin [Austria-Ungheria] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. Magnet [Austria-Ungheria, classe “Blitz” , v. 1896] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. Meteor [Austria-Ungheria, classe “Meteor, v. 1887] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. Planet [Austria-Ungheria, classe “Blitz” , v. 1889] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. Sebenico [Austria-Ungheria, v. 1882] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. Spalato [Austria-Ungheria, v. 1879] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. Taurus [Austria-Ungheria, v. 1904, 1.388 t] Consegnata il 4 marzo 1923, entrata in servizio il 21 settembre successivo e ribattezzata Marechiaro. Il 15 aprile 1928 ribattezzata Aurora e utilizzata come yacht da Mussolini. Affondata l’11 settembre 1943 dai tedeschi nel mare Adriatico. Trabant [Austria-Ungheria, classe “Blitz” , v.1890] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. Zara [Austria-Ungheria, v. 1879] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. DRAGAMINE [17 unità per 2.166 tonn] M 119 [Germania, v. 1918, 606 t] Entrato in servizio il 15 dicembre 1921, impiegato come posamine e ribattezzato Meteo. Il 4 giugno 1925 classificato posamine e ribattezzato Vieste. Catturato dai tedeschi l’11 settembre 1943 a Napoli e autoaffondato il giorno 23 in occasione dell’abbandono della città. M 120 [Germania, v. 1918, 606 t] Entrato in servizio il 15 dicembre 1921, impiegato come posamine e ribattezzato Abastro. Nel 1925 classificato posamine, ribattezzato Cotrone, e nel 1931 Crotone. Catturato dai tedeschi il 9 settembre 1943 a La Spezia, affondato da aerei alleati il 19 maggio 1944. Nel 1949 lo scafo è stato assegnato alla scuola di avviamento marinaro Garaventa di Genova. MT 130 [Austria-Ungheria, v. 1918, 130 t] Catturato il 4 novembre 1918, entrato in servizio il 12 novembre 1920. Denominato dragamine RD 58, il 2 giugno 1921 venne classificato affondamine e il successivo 2 luglio ribattezzato Albona; il 12 febbraio 1925 venne classificato posamine. Catturato dai tedeschi il 13 settembre 1943 a Sira, Mar Egeo. MT 131 [Austria-Ungheria, v. 1918, 130 t] Catturato il 4 novembre 1918, entrato in servizio il 7 febbraio 1920. Denominato inizialmente dragamine RD 59, il 2 giugno 1921 venne classificato affondamine, e il 2 luglio successivo ribattezzato Laurana; il 12 febbraio 1925 venne classificato posamine. Catturato dai tedeschi l’11 settembre 1943 a Venezia. MT 132 [Austria-Ungheria, v. 1918, 130 t] Catturato il 4 novembre 1918, entrato in servizio il 16 luglio 1920. Denominato inizialmente dragamine RD 60, il 2 giugno 1921 venne classificato affondamine e il 2 luglio successivo ribattezzato Rovigno; il 12 febbraio 1925 venne classificato posamine. Catturato dai tedeschi l’11 settembre 1943 a Venezia, affondato da aerei alleati nel 1945. T 53 [Austria-Ungheria, v. 1909, 47 t] Entrato in servizio il 4 marzo 1923, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.81. Radiato il 1 ottobre 1937. T 54 [Austria-Ungheria, v. 1909, 47 t] Entrato in servizio il 4 marzo 1923, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.82. Radiato l’11 ottobre 1937. T 55 [Austria-Ungheria, v. 1909, 47 t] Entrato in servizio il 4 marzo 1923, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.83. Radiato il 21 marzo 1926. T 57 [Austria-Ungheria, v. 1909, 47 t] Entrato in servizio il 4 marzo 1923, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.84. Radiato il 4 giugno 1925. T 58 [Austria-Ungheria, v. 1909, 47 t] Entrato in servizio il 4 marzo 1923, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.85. Affondato il 12 luglio 1943 ad Augusta. T 63 [Austria-Ungheria, v. 1919, 47 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 29 dicembre 1921, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.57. Radiato il 1 settembre 1934. T 65 [Austria-Ungheria, v. 1918, 47 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 17 febbraio 1924, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.94. Radiato il 1 ottobre 1965. T 66 [Austria-Ungheria, v. 1918, 47 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 17 febbraio 1924, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.95. Radiato il 27 marzo 1947. T 67 [Austria-Ungheria, 47 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 4 marzo 1923, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.86. Radiato l’8 settembre 1932. T 68 [Austria-Ungheria, v. 1918, 47 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 4 marzo 1923, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.88. Catturato dai tedeschi nel settembre 1943. T 69 [Austria-Ungheria, v. 1918, 47 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio nel 1919, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.80. Radiato il 1 agosto 1974. T 71 [Austria-Ungheria, v. 1918, 47 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrata in servizio il 4 marzo 1923, impiegato come rimorchiatore e ribattezzato N.87. Radiato il 1 ottobre 1975. MOTOVEDETTE [2 unità] MBT 107 [Austria-Ungheria] Assegnata alla Guardia di Finanza. Ritter von Bilinski [Austria-Ungheria] Assegnata alla Guardia di Finanza e ribattezzata Generale Turba. YACHT [2 unità] Lacroma [Austria-Ungheria] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Miramar [Austria-Ungheria] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. TRASPORTI [5 unità] Amalfi [Austria-Ungheria, v. 1912, 4.427 t] Consegnato nel 1920, entrato in servizio il 4 marzo 1923 e ribattezzato Cherso. Radiato il 1 maggio 1951. Gaea [Austria-Ungheria, v. 1890, 12.258 t] Consegnato il 18 ottobre 1920, ribattezzato San Giusto. Radiato il 4 gennaio 1923. Marsala [Austria-Ungheria, v. 1912, 4.427 t] Entrato in servizio il 4 marzo 1923 e ribattezzato Lussin. Affondato il 22 agosto 1941 presso Capo San Vito dal sommergibile britannico Upholder. Pola [Austria-Ungheria, v. 1914, 13.200 t] Consegnato nel 1919, entrato in servizio il 24 marzo 1923 e ribattezzato Fianona. Radiato il 16 maggio 1926. Teodo [Austria-Ungheria, v. 1914, 13.200 t] Consegnato nel 1919, entrato in servizio l’11 luglio 1923 e ribattezzato Barbana dopo essere stato utilizzato dalle Ferrovie dello Stato. Radiato il 16 maggio 1926. CISTERNE COMBUSTIBILI [5 unità] Baltrum [Germania, v. 1915, 2.806 tsl] Consegnata nel 1921, entrata in servizio il 13 agosto 1923 e ribattezzata Cerere. Catturata dai tedeschi il 9 settembre 1943, naufragata il 24 aprile 1944 in Egeo. Sylt [Germania, v. 1916, 3.740 tsl] Consegnata il 23 luglio 1921, entrata in servizio il 27 novembre 1921 e ribattezzata Niobe. Autoaffondata in Mar Rosso il 15 aprile 1941. Vesta [Austria-Ungheria, v. 1892, 5.533 tsl] Entrata in servizio il 12 aprile 1923 e ribattezzata Marte. Catturata dai tedeschi il 9 settembre 1943 a Livorno e da questi affondata in porto nel giugno 1944. (…) [Austria-Ungheria, v. 1919, 1.138 t] Unità in costruzione per la Marina austriaca. Entrata in servizio il 4 agosto 1920 e ribattezzata Prometeo. Radiata il 1 luglio 1958 e trasformata in deposito combustibili con la sigla GRG 522. (…) [Germania, v. 1923, 11.500 t] Unità realizzata dai cantieri tedeschi per la Marina italiana. Entrata in servizio il 31 agosto 1923 e ribattezzata Urano. Radiata il 1 agosto 1954. CISTERNE ACQUA [1 unità] Nymphe [Austria-Ungheria, v. 1894, 234 t] Entrata in servizio il 27 maggio 1923 e ribattezzata Livenza. Radiata il 15 ottobre 1937. NAVI SALVATAGGIO [2 unità] Einigkeit [Germania, v. 1916, 1.283 tsl] Consegnata nel 1920. Entrata in servizio il 16 novembre1922 e ribattezzata Polifemo. Catturata dai tedeschi nel settembre 1943 a Piombino, affondata a Genova nell’aprile 1945. Herkules [Austria-Ungheria, v. 1910, 1.560 t] Entrata in servizio il 14 settembre 1920 e ribattezzata Teseo. Affondata per sinistro marittimo il 13 dicembre 1931. NAVI OFFICINA [1 unità] Vulcan [Austria-Ungheria, v. 1877] Ex corazzata Prinz Eugen. Non entrata in servizio, demolita nel 1920. NAVI APPOGGIO [1 unità] Pelikan [Austria-Ungheria] Non entrata in servizio, demolita nel 1920. NAVI SCUOLA [1 unità] Mars [Austria-Ungheria, v. 1878] Ex corazzata Tegetthoff (1). Non entrata in servizio, demolita NAVI POSACAVI [1 unità] Grossherzog von Oldenburg [Germania, v. 1905, 5.900 tsl] Consegnata nel 1919, entrata in servizio il 1 agosto 1921 e ribattezzata Città di Milano. Autoffondata a Savona l’8 settembre 1943. PONTONI [6 unità] Alpha [Austria-Ungheria] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Beta [Austria-Ungheria] Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Custoza [Austria-Ungheria, v. 1872] Ex corazzata. Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Feuerspier [Austria-Ungheria, v. 1872] Ex corazzata Erzherzog Albrecht. Lo scafo venne utilizzato come nave caserma per sommergibilisti a Taranto con il nome di Buttafuoco. Kronzprinzessein Erzherzogin Stephani [Austria-Ungheria, v. 1887] Ex corazzata. Non entrato in servizio, demolito nel 1920. Schwarzenberg [Austria-Ungheria] Ex pirofregata. Non entrato in servizio, demolito nel 1920. RIMORCHIATORI [47 unità] Aurora [Austria-Ungheria, v. 1897, 27 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.79. Radiato il 15 marzo 1923. D 1 [Austria-Ungheria, v. 1918, 83 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 21 ottobre 1921 e ribattezzato N.58. Radiato il 5 luglio 1923. D 2 [Austria-Ungheria, v. 1919, 83 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 15 gennaio 1922 e ribattezzato N.59. Radiato il 5 luglio 1923. D 3 [Austria-Ungheria, v. 1919, 83 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 15 gennaio 1922 e ribattezzato N.60. Radiato il 5 luglio 1923. D 4 [Austria-Ungheria, 83 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 12 marzo 1922 e ribattezzato N.61. Radiato il 5 luglio 1923. Dannsfeld [Germania, v. 1917, 318 t] Entrato in servizio il 20 maggio 1921 e ribattezzato Lipari. Il 1 luglio 1921 classificato nave sussidiaria I classe. Radiato il 1 novembre 1971. Dolphin [Austria-Ungheria, v. 1914, 482 t] Consegnato nel 1920, entrato in servizio il 10 gennaio 1922 e ribattezzato Porto Empedocle. Radiato il 31 luglio 1971. FT 1 [Austria-Ungheria, v. 1908, 44 t] Entrato in servizio il 5 ottobre 1923 e ribattezzato N.91. Radiato il 27 marzo 1947. FT 2 [Austria-Ungheria, v. 1894, 44 t] Entrato in servizio il 1 luglio 1923 e ribattezzato N.92. Radiato il 14 ottobre 1926. FT 3 [Austria-Ungheria, v. 1902, 44 t] Entrato in servizio il 1 agosto 1924 e ribattezzato N.93. Radiato il 1 ottobre 1937. Hercules [Austria-Ungheria, 1.560 t] Entrato in servizio il 14 settembre 1920 e ribattezzato Teseo. Affondato per sinistro marittimo il 13 dicembre 1931. Herkules [Germania, v. 1912, 385 t] Entrato in servizio il 12 novembre 1911 e ribattezzato Tremiti. Incagliatosi e andato distrutto il 18 novembre 1942 nelle acque della Cirenaica. Pluto [Austria-Ungheria, v. 1897, 98 t] Entrato in servizio il 1 dicembre 1921 e ribattezzato Volosca. Radiato il 1 giugno 1974. Scharmer [Germania, v. 1918, 368 t] Consegnato il 24 maggio 1921. Entrato in servizio il 24 luglio 1921 e ribattezzato Favignana. Autoaffondato il 10 settembre 1943 a Pietra Ligure. T 1 [Austria-Ungheria, 28 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.62. Radiato il 25 ottobre 1922. T 4 [Austria-Ungheria, 28 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.63. Radiato il 25 ottobre 1922. T 5 [Austria-Ungheria, 28 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.64. Radiato il 5 luglio 1923. T 6 [Austria-Ungheria, 28 t] In costruzione per la Marina austriaca. Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.65. Radiato il 5 luglio 1923. T 7 [Austria-Ungheria, 28 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.66. Radiato il 28 febbraio 1926 e ceduto alla Guardia di Finanza. T 8 [Austria-Ungheria] Non entrato in servizio, demolito nel 1919. T 9 [Austria-Ungheria] Non entrato in servizio, demolito nel 1919. T 10 [Austria-Ungheria, 28 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.67. Radiato il 25 ottobre 1922. T 11 [Austria-Ungheria, 28 t] Entrato in servizio il 14 novembre 1922 e ribattezzato N.68. Radiato il 12 febbraio 1925. T 12 [Austria-Ungheria, 28 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.69. Radiato il 25 ottobre 1922. T 13 [Austria-Ungheria, v. 1913, 28 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.70. Radiato il 1 dicembre 1935. T 20 [Austria-Ungheria, 28 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.71. Radiato il 5 luglio 1925. T 21 [Austria-Ungheria, 25 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.72. Radiato il 4 marzo 1923. T 24 [Austria-Ungheria, 25 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.73. Radiato il 5 luglio 1923. T 25 [Austria-Ungheria, v. 1899, 25 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.74. Radiato il 1 aprile 1926. T 50 [Austria-Ungheria, v. 1916, 50 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.75. Radiato il 27 marzo 1947. T 51 [Austria-Ungheria, 50 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.76. Radiato il 25 ottobre 1922. T 90 [Austria-Ungheria, v. 1913, 30 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.77. Radiato il 20 gennaio 1927. T 91 [Austria-Ungheria, v. 1913, 28 t] Entrato in servizio il 14 aprile 1922 e ribattezzato N.78. Posto in disarmo il 31 gennaio 1985. T 97 Hippos [Austria-Ungheria, v. 1888, 100 t] Entrato in servizio il 1 dicembre 1921 e ribattezzato Capodistria. Radiato il 26 maggio 1949, consegnato il 2 luglio 1949 all’Unione Sovietica in conto riparazioni danni. T 98 Buffel [Austria-Ungheria, v. 1899, 97 t] Non entrato in servizio. T 101 [Austria-Ungheria, v. 1916, 110 t] Entrato in servizio il 4 marzo 1923 e ribattezzato N.89. Impiegato come nave appoggio palombari. Radiato il 15 novembre 1933. T 102 [Austria-Ungheria, v. 1917, 101 t] Entrato in servizio il 17 febbraio 1924 e ribattezzato Spartivento. Radiato il 20 settembre 1938. T 103 [Austria-Ungheria, v. 1917, 101 t] Entrato in servizio il 19 novembre 1921 e ribattezzato Porto Rose. Radiato il 1 novembre 1964. T 104 [Austria-Ungheria, v. 1917, 101 t] Entrato in servizio il 17 febbraio 1924 e ribattezzato Vieste. Radiato il 30 aprile 1982. T 106 [Austria-Ungheria, v. 1918, 101 t] Entrato in servizio il 4 marzo 1923 e ribattezzato N.90. Catturato dai tedeschi nel settembre 1943. T 160 [Austria-Ungheria, v 1918, 161 t] Entrato in servizio il 16 settembre 1919 e ribattezzato Pirano. Radiato il 21 agosto 1924. T 161 [Austria-Ungheria, v. 1918, 161 t] Entrato in servizio il 15 settembre 1919 e ribattezzato Parenzo. Catturato dai tedeschi il 10 settembre 1943 a Pola, affondato da bombardieri alleati nel 1944. T 163 [Austria-Ungheria, v. 1918, 154 t] Entrato in servizio il 17 febbraio 1924 e ribattezzato Circeo. Catturato dai tedeschi il 9 settembre 1943 a Baia e successivamente affondato. T 201 [Austria-Ungheria] In costruzione per la Marina austriaca, completato e consegnato al Ministero dei Lavori pubblici. T 202 [Austria-Ungheria] In costruzione per la Marina austriaca, completato e consegnato al Ministero dei Lavori pubblici. Titan [Austria-Ungheria, 45 t] Consegnato il 1 dicembre 1921 e ribattezzato N.56. Radiato il 5 luglio 1923. Weichsel [Germania, v. 1916, 415 t] Entrato in servizio il 6 maggio 1921 e ribattezzato Montecristo. Affondato il 2 dicembre 1942 a seguito di una collisione con il cacciatorpediniere Alpino. DRAGHE [1 unità] Austria [Austria-Ungheria, v. 1908, 600 t] Unità già catturata nel 1917 a Monfalcone, entrata in servizio il 6 giugno 1918 e ribattezzata Porto Rosega, BETTE [4 unità] DP 1 [Germania, v. 1891, 550 t] Consegnata il 4 ottobre 1921, entrata in servizio il 21 marzo 1923 e ribattezzata Betta 19. Radiata il 23 luglio 1947. DP 2 [Germania, v. 1891, 550 t] Consegnata il 4 ottobre 1921, entrata in servizio il 15 febbraio 1922 e ribattezzata Betta 20. Radiata il 18 giugno 1946. DP 6 [Germania, v. 1901, 300 t] Consegnata il 4 ottobre 1921, entrata in servizio il 20 aprile 1922 e ribattezzata Betta 21. Radiata il 30 novembre 1960. DP 10 [Germania, v. 1901, 300 t] Consegnata il 4 ottobre 1921, entrata in servizio il 6 giugno 1922 e ribattezzata Betta 22. Radiata il 18 ottobre 1946.
  13. walter leotta

    Qualche Cartolina

    torpediniera LUPO a Creta, maggio 1941, capitano di fregata Francesco Mimbelli
  14. walter leotta

    Qualche Cartolina

    movm Luigi Faggioni X MAS Baia di Suda, 26 marzo 1941
  15. walter leotta

    Qualche Cartolina

    movm Luigi Zamboni torpediniera Uragano
  16. walter leotta

    Qualche Cartolina

    movm Giuseppe Cigala Fulgosi torpediniera Sagittario
  17. walter leotta

    Qualche Cartolina

    nave cisterna TICINO Portoferraio anno 1957
  18. @totiano all'atto dell'iscrizione ti ho inviato i dati per pm che sono questi Walter Leotta, Jacopo Enzo Leotta,
  19. se ci sarà disponibilita siamo in due, il e mio piccolino, solo visita no pranzo
  20. walter leotta

    La "mitica" Serie 'orizzonte Mare'

    eccone due fotografici
  21. walter leotta

    La "mitica" Serie 'orizzonte Mare'

    finalmente ho ritrovato questa discussione dopo aver girovagato per tutto il forum allora nei giorni scorsi ho messo le mani su 38 volumi della serie numero che, leggendo nei topic precedenti, dovrebbe rappresentare la serie completa in particolare: serie bizzarri 29 VOLUMI STORIA 16 volumi (1 2 3/i, 3/II, 4/I, 4/II, 5/I, 5/ii, 5/III, 6/I, 6/II, 6/III, 7/I, 7/II, 7/III, 7/4) IMMAGINI 13 volumi (A 1 - 8, B 1 - 5) serie albertelli 9 volumi 8/i, 8/ii, 9, 13, 14/i, 14/II, 15/I, 15/II, 17) TOTALE 38 secondo me dovrei averli tutti... è cosi o me ne manca ancora qualcuno? se la risposta è sì ditemelo, cercherò di sopportare il dolore
  22. Nella recente crociera ho raggiunto i porti di Malaga, Barcellona, Siviglia, Cadice, Casablanca e Lisbona. Ebbene, a parte qualche motovedetta delle forze di polizia, l'unica nave militare vista è stato il pattugliatore della Marina spagnola P22 Tagomago, una delle quattro unità della classe Anaga (44 metri, 310 tons, entrata in servizio nel 1981). Cento anni fa la Marina britannica era formata da 8 squadre navale composte ognuna da 8 navi da battaglia. Alla fine della II GM trovavi unità della US Navy anche nella vasca di bagno di casa talmente ce ne erano tante. Oggi ci sono più porti che navi grigie. Da una parte è meglio così, vuol dire che il mondo è più tranquillo, ma per gli appassionati è veramente dura Ps Tra l'altro il pattugliatore era nascosto da un cantiere del comune di Malaga
  23. MUSEO MILITARE LISBONA All'uscita della stazione marittima, terminal Costa Crociere, sul fiume Tago a Lisbona c'è il MUSEO MILITARE i cui spazi si trovano nel complesso che comprende anche lo stato maggiore dell'Esercito. Il museo militare comprende due collezioni, quello dell'esercito vero e proprio, e il museo dell'artiglieria. La maggior parte dell'esposizione copre i secoli passati quando il Portogallo era una potenza marittima di rango. Per quanto riguarda il XX secolo ci sono comunque due sale dedicate alla Prima guerra mondiale.
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