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  1. Today
  2. Von Faust

    Sh3 - Unità Italiane Regia Marina

    Capisco benissimo. SH3 è una pietra miliare, ormai è nel nostro DNA, SH5 è stato migliorato tantissimo dalla MOD "WoS" ed ora abbiamo Wolfpack che farà il botto.
  3. nostromodiroma

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Contraerea ?
  4. inhocsignovinces

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Allora procedo io? ..vediamo...dovrebbe essere facile..l'arma in questione fu usata in mare e in terra. Nome dell'arma e del proiettile.
  5. Yesterday
  6. nostromodiroma

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Esatto. Perdonate l'errore.
  7. inhocsignovinces

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Primo siluro Luppis Whitehead del 1866?
  8. nostromodiroma

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    È anteriore al 1875
  9. buona notizia Italeri stampa di nuovo il SLC Maiale , pero a cambiato i figurini (che cavalcano il maiale) Ho comprato il kit direttamente dalla Italeri 27 euro e mi hanno regalato della colla ecco le foto buonasera a tutti Calogero
  10. inhocsignovinces

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Grande Ocean's...stavo appunto per scrivere che quello secondo me è uno dei primi Whitehead..siamo attorno al 1875 e i prototipi venivano distinti dalla lettera A seguita da numero identificativo. Tipo A22...Ho trovato in rete un manuale relativo a siluri A62 e A 110
  11. danilo43

    Qualche Nuova Rivelazione Sull'affare Crabb

    In merito alla vicenda Crabb niente di nuovo sotto il sole, segnalo comunque questo esauriente articolo di Andrea Mucedola pubblicato in https://www.difesaonline.it/mondo-militare/ocean4future/lionel-crabb-una-vita-vissuta-avventurosamente LIONEL CRABB, UNA VITA VISSUTA AVVENTUROSAMENTE (di Andrea Mucedola) 19/01/22 Ci sono personaggi del mare che hanno vissuto una vita avventurosa, lasciando dietro di loro un alone di mistero. Oggi proviamo a raccontare la storia del comandante Lionel Crabb, pioniere della subacquea militare britannica durante la seconda guerra mondiale, scomparso misteriosamente durante la guerra fredda. Ho usato il verbo "provare" perché la sua vita è ancora avvolta nel mistero e culminata, come in una spy story, con la sua presunta scomparsa nelle acque gelide di un porto inglese. Una vita spericolata Crabb nacque nel 1909 in un quartiere a sud-ovest di Londra da una famiglia che certo non navigava nell’oro. Si arruolò nella marina mercantile e poi nella riserva volontaria della Royal Navy prima della seconda guerra mondiale. Curiosamente all’inizio della guerra fu arruolato come artigliere dell’esercito ma, nel 1941, entrò nella Marina britannica dove fu impiegato in un’unità di sminamento. Gli Italiani avevano appena compiuto un’attacco rilasciando delle cariche subacquee (limpet mine) sotto gli scafi delle navi e gli Inglesi non avevano la più pallida idea di come contrastarli. Il lavoro di Crabb consisteva nel disarmare le cariche rimosse dai sommozzatori britannici, un lavoro pericoloso che gli dava adrenalina. A seguito del contatto con quegli uomini che si immergevano nelle acque a caccia di ordigni, Crabb decise di imparare ad immergersi. Gli riuscì molto bene. Questi sommozzatori impiegavano una versione modificata dell’autorespiratore a ossigeno Davis che veniva utilizzato in caso di emergenza per fuoriuscire dai sommergibili. Il nome frogman, che gli era stato dato, dipendeva probabilmente dal fatto che questi operatori nuotavano solo a rana, senza pinne. Nel dicembre 1942, durante un attacco a Gibilterra, due sommozzatori gamma italiani, il tenente Visintini e il sottufficiale Magro, morirono a causa di cariche esplosive lanciate in mare dalle imbarcazioni di vigilanza agli sbarramenti foranei. I loro corpi furono recuperati con le attrezzature (comprese le pinne) che vennero poi adottate da Lionel Crabb. La Royal Navy aveva, al contempo, istituito un’apposita squadra di sommozzatori, l’Underwater Working Party (UWWP), sotto il comando del lt Bill Bailey, con il compito di ispezionare le carene delle imbarcazioni alla ricerca di ordigni esplosivi e rimuoverli. Iniziò così l’operazione TADPOLE, un insieme di tattiche di prevenzione e contrasto contro gli attacchi della X Flottiglia MAS nel porto di Gibilterra e nelle sue vicinanze. La storia ci dice che non fu molto efficace e gli Italiani continuarono a colpire e ad affondare il naviglio britannico... Crabb si distinse comunque per il suo valore e fu promosso capitano di corvetta. Nel 1943 divenne primo ufficiale subacqueo per l’Italia del Nord, e fu assegnato per lo sminamento dei porti di Livorno e di Venezia ricevendo la decorazione di ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico per questi servizi. Fu anche inviato per investigare sulla morte sospetta del generale Sikorski dell’esercito polacco, il cui aereo B-24 Liberator si schiantò nei pressi di Gibilterra nel 1943. Cercò invano la collaborazione di molti reduci dei Gamma italiani tra cui Luigi Ferraro a cui chiese di proseguire la guerra con gli Inglesi contro i Giapponesi. A quel tempo Crabb aveva guadagnato il soprannome di “Buster”, dal nome dell’attore americano e nuotatore Buster Crabbe, un nickname che da allora lo accompagnò per tutta la sua vita. Dopo la guerra, Crabb fu inviato in Palestina a capo di una squadra di sommozzatori disattivatori per bonificare alcune cariche esplosive che erano state posate dai subacquei della forza irregolare di Palmach durante gli anni della Mandatory Palestine. Nel 1947 fu ufficiosamente congedato ed iniziò a lavorare in campo civile come sommozzatore, mettendo a frutto la sua esperienza maturata sotto le armi. Negli anni ’50 fu coinvolto dalla Marina britannica nella ricerca del relitto di un fantomatico galeone spagnolo dell’Armada, che si diceva affondato nelle acque di Tobermory, presso l’isola di Mull. Collaborò anche alla ricerca di sopravvissuti nei tragici incidenti del sommergibile HMS Truculent nel gennaio 1950 e del HMS Affray nel 1951. Si dedicò poi a diversi lavori, trasportando merci per i negozi e, forse, fu durante uno di quei viaggi che ritrovò l’amico sommozzatore e compagno di guerra, Sydney Knowles. Nel 1955, sotto richiesta della marina reale britannica, si immersero insieme in un’operazione occulta per indagare lo scafo dell’incrociatore sovietico Sverdlov. Secondo Knowles, durante l’immersione, trovarono un’apertura circolare a prua della nave con al suo interno una grande elica che poteva essere diretta per orientare la nave (un’elica di manovra). Eravamo in piena guerra fredda, quel periodo storico che vedeva da un lato la NATO e dall’altro le forze del patto di Varsavia, e le attività spionistiche erano ancora centrate sull’elemento umano da entrambi gli schieramenti. Non a caso lo scrittore Ian Fleming, anche lui con precedenti di spia, scrisse i suoi migliori romanzi incentrati sulla figura di James Bond (anche lui un lieutenant commander come Crabb) raccontando missioni impossibili contro spie sovietiche ed organizzazioni criminali internazionali. Per il comandante Lionel Crabb fu l’ultima missione per la Royal Navy che aveva sempre servito con dedizione e coraggio; quello stesso anno, nel marzo del 1955, Lionel Crabb fu costretto al ritiro definitivo per limiti d’età. Ma poteva finire così o fu un congedo di facciata? La domanda che molti ancora si pongono è se fu in seguito reclutato dal MI6 A questo punto la storia si complica. Vista la sua non comune esperienza fu veramente arruolato dal MI6? Certo non fu facile. La sua esperienza per le operazioni occulte subacquee era preziosa ma il bere ed il troppo fumo avevano messo spesso a repentaglio la sua salute. La sua compagna Pat raccontò ai giornalisti che litigavano spesso per il suo "… too much smoking, drinking excessively in its 44 years ‘old and sick’ … ". Probabilmente il suo spirito di avventura non lo fermò. A questo punto le diverse fonti giornalistiche ipotizzano che i suoi contatti con l’MI6 non cessarono e, nel 1956, Lionel Crabb fu inviato ad investigare l’incrociatore sovietico Ordzhonikidze, che aveva trasportato Nikita Krusciov e Nikolaj Bulganin in una delicatissima missione diplomatica in Gran Bretagna. Era la notte del 19 aprile 1956; Crabb si tuffò nelle gelide acque del porto di Portsmouth ma non tornò indietro. Sparirono tutti i suoi oggetti dal Sally Port Hotel dove aveva alloggiato e persino la pagina del registro dell’albergo con il suo nome fu strappata. Dieci giorni dopo i giornali britannici pubblicarono la scomparsa di Crabb in una missione subacquea di addestramento. L’ammiragliato britannico annunciò che il lieutenant commander Lionel Crabb era scomparso partecipando alla sperimentazione di nuovi apparati subacquei a Stokes Bay sul Solent. I Sovietici risposero rilasciando una vaga dichiarazione che affermava che l’equipaggio di Ordzhonikidze aveva visto un sommozzatore vicino all’incrociatore il 19 aprile. Da quel momento nacquero molte ipotesi Alcuni giornali britannici ipotizzarono che i Sovietici lo avessero catturato durante la sua azione e portato in seguito in Unione Sovietica. Di fatto dopo circa 14 mesi, il 9 giugno 1957, un cadavere con una muta stagna simile a quella usata da Lionel Crabb fu recuperato in una rete di pescatori al largo dell’isola di Pilsey, nel porto di Chichester. Al corpo mancava la testa e entrambe le mani il che ne rendeva impossibile l’identificazione (l’esame del DNA non era ancora possibile). L’inchiesta fu aperta l’11 giugno 1957 ma né l’amico di tante avventure Sydney Knowles né l’ex moglie di Crabb né altri amici di Crabb furono in grado di riconoscere il suo corpo. Parziali declassifiche Poiché alcune informazioni sono state rese pubbliche (in base alla regola dei 50 anni) sono emersi nuovi fatti sulla scomparsa di Crabb. Il 27 ottobre 2006, gli Archivi nazionali pubblicarono documenti relativi alla missione sotto lo scafo del Ordzhonikidze. Ma non solo. Sydney Knowles, ex partner subacqueo di Crabb, dichiarò in un’intervista televisiva (Inside Out – South del 19 gennaio 2007) che Crabb non si era immerso da solo nella sua ultima missione, anzi in quelle acque ve ne erano altri insieme a lui. Ci fu anche una dichiarazione di un ex sommozzatore russo di nome Koltsov, che riferì che gli è stato ordinato di immergersi per indagare su attività sospette intorno all’incrociatore Ordzhonikidze. Cosa plausibile considerando che la nave aveva trasportato il presidente Krusciov e il primo ministro Bulganin, per incontri con il primo ministro britannico sir Anthony Eden e i suoi ministri, la sicurezza doveva essere stata massima da ambedue le parti. Quello che sembra strano è che sicuramente la nave russa era sotto sorveglianza e che l’immersione di un sommozzatore dalla stessa sarebbe stata certamente notata dagli Inglesi. Koltsov rivelò a dei giornalisti russi di essersi immerso quella notte nel porto di Portsmouth, dove l’Ordzhonikidze era ormeggiato, e che, durante la sua ispezione, aveva scoperto “la sagoma di un sub” che stava armeggiando sul lato dritto della nave, sotto la linea di galleggiamento, proprio in corrispondenza dei depositi munizioni della nave. Avvicinandosi si era reso conto che “stava sistemando una mina sullo scafo”. Koltsov si avvicinò ed ebbe la meglio sul sommozzatore tagliandogli la gola. Verità o fantasia? Forse lo scopriremo nel 2057 quando alcuni documenti del Governo britannico, ancora segretati, saranno resi pubblici. Quale è la versione russa? A parte la dichiarazione di Kolstov le domande non risposte sono tante. Di fatto, alcune fonti riferiscono che dopo l’“incidente” di Crabb i Sovietici crearono il PDSS (Противо-Диверсионные Силы и Средства, Protivo-Diversionnyye Sily i Sredstva = Forze e mezzi anti-sabotaggio), presso le strutture della flotta sovietica in mar Nero. Il PDSS aveva il compito di contrastare attacchi da parte di sommozzatori nemici con team speciali scelti tra gli Spetnaz. In quegli anni uscirono molte altre teorie secondo le quali Lionel Crabb dovette emergere a causa di un malfunzionamento del suo apparato ad ossigeno e fu ucciso da una sentinella o solo ferito. In quel caso la storia va oltre i romanzi di Ian Fleming. Crabb, dissero, venne catturato dai Sovietici che poi lo trasportarono segretamente in Russia dove forse tradì il suo Paese. Altri pensano che semplicemente ebbe un malore e, dopo essere stato recuperato dai Russi, fu fatto sparire dagli stessi per evitare l’imbarazzo politico che sarebbe derivato in quel momento storico così delicato. Una storia che ha attratto giornalisti, storici e romanzieri ma ormai svanita nel nulla, come il fumo delle immancabili sigarette di "Buster" Crabb. (articolo originariamente pubblicato su http://www.ocean4future.org) Foto: Imperial War Museums / web / British Pathé
  12. danilo43

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Non conosco con esattezza l'anno non essendo specificato nella foto USMM, ma si tratta proprio dell'entrata della caserma Ermanno Carlotto a Tientsin. La mano a Red!
  13. nostromodiroma

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Ho commesso un errore, ho pensato all'arma da pubblicare dimenticando che dovesse essere di altra forza armata come da titolo del quiz
  14. Vi segnalo un interessante articolo pubblicato sulla Rivista Marittima di ottobre 2021. "Quattro ufficiali di Marina "raccontano" ..." è la parola di 4 dei Comandanti della nave scuola Amerigo Vespucci. L'articolo è disponibile da leggere a questo link: https://issuu.com/rivistamarittima/docs/ottobre_2021 Oppure leggibile (scaricabile) invece come file pdf nel sito della nostra Marina Militare. Questo è il link alla pagina: https://www.marina.difesa.it/media-cultura/editoria/marivista/Pagine/2021_10.aspx Buona lettura! --------- Alcune frasi che mi hanno colpito: “In quel momento ho sentito l’odore caratteristico del Vespucci, un misto fra canapa, manilla, legno e scarico dei diesel prodieri che fuoriesce dal fumaiolo sul ponte delle barche. Quello stesso odore, memorizzato dai miei recettori olfattivi, si è ripresentato 30 anni dopo ed è stato immediatamente riconosciuto. Questo è il primo elemento identificativo di questa nave, che la rende già di per sé unica e inconfondibile.” “Nel maggio del 2020, al termine di un durissimo lockdown nazionale, ho ricevuto il più bello degli ordini che un marinaio possa mai augurarsi: «molla gli ormeggi e vai dove vuoi, dove ritieni più opportuno veleggiare massimizzando il risultato formativo». E così ho fatto. Il bilancio di questi due anni è nelle parole di un mio ufficiale che alla domanda «cosa abbiamo perso con l’annullamento del Giro del Mondo?» Ha risposto «tanto». «Cosa abbiamo guadagnato in questi due anni di navigazione insieme in Mediterraneo, alla ricerca del vento e delle onde?» Ha risposto «di più». Cosa sono stati questi due anni di comando per me? Di più.” (Gianfranco Bacchi) “Va evidenziato, infatti, che una nave militare quando entra in un porto straniero svolge anche un’attività diplomatica; sin dall’epoca dei vascelli del XVII secolo, stimola la comunicazione, lo scambio culturale, il confronto costruttivo. E nave Vespucci è una perfetta ambasciatrice itinerante che svolge il suo compito in maniera diretta ed efficace.” “Campagna di istruzione del 2013 in Nord Europa, (…). Soprattutto l’esperienza di Londra fu straordinaria. (…) Ma al mattino, dai vari palazzi di vetro della City, tutti gli impiegati di una delle piazze finanziarie più importanti del mondo, poterono ammirare il Vespucci con gli alberi che svettavano al cielo tra i grattaceli e i vari nocchieri a 50 metri di altezza che lavoravano alle vele. (…) Molte autorità locali, colleghi britannici della Royal Navy compresi, davvero non si aspettavano che una nazione, peraltro l’Italia, potesse ancora avere una tale unità in efficienza e soprattutto in grado di esprimere in pieno la sua capacità di formazione, una tradizione mantenuta e anche innovata. Per gli anglosassoni fu una vera espressione di meraviglia e stupore: per la bellezza e imponenza dell’alberata, per l’ordine e la complessità dell’armamento, con tutte le manovre rigorosamente manuali, in fibra naturale di canapa, manilla e sisal.” (Curzio Pacifici) “Luglio 1986, New York; nave Amerigo Vespucci entra nella baia di Hudson per partecipare alle celebrazioni del bi-centenario della Statua della Libertà. Il famoso fiume che attraversa la città simbolo degli Stati Uniti ha sostituito il manto azzurro di cui normalmente si veste con un manto bianco punteggiato dalle migliaia di candide vele delle piccole e grandi imbarcazioni che in un numero imprecisato hanno mollato gli ormeggi tanto dai piccoli porticcioli di stazionamento quanto dai lussuosi Yachting Club e sono accorse a salutare la nave scuola della Marina Militare italiana, al secolo «la nave più bella del mondo». (…) Ma in quel giorno d’estate del 1986, mentre tutti gli skipper, da quelli provetti ai meno esperti, fanno a gara per passare il più vicino possibile alla fiancata a strisce bianche e nere del Vespucci, su uno dei pennoni dell’albero di maestra, con lo sguardo fiero rivolto verso i grattacieli della «Grande mela» e nella mente un bagaglio di sogni non ancora realizzati, un allievo dell’Accademia navale, al termine della prima classe, sta vivendo una grande e irripetibile emozione. È allineato e a stretto contatto di gomito con i suoi compagni di corso, anch’essi rapidamente schierati dopo la «salita a riva» per il «saluto alla voce». Ha poco più di diciott’anni, e in quel momento, a bordo di quel maestoso bastimento, amato e acclamato da tutti, si sente al centro del mondo. Luglio 2017, sono trascorsi trentun’anni dai festeggiamenti a New York ma lo scenario si presenta immutato. Migliaia di imbarcazioni rendono gli onori all’Amerigo Vespucci (…)». Il ragazzo che trentun’anni prima guardava verso un orizzonte ancora incerto e non definito, è a bordo della nave e anche se con qualche ruga sul volto ha conservato lo stesso sguardo fiero di un tempo. Questa volta però il suo «posto di manovra» è sul «banco di quarta», ha un binocolo al collo e una radio portatile nella mano destra; (…) Quel ragazzo è tornato a bordo dell’Amerigo Vespucci e ne è adesso il suo comandante.” “Da allievo a comandante, da New York a New York, il cerchio della vita, dopo traiettorie imprevedibili, è ripassato magicamente dopo trent’anni dal punto di partenza. Questo è il messaggio che vorrei trasferire a quei giovani che avranno la voglia e la pazienza di leggere queste righe. Basta crederci e volerlo fortemente. In fondo, se a pensarlo era quell’indiscusso genio italico che fu Leonardo da Vinci dobbiamo necessariamente credergli: «Non chi comincia ma quel che persevera». (Angelo Patruno) “Nave Vespucci è un simbolo dell’eccellenza del paese all’estero, vettore/strumento di diplomazia e pertanto era di fondamentale importanza che tutto l’equipaggio fosse all’altezza di quel compito, che tutti sentissero quella responsabilità di sentirsi «ambasciatori» dell’italianità nel mondo. Parimenti, lo stesso concetto valeva nel contesto nazionale e ancor più in quello Marina, per cui nave Vespucci rappresenta un’appendice delle attività formative svolte in Accademia. Pertanto, le indicazioni fornite erano state quelle di improntare l’agire di ognuno di noi secondo tre caratteristiche: la passione, il buonsenso e la coerenza.” “Lasciato il porto di Reykjavík all’alba e in anticipo sui consueti orari di partenza, con la sua maestosa lentezza, il vascello si è diretto verso il suo obiettivo. Alle ore 00:27 locali dell’8 agosto 2018, nave Vespucci oltrepassa il Circolo Polare Artico e intraprende per la prima volta nella sua storia, la navigazione nell’Oceano Artico/Mar Glaciale Artico. Grandi festeggiamenti a bordo, battesimo del «ghiaccio» e un comune diffuso entusiasmo per aver raggiunto un obiettivo di una assoluta unicità! Ma non basta, le ore del mattino portano con sé un favorevole vento (decisamente freddo) da ovest che sembra voler accompagnare la navigazione artica. È immediata la chiamata al posto di manovra alle vele. Con un entusiasmo e una eccitazione mai apprezzata prima, nocchieri e allievi si arrampicano velocemente sulle sartie e in men che non si dica, mettono la nave in vela. Leggere la soddisfazione sui loro volti osservando i loro occhi brillare nel vedere in alto le vele gonfie spingere silenziosamente la nave, è impagabile.” (Roberto Recchia)
  15. Ocean's One

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    A me sembra anche che i due tipi nei ritratti siano Robert Whitehead e Giovanni Luppis...
  16. inhocsignovinces

    Quiz: Indovina Il Personaggio

    Sì russo. Proprio Makarov. A te Massimiliano!
  17. Iscandar

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Mi sembra un arma di marina non di altra forze armate
  18. nostromodiroma

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Allora uno veloce e antico
  19. Massimiliano Naressi

    Quiz: Indovina Il Personaggio

    Stephan Osipovic Makarov.
  20. Iscandar

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Per inciso ancora e leone è lo stemma della marina finlandese
  21. darth

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    @nostromodiroma affonda anche questo bersaglio a te la mano
  22. é vero Fausto, hai perfettamente ragione devo dire che è l'unico gioco su pc a cui continuo a giocare anzi mi è ripresa la voglia, ma il tempo e altri "impicci" non mi permettono di fare il bambino come vorrei
  23. Red

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Potrebbe essere l'entrata della Caserma Ermanno Carlotto a Tientsin in Cina ( circa 1935 ) ? RED
  24. nostromodiroma

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Cercando per missili a guida IR ho notato questo AIM-4 Falcon
  25. Totiano

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Riferito al San Marco, allora. Potrebbe avere a che fare con le sue dislocazioni all'estero, come la Cina?
  26. danilo43

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Parecchio lontano da Venezia, DIR !
  27. Totiano

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Quindi Venezia... forse luogo che fu collegio per KuK Marine?
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