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toti88

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  • Birthday 05/15/1959

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    roma
  • Interests
    donne e sommergibili
  1. toti88

    45 Anni Fa...

    Mi unisco anch'io agli auguri al mio vecchio TOTI!!!!! :s20: :s20:
  2. toti88

    Il Toti Del Calendario

    Abbastanza corretta!!!! Era il 1982/83. I classe Toti vollero divertirsi ad "appicicarsi" dei loghi inusuali!!! E grazie agli allora comandanti di gruppo (che chiusero un occhio) ci predisponemmo per "spittazzarci le vele... Il dandolo il Coniglietto di play boy e il Toti allora aveva la "luna con chitarra" (dalla nota trasmissione "quelli della notte" di renzo arbore, perché era un periodo che uscivamo sempre di notte per i tirocini aeromobili) (facemmo anche un berretto con il logo che conservo gelosamente) :s15:
  3. Una confezione di tre bottiglie anche per me!!!!!!
  4. L’AGGUATO DI CAPO MATAPAN” La tragica fine delle Unitàdella Prima Divisione Navale (gli Incrociatori FIUME POLA e ZARA e di due Cacciatorpediniere della Scorta, ALFIERI e CARDUCCI).Quella di Capo Matapan (punta estrema a sud del Peloponneso, nel mare Egeo) è una delle più terribili tragedie umane che si siano consumate in mare. Sono trascorsi 65 anni da quella notte, tra il 28 e 29 marzo 1941, durante la quale, in pochi maledetti minuti, la Marina Italiana subì la perdita di tre incrociatori e due cacciatorpediniere. La missione, denominata “Operazione Gaudo”, dal nome dell’isolotto a sud di Creta, aveva l’obiettivo di intercettare i convogli che, partendo da Alessandria d’Egitto, rifornivano l’apparato bellico alleato stanziato a Creta. La Squadra Navale italiana, agli ordini dell’Ammiraglio di Squadra Angelo Iachino, era composta dalla corazzata “Vittorio Veneto” (nave ammiraglia); da sei incrociatori pesanti da 11.000 tonnellate: tre della Prima Divisione Navale (Amm. Cattaneo), ”Zara”, “Pola e “Fiume”, tre della Terza Divisione (Amm. Sansonetti) Trieste”, Trento”, e “Bolzano”; due incrociatori leggeri dell’Ottava Divisione (Amm. Legnani), “Abruzzi” e “Garibaldi”, e tredici cacciatorpediniere delle Squadriglie: Sesta, Nona, Dodicesima e Tredicesima. Tali forze salpano, tra il 26 ed il 27 di marzo, da varie basi italiane (La Spezia, Napoli, Messina, Taranto e Brindisi). Ma gli inglesi giàconoscono le intenzioni della nostra Marina. A scoprire tale intendimento è l’Intelligence Service inglese, capace di intercettare e decifrare, quasi in tempo reale, gli ordini operativi che Supermarina inviava ai Comandi dipendenti. Con l’apertura degli archivi segreti inglesi, dopo cinquant’anni dalla fine della guerra, si è finalmente chiarito che ciò avvenne perché l’Inghilterra era venuta in possesso della decifrante “ultra” costruita ed usata dai tedeschi. Ciò ridimensiona le tante accuse di “tradimenti” sostenute da molti e, più di tutti, da Antonio Trizzino nel suo libro “Navi e Poltrone” Che suscitò tanto scalpore qualche decennio scorso. Gli inglesi, giàdal 25 di marzo, erano venuti a conoscenza che la Flotta Italiana stava preparando qualcosa di grosso decifrando un messaggio che Supermarina aveva inviato al Comando Militare dell’Egeo il seguente messaggio: “OGGI 25 MARZO EST GIORNO X-3”; quindi il fatidico giorno X sarebbe stato il 28 Marzo. L’Amm. Cunningham, comandante in capo della Mediterranean Fleet, ne ha la certezza il mattino del 27 marzo quando, un suo aereo ricognitore, gli comunica l’avvistamento della Squadra Navale Italiana a 70 miglia ad est di Capo Passero, con direttrice di marcia S.E. L’Ammiraglio inglese ordina a tutti i convogli di rientrare nei porti più vicini e allerta nel frattempo le unitàdella Mediterranean Fleet dislocate nel Mediterraneo Medio Orientale e il giorno 27, dopo il tramonto per non essere avvistato dalla ricognizione aerea italo-tedesca, prende il mare, da Alessandria d’Egitto, con la potente squadra da battaglia costituita dalle corazzate “Valiant”, “Bahram” e “Warspite” (nave Ammiraglia) e dalla portaerei “Formidable”, scortate da numerosi incrociatori e cacciatorpediniere. In definitiva le due Squadre avversarie si vanno incontro; con la differenza che gli inglesi sanno di andare sicuramente incontro alla Squadra Italiana, mentre quest’ultima, pur considerando un’auspicabile” presenza di navi da guerra nemiche, con cui finalmente misurarsi, è ignara della presenza in mare delle navi da battaglia inglesi, anche per l’errata informazione a Iachino (cosa che ha fatto e fa ancora discutere), cui viene inoltre a mancare, fin dal mattino del 28, la ricognizione aerea italo-tedesca, non decollata dagli aeroporti delle basi italiane dell’Egeo per avverse condizioni meteorologiche: “Scarsa visibilità.” Lo ”scontro” ha inizio alle prime ore del mattino del 28 marzo con continui attacchi di aerosiluranti inglesi provenienti dalla portaerei Formidable che, ad ondate, attaccano le Unitàitaliane che li respingono con un veemente fuoco di sbarramento, senza riportare significativi danni, mentre la distanza dal “grosso” delle Unitàdi Cunningham si è ridotta ormai tra le 60 e le 70 miglia. Non essendo Iachino a conoscenza della presenza in mare della Portaerei britannica, deduce, erroneamente, che gli aerosiluranti provengono dagli aeroporti inglesi dell’isola di Creta. Nel primo pomeriggio, durante uno di tali attacchi, è danneggiata il “Vittorio Veneto” che è costretta a ridurre la sua velocitàa 15 nodi. A questo punto, vista ormai l’inutilitàdi continuare la missione, Iachino ordina alle sue Unitàdi rientrare alle basi, facendo assumere rotta nord-nord-ovest e alla “Vittorio Veneto”, riparate le avarie, di assumere la velocitàdi 19 nodi. Si era quindi creata una situazione di moto relativo tra le due formazioni che non avrebbe consentito a quella inglese di raggiungere quella Italiana se non, forse, nelle prime ore del giorno successivo, vale a dire troppo sotto le coste italiane, evento che gli inglesi avrebbero sicuramente evitato per non correre gravi e temuti rischi. L’Ammiraglio inglese, resosi conto di quanto sopra, ordina alla portaerei.” Formidable”, nell’approssimarsi del tramonto, di far levare in volo un’altra ondata di aerosiluranti per portare un ultimo massiccio attacco alle Unitàdi Iachino. Dieci aerosiluranti (sei Albacore e quattro Swordfish) attaccano da ponente, al calare del sole, le Unitàitaliane che li accolgono con un nutrito fuoco di sbarramento antiaereo, evitando, con opportune manovre, il lancio dei loro siluri, abbattendone un paio. Purtroppo un siluro, lanciato da un Albacore, colpisce, nella zona poppiera, il “Pola” che, per i gravi danni subiti all’apparato di propulsione ed a quello elettrico, si arresta, non potendo più né governare né sparare. Fu questo l’evento imprevisto che permise a Cunningham di acquisire quel vantaggio che per tutta la giornata aveva caparbiamente cercato. L’Ammiraglio Iachino, informato da Cattaneo dell’immobilizzazione del “Pola”, verso le 20.30, gli impartisce l’ordine, rivelatosi poi tragico, d’invertire la rotta con il resto della Divisione (“Zara”, “Fiume” e i cacciatorpediniere “Alfieri”, “Gioberti”, “Carducci” e “Oriani”) per soccorrere e rimorchiare il “Pola”. La manovra è eseguita, a malincuore da parte di Cattaneo che ha il sentore della presenza della flotta inglese nelle vicinanze. E’ ormai buio inoltrato e le Unitàdi Cattaneo navigano alla cieca (non avevano il radar, mentre le inglesi si).Le Unitàinglesi avevano intanto raggiunto e localizzato il “Pola” e stanno dirigendo verso di esso per affondarlo, quando, non “credendo ai loro occhi”, scoprono sui loro schermi radar le altre unitàdella Divisione italiana, modificano la loro manovra di avvicinamento al Pola, disinteressandosi per il momento, in quella di attacco delle nostre navi, completamente ignare della loro presenza. Dopo qualche minuto, dalle ore 22,23 alle 22,26, ad una distanza compresa tra 2.800 e 3.200 metri, illuminando improvvisamente le nostre navi con i proiettori, le Unitàinglesi aprirono il fuoco. Le tre corazzate inglesi sparano, in quattro minuti, con una precisione di tiro impressionante, data anche la breve distanza, 100 colpi perforanti dai grossi calibri da 381 mm. L’effetto delle salve, ciascuna delle quali di 6/8 proiettili del peso singolo di circa una tonnellata, è indescrivibile. Riescono a disimpegnarsi, indenni, l’“Oriani” ed il “Gioberti”, mentre la reazione delle altre unitàè quasi nulla per i gravissimi danni provocati dalle improvvise bordate nemiche. Quel mare diviene un immane rogo e le unitàcolpite, in fiamme, sono successivamente affondate dai siluri lanciati dalle navi inglesi minori. La stessa sorte tocca al “Pola” verso le prime ore del mattino, dopo che gli inglesi, anche con l’ausilio di unitàgreche fatte uscire all’uopo dai loro porti, hanno tratto in salvo e catturato gran parte dell’equipaggio. 3.684, tra Ufficiali, Sottufficiali, Marinai e personale civile imbarcato, erano, al momento dell’affondamento, gli uomini che costituivano gli equipaggi di quelle belle e sfortunate Navi. In quella terribile notte perirono ben 2.308 uomini (l’ottanta per cento tra un’etàcompresa tra i venti ed i venticinque anni), chi subito straziato dalle deflagrazioni dei colpi giunti a bordo, chi annegato, dopo lunga e penosa agonia, per le ferite e le ustioni riportate, chi dilaniato dai pescecani sotto gli occhi atterriti dei compagni superstiti, alcuni dei quali, come l’allora tenente di vascello Cimaglia, ora ammiraglio, ricorda con orrore e raccapriccio. 1196 furono quelli raccolti dalle navi inglesi e greche, con gesto di ammirevole umanitàed in nome di quella solidarietàche caratterizza ed unisce la “gente di mare”, aldilàdei confini e delle diverse etnie. Per questi si aprirono i campi di prigionia in India ed in Egitto. Molti di loro non tornarono....! Il mattino del 29 marzo, Cunningham ordina alle sue navi di fare rientro alle loro basi e, con ulteriore nobile gesto, fa comunicare a Supermarina la posizione dell’affondamento che, appresa la notizia, confermatagli anche dai due caccia superstiti, invia nella zona, la nave ospedale “Gradisca”. Purtroppo la tragedia si era consumata a 450 miglia dalle basi italiane e l’Unitàgiunse in zona dopo circa tre giorni. Furono raccolti ancora 170 uomini, ormai stremati, in un mare pullulante di cadaveri galleggianti, enorme orrido banchetto dei pescecani che infestavano quella zona di mare.
  5. toti88

    Idea Bislacca.

    Il sottomarino moderno è un mezzo occulto e deve essere impiegato in maniera occulta. in questo caso il cannone è obsoleto. Nella 2^ guerra mondiale erano dei sommergibili ovvero unita navali che all'occorrenza si immergevano (di norma, navigazioni di trasferimento in superficie e notturne e agguati di giorno). Semmai consiglierei, sempre in base alla mia esperienza,un sistema di razzi antielicotteri e aerei (attualmente i nemici numeri uno dei sottomarini convenzonali moderni in special modo durante i trasferimenti occulti verso una zona di agguato).
  6. toti88

    Procedure Di Sicurezza Sui Somm

    CONCORDO!!!! Quante guardie in quel modo!!!! :s34:
  7. toti88

    Ma Quanto Chiacchero...

    Incomincio a provare invidia!!!!! Comunque almeno si beve!!!!!! :s28: :s28: :s28:
  8. toti88

    4500

    4500????? Per me saràuna vita tentare di uguagliarti!!!!! Complimenti e...Cin Cin :s28: :s28: :s28:
  9. toti88

    Che Significato Hanno I Vostri Nick Name ?

    Beh...il mio nick è molto semplice... il mio primo comando sui sommergibili l'ho fatto sul Toti nel 1988. da allora ho comandato altri battelli fino al 1996. Ma....il primo comando non si scorda MAI!!!!!! :s15:
  10. toti88

    I Ragazzi Del Monte Serra

    Porto ancora nel cuore il ricordo dei miei compagni di corso scomparsi, e l'angoscia del dopo incidente...
  11. toti88

    Un Sogno Diventa Realta'

    Perchè non si organizza una bella "licenza" primaverile con visita e assaggi alle cantine????
  12. toti88

    Quota Cento

    Ho raggiunto quota 100 messaggi... Finalmente!!!! Non è molto ma.... SPALLETTI per tutti!!! :s28: :s28: :s28: ... le salamelle le portate voi :s04: ...... e.... non dimenticate le donne!!!! :s02:
  13. toti88

    Indovinelli by GM Andrea

    Ehi....GM Andrea....fuori qualche altro indovinello!!!!! :s04:
  14. toti88

    Spalletti

    Una chicca....nel buffet di passaggio di consegne tra i Capi di Stato Maggiore di quest'anno è stato offerto Spalletti Villa di Rasponi (rosso) e Spumante brut Spalletti. Il "buon Birindelli" (tra gli invitati) mi ha fatto i complimenti per l'ottima scelta Ora anche le mie cantine (o meglio il mio ufficio al ministero) sono fornite da Spalletti sangiovese di Romagna Riserva DOC
  15. toti88

    Affondamento Del "morosini"

    E' sempre molto triste vedere queste immagini... E molto toccante la lettera. Un Grazie ancora alla famiglia Fraternale per averci dato la possibilitàancora una volta di poter comprendere quanto i sommergibilisti hanno dato per la patria.
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